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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Ritratto di una ricca borghesia che trascorre le vacanze in Costa Azzurra, amici e conoscenti riuniti in una splendida villa con piscina. La madre Louisa (Marisa Borini) con le figlie Elena (Golino) e Anna (Bruni Tedeschi) rappresentano il fulcro attorno al quale ruotano il marito (Arditi) di Elena, la figlioletta adottiva (Bruni Garrell) di Anna, l'anziana zia (Gigi Borini) e un vecchio amico di famiglia, Bruno (Raffaelli). Con loro anche qualche figura di passaggio legata all'attività cinematografica di Anna (è sceneggiatrice) e i domestici, per un quadro complessivo ampio e non immediatamente identificabile nei rispettivi ruoli.

Dovrebbe far parte del gruppo anche Luca...Leggi tutto (Scamarcio), il partner di Anna, il quale però, prima che lei partisse, le ha fatto intendere che la loro relazione sta decisamente per chiudersi. E’ il rapporto che lega questi ultimi a offrire i momenti più divertenti e vivaci del film, grazie soprattutto a una Bruni Tedeschi assolutamente travolgente, imprevedibile e a briglia sciolta come di consueto. Il suo continuo arrendersi all'evidenza seguito subito dopo dal rifiuto di accettarla è fonte di scene spassose che fanno a tratti impennare un film per il resto invece troppo adagiato su un bozzettismo poco sigificante, in cui ogni personaggio mostra carenze evidenti sotto il profilo della caratterizzazione in grado di donargli la necessaria tridimensionalità.

Tutto si confonde in una sfilata di volti spesso faticosamente collocabili correttamente nel complesso mosaico familiare ai quali si aggiungono vezzi da cinema referenziale (i molteplici agganci all'arte e alla pittura) e autobiografico (chi è confidente col mondo della Bruni Tedeschi non tarderà a riconoscerli). Ma il tutto si sfalda al cospetto di una sceneggiatura che ha davvero poco da dire, affidandosi a qualche tocco eccentrico e sparute gag solo abbozzate. E' vero che la bravura del cast (in cui comunque la Bruni Tedeschi svetta nettamente) permette comunque di donare una sorta di sufficiente credibilità generale, ma poi sarebbe stato bene lavorare maggiormente sui protagonisti e sull'impianto inter-relazionale, senza rifugiarsi in un meta-cinema piuttosto facile nelle sue valenze metaforiche (la nebbia offuscante nel finale) che aiuta solo a confondere ulteriormente le acque.

Il fratello morto che di tanto in tanto occhieggia come se la sua presenza fosse normale acquisisce l'appeal dei fantasmi moderni, che sempre più rientrano con naturalezza nel disegno complessivo come a sovrintendere quanto accade in loro "assenza". Il ritmo però è basso, arranca mentre non si riesce a dare giusta incisività a una trama in cui l'unico spunto in grado di costituirsi come storia autonoma di rilievo è quello che unisce la Bruni Tedeschi e Scamarcio (ottimo nei panni del partner “bello e impossibile”), perché anche il bravo Arditi non trova spazi significativi e la Golino ha un ruolo marginale quanto quello degli altri.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/08/19 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/05/24
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Capannelle 4/08/19 20:21 - 4438 commenti

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Forse autobiografico e condotto con la caratteristica vena surreale dalla Bruni Tedeschi, ha il difetto di mettere troppa carne al fuoco (evitabili certi personaggi) e di essere prevedibile nella prima parte. Piazza qualche colpo e dimostra una certa qualità di scrittura; anche come musiche osa con soluzioni non banali. Certo non brilla come capacità di sintesi né come fluidità e può apparire come l'ennesimo manifesto troppo autoreferenziale sulla borghesia annoiata.

Gabrius79 6/05/20 23:00 - 1431 commenti

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Valeria Bruni Tedeschi si autodirige e dirige un discreto cast ma nelle oltre due ore di pellicola mette troppa carne al fuoco col risultato che alla fin fine c’è troppa confusione, nonostante qualche momento simpatico. Scamarcio e Golino sufficienti, la stessa Bruni Tedeschi fa il verso a se stessa. Buone la location e la fotografia, ma ci sono tante chiacchiere, troppe.

Ira72 30/07/20 14:44 - 1319 commenti

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C’è molto della regista in questo film, iniziando da alcuni personaggi che interpretano se stessi. Il dramma del fratello Virginio permea l’intera sceneggiatura, interrotto sovente da battute ironiche intercalate qua e là o dall’autoironia che caratterizza la Tedeschi, la cui interpretazione è come sempre in bilico tra sorrisi e nevrosi. Splendida cornice la villa in Costa Azzurra, ammantata dal fasto e da una nota di decadenza. Incisiva anche la fotografia. Ma. La pellicola finisce per annoiare. Lunghezza eccessiva e manierismo autoreferenziale. Una finta modestia che irrita.

Galbo 21/06/22 09:27 - 12438 commenti

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Valeria Bruni Tedeschi realizza un affresco sulla (alta) borghesia in vacanza, argomento che l'autrice conosce bene, e il film che ne deriva è largamente autobiografico. I villeggianti è però opera riuscita a metà; un'ambientazione suggestiva e la buona prova complessiva degli attori da un lato, dall'altro una sceneggiatura troppo prolissa e alcuni personaggi inutili e comunque fuori fuoco oltre a una lunghezza eccessiva. Tutti fattori che penalizzano un'opera che avrebbe giovato di una maggiore compattezza.

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