Wild - Film (2014)

Wild
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/11/14 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 30/11/14 01:45 - 8564 commenti

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Ancora un viaggio (stavolta al femminile) alla ricerca di sé stessi nella natura selvaggia. Tra imprevisti, ricordi, incontri con varia umanità, rimpianti, conquiste e momenti catartici si giunge all'accettazione di sé. Tutto qui? Ebbene sì. Furbetto, ruffiano (si veda la comunque bella colonna sonora), e con momenti un po' melensi e ricattatori francamente gratuiti. Ma è così brutto? No! Anzi è facile che possa piacere. Però da qui a dire che siamo dinanzi ad un grande esempio di cinema, ce ne passa. Ed anche tecnicamente, il montaggio che qualcuno decanterà, non è nulla di nuovo. Banale.

Xamini 13/04/15 21:16 - 1173 commenti

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Meno rude, meno duro, meno epico e meno riuscito dell'Into the wild di Penn a cui assona quanto a nome e a soggetto. Si tratta di un'altra storia vera raccontata con spirito più intimista. La riduzione cinematografica della vicenda finisce però per ridurne anche la forza; quel che è, a tutti gli effetti, una storia straordinaria di crescita, diventa un film senza particolari slanci, senza momenti eccezionalmente significativi e con un pistolotto finale un po' moscio. Tema portante e scenografia (naturale) gli regalano quel mezzo punto.

Saintgifts 22/04/15 09:37 - 4098 commenti

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Si chiama Cheryl Strayed la reale (il film è tratto dal suo libro "Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail") protagonista di questa lunga camminata nell'ovest americano. Nomen omen, si potrebbe dire, anche se Cheryl è stata più randagia nella sua vita che non nella scelta del cammino in solitudine. Il film intreccia strettamente (forse troppo) le scene "wild" con quelle dei ripensamenti sulla vita vissuta di Cheryl, ma il continuo sballottamento tra i "due film" influisce su una visione che si vorrebbe più lineare e compatta.
MEMORABILE: Le apparizioni della volpe.

Deepred89 27/04/15 14:40 - 3565 commenti

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Come pellicola di viaggio funziona bene e, almeno nella prima parte, offre pure qualche momento o situazione non scontata; poi gli imbarazzanti flashback finiscono per intaccare il film con la loro scontatezza (dopo il lutto... siringhe e lascivia!) mangiandosi il resto. Peccato, perché Vallée sa girare, la Whiterspoon non dispiace (ma come tossica fa ridere almeno quanto il suo tatuaggio) e pure la OST di successoni folk, nella sua estrema banalità, funziona. Mortali le citazioni in sovraimpressione. Cammeo di un volpino alla Von Trier.

Herrkinski 2/06/15 23:53 - 7224 commenti

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Fin dal titolo si potrebbero tracciare paragoni con l'opera di Penn; tuttavia le similitudini sono più nell'assunto di base che nello sviluppo della storia. Il film di Vallée è un buon lavoro che però sconta qualche ingenuità e cliché di troppo; siamo d'accordo che il tutto è basato su un libro autobiografico, ma lo stesso i flashback tra droga, tradimenti e sesso promiscuo ricordano più qualche truce exploitation che un presunto film d'autore e mettono in ombra le parti migliori del film, cioè quelle prettamente "survival" e naturalistiche.

Galbo 8/05/15 19:49 - 12054 commenti

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Una giovane donna intraprende un percorso di trekking estremo per ritrovare sé stessa. Impossibile non cogliere più di un'assonanza con il più bel film di Sean Penn. Quello un piccolo capolavoro di grazia e spessore narrativo. Questo di Jean Marc Vallée ha pregi (un'ottima realizzazione tecnica, una protagonista come la Witherspoon brava e convincente, una bella colonna sonora) e qualche limite come l'uso eccessivo dei flashback oltre a qualche momento in cui il mestiere dell'autore prevale sull'ispirazione.

Paulaster 17/05/15 01:28 - 3913 commenti

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Lanciarsi una sfida per scavare dentro se stessi e prendere lo slancio per ripartire da capo. Poco originale direi, anche perché riuscirci in solo tre mesi sembra semplicistico. Qualche buona ripresa si fa notare, come i momenti di impatto che fan sobbalzare insieme agli sguardi di paura della Witherspoon. Oltre a ciò, il film resta piatto e snervante con un incedere stile passeggiata, dove la natura non infierisce eccessivamente, i flashback stancano e la sfumatura sessuomane di lei appare artificiosa nei panni dell’attrice. Finale ovvio come una favoletta.
MEMORABILE: L’urlo della Dern.

Giacomovie 19/06/15 23:17 - 1383 commenti

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Il confronto con Into the wild è inevitabile e ne permette una valutazione più obiettiva. Tecnicamente (con uno scarto ridotto) perde la sfida: c'è minore forza visiva nelle (seppur belle) immagini e la regia assume meno rilievo. Acquista invece più credibilità dal lato del presupposto meno estremista che spinse Cheryl Strayed al suo viaggio a contatto con la natura più selvaggia. Qui fu una competizione di trekking che permise alla protagonista un vero percorso evolutivo. La gara si mischia con ricordi di vita in flashback a volte confusi.

Viccrowley 27/06/15 00:35 - 814 commenti

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Nuovo biopic naturistico/esistenziale basato su una storia vera. Ma se in Into the wild la parola interiore è quasi sempre quella della natura, nel film di Vallèe il perno trasla sull'io interiore della Witherspoon. E qui iniziano i dolori, dato che la vicenda è caricata di flashback più o meno smaccatamente onirici che risultano quasi sempre stucchevoli e retorici. Scontata la redenzione metaforica del viaggio per esorcizzare una vita sbagliata all'ombra di una madre hippy e patetica. Splendidi scorci naturali ma troppo ruffiano per convincere.

Parsifal68 23/02/16 07:43 - 607 commenti

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Una giovane donna, dopo la morte della madre e la separazione dal marito e dopo una vita spesa tra droghe e sesso facile, intraprende il viaggio solitario lungo il Pacific Crest Trail per dare un senso alla propria esistenza. Il film ha qualche pregio, ma anche molti momenti di pura noia, soprattutto quando con troppi flashback ricostruisce il doloroso passato della protagonista. La Witherspoon non è un'attrice drammatica e si vede, il viaggio introspettivo che compie rimane poco credibile. Paesaggi mozzafiato e ottima colonna sonora.

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Nando 24/02/16 11:37 - 3702 commenti

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Una donna dissoluta cerca una redenzione intraprendendo un viaggio periglioso. Situazioni troppo scontate con totale assenza di brutti incontri quasi fosse una favola purificatoria. Flashback a iosa che talvolta rendono non facile la visione, tuttavia le scenografie sono di buon livello e la protagonista si comporta in maniera egregia. Finale deludente.

Thedude94 2/12/22 00:22 - 944 commenti

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Buon film, ben diretto da Jean-Marc Vallée, il quale mette in scena la storia vera di una donna dal vissuto problematico che decide di incamminarsi nella natura, esplorando il mondo intorno a sé per migliorare la sua persona. La Witherspoon è brava nell'interpretare un personaggio complesso, che a tratti può risultare antipatico ma è tutto sommato amorevole. Più che concentrarsi sulle immagini e le scenografie ambientali, il regista cerca di esplorare la vita della protagonista, realizzando così non un film cartolina quanto piuttosto un racconto intimo e personale. Buono.
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