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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Cinque ragazzi che alloggiano nella stessa villa sognano di realizzarsi ai più alti livelli, ma la vita sembra negar loro ogni felice sbocco professionale. Dei cinque seguiamo soprattutto le vicende dei tre maschi: Massimo (Barberini), che sogna di fare l'attore, Alessio (Pascoli), giornalista con velleità di scrittore e Paolo (Gori), che lavora in un centro benessere stile Villa Samantha ma finisce col fare i tarocchi alle ospiti guadagnando comunque qualcosa. Le due ragazze, Cinzia (Valentino), fotografa e Milly (Cavalcanti), convinta che per sfondare nello stardom sia sufficiente andare a letto con le persone giuste, fanno da contorno,...Leggi tutto senza mai guadagnarsi un vero ruolo da primattrici. Pierfrancesco Campanella fa muovere i suoi protagonisti tra ville di lusso e situazioni ampiamente viste: se ad esempio Massimo viene chiamato per un film scoprendo che si tratta di un porno, Alessio viene invitato a entrare in una sorta di comunità hippy capeggiata dal solito santone improbabile. E' Massimo comunque a vedersi di più, anche in virtù della sua love story con l'attempata diva Carla Romei (una Di Lazzaro ancora in formissima), che in qualche modo lo convince di esser salito sul treno giusto; ma poi subentra la chiamata del servizio militare, l'idea di sposarsi con una bella ragazza straniera in cerca di sistemazione (Sciò)... Tra tutti chi – pur sfruttando il prossimo in modo truffaldino – se la cava meglio è Alessio, lanciato nel mondo dei maghi da tv privata. In una parte da guest star che non si sa bene cosa c'entri col resto la Rettore, all'epoca piuttosto in declino: un po' squinternata come sempre, contribuisce a sfilacciare la sceneggiatura con interventi che si sposano solo marginalmente alle storie dei protagonisti. Troppa superficialità nell'affrontare le storie di ognuno, una regia anonima che non riesce mai a tenere salda la barra lasciando che presto il film vada alla deriva. Si salva un certo clima d'allegria generale che permette di non far prendere il tutto troppo seriamente, ma la mancanza di un cast in grado di fornire un minimo di senso al tutto toglie ogni credibilità all'operazione. Indubbiamente fascinose alcune presenze femminile (Yvonne Sciò e la Cavalcanti in primis), ma il cinema è un'altra cosa. Questa sembra al massimo televisione, e nemmeno di qualità.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/04/16 DAL BENEMERITO PANZA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 1/05/16
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Panza 14/04/16 14:39 - 1860 commenti

I gusti di Panza

Titolo portasfiga, ma in realtà non si tratta altro che di un riferimento ai vari "flop" dei protagonisti nel mondo del lavoro. C'è un certa follia in alcune scene (il regista gay, la grassona sotto dieta, la di Lazzaro attempata produttrice, la setta segreta...), non c'è dubbio, ma il film risulta comunque modesto visto anche la mediocre interpretazione dei protagonisti. Opera particolare che comunque all'epoca avrebbe meritato un'occasione in più, vista la roba che circolava degli Anni Novanta. Attenti al finale, quasi criptico.
MEMORABILE: I fermo immagine random che ogni tanto appaiono nel corso del film.

Carlitos 10/11/21 15:10 - 43 commenti

I gusti di Carlitos

Campanella, qui all'esordio come regista, dirige una commedia godibile costernata da puro fascino pacchiano anni 90 ma non certamente perfetta: gli innegabili e apparenti difetti (come il ridanciano doppiaggio o alcune imprecisioni in montaggio) sono tanti ma lasciano comunque all’opera quel fascino di follia psicogena del mondo dello spettacolo e di chi vi partecipa. Il protagonista avrà a che fare infatti con bizzarri caratteri di ogni tipo, esperienze quasi sempre inverosimili ma non certo impossibili. Ottimo lo score di Marchetti. In fin dei conti da rivalutare… con le pinze.
MEMORABILE: Rettore nei panni di “Raspa”; Il film con la tigre; Il regista di film omo-sex; Il finale.

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