Bestialità

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non tragga in inganno l'incredibile scena zoofila su cui si apre il film (girata peraltro con stupefacente realismo), nella quale una bimba osserva dalla finestra la madre sessualmente posseduta da un dobermann. Non ci si creino errate aspettative perché solo nel drammatico finale ci si riallaccia al tema, lasciando che esso riaffiori qua e là giusto come suggestione. La bimba col dobermann, fattasi adolescente (Fani), se ne gira per il castello di famiglia (abbandonato) sorvegliata blandamente da un pescatore di ben poche parole (Salerno). Un architetto (March), giunto sull'isola con la moglie (Mayniel), l'incontra e ne resta affascinato; la ragazzina scompare, ricompare per rubargli la macchina fotografica e infine si fa rivedere in villa...Leggi tutto per restituire il maltolto. Ha sguardo dolce e ammaliante e il noioso tran-tran della coppia, aggravato da un figlio che non vuol nascere, da un sesso sempre più in ombra e dalle voglie difficilmente reprimibili di lei, sembra proprio aver bisogno di un additivo... Poi ci sono gli amici, borghesi altolocati pronti a organizzare feste tra alcool e lascivia (anche perché tra le invitate si fa notare Ilona Staller, che non dice una parola ma appena può mostra lo splendido corpo nudo muovendosi a tempo di sinuose danze). E un mezzo matto (Muller) che teosofeggia, invoca Dio e spara sentenze da invasato. Riempitivi chiaramente, corollario a un film in cui il regista punta innanzitutto a raccontare i caratteri dei componenti il triangolo, che coi loro sguardi e le poche parole comunicano insicurezze, desideri e dubbi esistenziali. L'esplosione d'erotismo che riempirà le inquadrature occupando la scena con corpi avvinghiati e primi piani anatomici ha il vantaggio di essere commentata dalle belle note soffuse di Lallo Gori, capaci di elevarne il valore, ma tradisce nel contempo la furberia di un'operazione che, messa in scena con una certa qual sapienza, poggia su una sceneggiatura pressoché invisibile (firmata da Luigi Montefiori) e su un soggetto che funge da debole base sui cui lavorare focalizzando sguardi, ammiccamenti, ansie, delusioni e disillusioni.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/01/09 DAL BENEMERITO HOMESICK POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/12/17
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Homesick 14/01/09 18:47 - 5737 commenti

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Da un'idea di Luigi Montefiori. Sulle cupe note di Gori, prologo ed epilogo zoofili e violenti delimitano una scipita storia di coniugi borghesi in crisi: il contatto con un’isolana giovane e selvaggia fa loro riscoprire la perversione dei sensi. Dialoghi verbosi e vuoti – decorati da uno strip-tease della Staller – si alternano a scene di sesso tra la Fani e la coppia March-Meyniel. Salerno parla poco e bastona, Muller filosofeggia insensato. Scabroso, con pretese autoriali frustrate.

Undying 23/04/09 20:46 - 3840 commenti

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Gli anni'70 non sono solo (e soltanto) stati quelli della commedia sexy, del giallo e del poliziesco. Sono stati anche, in misura tutt'altro che contenuta, quelli del disagio esistenziale, della "maladolescenza" e, più in generale, della difformità di concezione sull'edonismo applicato all'atto sessuale. Un mini filone, a base di bestialità assortite, fece la sua comparsa: cani o serpenti gli amanti prediletti da ragazze men che piccine. Questo è l'esemplare meno volgare e che più degli altri attirò pubblico nelle sale. La musica tetra e il partner aggiudicato (dobermann) lo rendono avvilente.

Renato 3/12/09 12:23 - 1580 commenti

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Una ridicolaggine bella e buona, girata male e con le pessime musiche di Lallo Gori, forse riciclate, chissà. Dialoghi irritanti, storia elementare... è davvero arduo salvare qualcosa in questa pellicola, sebbene ci siano alcuni bravi attori (Muller, Salerno, lo stesso Balbo). Appare anche la Staller in uno dei suoi tipici ruoli degli anni '70, e come se il film non fosse già abbastanza bizzarro di suo, Maria Tedeschi ad un certo punto accenna persino uno strip. Quando è troppo, è troppo.

Deepred89 3/05/10 01:56 - 3292 commenti

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Si parte alla grande, con una sequenza edipico-zoofila trashisticamente imperdibile. Poi si tenta la carta dell'erotico (più o meno) classico, con scenari vagamente esotici e una buona dose di noia, mentre il ridicolo si limita ai dialoghi allucinanti (si legga sotto) e ad alcune inquadrature (per via di una regia a dir poco pessima). L'attenzione sale nell'ultima mezz'ora, quando il senso dell'assurdo e del trash tornano finalmente a farsi sentire. Incredibile la presenza di alcuni grandi nomi, tra attori e doppiatori. Musiche di Gori spassose.
MEMORABILE: "Tu invece sei una mignotta che cerchi il cazzo più lungo della lingua per prolungare il ponte che ti separa dell'effimera sponda del successo".

Buiomega71 16/12/10 17:39 - 2282 commenti

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Non si è mai visto nulla di simile e mai si ripeterà. Un mix tra zoofilia e poesia pura, lontano anni luce dalle boiate caserecce di Luigi Russo o le "bestie" della Marina Fajese. Scioccante, perverso ma anche ipnotico e, per certi versi, surreale. La Fani è al massimo dello splendore. Si vede che dietro c'è una regia che ricerca la bellezza estetica, distante da quelle dei nostri "classici" registi di genere. Peter Skerl, regista svedese con qualche ambizione, ci regala qualcosa di unico e indimenticabile.
MEMORABILE: Le crisi epilettiche della Fani mentre fa il menage a trois con la coppia.

Ronax 27/07/12 02:39 - 912 commenti

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Come Stefania Casini con De Niro e Depardieu in Novecento, anche Leonora Fani ha un attacco di epilessia durante una scena di sesso a tre con la Mayniel e March. I riferimenti autoriali si fermano però lì, visto che il film di Skerl è solo un pigro e tardo epigono del filone esistenzial-erotico su sfondi marini con l'aggiunta della componente zoofila, emanazione diretta del successo de La bestia di Borowczyk. Ripetitivo e infestato da dialoghi terribili, il film ha come solo punto di forza la matura quanto intrigante sensualità della Mayniel.
MEMORABILE: Le deliranti divagazioni filosofiche di Paul Muller.

Ciavazzaro 30/10/12 21:51 - 4765 commenti

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Cult! Folle e geniale allo stesso tempo, con un cast da urlo: la Mayniel moglie insodisfatta che trova nella giovane Fani una figlia/amante, la Fani al top, Muller filosofo Salerno mezzo-muto e c'è pure la Staller che mostra volentieri le sue grazie. Dopo un inizio non perfetto tra perle trash (l'aperitivo con ubriacatura finale dei partecipanti), il film decolla raggiungendo l'apice con un finale nerissimo e terribile (nel senso buono del termine). Da vedere assolutamente.
MEMORABILE: Lo strip di Maria Tedeschi!

Capannelle 20/02/13 15:59 - 3732 commenti

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Il primo tempo è soporifero e pieno di passaggi a vuoto e un pallino sarebbe già troppo. Dopo la scena a bordo dello yacht, dove Muller spara una perla dal sapore polselliano e la Staller fa parlare il suo corpo, inizia un crescendo che almeno in chiave trash vale tre pallini. Un'euforia sessuale che attraversa tre generazioni e culmina in un triangolo carnale dove trovano spazio anche l'epilessia e l'accompagnamento animale. Girato con approssimazione, sequenze fotografate ora bene ora come capita. Ma la musichetta è a suo modo ipnotica.

Lucius 16/08/13 12:06 - 2819 commenti

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Se bastassero un paio di sequenze disturbanti a stroncare un film coraggioso e originale come questo, allora il Salò di Pasolini meriterebbe una stroncatura unanime. La pellicola ha dalla sua una location da sogno e attori dotati; presenta inoltre uno stile proprio, un'impronta autoriale. L'anno successivo De la Iglesia partorirà La criatura, ispirato a un soggetto similare. I casi di cronaca hanno trattato anche questi argomenti. Bene ha fatto il regista a documentarne uno. Un triangolo sessuale, non lo avevi considerato?

Pinhead80 16/11/14 11:52 - 3969 commenti

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Un film unico nel suo genere sia per la scabrosissima tematica affrontata sia per la spettacolare location. Si respira un'aria di salsedine e sesso per tutta la durata del film. Poco importa se la storia sia poco credibile. Di triangoli amorosi la storia del cinema è piena, ma quando spunta un quarto elemento (e che elemento) allora entriamo nel cult a tutti gli effetti. Peccato che sia l'unica opera di questo strano e misterioso regista.
MEMORABILE: Il cane Satana!

Matalo! 10/02/15 11:23 - 1368 commenti

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Un film dove c'è un primo piano di un cane che tromba con la lingua di fuori o è di Mel Brooks o fa schifo! Il titolo fa sperare in un minimo di autocoscienza del regista. Noioso, presuntuoso, montato a caso, con dialoghi ridicoli (fortunatamente rari). Arriva al dunque quando è troppo tardi e tutte le sue velleità psicanalitiche sono alibi per mostrare il pelo degli odiosi protagonisti. Perle di saggezza di Muller mentre la Staller si dà in un insensato strip o quando chiosa nel finale, che giunge alla solita ipocrita morale punitiva.
MEMORABILE: "E' il mio caneeeee!"; Mai il cinema fu così spietato con la Tedeschi; "Perchè Dio fece due fratelli siamesi".

Faggi 13/02/17 19:49 - 1507 commenti

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Prologo fulminante, dove il complesso di Elettra sembra ripensato da qualche antico surrealista sguinzagliato. Musica ora tetra ora suadente, paesaggio agorafobico sonorizzato da cicale e grilli, dialoghi da guazzabuglio mistico-filosofico; alcuni personaggi sembrano spettri (anche la Staller nuda), altri lo sono (il dobermann Satana, la Fani). Finale punitivo sul quale mi taccio. La messa in scena non è certo da capolavoro ma lo status di cult glielo si può concedere.
MEMORABILE: La Fani sdraiata sugli scogli; Lo strip spettrale della Staller.

Markus 28/08/17 10:36 - 3310 commenti

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Opera unica di Peter Skerl, che su un soggetto di Luigi Montefiori mette in scena l'ennesimo dramma borghese "settantiano" con venature morbose e una sessualità... bestiale, più propensa ad assecondare i pruriti del pubblico di allora che di spiegare chissà quale dietrologia psicologica. La Mayniel si riconferma perfetta nel ruolo di annoiata, così come la Fani in quelli di ragazzina con qualche vizio di troppo. Salerno (poco più che una comparsa) è ahimé silente. Film inchiodato al periodo d'uscita. Suggestivo il suono del Moog di Lallo Gori.

Rufus68 26/05/19 22:50 - 3119 commenti

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Nomen omen. Le ambizioni autorial-psicologistiche trovano uno sfogo in dialoghi d'allucinante e insensato esistenzialismo: si vorrebbe fare Godard o chissà chi e ci si ritrova nel brago del ridicolo. Non si sorvoli, poi, sulla causa del trauma da scena primaria (la zoofilia della mamma) che inclina il tutto al fumetto scollacciato (tanto che gli ululati del povero cagnaccio copulatore muovono alle risa). Da risatina sommessa, poi, gli isterismi della Fani e certi soliloqui in riva al mare. Per esteti del peggio.

Bullseye2 19/04/20 02:43 - 92 commenti

I gusti di Bullseye2

Punto di non ritorno dell'erotico anni '70, più simile ai coevi film erotici greci che a quelli italiani per tematiche e ambientazioni. Certo, oggi sembrerebbe assurdo vedere al cinema un film del genere, ma in quegli anni selvaggi tutto sembrava possibile: "bestiali" triangoli erotici, lolitismo, epilessia, perversione, delirio psicotronico, Enrico Maria Salerno in un ruolo sgradevolissimo, un Paul Muller che pare uscito da un film di Polselli, un epilogo tanto malsano quanto allucinante per un'opera oscura e misteriosa quanto il suo regista.
MEMORABILE: Ogni apparizione di Paul Muller; L'allucinante epilogo; Il triangolo tra i coniugi e la giovane Fani; Le scene di "bestialità".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Matalo! • 13/02/15 09:00
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Buiomega: mi spiace per ieri. Forse ho frainteso quello che volevi dire.
  • Discussione Zender • 13/02/15 10:38
    Consigliere - 43613 interventi
    Cavolo, bravo Matalo! Le scuse su internet sono forse la merce più rara da trovare e segno di grande maturità. Oltretutto Buio non ci era di sicuro andato leggero, visto che in fondo era solo un equivoco tirato per le lunghe.
  • Discussione Dusso • 13/02/15 10:54
    Segretario - 1621 interventi
    Deepred89 ebbe a dire:
    Confermo l'assoluta sincerita e mancanza di intenti polemici nell'opinione Buio. Anzi, aggiungo che, ricordandomi quanto mi disse dal vivo, quasi mi stupii del leggere soltanto 3 pallini.

    Ricordo anche io la vostra discussione a Roma a Villa Borghese su questo film
  • Discussione Matalo! • 13/02/15 11:05
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Beh insomma...ci volevano le mie scuse in questo caso
  • Discussione Lucius • 13/02/15 11:06
    Scrivano - 8319 interventi
    Intendo quanto riportato nel mio commento:già negli anni settanta, ma anche in quelli a venire
    certa cronaca si occupava di casi sessuali tra esseri umani e animali.Pur considerando la cosa un abominio, reputo coraggiosa la scelta di trasporre cinematograficamente tale "nefandezza animale", ma da qui a stroncare totalmente un film come questo, magari per lo sdegno di un'unica sequenza che capisco possa disturbare, ce ne vuole...
  • Discussione Matalo! • 13/02/15 11:25
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Lucius ebbe a dire:
    Intendo quanto riportato nel mio commento:già negli anni settanta, ma anche in quelli a venire
    certa cronaca si occupava di casi sessuali tra esseri umani e animali.Pur considerando la cosa un abominio, reputo coraggiosa la scelta di trasporre cinematograficamente tale "nefandezza animale", ma da qui a stroncare totalmente un film come questo, magari per lo sdegno di un'unica sequenza che capisco possa disturbare, ce ne vuole...

    Scusami ma nessuno sdegno. Intanto è il film in toto a non piacermi; inoltre non è che mi sia scandalizzato per l'atto di zoofilia ma per la ridicolaggine della sequenza in sè. A voler essere clementi solamente la sequenza iniziale del tappeto ha un minimo di decenza. Riguardo la zoofilia altri avevan fatto ben meglio, tipo "La bestia" di Borowczki (sarà che si scrive così...)Per il resto il mio commento parla chiaro. Non capisco poi come il legame cronaca-film possa far punteggio. Il valore di un film si basa sul risultato del film e basta; io trovo abbastanza evidente la scarsa qualità della pellicola. Altri no. De gustibus. Scene come quelle delle festicciole, le panzane di Muller, la cattiva recitazione, gli alibi per gli spogliarelli della Staller, il montaggio casuale, la noia, gli stereotipi, le velleità autoriali (che tantocinema dei 70 ci h fatto subire) per me fanno una palla
    Ultima modifica: 13/02/15 11:29 da Matalo!
  • Discussione Matalo! • 13/02/15 11:59
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Tra l'altro io non condanno la zoofilia per cui...
  • Discussione Buiomega71 • 13/02/15 16:58
    Pianificazione e progetti - 22024 interventi
    Matalo! ebbe a dire:
    Buiomega: mi spiace per ieri. Forse ho frainteso quello che volevi dire.

    Nessun problema, Matalo, ci mancherebbe.

    Come giustamente sottolinea Zendy, anch'io, alla fine, non ci sono andato leggero rispondendoti, in effetti

    Quindi scuse "incrociate"

    Tornando al film di Skerl posso benissimo capire che non piaccia e la monopalla. Io lo adoro (pur aborrendo la zoofilia), ma non posso pretendere che quello che piace a me possa piacere anche anche agli altri (al massimo si può avere uno scambio di vedute diverse)

    Comunque e da un pò che volevo alzare il pallinaggio, e il tuo intervento me lo ha ricordato
    Ultima modifica: 13/02/15 17:34 da Buiomega71
  • Discussione Matalo! • 13/02/15 19:27
    Call center Davinotti - 620 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Matalo! ebbe a dire:
    Buiomega: mi spiace per ieri. Forse ho frainteso quello che volevi dire.

    Nessun problema, Matalo, ci mancherebbe.

    Come giustamente sottolinea Zendy, anch'io, alla fine, non ci sono andato leggero rispondendoti, in effetti

    Quindi scuse "incrociate"

    Tornando al film di Skerl posso benissimo capire che non piaccia e la monopalla. Io lo adoro (pur aborrendo la zoofilia), ma non posso pretendere che quello che piace a me possa piacere anche anche agli altri (al massimo si può avere uno scambio di vedute diverse)

    Comunque e da un pò che volevo alzare il pallinaggio, e il tuo intervento me lo ha ricordato

    Grazie vecchio mio
  • Discussione Lucius • 14/02/15 00:37
    Scrivano - 8319 interventi
    Matalo ebbe a dire:

    Scusami ma nessuno sdegno. Intanto è il film in toto a non piacermi; inoltre non è che mi sia scandalizzato per l'atto di zoofilia ma per la ridicolaggine della sequenza in sè. A voler essere clementi solamente la sequenza iniziale del tappeto ha un minimo di decenza. Riguardo la zoofilia altri avevan fatto ben meglio, tipo "La bestia" di Borowczki (sarà che si scrive così...)Per il resto il mio commento parla chiaro. Non capisco poi come il legame cronaca-film possa far punteggio. Il valore di un film si basa sul risultato del film e basta; io trovo abbastanza evidente la scarsa qualità della pellicola. Altri no. De gustibus. Scene come quelle delle festicciole, le panzane di Muller, la cattiva recitazione, gli alibi per gli spogliarelli della Staller, il montaggio casuale, la noia, gli stereotipi, le velleità autoriali (che tantocinema dei 70 ci h fatto subire) per me fanno una palla


    Non mi riferivo a te personalmente ma a chi può avergli dato un solo pallino per quella sequenza.Hai dato le tue motivazioni, la cosa ci sta.L'attualità è parte integrante della sceneggiatura su cui si basa l'intero film.Quella sequenza non è messa lì a caso o a riempitivo, il titolo lo dimostra.I film li valuto prettamente dal punto di vista tecnico, ma anche da quello emozionale, in questo caso ho apprezzato in primis lo script, poi ovviamente anche tutto il resto.Ciao.
    Ultima modifica: 14/02/15 09:03 da Zender