My Life - Questa mia vita

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/01/09 DAL BENEMERITO PIGRO
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Pigro 13/01/09 09:30 - 7899 commenti

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Sta per diventare padre, ma ha anche un tumore che lo ucciderà in pochi mesi, così prepara un video per farsi conoscere dal figlio quando sarà morto. La storia, bella, è lacrimosa, ma commuove sinceramente, anche per la credibile interpretazione di Keaton. Certo, si scivola verso un finale che abbonda di buonismo ed emozioni in maniera stucchevole. Ma la ricerca di serenità e l'interrogarsi sul futuro di un uomo condannato a morte nel momento della nascita del figlio è descritta con alcuni intensi squarci di dramma e perfino di lieve umorismo.

Galbo 15/01/09 05:58 - 11445 commenti

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My life fa parte della sventurata categoria dei film dedicati ai malati terminali (più spesso di cancro) che vogliono rendere in qualche modo memorabile l'ultima parte della propria vita. Per definizione trattasi pertanto di film strappalacrime, buonista ed edulcorato fino all'eccesso, pertanto falso e stucchevole. Stupisce che due ottimi attori come Keaton e la Kidman si siano fatti coinvolgere in una simile operazione, sbagliata da tutti i punti di vista.

Rambo90 8/02/10 23:43 - 6424 commenti

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La storia è molto semplice e risaputa ma è riscattata e portata a ottimi livelli dal grandissimo Keaton e da dialoghi vivaci e brillanti. Nonostante il tema molto triste il film scorre piacevolmente fino alla fine, lasciando una sensazione di gioia per come il protagonista riesce a fare dei suoi ultimi giorni di vita i migliori. Alcune scene strappano la lacrima inesorabilmente, altre sorrisi in un mix apprezzabile.

Disorder 20/05/10 10:59 - 1410 commenti

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Questo film andrebbe ascritto ad un genere tutto suo, che non saprei come altro definire se non "sfiga": Keaton stà per coronare la sua già felice vita diventando padre, quando arriva la botta: gli resta poco da vivere. Per fortuna il tono del film poi non è così tragico e si lascia vedere almeno fino al finale (quello si un po' troppo triste, anche oltre le previsioni). Insomma, non è male ma oggi proprio non lo rivedrei: di "sfighe" uno ne deve già affrontare a sufficienza nella proprio vita, senza quelle dei film...

Luckyboy65 6/10/10 23:58 - 144 commenti

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Quando Michael Keaton era all'apice della fama gli toccava di recitare davvero in qualunque cosa. Con My Life toccò veramente il fondo: una storia artificiosamente buonista e irrispettosa nei confronti di chi veramente è costretto a soffrire a causa di malattie. Ma tralasciando la morale, il film di per se è una commedia che scivola via senza fare troppi danni verso il finale annunciato, tranquillamente evitabile e sicuramente dimenticabile.

Cotola 12/03/11 13:59 - 7603 commenti

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Visti tema e situazione di partenza, il risultato non è poi così malvagio. Ciò perchè regia e sceneggiatura evitano abbastanza bene, tutto sommato quasi fino alla fine, le trappole del patetico e del sentimentale, riuscendo così a raccontare una storia certamente banale, ma almeno lo fanno senza scorrettezze di sorta e senza tirare calci nella pancia dello spettatore. Naturalmente le lacrime possono comunque rigare il viso di chi lo guarda. Niente di speciale ma nemmeno di esecrabile.

Dengus 2/10/11 21:13 - 349 commenti

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La prima volta rimasi impressionato dalle scene che mostrano il declino fisico del protagonista nell'arco dei mesi; in Robert Jones ci sono milioni di persone e vite distrutte in tutto il mondo; che la storia sia improntata al buonismo è vero, ma forse è stato l'unico modo per renderla il più possibile godibile. L'idea del video per il figlio è molto toccante e fa in modo che il protagonista conosca e prenda in braccio suo figlio dando, pur nella drammaticità, una specie di lieto fine; quasi un documentario sui malati terminali.

Saintgifts 30/05/14 18:06 - 4098 commenti

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Credo non manchi nulla di ciò che si poteva mettere in un film come questo. La trovata, se vogliamo definirla così, è quella di volersi filmare per lasciare l'immagine di sé più vera e personale possibile (e che non siano i racconti che il figlio avrà da altri). La coppia di attori regge bene il gioco (per carità, l'argomento è importante) specie nella prima parte, che però prepara un finale che inevitabilmente scivola verso lo stucchevole. Del resto mi rendo conto che è difficilissimo filmare in modo accettabile (ai più) una morte così annunciata.

Parsifal68 11/03/16 11:46 - 607 commenti

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Un malato terminale decide di lasciare al figlio che sta per nascere una videocassetta che lo possa ricordare. Non convince questo film che vira decisamente sul melenso e sulla lacrima facile, anche se l'argomento viene trattato con la giusta delicatezza. Keaton, che non è mai stato un genio della recitazione, è poco credibile soprattutto nelle scene di sofferenza, mentre la Kidman, ancora lontana dalle sue successive egregie prove attoriali, è assolutamente inespressiva. Non è un delitto non vederlo.

Claudius 12/10/19 06:57 - 430 commenti

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Aggiornamento del lacrima movie rilanciato da Ghost (gli autori sono gli stessi) e Scelta d'amore con qualche spunto interessante (l'idea della videocassetta registrata per il figlio). Le lacrime scorrono copiose ma, in questo caso, il film non è manipolatore come altri predecessori e i due protagonisti sono convincenti. Vale la pena recuperarlo, e poi la Kidman è bellissima.
MEMORABILE: "Sai? oggi è il giorno in cui sarei dovuto morire" e conseguente abbraccio.

Daniela 4/07/20 09:24 - 9625 commenti

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Dopo aver scoperto che sta per diventerà padre, al protagonista viene diagnosticato un tumore già in metastasi. Riuscirà a veder nascere il figlio? Quando non riguardano bambini, i cancer-movie si iscrivono quasi tutti a due categorie: quelli della "lista" (vivere una serie di esperienze prima di tirare il calzino) e quelli del "sistemare le faccende" (riconciliarsi con parenti e ex amici, pensare al futuro di chi resta).  Qui siamo in presenza di entrambe le tipologie, con esiti tra il banale e l'urticante. Keaton offre una prova dignitosa ma non basta a salvare del tutto il film. 
MEMORABILE: Il personaggio della moglie interpretato da Kidman, i cui atteggiamenti appaiono talvolta svagati, incongrui rispetto alla situazione. 
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