Rock the Kasbah

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Rock the Kasbah
Anno: 2015
Genere: commedia (colore)
Note: E non "Rock the Casbah".
Numero commenti presenti: 6
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Bill Murray malconcio manager di musicisti all'ultima spiaggia poteva essere un'idea. Così come quella di spedirlo in Afghanistan con la sua artista "migliore" (Deschanel) a organizzarle un rock-tour per le truppe americane di stanza lì. Naturalmente l'impatto con la realtà di una nazione ancora devastata dalla guerriglia è durissimo: la cantante infatti pianta subito in asso il poveruomo ripartendosene in aereo alla chetichella, lasciandolo solo in un mondo che non conosce e che non sa come affrontare; gli fa gioco un connaturato cinismo che l'espressività da commediante d'alta scuola di Murray rende al meglio. Il personaggio riesce a distaccarsi da un ambiente che non può assimilare facilmente sopravvivendo con l'altezzosità di chi...Leggi tutto si difende rinunciando a farsi troppo coinvolgere dalle brutture che lo circondano. Almeno fino a quando ode uscire, da una grotta nel deserto, un canto soave che rigenera il suo antico istinto da scopritore di talenti: è Salima (Lubany), bella ragazza pashtun che il nostro decide di far esibire nel talent show locale con l'obiettivo di portarla in finale. Ma far concorrere una donna sembra impossibile, in una nazione dove le concessioni al sesso debole sono davvero pochissime. Il film si ispira alla storia vera di Setara Hussainzada (già raccontata nel 2009 dal documentario AFGHAN STAR), che sfidò le convenzioni e si presentò al più celebre talent afghano arrivando quarta. ROCK THE KASBAH naturalmente romanza il tutto e cambia il punto di vista, che diventa quello di chi osserva con occhio occidentale un mondo completamente diverso dal suo reagendo tuttavia con la flemma di chi non si stupisce di nulla. A dargli corpo è bravo Murray, ma l'intrigante chiave di lettura si stempera in uno script debolissimo, in cui si ricorre a situazioni prevedibili trovando molto di rado la forza della battuta, affidando talvolta alla coppia Danny McBride/Scott Caan un ruolo da poco convinte spalle comiche. E non inganni la presenza di Bruce Willis, soldato americano di poche parole la cui fisicità si rivela impalpabile e la cui presenza fa pensare solo all'esigenza di piazzare un altro bel nome in cartellone: interviene qua e là senza mai lasciare il segno. Molto più incisiva la figura della sensualissima prostituta interpretata da Kate Hudson, che dopo il primo amplesso ci fa ritrovare Murray legato sul letto con parrucca bionda, rossetto e mutandoni in evidenza. Un film che vive di sprazzi di buon cinema separati da eterne fasi di nulla. Di tanto in tanto ci si rianima (magari quando Murray improvvisa di notte a squarciagola “Smoke on the water” tra pashtun che lo osservano trasecolati), ci si diverte (il passaggio al posto di blocco prima del locale notturno), ma l'insieme è retto da un Levinson che, indeciso tra cinema d'autore e di cassetta, si perde a metà del guado affogando nelle sabbie mobili dell'inconsistenza: prova a lanciare continui salvagenti in direzione di Cat Stevens (convertitosi all'Islam nel 1977), il quale risponde idealmente riempiendo di classici e cover il film (“Wild World”, “Don't Let Me Be Misunderstood”, la notevole “Peace train” ricantata davvero bene nel finale dalla Lubany), ma non basta. Ci volevano grinta, dialoghi acuti e un'ironia ben più ficcante per dare un senso a questo pastrocchio. Così è solo una buona idea buttata via, con le peregrinazioni nel deserto del protagonista che dovrebbero forse far riflettere ma son solo lunghi passaggi di noia in attesa di un'accelerazione che non arriva mai. E la Kasbah del titolo? Non c'entra nulla visto che non siamo in Nordafrica, ma quello lo spiega Murray a sua figlia: lui intende il termine in senso ampio e generico, delocalizzandolo.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/11/15 DAL BENEMERITO DIDDA23 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/11/15
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Didda23 8/11/15 01:46 - 2327 commenti

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Barry Levinson ha caratterizzato la propria carriera con alti (pochi) e bassi (molti). Nel film di serpeggiante non c'è proprio nulla: la mediocrità la fa da padrona. La sceneggiatura dipinge dialoghi e personaggi inconsistenti (povero Willis in un ruolo poverissimo); le idee sono poche e la regia non convince né per quanto riguarda la gestione dei pochi momenti topici, né per quanto riguarda la direzione globale del cast. Qualche sprazzo di classe viene offerto da Murray, forse l'unico elemento per cui vale la pena vedere il film. Ma allora meglio rivedersi Ricomincio da capo.
MEMORABILE: Bill Murray che reinterpreta "Smoke on the water".

Rambo90 23/08/16 02:32 - 6923 commenti

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L'ho trovato interessante. Levinson coniuga bene divertimento e riflessione confezionando una storia simpatica ma per niente stupida. A volte si ride, altre si sorride, qualcuna altra ancora ci si ferma a pensare. Il tutto supportato da un buon ritmo e da una performance davvero brillante di Murray, aiutato da validi comprimari come la bella Hudson e l'ironico Willis. Qua e là affiora un po' di eccessivo buonismo, ma niente che intacchi la godibilità dell'insieme. Buono.

Jandileida 29/10/16 10:04 - 1353 commenti

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Onesta commediola firmata dall'eterno mesteriante Levinson: niente di particolarmente stupefacente ma almeno potabile, anche se va sottolineato un certo sbracamento finale al grido di "tutto è bene quello che finisce bene" e un'impostazione generale abbastanza superficiale. Però Murray merita sempre e qui, nella parte dell'impresario mezzo fallito che si ritrova a girovagare per l'Afghanistan, fa la sua figura con stile e strappa più di qualche sorriso. Gli altri personaggi lasciano il tempo che trovano, come le interpretazione dei nomi di lusso.

Hackett 27/11/16 09:10 - 1817 commenti

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Commedia dolceamara, con un Bill Murray sornione al solito e una storia di riscatto sociale che non può non finire per coinvolgere lo spettatore. Ovviamente la visione del caotico universo afgano, fatta dal cinema occidentale, non può che essere grossolana e lasciare sullo sfondo la realtà di uno dei paesi più difficili del mondo. Il resto è un talent-film con qualche buon momento e qualche personaggio inutile (vedi quello di Bruce Willis).

Galbo 30/07/17 07:33 - 11728 commenti

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Autore di ottimi film ma anche di opere discutibili, Barry Levinson realizza una pellicola dalle premesse interessanti ma dalla realizzazione deludente. Bill Murray è una buona scelta e il suo un personaggio intrigante ma senza una robusta sceneggiatura può fare poco e il film vive di momenti estemporanei affidati alla bravura del suo protagonista (che procede stralunato in un ambiente per lui alieno), affiancato da un'efficace Kate Hudson mentre totalmente impalpabile è Bruce Willis.

Enzus79 20/10/21 19:19 - 2141 commenti

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Pellicola che affronta una tematica seria, quella degli estremismi culturali, in modo soft e ironico con un Bill Murray come sempre convincente. Certamente la storia poteva suggerire più spunti ed essere meno forzata in alcuni frangenti, ma nel complesso supera la mediocrità nel giudizio finale. Nel cast è tuttavia presente un Bruce Willis che definire deludente è poco. Colonna sonora così così.

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