LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Rilanciato da Pupi Avati con REGALO DI NATALE, Diego Abatantuono intraprende la seconda fase della sua carriera ritrovandosi alle prese con registi di un certo nome. E così, dopo il Comencini di UN RAGAZZO DI CALABRIA, ecco Giuseppe Bertolucci, quello che aveva portato Benigni sul grande schermo. Così come la vita del titolo è strano anche il film, sospeso tra poesia e prosaicità, con una storia semplice e condotta con garbo. Dal romanzo omonimo di Giovanni Pascutto, Bertolucci ha sceneggiato con l'autore un lavoro premiato dal consenso della...Leggi tutto critica, affascinata dal senso della misura dimostrata nella direzione del cast e da un'ironia appena accennata piuttosto insolita, nella nostra commedia. Abatantuono beato tra le donne si giostra la situazione con un'interpretazione calibratissima, mai invadente: dopo aver assistito alla morte di un vecchio amico si ritrova addosso le di lui moglie (Monica Guerritore) e amante (Amanda Sandrelli). In più deve stare bene attento a come comportarsi con la propria fidanzata (Lina Sastri) respingendo al contempo le avance di una paziente (Domiziana Giordano) che assiste come psicologo della USL. Sembrerebbe il caotico valzer degli equivoci a sfondo sessuale tipico del nostro cinema; al contrario Bertolucci riesce a mantenere un invidiabile clima di apparente rilassatezza, lasciando gli interventi più “comici” ai pazienti (Claudio Bisio, Nik Novecento), agli “anziani” (Felici Andreasi, fa il padre della fidanzata) o al geniale incipit con Antonio Petrocelli che in una candid camera da strada ferma i passanti chiedendo loro di sparargli in testa. C'è qualche momento di stanca, il ritmo non è irresistibile e il finale inutilmente ambizioso e inconcludente, ma lo sforzo di Bertolucci e Abatantuono è encomiabile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Renato 30/09/09 13:34 - 1580 commenti

I gusti di Renato

Buon film del Bertolucci più giovane, molto curato a livello scenografico e con le bellissime musiche di Nicola Piovani. Abatantuono è il protagonista di questa storia raccontata con garbo, anche se c'è da dire che il cast complessivamente mi è parso maldiretto, se si esclude il grande Felice Andreasi che comunque appare solo in un paio di sequenze. Intrigante, ad ogni modo.

Markus 8/08/10 19:14 - 3310 commenti

I gusti di Markus

Gli attori buoni ci sono: tra tutti il "nuovo" Abatantuono e un cast femminile di tutto rispetto (ma a mio giudizio estremamente teatrale, che ha appesantito una pellicola già di per sé tediosamente diretta). Giuseppe Bertolucci è evidentemente ammaliato dal cinema di Avati e cerca di emularlo (gli "ruba" anche qualche attore feticcio), ma il risultato è privo di quelle intuizioni a cui il Grande Maestro ci ha abituati. Passaggi forzati, scene artisticamente ambiziose che nulla aggiungono al film se non ulteriore stanchezza.

Zender 13/08/12 08:18 - 282 commenti

I gusti di Zender

Un Abatantuono al meglio delle sue possibilità nell'ambito del registro più contenuto, una commedia delicata e dolce che senza stupire sa come rendersi piacevole: lavorando sullo spessore dei personaggi, sfruttando la profondità di sguardo del protagonista e il tono insolito della sua interpretazione, muovendolo bene mentre si confronta con le quattro donne che lo circondano (Sastri, Guerritore, Sandrelli, Giordano), scegliendo location non comuni e lasciando ampio spazio alle musiche di Piovani.
MEMORABILE: Gl incontri con Amanda Sandrelli all'ombra della chiesa di San Clemente.

Vitgar 13/07/14 10:17 - 586 commenti

I gusti di Vitgar

Buon film sul rapporto tra sentimenti reali e senso di responsabilità nei sentimenti stessi. Dario (Abatantuono) si trova "circondato" da quattro donne con problematiche e necessità completamente diverse; in questo senso il finale è più che comprensibile. Buona sceneggiatura con buoni dialoghi e ottime musiche di Piovani. Abatantuono e tutto il cast lavorano bene. Un po' di malinconia nel rivedere anche per poco Felice Andreasi.

B. Legnani 6/01/15 15:06 - 4749 commenti

I gusti di B. Legnani

Film curioso, ma più curioso che riuscito. Non proprio credibile il personaggio dello psicologo (peraltro ben retto da Abatantuono), ma ancora meno credibile la galleria di donne che lo circondano: il troppo stroppia e non aiuta un film che poteva venire meglio. Inevitabile un'analisi del poker di femmine. La Sastri è, come previsto, la migliore. La Domiziano è soffusa e credibile. La Sandrelli è troppo acerba per la parte (pur se deve fare una ragazzina). La Guerritore, come di consueto, si atteggia a grande diva e viene a noia sin da sùbito.

Liv 25/09/15 19:19 - 237 commenti

I gusti di Liv

Il film ha momenti felici (tipicamente l'esordio, com'è nella maggior parte delle nostre commedie nazionali, che qui è geniale e vale tutto il film) e altri noiosi e traballanti, ma è soffuso di un'atmosfera accattivante, che ottimi attori e una buona sceneggiatura riescono a orchestrare. Abatantuono è al suo meglio, nella difficile parte di uno psicologo annoiato dell'ASL. Lo stuolo di donne è reso da attrici di vario talento e di varie pretese. Finale surreale, letterario, un po' da capire.
MEMORABILE: L'esordio, da vedere e rivedere.

Faggi 4/07/16 14:48 - 1507 commenti

I gusti di Faggi

Pellicola con intenzioni autoriali che si arenano presto. Si lascia seguire, Abatantuono ci crede, ma è la regia (più della sceneggiatura) a non convincere, tra sbavature e palesi deficit di ispirazione genuina. Troppo costruito e forzato per essere semplice e poetico come avrebbe voluto. Guerritore senza freni e sopra le righe come al solito. Sandrelli (figlia) simpatica e graziosa non adoperata al meglio. Sastri, Bisio e Giordano fanno quello che possono. Finale discutibile.

Modo 24/05/16 18:11 - 826 commenti

I gusti di Modo

Commedia che non convince del tutto nonostante sia diretta bene e con garbo. Il Diego nazionale si ritrova con quattro donne dai diversi temperamenti, due delle quali "ereditate" da un amico morto. Film surreale che evita l'eccessivo sentimentalismo. Simpatico il giovane Bisio. Tra le attrici un punto in più alla Sastri. Belle le musiche di Piovani.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 15/08/12 14:49
    Consigliere - 43612 interventi
    Curiosi gli omaggi di Bertolucci ai Maestri del Cinema: il regista fa cambiare il nome alla fermata (diventa John Ford!) della metropolitana davanti alla quale c'è Petrocelli in sedia a rotelle e fa appiccicare fuori un pannello con un'immaginaria linea metropolitana in cui ogni fermata è il nome di un regista! Si noti che la fermata in questione, come dimostrato nella sezione location verificate del film, è quella di Lepanto in Viale Giulio Cesare a Roma



    John Ford viene recuperato poi per dare il nome a una strada (anche se il cartello tradisce la sua essenza farlocca da metri di distanza)...

  • Discussione Raremirko • 15/01/14 23:36
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    D'accordissimo con tutte le opinioni presenti riguardo ad un film che però imho poteva dare di più; il finale aperto non aiuta per niente.
  • Discussione B. Legnani • 6/01/15 15:09
    Consigliere - 13910 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    D'accordissimo con tutte le opinioni presenti riguardo ad un film che però imho poteva dare di più; il finale aperto non aiuta per niente.

    Il finale non mi pare aperto, pur se condotto in modo un po' surreale: lui decide di rinunciare, in un colpo solo, a tutte le possibili opzioni femminili che si trova davanti, perché nessuna di loro lo convince.
    ...
    Concordo con te sul fatto che il film poteva venire meglio.
  • Discussione Raremirko • 6/01/15 23:23
    Addetto riparazione hardware - 3479 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    D'accordissimo con tutte le opinioni presenti riguardo ad un film che però imho poteva dare di più; il finale aperto non aiuta per niente.

    Il finale non mi pare aperto, pur se condotto in modo un po' surreale: lui decide di rinunciare, in un colpo solo, a tutte le possibili opzioni femminili che si trova davanti, perché nessuna di loro lo convince.
    ...
    Concordo con te sul fatto che il film poteva venire meglio.



    Non me lo ricordo benissimo, ma in effetti potresti avere ragione. Ricordo lui che da un'occhiata un pò così, prima di girarsi ed andarsene (roba mica chiarissima).
  • Curiosità Zender • 13/05/17 12:30
    Consigliere - 43612 interventi
    Dalla miserella collezione Zender il flanetto di Tv Sorrisi e Canzoni della Prima Visione Tv (lunedì 18 febbraio 1991) di Strana la vita: