Shine

Media utenti
MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Shine
Anno: 1996
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 14
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Il fenomeno della stagione cinematografica 1996 è meno fenomenale di quanto si possa credere. E’ un film d'autore, esaltato soprattutto da una fotografia eccellente che contrasta i colori rendendoli vivissimi. Sprazzi di talento si scorgono, alcuni momenti di vero cinema si intuiscono, l'intensità delle esibizioni pianistiche del giovane Helfgott a volte è resa con grande fervore, ma le parti di storia che legano gli episodi sono deboli, quasi un riempimento. E se davvero bravo si dimostra Armin Mueller-Stahl nel ruolo del padre opprimente, altrettanto non si può dire di Geoffrey Rush e cioè l’Helfgott adulto e paranoico. Che abbia vinto un Oscar non stupisce: Hollywood ha da sempre un debole per le interpretazioni di alienati mentali...Leggi tutto ed è dimostrato che recitare "da pazzi" paga (spesso è pure più facile). Non è chiaro se la colpa della non brillantissima performance sia del poco fedele doppiaggio italiano o di una sceneggiatura comunque deficitaria e prolissa, ma i deliri e gli impappinamenti di Helfgott stancano quasi subito. SHINE in definitiva offre ben poco di nuovo: la figura del genitore iperprotettivo è già stata spesso analizzata (in CARRIE di De Palma, ad esempio, Piper Laurie è un'arpia perfetta), l’idea della storia raccontata in flashback fino a ricongiungersi al presente è vecchia come il cinema (ed è già stata distrutta e ripensata dal genio di Quentin Tarantino), mentre il pianoforte protagonista l'avevamo visto da poco in MADAME SOUZATSKA. Scott Hicks ha rimescolato vecchi cliché con furbizia aggiungendovi melodramma, buone riprese, splendidi colori e molta noia. Così nascono certi film d'autore!
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Magnetti 15/02/07 14:44 - 1103 commenti

I gusti di Magnetti

Il film è coinvolgente, con alti e bassi inevitabili, e ha inoltre il pregio di far conoscere o ricordare ai profani il bellissino concerto per pianoforte Rach III con il quale il protagonista, David Helfgott, si misurerà ossessivamente in giovane età. Nella seconda parte del film David è un uomo con problemi mentali causati dal padre autoritario e castrante, ma il potere della musica... Bravo Geoffrey Rush nei panni del pianista australiano, alla cui vita è ispirato il film.

Capannelle 31/03/08 14:56 - 3787 commenti

I gusti di Capannelle

Film melodrammatico sul genio musicale di un uomo afflitto da problemi psicologici e contesti familiari che ne bloccano la piena realizzazione. Offre alcuni momenti commoventi ma nell'insieme non brilla per originalità e brillantezza. Ebbe riscontri molto positivi presso la critica ma per me non è un must.

Pigro 12/01/09 10:01 - 8117 commenti

I gusti di Pigro

Biografia romanzata di un pianista talentuoso e scostante, con patologie psichiche derivate da un padre repressivo e violento. Un bel film, molto ben realizzato, capace di raccontare la storia con passione e vivacità, ma anche con l'emozione giusta per condurci a parteggiare per il ragazzino umiliato che da grande può far "brillare" la sua umanità e la sua arte. Eccellenti le interpretazioni di Noah Taylor e di Geoffrey Rush, ai limiti del mattatoriale. E poi, la musica di Rachmaninov va da sé. Si vede con piacere.

Ford 20/11/09 23:50 - 582 commenti

I gusti di Ford

Una storia così meritava di più, meritava un trattamento più autoriale e meno telefonato; nonostante alcune bellissime scene (soprattutto quando il nostro suona) molte belle vicende sono rovinate da una regia che oserei definire televisiva e non bastano delle buone (non ottime) interpretazioni e l'azzeccata colonna sonora a salvare un prodotto che poteva dare molto di più.

Galbo 23/11/09 07:15 - 11525 commenti

I gusti di Galbo

Anomala trasposizione cinematografica delle vicende biografiche del pianista David Helfgott. Il film è incentrato su un decennio della vita dell'artista, segnato da gravi problemi psichici che il regista adopera come momenti chiave della sua vicenda professionale. Il film che procede su piani temporali diversi, appassiona e coinvolge lo spettatore grazie alla sua sapiente realizzazione tecnica e all'interpretazione davvero ottima del cast.

Daniela 27/12/09 14:36 - 9854 commenti

I gusti di Daniela

Bravissimo attore, come saprà dimostrare in altre occasioni, Rush è stato premiato oltre misura per l'interpretazione di questo pianista schizzato, che non emerge per particolare originalità dalla galleria degli artisti pazzi e geniali cui certo cinema ci ha abituato. Certo, certe scene sono belle, gli interpreti sono buoni (Taylor ha un volto particolare, gli occhi chiari di Armin Muller Stahl ben esprimono la crudeltà ed il disprezzo), la musica è superba, ma ciò non basta se il "legante" è una regia piuttosto piatta. Vedibile ma non eccezionale.
MEMORABILE: Rush entra in un bar e si mette al piano, accolto inizialmente dallo scetticismo degli avventori

Cotola 8/01/10 22:53 - 7707 commenti

I gusti di Cotola

Pellicola molto furba incentrata sul solito artista simil-geniale mezzo pazzo e disadattato che, ça va sans dire, sbancò i botteghini di mezzo mondo ed incantò tanta critica. In realta non si discosta molto dalla media di queste pellicole di cui contiene tutti gli elementi tipici. La colpa è di un regista piuttosto mediocre (come confermeranno i suoi lavori successivi) che non riesce mai a far brillare il suo lavoro. Oscar immancabile (visto il tipo di personaggio) per Rush. Non brutto ma nemmeno il gran film che molti dipingono. Sufficiente.

Enzus79 1/09/10 16:40 - 1892 commenti

I gusti di Enzus79

Buono quest'opera di Scott Hicks, che ha preso spunto dalla vera storia del pianista australiano David Helfgott, interpretato benissimo da Geoffrey Rush (penoso il doppiaggio). Certo il film non brilla per originalità. Non è un capolavoro, ma indubbiamente può piacere.

Piero68 22/10/12 08:58 - 2793 commenti

I gusti di Piero68

Come la storia ormai ci insegna la genialità va sempre a braccetto con la follia. E per il pianista Helfgott non poteva essere diversamente. Film sicuramente impegnato (lo conferma la presenza di Rush), ma a tratti troppo noioso. Se le parte di lui bambino e poi dolescente possono avere una loro valenza, la sceneggiatura della parte interpretata da Rush è troppo debole per non dire brutta proprio visto che affronta tutti gli stereotipi della pazzia senza avere nemmeno la simpatia di un Forrest. Malissimo il doppiaggio in italiano: sembra di sentire Jerry Lewis.

Saintgifts 15/02/13 00:56 - 4098 commenti

I gusti di Saintgifts

L'inizio, per chi già non conosce la storia di David Helfgott, può essere spiazzante e sfiorare l'insopportabilità, poi concluso il cerchio temporale ci si può abbandonare al divertimento e anche alla commozione. La parte con David bambino vede l'interpretazione del padre (Armin Mueller-Stahl) talmente convinta da suscitare rabbia e augurarsi che scompaia presto di scena. Il doppiaggio di Sbragia accentua l'originale di Geoffrey Rush, che già esalta il reale modo di parlare di Helfgott, e non è male. Coinvolge ed emoziona.

Scott Hicks HA DIRETTO ANCHE...

Nando 10/04/14 20:51 - 3498 commenti

I gusti di Nando

Biografia romanzata del pianista Helfgott; si avvale di un monumentale Rush che mostra le sue istrioniche capacità generando emozioni. La pellicola è abbastanza lineare e lievemente ruffiana, ma analizza con attenzione la gioventù dell'artista devastata dal dispotico padre. Eccellente la musica.

Lythops 3/04/15 14:38 - 980 commenti

I gusti di Lythops

Film e contemporaneamente trattato psichiatrico sulla devastazione cui può portare un padre sospinto da un concetto maniacale del "bene" nei confronti del proprio figlio: l'opera di Hicks va oltre la biografia di Helfgott, pianista tuttora vivente e si sofferma con tratti essenziali - e per questo forse più terribili - sui dettagli della vita famigliare, sulla madre e sulle sorelle oltre che sugli sviluppi dell'età adulta. Straordinaria l'interpretazione di Rush, non da meno quella del doppiatore italiano. Undici i riconoscimenti internazionali.

Paulaster 20/01/17 12:22 - 2931 commenti

I gusti di Paulaster

Sorta di biopic romanzato del pianista Helfgott che si distingue per l'uso azzeccato delle interpretazioni musicali. Rush convince nei panni adulti dello schizzato affettuoso anche se il contorno eccede nell'enfasi (la scrittrice) e nel melò (la moglie). Regìa anonima a parte le performance al piano e nei brevi momenti di adolescenza, in cui Mueller-Stahl mostra una discreta presenza.
MEMORABILE: La polonaise; La prima esibizione al ristorante.

Lou 27/11/20 18:16 - 1001 commenti

I gusti di Lou

La storia del talentuoso pianista australiano David Helfgott, oppresso da un padre crudele, possessivo e autoritario che lo condizionerà fino alla follia. Una narrazione con ricorre a molti eccessi melodrammatici, che risulta commuovente e coinvolgente grazie anche alla potente musica di Rachmaninov. Buona prova del cast, anche se l'Oscar a Geoffrey Rush appare eccessivo.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


DISCUSSIONE GENERALE:
Per discutere di un film presente nel database come in un normale forum.

HOMEVIDEO (CUT/UNCUT):
Per discutere delle uscite in homevideo e delle possibili diverse versioni di un film.

CURIOSITÀ:
Se vuoi aggiungere una curiosità, postala in Discussione generale. Se è completa di fonte (quando necessario) verrà spostata in Curiosità.

MUSICA:
Per discutere della colonna sonora e delle musiche di un film.