Un uomo qualunque

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Titolo originale: He Was a Quiet Man
Anno: 2007
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 9

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 28/09/08 DAL BENEMERITO ELSUP
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Elsup 29/09/08 00:01 - 140 commenti

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Decisamente non mi è piaciuto. Non perché non abbia una trama valida, ma sinceramente è abbastanza noioso, lento e soprattutto non riesce a trasmettere nessuna emozione, se non un po' di fastidio. Christian Slater, che fa la parte del classico impiegato frustrato, è fuori parte.

G.Godardi 17/06/09 17:01 - 950 commenti

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Sociopatico e un po' schizofrenico impiegato pianifica di fare una piccola strage nell'azienda nella quale lavora. Purtroppo viene preceduto da un collega: non gli resta che far fuori quest'ultimo e divenire suo malgrano un eroe. Curiosa e interessante pellicola, sull'onda di Taxi driver e Un giorno di ordinaria follia, ma filtrata tutta da un'ottica grottesca (in alcuni momenti ricorda pure Fantozzi!) e surreale, con evidenti debiti da Lynch e Gondry. Funziona bene fino quasi alla fine, quando si accortoccia su se stesso. Irriconoscibile (e bravo) Slater.

Brainiac 20/06/09 18:40 - 1083 commenti

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Descrivere il disagio mentale non è impresa agevole, il rischio che si corre è quello di cadere nei clichè e qui ci sono tutti (la vita squallida del dipendente vessato dai colleghi, i vicini che lo ignorano, la solitudine). Il regista decide di usare il registro surreale, ma mostrare un pesce rosso parlante dopo cinque minuti non aiuta certo l'identificazione dello spettatore. Ci sono delle belle scene, battute riuscite, Slater è credibile ma trattare certi argomenti (le stragi) con tanto cinismo mi è sembrato, veramente, di un cattivo gusto inaccetabile.

Capannelle 20/07/09 12:03 - 3721 commenti

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E bravo Coppello, hai provato a fare il film originale ad alto tasso di surreale ma la creatura ti è un po' sfuggita di mano. Tra l'altro bisogna aspettare mezzora prima di fare la prima vera risata (quando lei in ospedale gli dice "avvicinati") e nel proseguio il film non prende una direzione decisa. Un'idea degna di nota e con qualche frecciatina alle ipocrisie (colleghi, promozioni, affetto), quindi, ma che doveva essere gestita meglio.

Daniela 23/07/09 07:57 - 9381 commenti

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Nel descrivere un giorno di ordinaria follia, il regista adotta la chiave del grottesco con tocchi surreali, per un risultato discontinuo ma comunque interessante. Slater non è il primo nome che viene in mente per il ruolo dell'impiegatuccio umiliato ed offeso, soprattutto avendo nel cast Macy (utilizzato come mega.dir.gen.gran.fig.putt.), che però sarebbe stata una scelta troppo scontata. Il finale, come tutti quelli che si mangiano la coda, lascia perplessi ma, ripercorrendo la storia a ritroso, non si può dire che i conti non tornino
MEMORABILE: L'addetto alla fotocopiatrice: usare il modello XZW$SXZ non è facile come usare una pistola...

Kinodrop 27/05/14 17:35 - 1498 commenti

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Storiella sfocata e spesso fuori tono sul classico impiegato vessato e grigio, che rimugina tutti i giorni come vendicarsi nell'azienda in cui lavora e farsi valere. I continui cambi di registro, dal drammatico al surreale, dal realistico al grottesco finiscono per offuscare la trama e rendere incongruo anche il finale. Sacrificato H. Macy e legnoso il pur bravo Slater. Si apprezza solo il commento sonoro che dona qualche spinta al piattume dell'insieme. I pesci parlanti son proprio "fuor d'acqua". Noioso.

Furetto60 1/09/14 11:02 - 1129 commenti

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Diverso dal Douglas alle prese con la propria ordinaria follia, l’impiegatucolo fantozziano interpretato da Slater, autore di una prova di notevole spessore, vive in una dimensione paranormale, onirica, ossessiva, riuscendo persino a elevarsi a soglie impensate. Il dialogo con i pesci, che potrebbe indurre a pensare a una virata su lidi tragicomici, rientra nell’affresco della tormentata e fragile personalità del protagonista. Nel complesso un film originale e interessante.
MEMORABILE: I cinque minuti iniziali.

Il ferrini 2/12/15 01:29 - 1680 commenti

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Grandioso Slater, capace di trasmettere la frustrazione e la violenza latente del suo personaggio in ogni inquadratura. Ma soprattutto un bel film, visionario, potente, perfino crudele nel mettere a nudo la mediocrità, vero e unico mostro di questa storia. Ottima anche la regia; man mano che il racconto si dipana le atmosfere si fanno più dense, i colori più carichi, quasi a intraprendere un vertiginoso viaggio nel malessere esistenziale del protagonista. Un'esperienza notevole.
MEMORABILE: Slater che con un finto pulsante in mano immagina di far esplodere il palazzo in cui lavora.

Redeyes 13/08/20 11:20 - 2142 commenti

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Il nostro uomo tranquillo e vessato ha un piccolo bug, e questa paranoia lo porta non solo a fare ciò che fa ma a immaginarne le conseguenze e le diramazioni. Il suo giorno di ordinaria follia esplode schizzando il monitor di micro storie grottesche, ma nella perpetua ricerca di un black houmor o cinismo divertente, se si preferisce, ci perdiamo la profondità dell'oscuro animo umano. Stante la desacralizzazione dell'arrivismo, del becero bullismo, del disagio, senza la giusta qualità finiamo per arrivare stanchi e tediati al colpo di scena finale.
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