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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/06/19 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71
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Buiomega71 22/06/19 00:18 - 2236 commenti

I gusti di Buiomega71

Il modello della Gleason pare essere I giorni del cielo, ma le esce un lagnoso e narcolettico filmetto dalla consistenza di una telenovela. Pessimo il cast (la Singer pare imbambolata e priva di emozioni), situazioni da romanzetto Harmony, duro lavoro (come se importasse qualcosa a qualcuno) nella fattoria foriera di corna e passioni (scene d'amore di una banalità imbarazzante), omicidio (ridicolo), fuga (da telefilm), processo (più avvincente una puntata di Forum) e penosa chiusa finale. 77 minuti di agonia in cui si salva solo la fotografia di Elliot Davis.
MEMORABILE: La Singer che si toglie gli stivaletti e mostra i calzini sporchissimi; La bimba che si rovescia addosso la padella sul fuoco con i piselli.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 22/06/19 09:31
    Pianificazione e progetti - 21769 interventi
    Direttamente dalla collezione privata di Buiomega71, la vhs Vivivideo

    Edizione: maggio 1989

    Durata effettiva: 1h, 17m e 31s

    Ultima modifica: 22/06/19 10:42 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 22/06/19 10:27
    Pianificazione e progetti - 21769 interventi
    Un cast con alcuni nomi cult del cinema americano ottantiano: Lori Singer che ho sempre trovato mesta e complessa (Saranno famosi e la violoncellista suicida di America oggi), Bruce Re-Animator Abbott (che fà il belloccio che però non le riesce), Clu Gulacer, tra i miei caratteristi preferiti da Il ritorno dei morti viventi (ruolo della vita), per passare a Nightmare 2 fino all'Alieno, una giovane Kathy Bates pre Misery (quì a fare da inconsistente ornamento) e Anthony Edwards, che non ricordavo dove lo avevo visto, poi , pensa che ti ripensa, mi è venuto in mente Toccato!, in più la regista Michie Gleason (che il Dizionario delle donne registe di Tiziano Sossi omette, forse credendo che Michie fosse un nome da uomo e non approfondendo la ricerca) è stata assistente di Malick sul set dei Giorni del cielo, che la regista tenta di calcarne le orme, negli intenti, riuscendole un mezzo disastro.

    Uno dei film più brutti, lagnosi, noiosi, scialbi e inutili visti negli ultimi anni.

    Nulla funziona, a cominciare dagli attori (la Singer pare imbambolata e priva di emozioni anche quando fa all'amore), Abbott ridicolo nel ruolo del bellimbusto alla Jack Nicholson del Postino suona sempre due volte, (al suo arrivo nella cittadina dove il cinema pubblicizza Accade una notte di Capra, ma che pare messo giù come uno spot) dove le emozioni e il coinvolgimento sono prossimi allo zero assoluto (77 minuti che non finivano più e sembravano 180, in un agonia che pareva non avere fine)

    Ricostruzione della Carolina del Nord degli anni 30 nemmeno tirata via, ma serve a poco, anzi, quasi a nulla, così come le atmosfere afose e torride stile Brivido caldo che la regista vorrebbe tanto infondere, ottenendo il misero effetto opposto, dando più il terrificante sentore di una soap opera pomeridiana.

    Se non ci si deve sorbire la lavorazione nei campi (come se importasse qualcosa a qualcuno), allora ci pensa la Singer e i suoi crucci amorosi, con scene passionali da telefilm e uno spessore psicologico dei personaggi quasi nullo, talmente sono monodimensionali (per usare un eufemismo)

    La fattoria foriera di corna e di desiderio affoga in un mare di inedia e ha la consistenza di una telenovela.

    La bella moglie insoddisfatta del fattore (un pò coglione) prende la scimmia per il bel bracciante tenebroso, cede alla tentazione dei sensi con tanto di imbarazzanti sequenze "calde". Omicidio (tra i più risibili mai girati), fuga (penosa) dei due, processone insignificante e chiusa finale a dir poco improponibile (il discorso che la Bates fa alla Singer, sul lettone della mamma, è talmente assurdo da risentirlo per crederci)

    Già la trama è stantia (l'Ossessione viscontiana aveva già detto tutto in proposito), e la Gleason non fa nulla per renderla interessante, ma pare che faccia tutto il contrario, dando al filmaccio una patina appiccicaticcia di un film che sembra molto più vecchio dell'anno in cui è stato girato.

    Durante la sofferta visione mi domandavo perchè, all'epoca, distribuivano in italia (il film uscì pure al cinema nel giugno del 1988, distribuito dalla Cecchi Gori) queste ciofeche e rimanevano inedite opere degne di nota (ecco perchè certi titoli è meglio che rimangano solamente in vhs, confinate giustamente, come in questo caso, nell'oblio)

    Unica sequenza che desta dal torpore (ci sarebbe anche quella della bimba che si rovescia addosso la pentola sul fuoco con i piselli, ma è talmente girata male da suscitare involontaria ilarità) è quando la Singer si toglie gli stivaletti per fare il bagno nella tinozza, mostrando i suoi calzini sporchissimi.

    In questo penoso marasma di pochezza e futilità fatta pellicola, si salva solamente la fotografia (sprecata) di Elliot Davis (che sui titoli di testa italianizzati diventa Ellio Davis!)

    Atroce (tanto per non farsi mancare nulla) anche la canzone cantata da Kim Carnes sui (tanto agognati) titoli di coda.

    Talmente casto e pudico da fare quasi tenerezza (per non dire pena), con un divieto ai minori di 14 anni da immediato internamento in manicomio.

    Passare oltre, a piè pari.
    Ultima modifica: 22/06/19 14:25 da Buiomega71