The reef

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Reef
Anno: 2010
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 10
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Se in molti rimproveravano a OPEN WATER e al suo pseudosequel ALLA DERIVA l'assenza o quasi del pericolo squali, con THE REEF (che si dice tratto da una storia vera) si ha esattamente quel che si voleva: di nuovo un gruppo di amici che si ritrova a bagno al largo (delle coste australiane, questa volta), ma ora gli squali sono ben presenti e non a caso la tensione cresce, rispetto ai predecessori. Senza perdere troppo tempo in “preliminari”, ci si tuffa subito nell'azione, mentre il pericolo che emerge dal mare è immediatamente avvertibile, pur se non visibile. E va detto che il regista è molto bravo, nel tenere alta la...Leggi tutto tensione: ha gioco facile perché la situazione si fa presto drammatica, ma sa rifuggire con garbo dai luoghi comuni senza eccedere con la spettacolarizzazione degli shark attack. Cast adeguato, effetto ripetitività ben aggirato e un'ottima scelta nelle inquadrature a pelo d'acqua (meno in quelle subacquee, decisamente più scontate). Formula semplice, idee poche, il film si basa inevitabilmente molto sulla regia, piuttosto che sulla sceneggiatura (pressoché assente). THE REEF non ha nulla di eccezionale, semplicemente sfrutta con intelligenza le possibilità lasciate dalle non troppo oculate scelte fatte per OPEN WATER e ALLA DERIVA, costruiti (soprattutto il primo) in modo palesemente molto simile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/12/10 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/01/11
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Puppigallo 23/12/10 09:13 - 4509 commenti

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Il modello è Open water e viene sottolineato che la vicenda si basa su una storia vera (spero sia un po' romanzata, perchè in caso contrario, chi l'ha raccontata, dopo un simile trauma deve aver passato un paio d'anni dallo psicologo). Detto ciò, ci troviamo al cospetto di un film girato da chi di squali se ne intende (come agisce il grande bianco) e questo è un importante punto di forza. Se poi aggiungiamo, una buona dose di tensione, attori decenti (visto sottotitolato; spero che un futuro doppiaggio sia clemente) e un predatore implacabile, ecco a voi quello che si dice un buon film.
MEMORABILE: "Con quella muta addosso sembri una foca...e gli squali amano le foche"; Il protagonista cerca lo squalo nel profondo blu; L'assedio: studia e attacca

Greymouser 10/01/11 23:03 - 1458 commenti

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Nonostante mastichi una tematica super-sfruttata, il film ha il merito di essere più realistico della media dei numerosi shark-movie fin qui girati; e soprattutto riesce a proporre più di una scena di tensione quasi insostenibile. L'evidenza del debito verso open water non lo fa comunque sfigurare di fronte a quello, grazie anche alla buona prova degli attori, sempre adeguati alle situazioni. Un discreto lavoro che conferma la felice vena "di genere" del regista, già autore dell'apprezzabile Black water.

Brainiac 12/01/11 21:20 - 1083 commenti

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Dicono che il 90% dell'horror sia la storia di uno/ più disgraziati che si perdono nel bosco. Maddài. Fosse così, dovremmo assuefarci agli emuli del reef-erimento maximo di Andrew Traucki, perchè in fondo (o in fondale?) se sostituissimo l'oceano con il bosco/ il carapace-straziato con i legnetti-intimidatori/ lo squaliforme con la strega-assenteista, potremmo esser a Blair (sempre col mal di mare, però per motivi differenti). Ma horror che vai disattesa che trovi: ecco che se nel I il pescecane nicchiava e nel II si dava malato, nel III appare di più di Paolini alle spalle di un inviato.

Daniela 20/01/11 09:15 - 9400 commenti

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All’inizio del film, ci viene fornita en passant l’informazione che causano più morti le punture delle api che gli attacchi degli squali. E' vero, ma il poco simpatico pinnato co-protagonista insieme al solito gruppo di umani sventatelli (cinque, ossia il numero della sfiga) si impegna assai per accorciare il divario nella classifica dei killers animali. Vicenda che si dice ispirata ad una storia vera (come il più riuscito Open Water), ma segue tutti i cliches del sotto-genere, The reef comunque risulta piuttosto ansiogeno e quindi godibile.
MEMORABILE: Inverosimile: le donne non se la prendono con i maschi imprevidenti, anzi una consola il bischero ("non è colpa tua") che pure navigava per mestiere

Schramm 5/10/12 14:22 - 2414 commenti

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Lo squalo c'è ma non si vede è quanto faceva funzionare un Open water. Qua lo squalo lo abbiamo, lo vediamo, lo sentiamo, gli facciamo il tifo. Vediamo acque colorate di rosso amarena, corpi che spariscono, riappaiono annaspanti, spariscono di nuovo, sopravvissuti che si disperano mentre nuotano verso l'isola che non c'è, monitorano se il pescecane fa girogirotondo (lo fa). Ma è una storia vera? E' Squalbusera: il film ha la tenuta di un biscotto, lo script son briciole, la tensione non si mangia mai, il Mago G metteva molta più apprensione. De reeffa o de raffa, un buco nell'acqua.

Herrkinski 12/03/13 02:22 - 5135 commenti

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Ora: dopo Open water e Alla deriva, c'era proprio bisogno di un film che praticamente ne ricalca alla lettera ambientazione e situazioni, con l'unica variante di dar più spazio allo squalo assassino di turno? Ovviamente no. Oltretutto il regista già con Black water aveva dimostrato che il ritmo non è il suo forte; qui la falla è similare, dato che per l'intero primo tempo succede poco o nulla e qualche momento di effettiva tensione lo si vive giusto negli ultimi 20 minuti. Il pregio del film è di essere piuttosto realistico, ma non è sufficiente.

Trivex 1/09/16 11:20 - 1490 commenti

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Film in cui la tensione è la vera protagonista. Poi la storia e soprattutto il finale non hanno nulla d'eccezionale, ma quando le persone nuotano e lo squalo è nei paraggi non nego che sono stato davvero molto sulle spine. Comportamento e attacchi sembrano piuttosto attinenti alla realtà, anche se per avere conferme su come davvero uno squalo bianco attacchi gli uomini, in quella situazione, occorrerebbe forse assistere realmente all'evento (cosa che eviterei, anche solo da lontano). Si è cercato il realismo e magari ci si è andati davvero vicino.
MEMORABILE: "Loro nuotano e vedono qualche cosa che galleggia e si avvicina..."

Il ferrini 9/09/19 23:36 - 1685 commenti

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L'approccio estetico è simile a quello di Open water, ma qui il realismo è addirittura maggiore, se non altro perché è il racconto di una persona sopravvissuta e dunque non si basa su supposizioni. Dopo un breve prologo la tensione non abbandona mai lo spettatore che, così come i protagonisti, si chiede in continuazione dove sia lo squalo. Squalo che in realtà si vede poco, ma tutto ciò che fa è assolutamente vero, senza alcuna CGI. Purtroppo il film patisce un doppiaggio men che mediocre, ma gli attori sono in parte. Meritevole.

Anthonyvm 16/08/19 22:07 - 1938 commenti

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Fra i vari epigoni di Open water questo è forse il migliore, o per lo meno quello che tenta con maggior successo la strada del realismo, anche perché ispirato a fatti reali come il suo predecessore. Si tratta del classico film d'assedio con squali fra naufraghi alla deriva, in cui più o meno tutto accade come ci si aspetta. Poche le sorprese per quanto concerne il plot (si sa già chi morirà e in che ordine), ma una buona gestione della suspense, le ottime riprese marine e la saggia scelta di usare squali veri accrescono il valore dell'opera.
MEMORABILE: Il ragazzo si immerge sotto la barca capottata e sente i suoi amici urlargli di risalire, scena ansiogena; Lo squalo bianco sbuca all'improvviso.

Gestarsh99 26/08/19 17:11 - 1322 commenti

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Gente di mare, che se ne va alla deriva, dove non sa. Somministrando misuratamente le entrate in scena e i pasteggiamenti del superpredatore pinnato che tutto inghiotte, Mr Crocodile Traucki usa l'Open water del 2003 come uno yacht con cui farsi traghettar a sbafo in pieno oceano, ma sulla scogliera del piattume e della banalità. La spesso monotona e null'affatto imprevedibile meccanicità di quel che accade sul set a lungo andare infiacchisce la solidità del racconto - per quanto realisticamente ricostruito -, sottraendo stupore ed effetto sorpresa man mano che ci si avvicina alla conclusione.
MEMORABILE: L'atteggiamento perennemente indeciso, ostacolante e poco collaborativo delle due non proprio intelligentissime naufraghe...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Brainiac • 13/01/11 14:32
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    ______Spoilerozzo___

    Eh no che non c'erano, neanche l'ombra d'una pinnarella, solo una serie infinita di inquadrature che potevano suggerirne l'arrivo-imminente, e lì cascava (bene) la disattesa del seguito apocrifo d'Open water.
    Poi sì è vero, il film è memorabile come una puntata di "Cotto e Magnato", l'ho visto-twice, apprezzandolo in entrambe le visioni, ma ora come ora ne recuerdo-pochito (aay-ayyy-ayyy!).
    Ultima modifica: 13/01/11 14:43 da Brainiac
  • Discussione Daniela • 13/01/11 19:28
    Consigliere massimo - 5131 interventi
    ok allora ricordavo bene :o)
    ora mi metto a cercare questo The reaf, a giudicare dalla locandina qui ne c'è di trippa del gatti (anzi per pesce-cani)
  • Homevideo Digital • 30/10/11 19:53
    Segretario - 3036 interventi
    Dvd della Delta Pictures disponibile dal 25/01/2012.



    Dati Tecnici :

    Audio : Italiano Dolby Digital 5.1 Mono
    Rapporto Schermo : 2.35:1 Anamorfico

    Bene bene, un altro film che ho visto in inglese subbato, pensando che da noi non sarebbe mai arrivato!
  • Homevideo Zender • 30/10/11 20:09
    Consigliere - 43525 interventi
    Esatto Digital, confermo! Ottimo a sapersi! Lo prenderò senz'altro (sperando non sia il solito doppaggio homevideo terribile...)
  • Homevideo Digital • 22/12/11 13:15
    Segretario - 3036 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Esatto Digital, confermo! Ottimo a sapersi! Lo prenderò senz'altro (sperando non sia il solito doppaggio homevideo terribile...)
    Ho noleggiato il suddetto dvd, e il doppiaggio italiano pur non godendo di voci famose, è comunque più che accettabile. Insomma, si è sentito decisamente di peggio.
    ;)
    Ultima modifica: 22/12/11 13:16 da Digital
  • Homevideo Zender • 22/12/11 18:51
    Consigliere - 43525 interventi
    Grazie, lo prenderò a maggior ragione :)
  • Discussione Herrkinski • 14/03/13 01:28
    Scrivano - 2294 interventi
    Manca il link ad Adrift- Alla Deriva nel mio commento. Grazie
  • Discussione Zender • 14/03/13 07:15
    Consigliere - 43525 interventi
    Perché la ricerca non l'ha trovato, HK. Per i link ci dev'essere sempre scritto il titolo italiano, perché la ricerca per il link viene fatta solo attraverso il titolo italiano. Quindi nei commenti solo titoli italiani, grazie. Ora lo metto.
  • Discussione Herrkinski • 14/03/13 23:28
    Scrivano - 2294 interventi
    Grazie. In questo caso errore mio, siccome ricordavo sul manifesto fosse titolato Adrift- Alla Deriva invece era Alla Deriva- Adrift.
    Ma i link li mette automaticamente il sistema quando vengono approvate le recensioni? Perchè ho notato che molte volte, anche se un titolo viene scritto con tutti i criteri esatti (in italiano, con le iniziali delle parole in minuscolo "all'italiana"), il link non viene riconosciuto comunque.
  • Discussione Zender • 15/03/13 08:43
    Consigliere - 43525 interventi
    Purtroppo non c'è nulla di automatico qui... Li metto io manualmente uno per uno, e a causa di ciò qualcuno salta (non essendo io un robot) :) Se nel titolo nostro avessimo messo anche adrift l'avrei trovato. Ora lo aggiungo, in efetti nel cartellone c'è.