Psycosissimo

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1961
Genere: comico (bianco e nero)
Note: E non "Psicosissimo" o "Psychosissimo". Prima proiezione 11 febbraio 1961: il film non è quindi del 1962 come indicato da alcune fonti.
Numero commenti presenti: 9
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Ciavazzaro 23/04/08 14:36 - 4763 commenti

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Divertente parodia del genere giallo con una coppia fenomenale: gli strepitosi Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Bravi anche Francesco Mulè e un giovane Ugo Pagliai, sensualmente diabolica la Just. Molto divertente, sia nella costruzione del finto delitto che nella scena finale nello stabilimento per confezionare i prosciutti o quella in università. Consigliato agli amanti della commedia all'italiana.

Il Gobbo 27/07/10 12:06 - 3011 commenti

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Gustoso, anche se datato, thriller comico all'insegna dell'umorismo nero, ovviamente del tutto scevro da parentele con lo zio Alfred. Come si conviene al genere parodiato c'è più attenzione al'intreccio rispetto alla media dei film comici coevi, e il duo Tognazzi-Vianello gioca a memoria. Non è tutto fresco, ma si lascia ancora guardare.

Dusso 15/10/13 10:24 - 1535 commenti

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Sarebbe stato perfetto, poco tempo dopo, anche per la coppia Franchi-Ingrassia. A parte questo il film (con un titolo fuorviante) è comunque tutto sommato divertente. Qualche gag è troppo telefonata (la moglie di Tognazzi che strappa l'assegno) altre un po' datate (cosa comune di queste commedie italiane sotto il 1964 diciamo), ma nel complesso Steno è bravo a gestire il tutto. Della coppia Tongazzi- Vianello è sicuramente uno dei migliori (o meno peggio).

Rambo90 17/10/14 02:34 - 6347 commenti

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Inizia come parodia dei gialli del periodo, quindi si lancia nella consueta farsa con equivoci e inseguimenti, con molti momenti riusciti e qualcuno no. La coppia Tognazzi-Vianello è in gran forma e dà il meglio di sé (soprattutto quando cercano di sembrare duri), così come caratteristi come Mulè e Ucci. Finale molto demenziale, ma in linea con la trama.

Graf 8/01/17 19:40 - 698 commenti

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Il film di Steno è una presa in giro scatenata ma non sgangherata dei tanti film dell’orrore nazionali e internazionali che all’epoca avevano un loro affezionato pubblico. Il macabro e il mistero dell’intrigata trama sono continuamente contraddetti dalle gag, dalle freddure verbali, dalle facezie, dai doppi giochi, dagli equivoci dei quali la vicenda è farcita e che Steno riesce a disporre all’interno della racconto con il pieno controllo dei tempi comici. Ritmo in crescendo, scenografia minacciosa, fotografia cupa, risate assicurate. La coppia comica funziona alla perfezione, come un orologio svizzero
MEMORABILE: Ugo Pagliai nel piccolo ruolo di un universitario.

Faggi 13/05/18 22:48 - 1505 commenti

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Parodia dei generi giallo e thriller con gli affiatati, divertenti e qua e là davvero irresistibili Tognazzi e Vianello. Il nume tutelare dell'operazione è l'umorismo nero, Psyco di Hitchcock non c'entra niente (se non nel titolo); la trama non è affatto male, incuriosisce (i primi venti minuti sono addirittura magnetici) e il ritmo non manca (sorvolare su qualche inerzia è facile). Colpisce la cura dell'insieme (dalla fotografia agli ambienti) che simula bene le atmosfere cupe e macabre dei generi presi spiritosamente in giro.

Pessoa 25/05/20 13:52 - 1160 commenti

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Vivace commedia a tinte noir per Steno a uso e consumo dei due protagonisti, mattatori assoluti della pellicola, che sfrutta al meglio la grande intesa di una delle coppie comiche più efficaci del nostro cinema del Dopoguerra. Il giallo dà quasi subito il la a una serie di avvenimenti comici tanto poco credibili quanto esilaranti, con una sceneggiatura che accompagna senza strafare e un cast tecnico ben rodato che non perde colpi. Interessanti i personaggi di contorno, che contribuiscono ad alzare il pallinaggio di un film più che guardabile.
MEMORABILE: La duttilità recitativa dei due protagonisti, soprattutto nella scena finale all'interno del salumificio.

Renato 29/07/20 11:23 - 1561 commenti

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Macabra e deludentissima farsa. Se il rimando hitchcockiano nel titolo è evidentemente pretestuoso, a non convincere è proprio lo sviluppo della storia, fatto di piatti equivoci che non portano a nessuna risata. Tognazzi e Vianello ripetono stancamente i loro soliti cliché: nessun dubbio sulle loro capacità, ma qui restano figurine e non diventano mai veri personaggi. Comparsata per Paolo Bonacelli, fresco di Accademia.

Il Dandi 6/08/20 18:18 - 1782 commenti

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Farsa che si burla dei gialli dell'epoca, a base di intrighi ed equivoci, ma che forse sarebbe stata più adatta a Franco & Ciccio, a partire dal titolo (che promette una parodia solo nominale senza mantenerla) ma anche nel carattere dei due protagonisti: Vianello e Tognazzi, coppia comica già collaudata in televisione, non sembrano funzionare a dovere sul grande schermo (ad apparire fuori posto - spiace dirlo - è soprattutto il secondo), dove comunque troveranno entrambi presto una più adatta collocazione. Mediocre, male invecchiato, guardabile con pazienza.
MEMORABILE: L'omicidio spiato dalla finestra aperta.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Renato • 28/07/20 23:10
    Archivista in seconda - 319 interventi
    Primo ruolo per il cinema per un giovane Paolo Bonacelli:
    A destra, Ugo Pagliai.