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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Perfetto il look anonimo di Nicolas Cage, da sessantenne trascurato che si mimetizza con l'ambiente; un individuo insignificante che d'improvviso, per un'inspiegabile circostanza, compare nei sogni di centinaia, forse migliaia di persone che nemmeno lo conoscono. La cosa più divertente, tuttavia, è che all'interno di ogni altrui attività onirica non fa assolutamente nulla. Mai. Passa. Impassibile, qualsiasi cosa capiti. Può esserci un terremoto, una strage, un delitto... Lui cammina sullo sfondo, incurante di quanto accade intorno. Non è insomma un Freddy Krueger, per citare...Leggi tutto il punto di riferimento a cui lo stesso film ammette di guardare non potendo evitare di nominarlo (la mano del produttore Ari Aster si sente anche in questo). O almeno non inizialmente.

Ci si ride sopra, sulle prime: la gente lo incontra per strada, nei locali, e prova spesso un déjà vu inspiegabile. E' solo quando ci si rende conto che il fenomeno riguarda molte più persone di quanto si potesse immaginare che il professor Paul Matthews diventa una celebrità. Ma è anche il momento in cui le sue apparizioni cominciano a coincidere con atteggiamenti ostili: Paul nei sogni attacca, prende a martellate poveri innocenti e la gente al solo incrociarlo è spaventata, lo evita... Si passa insomma dalla curiosità alla paura, mentre l'atteggiamento del protagonista (sposato con due figlie) è sempre lo stesso; o meglio vorrebbe esserlo, ma l'uomo si rende conto che intorno a lui il mondo sta cambiando. In peggio...

Partendo da una situazione buffa, che Cage incarna alla perfezione, il regista norvegese Kristoffer Borgli si pone su una strada a metà tra la commedia e il dramma (con timidi accenti horror), immergendo la storia in un clima surreale che a lungo andare, tuttavia, sconta una lentezza eccessiva. Perché a ben vedere, dopo aver sfruttato discretamente e in chiave blandamente umoristica la trovata dell'uomo che s'inserisce nei sogni altrui, nella sua progressione non individua sviluppi eccitanti né in grado di dare un senso nuovo alla stessa. Si gioca la carta del cupo erotismo risolvendola con una sdrammatizzazione pierinesca, ma sono sempre spunti mai completamente portati a una conclusione soddisfacente, che restano sospesi comunicando soprattutto un'inquietante angoscia esistenziale. Dovrebbe essere una qualità e potrebbe esserlo, ma mancano al soggetto quei guizzi che possano trasformarlo in un qualcosa non solo di originale ma di godibile.

Ci si avvia alla conclusione stancamente, lontani dagli effetti dirompenti ottenuti all'inizio, quando ancora grazie alla stupefazione per l'imprevisto si assisteva attoniti al primo sogno in apertura, con le chiavi che piovono dall'alto rompendo un tavolino di vetro e la figlia di Paul a librarsi in volo. Molto ben studiate alcune scene (quella con Michael Cera in cui si pensa a Paul come testimonial della Sprite, ad esempio), sviluppate in modo elementare e scarsamente significative troppe altre (quasi tutte quelle ambientate nell'università dove Paul insegna). Le non banali riflessioni conseguenti alla presa di coscienza di una contingenza imprevedibile non trovano riscontro in una messa in scena che mai riesce a essere incisiva come vorrebbe...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/11/23 DAL DAVINOTTI
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Markus 18/11/23 11:56 - 3686 commenti

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Inutile girarci attorno, il film punta tutto sulla quasi iconica figura di Nicolas Cage, qui rappresentato come anonimo professore universitario dall’aspetto decisamente trasandato ma che, questo il punto centrale, si trasforma - suo malgrado - in un una presenza di "craveniana" memoria. L'attualizzazione di una simile quanto logora citazione è, se non altro, il mondo dei social che in parte ha il suo momento se vogliamo sociologico in questo film che va detto è scorrevole nei primi quaranta minuti per poi scivolare in una lentezza che inficia negativamente nella visione complessiva.
MEMORABILE: Nicolas Cage viene provocato da una irresistibile ventenne e lui reagisce con due fragorosi peti alla Alvaro Vitali.

Fabbiu 19/11/23 01:07 - 2142 commenti

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Cage è perfetto nel ruolo del mediocre e quasi fa ridere, nelle sue reazioni agli eventi straordinari che gli accadono; almeno fino a quando il mondo attorno a lui non inizia a cambiare, peggiorando; a quel punto le atmosfere del film cambiano, si fanno cupe, opprimenti, infine sfociano in un dramma e quel personaggio buffo fa ora venire una gran tristezza. All'inizio intriga, poi finisce per far perdere alla società il poco senso di umanità rimasta.

Rambo90 20/11/23 18:21 - 7692 commenti

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Una sceneggiatura molto interessante, soprattutto nella seconda parte, quando la grottesca idea di un uomo sognato inspiegabilmente da mezzo mondo cede il posto alla terrificante sensazione che lascia nelle persone, pur senza fare nulla nella realtà. Un apologo su cosa diventiamo quando il dubbio ci viene instillato, pur senza prove empiriche di ciò che pensiamo e sentiamo. Funziona benissimo Cage, quasi irriconoscibile, che dimostra di saperci fare se ha materiale buono a disposizione. Notevole.

Rebis 23/11/23 15:04 - 2336 commenti

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Apparire nei sogni altrui: poteva succedere solo a Nicolas Cage, l'uomo meme, ormai membro dell'inconscio collettivo. Invece accade a Paul Matthews, che non è Cage eppure lo è, un uomo qualunque, colpevole di procrastinazione. Secondo Borgli, un essere mediocre che merita una punizione esemplare: l'espropriazione identitaria, la gogna pubblica e privata come Boogeyman e la concessione di autodeterminarsi solo in sogni appaltati dal Sistema. Sembra una puntata mal riuscita di Black mirror, invece è il correlativo delle azioni mai compiute da Paul, con cui Borgli si lava la coscienza.

Zampanò 2/12/23 10:46 - 381 commenti

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Lo “scenario” mette in metafora la schizofrenia cosiddetta woke che da anni affligge gli Usa. Un mite professore è idolo quando non fa nulla limitandosi ad apparire (in sogno) e persona da eliminare quando viene percepito come freak. Cage asseconda magistralmente l’inghiottimento nelle sabbie mobili della cancel culture e Borgli è bravo a farlo precipitare. La qualità del film è che, pur paradossale, sembra raccontare situazioni di rabbia collettiva consuete, normali, “il sogno sognato da un’intera società”, direbbe Henri Bergson. In tal caso incubo. Da vedere.
MEMORABILE: Il classico e coatto video di scuse sui social.

Daniela 29/02/24 00:09 - 12651 commenti

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Un tranquillo professore di biologia comincia ad apparire nei sogni di milioni di persone, conquistando una celebrità che prima lo gratifica e poi gli si rivolta contro quando da presenza passiva si trasforma in personaggio da incubo... Geniale la scelta di scegliere Cage, attore-meme per eccellenza, per impersonare una persona comune che si ritrova trasformato in meme in questo film surreale e imprevedibile pieno di spunti di riflessione sulle storture del mondo social in cui siamo immersi. Dopo il bel Sick of myself, Borgli conferma d'essere un regista da tenere d'occhio.
MEMORABILE: Le intromissioni pubblicitarie nei sogni.

Kinodrop 9/03/24 19:53 - 2941 commenti

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Un professore universitario onesto ma scialbo scopre di essere presenza ricorrente, prima nei sogni dei conoscenti, poi a macchia d'olio, di altre innumerevoli persone anche sconosciute, passando da innocuo fenomeno a vera minaccia per chi scambia il sognato con il reale. L'argomento si presta a essere tirato da tutte le parti e interpretato secondo i canoni più correnti, da quello psicanalitico a quello mediatico, ma lasciando una sensazione di incompiutezza, velata da una buona dose di grottesco e ironia nera, magari azzeccate ma poco coese. Convince invece la bella prova di Cage.

Paulaster 19/03/24 18:00 - 4409 commenti

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Professore universitario finisce involontariamente nei sogni altrui. Spunto accattivante dello sconosciuto che diventa virale e inquietante, in alcuni frangenti. Anche l'efferatezza di alcuni incubi non è banale. L'ultima parte pregiudica il risultato complessivo in quanto, oltre a non sapere come concludere, resta anche sospesa su eventuali ragionamenti. La questione social e i sogni per vendere prodotti attualizzano il film per un pubblico giovane. Cage riesce a non gigioneggiare.
MEMORABILE: Nell'angolo della stanza in penombra; Le martellate in testa; Il video di scuse.

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