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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/09/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 12/09/07 22:08 - 4778 commenti

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Un bel film francese, sussurrato, con tanti richiami all'amicizia, alla lenta separazione, al disorientamento. Notevoli le interpretazioni dei tre attori principali, i quali contribuiscono in modo egregio a dare discrezione e veridicità a tutto quanto toccano e fanno. Da vedere.
MEMORABILE: La scenata al bar.

Galbo 25/09/07 18:38 - 11446 commenti

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Bellissimo film di gusto tipicamente francese con una mirabile armonia tra forma e contenuto tipico del cinema (riuscito) d'oltralpe. Bellissimo anche il titolo, che si riferisce all'incapacità di amare di uno dei protagonisti che ha messo appunto il cuore in "letargo". Ma il film di Sautet parla anche dell'incomunicabilità e del rapporto di amicizia messo in crisi dal sentimento amoroso. Bella sceneggiatura e molto bravi gli attori, specie Daniel Autelil e la Beart (che regala l'immagine della donna algida e tormentata).

Daniela 17/10/10 15:12 - 9629 commenti

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Capolavoro del regista ed uno dei migliori film sull'amore, o meglio sull'incapacità di amare, che, sotto aspetti diversi, segna tutti i protagonisti: certo Anteuil (interpretazione magistrale la sua), per paura di soffrire, si autocondanna alla solitudine, ma anche l'amico Dussollier, col suo sorriso compiacente e freddo, sembra incapace di provare vere emozioni e perfino la Béart è troppo sicura di sé per essere davvero innamorata, così che la sua reazione "passionale" pare causata, più che dalla pena del cuore, dall'orgoglio ferito.
MEMORABILE: Anteuil assiste, non visto, ad un litigio fra il vecchio maestro e la sua compagna.

Domino86 30/09/10 15:07 - 557 commenti

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Film d'oltralpe dal titolo poetico e molto evocativo, che tratta di sentimenti primari nell'essere umano quali l'amore e l'amicizia. Buono il trio di attori principali: fondono in maniera armoniosa le loro vicissitudini facendole accompagnare dal violino che, in questa pellicola, sembra proprio trasporre la sensazione del "coeur en hiver".
MEMORABILE: Evidentemente, parlando si rischia di dire delle stupidaggini. Stando zitti non si rischia niente, si è tranquilli, si può anche sembrare intelligenti.

Giùan 7/11/11 13:41 - 3045 commenti

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Uno dei miei film del cuore, di cui ancor conservo la malia della visione al Cineforum organizzato da Metropolis. Apoteosi del Cinema di Sautet, maestro inarrivabile nel render il sentimentale attraverso il cerebrale. Formidabile gioco letterario e musicale, così come (forse) un'azzardata simulazione intellettuale si rivela il gioco di Stephane ai danni (?) di Camille. Perfetto, crudelmente autolesionistico esempio dell'irriducibilità dei sentimenti alla "cultura". Auteil modella sul proprio viso una maschera funebre, Emmanuelle palpita e lascia senza fiato
MEMORABILE: La cena con la discussione su ciò che può dirsi cultura; Stephane che apre la finestra dopo l'iniezione al maestro; Il rendez vous al concerto.

Paulaster 4/09/13 09:54 - 2863 commenti

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Menage a trois affrontato sulla forza dei dialoghi. Auteuil interpreta benissimo il ruolo dell’arido e spietato, che conquista con la sua timidezza una Béart avvenente ma insicura. Nota anche per Dussolier, spalla nella liaison ma di forza espressiva. Impronta alla francese ma con una durezza d’animo rara per un film di genere sentimentale. Più che una vendetta si percepisce una incapacità di amare o di relazionarsi emotivamente.

Coyote 9/09/13 09:23 - 185 commenti

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Sautet riesce nell’impresa di convincere lo spettatore proponendo un film sentimentale incentrato sulla figura di un uomo che ha chiuso da tempo la porta a ogni tipo di sentimento: non è amico del suo socio storico, non si scompone mai e, soprattutto, non riesce ad ammettere con se stesso il turbamento suscitato dalla bella violinista Béart. Un film fine, bello e sconsolato.

Beffardo57 15/09/13 22:20 - 262 commenti

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Forse il pregio maggiore del film è il grande senso della misura, la malinconica eleganza con cui è narrata la vicenda, che scorre fluidamente in un racconto lineare e pacato. Rimarchevole la finezza interpretativa di un gruppo omogeneo di attori tutti molto adeguati ai ruoli. Esempio di un cinema che racconta storie e disegna credibilmente personaggi in profondità sino al paradossale sovvertimento dell'assunto iniziale (il protagonista dal "cuore in inverno" si rivela probabilmente affetto da una sensibilità estrema e quasi insostenibile).

Lythops 26/06/14 09:48 - 975 commenti

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Lucida analisi sui rapporti umani e la necessità del protagonista di restare sempre e comunque aggrappato al proprio mondo congelando i sentimenti (un cuore in inverno, appunto) in oltraggio alla spontaneità del vivere. Dei tanti film dedicati alla psicologia del mondo musicale (ad esempio Shine, la voltapagine, Amadeus etc.) forse quello più amaro. Auteuil fornisce una prestazione ottima, che perfezionerà ulteriormente dieci anni dopo con "l'avversario", ottimi Béart e Garrel. Film sussurrato, freddo, da vedere previo training autogeno.

Vitgar 5/11/14 12:32 - 586 commenti

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Film di gran classe, assolutamente francese. Trama coinvolgente ben narrata da un ottimo Sautet che evidenzia come l'amore, in alcuni casi, si riduca a una sfida continua tra uomo e donna e quindi non sia amore. Auteuil è come al solito assolutamente credibile, la Beart lancia degli sguardi sublimi. Fotografia di grande qualità.

Myvincent 17/06/15 08:05 - 2603 commenti

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In un'ambientazione colta di musica classica (violini e liutai) si sviluppano, lievi o ridondanti, sentimenti come ognuno riesce a esprimere, seguendo modalità del tutto personali. In mezzo a tutto gli occhi di Daniel Auteil, il cui sguardo profondo vale più di mille discorsi letterari. Bravi anche i comprimari, che concorrono coralmente alla riuscita di quest'opera emozionante.
MEMORABILE: La confessione finale del protagonista, rivelata soavemente al pubblico.

Lou 9/03/16 18:40 - 981 commenti

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Uno dei film più riusciti di sempre sull'incapacità di amare. Sautet indaga magistralmente gli ostacoli che possono frapporsi al compimento di un rapporto amoroso tra due persone che si desiderano. Si parla di pudore, insicurezza, discrezione, vigliaccheria, ma anche di volontà di non andare fino in fondo, per non soffrire o per non guastare la magia dell’innamoramento. Grande sensibilità e capacità di scandagliare le pieghe più recondite dell’affettività umana. Ottime prove di Auteuil e della Béart, al suo culmine espressivo. Un gioiello.

Pinhead80 11/06/16 12:27 - 4002 commenti

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Due liutai dal carattere opposto conducono una vita monotona ed equilibrata sino a quando una donna giovane e attraente smuoverà il più introverso dei due dal limbo emotivo nel quale era calato. Sautet ci parla dell'amore con un'elegante e pacata delicatezza anche nei momenti più difficili del rapporto e lo fa scegliendo di mostrarci la parte più vulnerabile dei protagonisti. Sullo sfondo la musica classica sottolinea in maniera ritmata i moti dell'anima, gli sbalzi d'umore, il battito incessante del cuore che cristallizza per non perdere.

Thmm1 11/11/19 16:14 - 1 commenti

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Ambientazione molto suggestiva, affascinante e intimistica, avvolta da un minimalismo confortante e arricchito da un gioiello di bellezza femminile qual era la Bèart, travolgente; come eccellente è il realismo della storia dell'incontro tra protagonisti che sussurrano i pensieri, allontanandoci dalla cafoneria nociva, insopportabile e cialtrona che è il denominatore comune dell'attualità.
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