Alla deriva - Adrift

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Open water 2: adrift
Anno: 2007
Genere: thriller (colore)
Regia: Hans Horn
Note: Psuedo sequel di "Open Water".
Numero commenti presenti: 20
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Pseudosequel tedesco dell'australiano OPEN WATER, ALLA DERIVA ha molto per attirarsi gli strali della critica: un cast scadente, una prima parte piuttosto insopportabile, dialoghi di rara banalità... Eppure a vederlo non ci si annoia. Probabilmente perché l'idea di base (ovviamente simile all'originale) è comunque coinvolgente e inevitabilmente drammatica: tutti a bagno in mare aperto. Alla situazione terribile di OPEN WATER, poi, si aggiunge qui la beffa: la salvezza è a un passo! Lo yacht dal quale i sei amici si son tuffati improvvidi (dimenticando di azionare la scaletta...Leggi tutto di risalita prima di lanciarsi in acqua) è una presenza cupa che li accompagna nell'avventura: è li, di fianco a loro, ma è inaccessibile. Troppo alto e scivoloso lo scafo per potercisi arrampicare e risalire a bordo. Ai sei manca la fantasia, è evidente, ma di certo la condizione non è la migliore per potersi ingegnare. Inconvenienti a raffica, come prevedibile, e una regia in grado di reggere bene il ritmo. Fotografia smagliante, musica nella norma. Il dramma è sentito, per quanto affrontato in modo superficiale, e il film si lascia seguire. Molte le inverosimiglianze (nonostante la didascalia iniziale annunci il classico “based on a true story”), facilmente associabili all'imbecillità dei protagonisti. Si rinuncia agli squali, per una volta, ma non se ne sente troppo la mancanza. Semplice, ingenuo anche, ma potabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/08/07 DAL BENEMERITO G.GODARDI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/01/08
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LEX 3/09/07 15:48 - 49 commenti

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Spinto dal ricordo del bel Open water e incuriosito dalla dicitura "tratto da una storia vera", sono entrato in sala con le migliori aspettative. In effetti l'incipit è accattivante e la visione scorre senza noia tra sfiancanti tentativi di risalire a bordo, disperazione, flashback d'infanzia e la costante ansia di ciò che potrebbe spuntare dalle profondità... Tuttavia a mio parere rimane un film mediocre a causa della piattezza dei personaggi e dei loro dialoghi. Fotografia poco curata. Grazie.

G.Godardi 28/08/07 18:41 - 950 commenti

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Tanto di cappello a questo Hans Horn che è riuscito ad imbastire un film di 90 minuti realizzato quasi completamente in mare (già dal 16esimo minuto i protagonisti sono tutti in ammollo) con un budget ridicolo e soprattutto con una storia dove praticamente non accade nulla! Non vi sono squali (che erano l'attrattiva del primo film), non vi sono maniaci, non vi è nulla... i protagonisti si fanno fuori da soli! La struttura è quella da horror classico ma senza l'assassino. Alcuni storceranno il naso ma è innegabile che sia ben fatto e che non annoii.
MEMORABILE: Come fare a risalire sulla barchetta senza la scaletta? La soluzione è la più ovvia... ma i nostri eroi ci arrivano solo alla fine...

Rebis 3/03/08 18:23 - 2088 commenti

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La dinamica è quella dello slasher con varianti d'eccezione, che son due: l'oceano come spazio assolutamente aperto e l'assenza del killer che massacra giovani dementi, giacché è loro stessa demenza a massacrarli. Si capisce che c'è di che far imbiancare i capelli alla pazienza, e malgrado la vicenda e l'inghippo siano di quelli ansiogeni, non c'è verso di trovare la minima empatia, che dico, l'appiglio di partecipazione attenta. Si tifa per lo squalo che lungamente s'attende, ma nisba. Body count irreversibile confezionato coi lustrini: quando piove è uno spettacolo. Plof plof.
MEMORABILE: La soluzione, che tutti capiscono subito tranne loro.

Herrkinski 7/07/08 19:13 - 5290 commenti

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Quasi-remake del bel Open Water, questo film ne riprende la medesima situazione (altamente angosciante), tranne che per la presenza degli squali. In effetti la stupidità dei protagonisti è abbastanza irritante a tratti, ed è molto difficile tifare per questi sei cretini; tuttavia bisogna ammettere che l'atmosfera drammatica è resa con molto realismo e il dolore e la disperazione dei protagonisti è spesso palpabile. Nonostante potesse risultare un film noioso, il regista riesce invece a mantenere l'attenzione dello spettatore. Discreto.

Daniela 11/01/09 09:54 - 9640 commenti

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Stessa situazione di Open water, ma qui non scatta l'immedesimazione che si finiva per provare verso la coppia di disgraziati a mollo. Colpa della rara antipatia di tutti i personaggi che mi ha fatto desiderare l'apparizione di uno squalo, anche piccolo e giocherellone, purchè dotato di appetito. Fotografia a livello di telefilm tedesco. La visione provoca comunque sconforto e tristi riflessioni sull'imbecillità umana - se era l'obiettivo prefissato, si può dire un film riuscito.

Brainiac 12/01/09 19:19 - 1083 commenti

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Riuscire ad interessare lo spettatore con una trama tanto esile è sempre un punto a favore di chi vi riesce. Questo è un film riuscito, ancor più dell'ottimo Open Water perché ancor più elementi sottrae alla rappresentazione scenica. È l'assenza dello squalo, che le inquadrature che si allargano sembrano sempre suggerire, a fornire l'elemento di maggior tensione. Non a caso nel primo tempo de Lo Squalo di Spielberg del suddetto non v'è presenza in alcun fotogramma. Doppio finale come se si trattasse di due finali alternativi in sequenza.
MEMORABILE: Una delle protagoniste collassa dopo essere stata gettata in acqua contro la sua volontà.

Magnetti 20/05/09 11:11 - 1103 commenti

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Un film semplice con poche idee ma chiare e merita un plauso il fatto che sia stato girato con poche risorse riempiendo lo schermo con efficacia. E' profondo il senso di angoscia che si prova vedendo i sei protagonisti che reagiscono con umana imbecillità all'imprevisto di trovarsi in mare aperto, con a fianco la barca su cui non possono risalire. Molto buone le scene girate a pelo d'acqua. Scelta degli attori azzeccata: la loro immagine da persone medie (sembrano dei dilettanti) è ben in linea con la natura del film stesso
MEMORABILE: Ma come si fa a pensare di recuperare un coltello caduto in acqua ore prima quando ci si trova in mare aperto?

Cotola 19/07/09 02:49 - 7622 commenti

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Peggio del primo capitolo, e ho detto tutto. A tratti quasi una "carta carbone" del precedente, con l'aggravante però di essere infarcito di una rara cretineria ed inverosimiglianza: come già detto da qualcun altro, infatti, possibile che nessuno dei protagonisti si renda conto che la soluzione è molto semplice e a portata di mano? Semplicemente ridicolo e anche in questo caso la tensione è assente. Un quasi perfetto esempio di anticinema.

Galbo 16/09/09 15:34 - 11449 commenti

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Spunto simile al ben più valido Open Water: peccato che lo svolgimento sia assolutamente inadeguato e non all'altezza della situazione a differenza del film precedente. L'espediente "marittimo" è malamante sfruttato e la tensione fatica a crescere anche per colpa di un cast inespressivo e di una regia anonima.

Cangaceiro 28/09/09 12:26 - 982 commenti

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La cosa che stupisce di più è che la storia sia basata su eventi reali: i veri malcapitati erano degli imbecilli patentati fino a tal punto? L'idiota guru della compagnia ne combina una più di Bertoldo e solo alla fine è fulminato dall'ovvio colpo di genio risolutore. L'unico merito degli attori è la loro credibilità nei panni dei cretinoni. I dialoghi sono di una beceraggine imbarazzante e raggiungono vette trash non indifferenti. Qualche "trovatina" risolleva leggermente la situazione, dando una parvenza di tensione narrativa. Annacquato!
MEMORABILE: Una delle ragazze, ormai rassegnata al peggio, recita il Padre Nostro (ma per piacere!).

Funesto 2/07/10 17:57 - 525 commenti

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Fosse solo per l'idea, sarebbe un capolavoro di angoscia e disperazione: ragazzi a mollo in mare aperto, con la salvezza ad un passo ma inaccessibile, gente che passa in lontananza in barca ma li ignora perché pensano che il loro sbracciarsi sia un saluto e non una richiesta d'aiuto. Ottime premesse per un corto, ma non per un lungometraggio: benchè non ci si annoi troppo, come si può perdonare una tale piega degli eventi, dove tutti devono PER FORZA morire (e tutti in modi differenti, solo una fa la morte più ovvia, cioè assiderata)? **.
MEMORABILE: Il passaggio dello yatch; la scena in cui un uomo che muore mentre risale dall'abisso perché sbatte la testa contro l'elica.

Greymouser 13/01/11 00:11 - 1458 commenti

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l'evento-clou avviene quando uno dei sei personaggi, in gita su uno yacht, si tuffa in mare per ultimo dimenticando di piazzare la scaletta di risalita. Non contento di essersi aggiudicato senza discussioni la palma di cretino del millennio, ne combinerà molte altre risultando più letale per imbecillità del peggiore dei serial-killer. Siccome gli altri non sono molto da meno, il gruppo rimane a mollo senza trovare soluzioni, con la barca a portata di mano. Alla lunga annoia, anche perchè la vicenda si fa sempre più improbabile, finale compreso

Puppigallo 24/07/11 09:30 - 4525 commenti

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Senza infamia e senza lode. Apprezzabile la naturale idiozia dei protagonisti, perchè è possibile, che in simili situazioni traumatiche ognuno rischi di tirare fuori il peggio (si spera non a questi livelli), ridicolizzandos,i nella migliore delle ipotesi (lo strappabandiera; la fantaricerca del coltello, che non sarebbe mai andata a finire così...), o facendo proprio danni. C'è però un grosso problema: il poco interesse nelle idrovicissitudini di un gruppetto di pirla, che pagano la loro generale inettitudine. Comunque, una rapida occhiata senza pretese gliela si può dare
MEMORABILE: La crisi di panico con invidia del giubbetto di salvataggio: La preghiera, ultimo rifugio; Le confessioni che escono solo con la cacca fino agli occhi

Nando 15/09/11 09:12 - 3495 commenti

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Pellicola non originalissima che si avvale di un cast monotematico pronto solamente a starnazzare ed accusarsi vicendevolmente. La disperazione prende velocemente il sopravvento, ma nonostante ci si trovi in un ipotetico mare sembra di stare in un loculo. Finale tipicamente americano.

Jofielias 15/12/11 08:34 - 170 commenti

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C'è molto di buono in questa pellicola carica d'angoscia, perché il ritmo è serrato, i dialoghi sono aderenti alla situazione, i personaggi non sono macchiette. Il problema risiede però nell'infrazione di una regola che i film del filone "imprigionati dalla natura" (vedi Frozen, The Reef, etc.) dovrebbero sempre osservare per non perdere la credibilità: mai far compiere ai personaggi altre stupidaggini oltre quella che li ha condotti alla situazione drammatica. Il rischio è che lo spettatore arrivi a tifare per la natura.

Nancy 14/08/12 14:28 - 774 commenti

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Un film esile sull'introspettivo ma che riesce a captare l'attenzione anche dello spettatore più distratto in un modo sbalorditivo. Le peripezie di un manipolo di natanti caduti in mare risultano infatti avvincenti e divertenti, vista l'abbondanza di scene ad alto livello di comicità involontaria (in effetti, non è tutto il film un'esaltazione dell'idiozia, a partire dal motivo stesso per cui i protagonisti sono in mare?) intervallate ad altre decisamente ansiogene (la presenza della barca a pochi metri). Finale mistico.
MEMORABILE: La sincope di una delle natanti; La bambina che piange; La tizia che se ne va a nuoto.

Undying 4/12/15 01:47 - 3839 commenti

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Rifacimento/seguito di un gioiello, purtroppo mal contraffatto e realizzato con il bronzo. Stavolta sei sono i malcapitati, in grado di reazioni talmente insensate che nemmeno Mister Bean al suo massimo: a cominciare dal ricordarsi di calare la scaletta dopo che tutti sono in mare per seguire con commozioni cerebrali e pugnalate nel petto. E dopo tanti litigi e attriti, pene e contrappassi arriva il lungo, mieloso e sfiancante finale che lascia letteralmente sbalorditi. Ci dicono essere ispirato anche questo da fatti reali: incredibili però!

Anthonyvm 11/04/18 22:49 - 2128 commenti

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Sequel solo npominale dell'ottimo thriller del 2003. A richiamarlo è solamente l'idea di base che vede dei poveri malcapitati intrappolati in mare aperto. Non ci sono squali qui (sono nominati solo in una scena): a minacciare i malcapitati saranno la stanchezza, incidenti di percorso (alcuni dei quali ben poco plausibili) e altre disavventure. Tutto sembra macchinato a tavolino, patinato e "finto", manca quel senso di terrificante naturalezza dell'originale. Il finale non sa bene se essere ambiguo, aperto o chissà che cosa. Sconsigliato.

Piero68 31/05/18 10:28 - 2781 commenti

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Spacciato come una sorta di sequel di Open water aveva un buon incipit e un discreto margine per fare bene. L'atmosfera "abbandono e spazi aperti" di un oceano è effettivamente molto intrigante e coinvolgente. Ma la sceneggiatura non ne azzecca una che sia una e così, complice anche un cast al ribasso, le scelte improbabili e sciocche si rincorrono fino alla fine del film, lasciando nello spettatore un senso di imbarazzo e avvilimento. Peccato, perché in alcune scene la regia si dimostra capace di trasmettere il senso di inquietudine.

Il ferrini 13/07/18 00:30 - 1732 commenti

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La situazione ricalca quella del precedente capitolo: si tratta infatti di un survival movie che poco aggiunge al già visto se non il numero superiore di vittime. Stavolta la barca non se ne va, resta lì, ma i malcapitati non hanno modo di risalirci sopra; da qui una serie di tentativi e la disperazione crescente. Non è un titolo indimenticabile ma svolge il suo lavoro d'intrattenimento peraltro senza giocarsi la carta squalo, che in questi casi è una specie di jolly. Un po' deludente l'ambiguo doppio finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Zender • 11/12/09 23:24
    Consigliere - 43741 interventi
    A volte accadono delle coincidenze che mi spaventano...

    Stasera decido di guardarmi un film che avevo lasciato lì da tempo, ROMA BENE di Lizzani.
    Ebbene, la scena finale è ESATTAMENTE QUELLA DI CUI PARLAVA FRANZ e chiaramente "rubata" poi dal film ALLA DERIVA!!!
    Eccola la scena incriminata:

    SPOILER
    Il gruppo di riccastri si tuffa in mare dallo yacht dimenticando di calare la scaletta e per l'appunto, niente happy end!
    FINE SPOILER

    Tale quale insomma. Va detto, per la precisione, che nei titoli di testa di ROMA BENE si legge espressamente che l'epilogo (quello e solo quello) è tratto dal dramma "Mani aperte sull'acqua" di Luigi Bruno Di Belmonte.

    Insomma , il film è questo, caro Franz, e lo vado subito a inserire nei ricorda. Non avrei mai creduto di poterti dare la risposta e invece... è caduta dal cielo! Quando l'ho vista mi sono pure un po' spaventato (considerate anche altre coincidenze di questi giorni che hanno dell'incredibile)...
    Ultima modifica: 11/12/09 23:24 da Zender
  • Curiosità Zender • 11/12/09 23:30
    Consigliere - 43741 interventi
    L'idea su cui si basa il film (un gruppo di giovinastri che si tuffa da uno yacht dimenticando di calare la scaletta e rimanendo di fatto intrappolato in mare) è la stessa identica che si trova nel celebre epilogo del film di Carlo Lizzani ROMA BENE (1971), tratto dal dramma "Mani aperte sull'acqua" di Luigi Bruno Di Belmonte.
  • Discussione Franz • 12/12/09 10:32
    Galoppino - 220 interventi
    Caro Zender, sono molto contento (e un po' spaventato pure io... ahahahahah :-) )che questa strana coincidenza abbia portato alla soluzione del rebus! Dunque si trattava effettivamente di una commedia grottesca, mi pare di capire. Ti ringrazio per avermelo prontamente segnalato. Spero, ora che ho il titolo, di recuperare l'intero film ('Roma bene' intendo), perché sono proprio curioso di vederlo, non solo per il finale (che spero magari di trovare già in rete...), ma anche perché mi pare si avvalga di un ottimo e variegato cast. Grazie ancora!
    Ultima modifica: 12/12/09 10:32 da Franz
  • Discussione Zender • 12/12/09 15:00
    Consigliere - 43741 interventi
    Sì Franz, le tue indicazioni (dei tuoi, diciamo) erano esatte:

    1) film anni 60/70: siamo nel 71 quindi esatto
    2) trama molto simile: beh, diciamo che in ROMA BENE riguarda solo l'epilogo, l'idea presa poi in ALLA DERIVA, ma quella è davvero la stessa.
    3) comico/grottesco: grottesco, sì, più che comico, ma direi che ci siamo.
    4) Non aveva l'happy end: questa è proprio esattissima. Niente happy end.
  • Curiosità Lucius • 12/12/09 16:44
    Scrivano - 8308 interventi
    Alla deriva (Adrift) è considerato il seguito di Open Water, anche se poi, a parte l'ambientazione in mare, e certe analogie, il film vive di vita propria.
  • Discussione Herrkinski • 15/12/09 20:07
    Vice capo scrivano - 2304 interventi
    Zender ebbe a dire:
    A volte accadono delle coincidenze che mi spaventano...
    Forse sono i poteri occulti del Maestro che talvolta agiscono sui Fondazionisti, heheh ;-)
  • Discussione Zender • 16/12/09 11:56
    Consigliere - 43741 interventi
    Me lo sto chiedendo davvero :)
  • Discussione Brainiac • 19/12/09 19:40
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Ho appena visto Roma bene. E' incredibile come il finale sia esattamente, dilatato ed espanso, Alla deriva.

    I personaggi, dopo essersi scordati la scaletta:
    -tentano di aggrapparsi agli spigoli come in Alla deriva.
    -cercano di costruire una fune coi costumi.
    -tentano di aggrapparsi ad una cordicella che penzola come in Alla deriva.
    -provano invano a farsi da ponte per l'improba scalata.
    -intravedono un'aereo ed una nave (non sono sicuro, ma mi pare ci fosse una scena simile anche nel film del 2007).
    -Anche la frivolezza dei ragazzotti di Adrift può rispecchiare quella dei ricconi di Roma bene.

    Insomma, è sicuro che una situazione simile ha pochi, scusate il gioco di parole, appigli, per essere raccontata, ma si tratta di un vero e proprio plagio.
  • Discussione Cangaceiro • 19/12/09 19:47
    Call center Davinotti - 742 interventi
    Brainiac ebbe a dire:
    Ho appena visto Roma bene. E' incredibile come il finale sia esattamente, dilatato ed espanso, Alla deriva.

    I personaggi, dopo essersi scordati la scaletta:
    -tentano di aggrapparsi agli spigoli come in Alla deriva.
    -cercano di costruire una fune coi costumi.
    -tentano di aggrapparsi ad una cordicella che penzola come in Alla deriva.
    -provano invano a farsi da ponte per l'improba scalata.
    -intravedono un'aereo ed una nave (non sono sicuro, ma mi pare ci fosse una scena simile anche nel film del 2007).
    -Anche la frivolezza dei ragazzotti di Adrift può rispecchiare quella dei ricconi di Roma bene.

    Insomma, è sicuro che una situazione simile ha pochi, scusate il gioco di parole, appigli, per essere raccontata, ma si tratta di un vero e proprio plagio.

    Si confermo la tua quinta analogia. In ALLA DERIVA passa a gran velocità uno yacht vicino ai malcapitati in ammollo che si sbracciano ed urlano per chiedere aiuto. I passeggeri dello yacht (tra i quali un paio di ragazze in topless) non capiscono la situazione e si limitano a salutarli con ampi gesti per poi andarsene.
  • Homevideo Gestarsh99 • 26/06/11 12:32
    Scrivano - 15068 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc dal 20/07/2011 per Eagle Pictures:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 Dolby Digital: Inglese
    5.1 DTS HD: Italiano
    Dolby TrueHD 5.1: Italiano
    * Sottotitoli Italiano NU