Straw dogs - Cani di paglia

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/12/11 DAL BENEMERITO GESTARSH99
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Gestarsh99 3/12/11 22:19 - 1314 commenti

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Revisione neomillenaria di una delle pellicole violente più discusse degli ultimi 40 anni, riassettata in una confezione pulita e diligente, tanto rispettosa verso il modello originale da serbarne però anche i difetti maggiori, tra i quali una certa ambiguità nella definizione dei caratteri principali e un climax conclusivo sin troppo frettoloso ed incoerente rispetto al costrutto filmico iniziale. Naturalmente una riproposizione del furente discorso stilistico-antropologico attuato a suo tempo da Peckinpah non aveva alcuna ragion d'essere in un remake mordi-e-fuggi per l'audience moderna.
MEMORABILE: La partecipazione "alcolica" dell'esagitato James Woods.

Greymouser 20/02/12 11:02 - 1458 commenti

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La differenza si può riassumere tutta nella celebre battuta finale dello stravolto protagonista: "li ho fatti fuori tutti!". Provate a "sentire" il significato più recondito e inquietante di quella frase pronunciata da Dustin Hoffman nel film di Peckinpah e quella pronunciata dallo scialbo interprete di questo remake, che sembra detta da uno che ha vinto un videogioco spara-tutti. Solito rifacimento alla candeggina, quindi, che lava via ogni patina di senso e ogni scomodo sottotesto per presentarci un anonimo e innocuo pacchetto di ovvietà.

Piero68 5/09/12 09:39 - 2754 commenti

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Remake del grandissimo film di Peckinpah che non cambia assolutamente nulla e ripropone quasi pedissequamente l'originale. Persino l'ambiguità della dolce mogliettina sembra ripetersi, soprattutto nella prima parte dello stupro. Certo Marsden non è Hoffman e l'ambiente più ripulito e lindo rispetto all'originale non giova ma comunque Cani di paglia non demerita del tutto. Cameo quasi inutile di un incanutito Woods che soffre tra l'altro, nella versione italiana, di un doppiaggio pessimo.

Nando 5/09/12 01:16 - 3457 commenti

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Remake di un film di Peckinpah. La narrazione appare subito inquieta: vedere il becerismo dei boscaioli americani che fanno del muscolare il loro credo appare interessante grazie alle buone descrizioni. Certo gli interpreti non sono eccelsi, a parte il gigionare di Woods. Finale giusto come il valutare di certe emozioni statunitensi.

Mco 18/11/12 19:44 - 2135 commenti

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Ansiogeno e ritmato al punto giusto, questo rifacimento del quasi omonimo film di Peckinpah rimette a nuovo la categoria del rape & revenge. Tensione che sale sin dalle prime battute grazie all'intervento di un Woods quasi irriconoscibile e splendidamente sopra le righe. Il giovane e codardo Marden si trasforma ben presto in un lupo feroce che vende cara la sua pelle, pelle che la bella mogliettina mostra sin dalla prima inquadratura. Sparachiodi, trappole e fucilate diventano la tutela migliore in quest'eccellente ars difensiva toglifiato.
MEMORABILE: La Bosworth che corre a piedi nudi e senza reggiseno per le stradine sterrate.

Simdek 3/04/14 10:39 - 93 commenti

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Remake di un celebre film di Peckinpah, il Cani di paglia moderno avvolge chi guarda in un climax crescente, sullo sfondo di una cittadina di provincia dove football, birra e religione sono le uniche ragioni di vita. Il meglio è concentrato nelle ultime scene, quando gli istinti di sopravvivenza si elevano fino a sopraffare gli impulsi animali dei nerboruti rivali, con momenti di rara tensione, in cui anche lo spettatore riesce a diventare il mingherlino protagonista, dimenticando le ragioni della legalità e abbracciando la legge della giustizia.
MEMORABILE: L'assedio finale alla casa.

Herrkinski 14/07/14 03:25 - 5023 commenti

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Ammetto che questo remake era totalmente sfuggito al mio radar cinefilo e ora posso dire che non mi pento delle 2 ore spese a vederlo. Molto fedele all'originale, di cui modifica poche cose; in questo forse sta il limite del film, che però si riscatta grazie a una realizzazione formalmente ineccepibile e a un cast azzeccato (eccellente Woods, brava la Bosworth). Leggermente aumentata la violenza, che non guasta; buona pure l'idea di spostare l'azione nel sud degli States. Come per Long Weekend, un remake con poche novità ma all'altezza.
MEMORABILE: La tagliola.

Hackett 30/11/14 08:36 - 1720 commenti

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Se si evitano i confronti con l'originale la pellicola sta in piedi dignitosamente, pur senza entusiasmi. Se ci si riferisce al film di Peckinpah invece le divergenze rendono questo remake scialbo e pressoché inutile. Fastidiosa l'introduzione del personaggio di Purcell (che richiama più Uomini e topi) per enfatizzare e motivare la vicenda. Manca l'iniziale ambiguità della moglie del protagonista. Lo stesso Cane di paglia (anche il titolo stravolto), il goffo Hoffman, lascia posto a un ordinario ragazzo, atletico ma con gli occhiali.

Fintocolto 9/02/16 13:26 - 19 commenti

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A dire la verità non è che l'originale di Peckinpah non fosse esente da miglioramenti e aggiornamenti. Proprio in questa direzione procede il remake di Lurie, molto accurato, pur sempre fedele nel riproporre i caratteri originali ma teso a una riverniciatura più contemporanea che non dispiace affatto. Marsden se la cava egregiamente e la Bosworth emana morbosa sensualità lungo tutto l'asse della narrazione. Azzeccato anche il cast dei cromprimari cattivi. Davvero un ottimo lavoro, gestito con professionismo e attenta misura. Consigliato!
MEMORABILE: Lo scontro finale.

Il Dandi 31/05/16 20:29 - 1744 commenti

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Remake solo apparentemente fedele, in realtà intimamente traditore: il film di Peckinpah viveva tutto di sottintesi, mentre qui ci si preoccupa di esplicitare ogni situazione e personaggio con caratterizzazioni manichee e dialoghi che scadono sovente nello spiegone didascalico. Bocciata anche la regìa (nell'assedio finale lo spettatore non ha nemmeno ben chiara la topografia della casa, a cui Peckinpah invece ci aveva sapientemente preparato). Da salvare alcune pregevoli prove attoriali nelle seconde file.
MEMORABILE: Lo spiegone sul titolo (i "cani di paglia" diventano gli altri); Il controverso stupro è pudicamente fuori campo, ma appesantito dalle chiacchiere.

Caesars 25/05/20 11:33 - 2671 commenti

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Lurie propone un remake molto fedele all'originale, lasciando praticamente intatta l'ambiguità della protagonista femminile e cambiando il mestiere del marito (chissà perché passato da matematico, più consono al personaggio, a sceneggiatore cinematografico). Il risultato finale non delude troppo e si lascia tranquillamente guardare, anche se forse il finale risulta un po' eccessivo. Ovviamente Marsden non è Hoffman, ma è protagonista sufficientemente credibile; bravina la Bosworth e anche il resto del cast funziona.

Buiomega71 18/07/20 01:01 - 2227 commenti

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Lurie sposta l'ambientazione dall'ostile Cornovaglia alla umidiccia e afosa Louisiana e segue passo passo il capolavoro dello zio Sam. Ne esce un remake che tiene comunque botta (la tensione aumenta febbrile anche già sapendo come andrà a finire) e almeno David a caccia, abbandonato nel bel mezzo dei boschi nebbiosi, è gran pezzo di cinema. Nel finale sanguinario e furioso ritornano i massacri peckinphaniani (la tagliola , il piede spappolato con un fucilata, la finestra trappola con ex novo della sparachiodi) e il gustoso restyling si illumina di bagliori e roghi quasi apocalittici.
MEMORABILE: Janice che provoca sessualmente il ritardato Jeremy; L'incipit con il cervo morente; I piedini di Amy sbattuti in faccia a David; Olio bollente redux.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Mco • 19/11/12 15:16
    Scrivano - 9647 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Mco, ma nella registrazione di Sky compare SOLO la scritta Cani di paglia sul fotogramma?

    Purtroppo non riesco a postare la foto dello schermo ma ti posso ugualmente dare una descrizione precisa:
    dopo la scena incipitaria di caccia vi è uno stacco con comparsa di una schermata nera, al centro della quale è ritagliato un rettangolino rosso al cui interno è riportata soltanto la scritta in caratteri abbastanza grandi Cani di paglia. Ovviamente io faccio riferimento al passaggio di questo film su Sky Cinema 1.
    Spero di esserti stato utile.
  • Discussione Zender • 19/11/12 19:21
    Consigliere - 43506 interventi
    Grazie Mco. A questo punto adottiamo il doppio titolo e tagliamo la testa al toro.
  • Discussione Gestarsh99 • 19/11/12 19:28
    Scrivano - 14020 interventi
    Io avrei adottato la stessa titolazione riportata anche da altri siti, invertendo di posto le due parti tradotte: Cani di paglia - Straw dogs.

    Poi suona anche meglio.
  • Discussione Zender • 19/11/12 19:32
    Consigliere - 43506 interventi
    Beh, è uscito prima in dvd senza sottotitolo alcuno. L'aggiunta la metto solo nel caso alcuni possano non accorgersi che il film è lo stesso.
  • Discussione Il Dandi • 31/05/16 01:49
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Appena visto. L'ho trovato un remake particolarmente fastidioso, proprio perché apparentemente molto fedele all'originale, a tratti perfino pedestre, ma in realtà lo rinnega e ne travisa lo spirito al punto addirittura da (con-)tradirlo:

    il capolavoro di Peckimpah viveva tutto di allegorie e sottintesi, qui invece ci si preoccupa di esplicitare tutto, a prova di deficiente: i personaggi vengono banalizzati da dialoghi fumettistici che sfociano sovente in spiegoni didascalici, le situazioni resettate secondo stereotipi vieti e triti:

    si passa dal freddo della Cornovaglia al sudore del Mississipi, la figura del parroco del paese viene sostituita dall'allenatore della squadra di football, la capricciosa donna-bambina che era la più bona del quartiere diventa un sex symbol nazionale che ha sfondato come attrice, il dignitoso professore di matematica diventa uno scrittore radical-chic, e così via...

    Tanto l'originale era intriso di tensione morale, quanto il remake è manicheo a prova di deficiente (lo so, l'ho già detto).

    Il confronto sarebbe impietoso per chiunque, ma l'esitante Hoffman non appariva mai ridicolo come il viziato Marsden.

    Un plauso va solo ad alcune caratterizzazioni minori: James Woods, anziano rinato, e Walton Goggins, che considero in assoluto uno dei migliori attori attualmente in circolazione e seguo con interesse da prima che se ne accorgesse Tarantino.


    P.S. Scusate la tirata, è assai raro che senta il bisogno di sfogarmi dopo un film. Quando riuscirò a smaltire il fastidio e a sintetizzare il mio pensiero commenterò, e formalizzerò la mono-palla.
    Ultima modifica: 31/05/16 05:44 da Il Dandi
  • Discussione Zender • 31/05/16 06:34
    Consigliere - 43506 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    P.S. Scusate la tirata, è assai raro che senta il bisogno di sfogarmi dopo un film.
    Male che sia raro, è giusto sfogarsi invece se lo si fa così e cioè rimanendo sul pezzo.
  • Discussione Il Dandi • 31/05/16 21:21
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Grazie. Volevo dire che è raro che un film mi irriti a tal punto. Aggiungo alle considerazioni precedenti che il significato del titolo viene completamente rovesciato; inoltre si arriva all'assedio finale senza che lo spettatore abbia maturato una piena consapevolezza della disposizione degli ambienti della casa, cosa a cui invece Peckimpah ci preparava sapientemente per farci sentire "insieme" a Dustin Hoffman.

    Alla fine ho dato comunque un pallino e mezzo anziché il singolo.
  • Discussione Caesars • 25/05/20 11:57
    Scrivano - 10460 interventi
    Mi rendo conto di aver dato al rifacimento lo stesso voto che diedi al film di Peckinpah, anche se ritengo il remake ben inferiore all'originale.
    Ma sostanzialmente credo che entrambi i miei voti siano "corretti", arrotondati forse "per difetto" quello della pellicola del 1972 e per "eccesso" quello del remake.
  • Discussione Buiomega71 • 18/07/20 10:47
    Pianificazione e progetti - 21745 interventi
    Lurie sposta l'asse dalla poco ospitale Cornovaglia all'afosa e umidiccia Lousiana dei "bifolchi" Stati Uniti del sud (tutti caccia e chiesa, machismo e tradizioni sudiste. Non solo la caccia, ma anche il sermone del reverendo in chiesa da sciropparsi e la partita di football del venerdì sera) e la sostanza non cambia, seguendo passo passo le tracce del capolavoro dello zio Sam.

    Lurie rende tributo al primo film non western del "regista della violenza", e riprende anche i momenti salienti (il 1943 cancellato da Amy sulla lavagna di David , per scrivere 1944-in Peckinpah erano le equazioni matematiche di David sulla lavagna, cancellate e modificate da Amy-, il latte del gatto impiccato) non discostandosi molto dal modello.

    Vero è che l'Inghilterra trateggiata dallo zio Sam era più cupa e angosciante, così come la violenza rude e selvaggia (lo stupro di Amy che si mutava in piacere nelle espressioni della George) che il contesto settantiano in piena guerra del Vietnam favoreggiava e vero che Lurie si adagia su stilemi collaudati e da al suo film un look "wasp" ripulito dalla laidezza degli indigeni della terra d'Albione ( e dalla carnalità sfrontata della George), ma altresì vero che, nonostante la storia sia risaputa e si sà già come andrà a finire, la tensione tiene botta e l'emotività rimane quasi inalterata , aumentando minuto per minuto , con, in mezzo, un momento straordinario ( David portato a caccia dai redneck e lasciato da solo in mezzo ai boschi nebbiosi, a tu per tu con il cervo, mentre il capo clan fa visita-poco gradita- a Amy, quasi meglio della situazione originaria peckinpahniana, almeno in questo frangente, dove la fotografia di Alik Sakharov dispensa suggestioni ataviche, sino al montaggio alternato della violazione di Amy da parte di Charlie e David che uccide il cervo sacro).

    La Amy della Bosworth sbatte i suoi piedini in faccia a David, fa jogging a piedini nudi sudando, sudando talmente che le si vedono i capezzoli attraverso la striminzita canotta che poco lascia spazio all'immaginazione (alimentando la libido degli operai già di per sè cafonissimi e infoiati) è meno capricciosa della Amy della George, ma anche meno sfacciata e, all'occorenza, saprà imbracciare il fucile come nel più classico dei rape & revenge.

    Partita di football a parte, le regole non cambiano, e nel sanguinario e furioso finale ritornano i massacri peckinphaniani (l'olio bollente, la tagliola, il piede spappolato con una fucilata, imprigionato nella finestra, con ex novo della sparachiodi-Spero che ti tagli la gola-e il classico e proverbiale Oddio, gli ho fatti fuori tutti con un più comune Gli ho ammazzati), sino alla chiusa apocalittica di roghi infuocati e fiamme purificatrici.

    Janice in tenuta  da cheerleader che zoccoleggia con il ritardato Jeremy, l'osso che esce dal braccio di Jeremy dopo l'impatto con l'auto di David (particolare gory omesso nell'originale), il bellissimo e lancinante incipit di caccia con il cervo morente, un James Woods rissoso e invasato dalla giustizia sommaria, la canzonetta country del sud (se non ricordo male nell'originale era una composizione musicale di cornamuse) messa sul piatto, le tirate sul cinema della violenza (non siamo più nell'epoca dell'estetica della morte alla Mucchio selvaggio, ma in quella dei Saw, come dice uno degli operai cafoni a David, che si prende libertà domiciliari ben poco educate), e i notevoli e dolorosi flashback dello stupro di Amy, contrapposti alla partita di football durante gli scontri fisici dei giocatori.

    Un restyling appassionato e appassionante , che cambia poco o nulla rispetto all'originale (un pò come farà Kimberly Peirce con quello di Carrie), ma pervaso da una "carnalità" sanguigna e viscerale (anche se Lurie non mostra le tette della Bosworth quando, irriverente e insolente, si mette davanti alla finestra mostrandosi agli operai che lavorano sul tetto del fienile), che tiene saldi allo schermo fino alla mattanza conclusiva (con qualche guizzo registico pseudoargentiano, come l'uccisione dello sceriffo visto da David dallo spioncino della porta), tra scivolate nelle vischiose pozze di sangue, mani inchiodate e terribile fucilate (ottimo il contributo di Gary J. Tunnicliffe).

    Buoni i dialoghi tra David (Mardsen è una soddisfacente fotocopia del David dustinhoffmaniano) e Amy (soprattutto quello riguardante la provocazione sessuale che la ragazza ostenta continuamente ai belluini machi del posto) e , nel quartetto di rozzi paesani "molestatori", c'è pure un tipo (quello che finirà inchiodato che manco Venerdi 13) che assomiglia spiccicato a Enzo Salvi (!) (mi aspettavo che dicesse, dà un momento all'altro, Mamma mia commmme stò, comunque, per me, era lui).

    Altro remake messo in saccoccia, e altro rifacimento (di uno dei miei film seminali, per di più) che mantiene l'atmosfera, l'intensità della narrazione, l'ansia e il nervosismo dell'opera originaria, riportando fedelmente sullo schermo quell'acre sapore sanguigno dell'occhio per occhio raccontato cinquantanni fa dallo zio Sam.

    Curioso, poi, il differente riferimento ai "Cani di paglia" rispetto all'originale, in Peckinpah ero lo stesso Hoffman "cane di paglia" che prendeva fuoco se provocato sino allo spasimo, in Lurie gli stessi abitanti del posto sono i "cani di paglia", offerti alle divinità e gettati via causa inutilizzo.

    Rinnovamento 2.0 ( o nuova versione che dir si voglia) approvato, con buona pace dell'amatissimo zio Sam.

     
    Ultima modifica: 18/07/20 14:43 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 18/07/20 11:08
    Pianificazione e progetti - 21745 interventi
    Ottimo il dvd targato Sony.

    Formato: 2.40:1

    Audio: italiano, inglese (anche per non vedenti), spagnolo.

    Sottotitoli: italiano, inglese (anche per non udenti), danese, finlandese, hindi, norvegese, spagnolo, svedese.

    Come extra: A caccia di controversie-Remake di un classico (7 minuti, varie interviste), La dinamica del potere (6 minuti, interviste al cast), L'assedio (7 minuti, gli stuntman), Creazione di casa Summer (3 minuti, la scenografia), trailer e commento audio del regista.

    Durata effettiva: 1h, 45m e 12s

    Immagine al minuto 00.59.48. David (James Marsden) prende la mira di fronte al cervo.

    [img size=424] https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images53/PDVD-128.jpg[/img]
    Ultima modifica: 18/07/20 12:55 da Zender