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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Siamo tra i Paesi che più abusano dei cellulari, ci si può stupire del fatto che diventino assidui protagonisti anche al cinema? Ovviamente no, e così come già accaduto da poco in NON C'E' CAMPO l'assenza di linea si fa centrale al punto da guadagnarsi il titolo e provocare in chi si ritrova improvvisamente "sconnesso" reazioni eccessive, di chi non sa più dove sbattere la testa. E' quel che accade a un gruppo di parenti in vacanza in uno chalet fuori San Martino di Castrozza. Il proprietario è Ettore Ranieri (Bentivoglio), che lì con la sua compagna in cinta (Crescentini) accoglie i due propri figli giovani (uno dei quali assieme alla fidanzata), il fratello carrozziere di lei... Leggi tutto(Memphis) e - successivamente - un terzo fratello in fuga da una clinica per malattie mentali (Fresi). Presenti sul posto anche la domestica Olga e sua figlia, che presto farà comunella col più giovane dei Ranieri. Escluso Ettore, scrittore di successo legato a un modus vivendi lontano da social e cellulari, sono tutti legatissimi ai loro cellulari, per un motivo o per l'altro, e quando per la tormenta (o almeno così pare) le linee cadono, il panico sembra impossessarsi di ognuno. E' così impossibile vivere senza la vicinanza virtuale di amici e conoscenti, senza l'asta online o il torneo di poker su schermo? La prima risposta è sempre sì, la seconda dovrebbe magari considerare quanto tutto ciò annulli i contatti diretti, la socialità vera. Ettore vorrebbe farlo capire, ma non sembra che chi lo ascolta sia disposto a recepire il lodevole messaggio. Uno spunto di rara banalità che fa spazio a un film dall'impostazione chiaramente teatrale, completamente o quasi ambientato tra due camere e un salotto. La sceneggiatura (scritta a più mani) prova a sganciarsi dal macchiettismo iniziale per dare un vago spessore ai personaggi, ma dove ci riesce è quasi esclusivo merito degli attori, con Memphis e Fresi che meglio degli altri interpretano rispettivamente con malinconia ed euforia i fratelli Catenacci: il primo, piuttosto in parte, è il meno esagitato, il secondo riesce a nobilitare con i tempi giusti un ruolo modellato senza fantasia sui nevrotici visionari usi a perdere la bussola. Si esprime con termini desueti, non filtra i pensieri, straparla (quando non urla). La Crescentini azzecca facilmente la parte della romana coatta, Bentivoglio fa il sardonico pater familias scarsamente stimato dai figli e rassegnato a subire i loro meschini comportamenti scuotendo la testa, la domestica dovrebbe rappresentare lo spirito saggio, i quattro giovani rivelano tutta la debolezza del copione non riuscendo a risultare men che modesti in caratterizzazioni puerili ai confini della caricatura. Ma a colpire è soprattutto l'inadeguatezza della regia, poco incline ai tempi della commedia né capace di sfruttare la già non esaltante sceneggiatura. Dire che succede poco è un eufemismo e il finale con parto è una stomachevole concessione a un buonismo accomodante lontano dai maliziosi contrasti cui si punta in apertura. La disconnessione del titolo è solo un espediente utilizzato senza la necessaria convinzione che lascia presto spazio a battibecchi familiari frusti e stucchevoli, mentre le ripetute esibizioni mammellari della bella Gorietti confermano la gratuità di troppe scene (si veda quella di Memphis colle bolle in vasca, parentesi surreale infilata in mezzo senza un perché). Fortunatamente con Fresi in scena il clima si vivacizza un po'. Mattioli nel ruolo del portiere dello stabile di Ettore si vede giusto all'inizio per un unico intervento.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/02/18 DAL DAVINOTTI
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Markus 23/02/18 11:05 - 3195 commenti

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Una famiglia allargata si ritrova per un week-end in Trentino nel bel mezzo di una bufera di neve... "tragicamente" senza internet. L'idea di base si era appena vista nel film Non c'è campo, quindi l'effetto novità viene a mancare; in ogni caso la storia poteva anche essere dilettevole se non fosse che Marazziti non riesce, mi duole dirlo, a sfruttare adeguatamente un solo fotogramma e di conseguenza il nutrito cast. Anche la virata nel lacrimevole della seconda parte appare malamente accozzata. La telecamera indugia sul seno della Gorietti.

Rambo90 2/06/18 16:49 - 6246 commenti

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Commediola non troppo riuscita, che a un'idea promettente non fa seguire una sceneggiatura altrettanto adeguata. Personaggi poco approfonditi (la Gorietti per esempio, che sembra in scena solo per esibire il fisico), rapporti mal scritti e una generale indecisione tra comicità e sentimentalismi. Memphis e Fresi azzeccano qualche battuta e fanno ridere in più occasioni, Bentivoglio invece è sprecato in un ruolo troppo serioso che lo fa apparire spaesato. Nel complesso scivola via (complice breve durata) ma non lascia il segno.

Nando 18/06/18 23:51 - 3441 commenti

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Una commedia semplice che cerca di valutare l'assenza di collegamento alla rete durante una vacanza in Trentino in una famiglia allargata. Simpatici Fresi e Memphis che strappano qualche sorriso, inutile e poco appropriata la Crescentini mentre Bentivoglio è il solito attore appropriato. Nel complesso non male, grazie anche alla breve durata, ma rimane una pellicola senza pretese.

Piero68 19/06/18 10:10 - 2749 commenti

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Commedia corale che pone il focus sul rapporto ormai maniacale che tante persone hanno con i loro apparati elettronici. Ma non solo perché si parla anche di rapporti familiari e dell'ignoranza bestia che ormai impera in alcuni gruppi sociali. L'idea poteva anche essere buona ma le tante deviazioni dalla commedia al serioso con tanto di pistolotti retorici rendono il tutto abbastanza indigeribile. Anche perché i momenti di comicità sono pochi e scadenti e li regalano sempre gli stessi: Memphis e Fresi. Comparto femminile da dimenticare.
MEMORABILE: Il tormentone su Fedez! Ma chi sarà mai costui??

Medicinema 19/06/18 23:07 - 83 commenti

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Uscita poco dopo l'analoga opera mocciana, questa nuova pellicola dedicata allo spaesamento da "disconnessione" telematica dal mondo è così confusa e svogliata da spaesare anche lo spettatore. Se il tema centrale può prestarsi a infinite gag e situazioni, quelle qui presenti sono poco divertenti e banali. Bentivoglio santone rimbambito, Memphis e un surreale Fresi sono gli unici motivi per cui si possa ancora parlare di commedia; gli altri sono solo un riempitivo, così come alcune scene (Memphis e l'idromassaggio). Di film così c'è poco bisogno.
MEMORABILE: Fresi e i suoi deliri.

Paulaster 3/07/18 12:53 - 2619 commenti

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Famiglia si riunisce in montagna e rimane senza connessione internet. Esauriti il messaggio dell'abuso degli smartphone e le varie ipocrisie dei personaggi, la sceneggiatura tende ad andare fuori giri: troppa carne al fuoco tra nascite improvvise, ludopatia, fratello pazzo e seni (finti) al vento. Bentivoglio cerca faticosamente di dare equilibrio alle varie età presenti; almeno Memphis ogni tanto fa sorridere. Conclusione positiva, ma in un contesto normale è a dir poco irreale.
MEMORABILE: La tentata chiamata alla radio manco fossimo in Shining.

Gabrius79 18/04/20 23:51 - 1172 commenti

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Commediola senza troppe pretese che si barcamena come può con una sceneggiatura non troppo azzeccata. Si sorride grazie a Fresi e Memphis, a cui vanno sicuramente i momenti migliori. Bentivoglio un po' troppo sprecato per il ruolo. Il resto del cast non funziona granché, fatta eccezione per una buona Liskova. La seconda parte tende al sentimentalismo ma senza coinvolgere più di tanto. Niente di che.
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