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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/11/11 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 26/11/11 01:16 - 7459 commenti

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Fiaba contemporanea condita di sorrisi in bilico tra il dolce e l'aspro, con una prevalenza del primo. La storia non è per nulla originale, ma è difficile non lasciarsi coinvolgere da personaggi del genere, intrisi di una profonda e dolente umanità, racchiusa in sguardi e volti (toh! chi si rivede: le "facce" cinematografiche) dolcissimi e bellissimi come ce ne sono pochi ormai al cinema. Tutto in pieno stile Kaurismaki (si vedano a tal proposito gli inconfondibili cromatismi "raggelati), che piacerà ai fan del filandese ma non solo a loro.
MEMORABILE: "Io sono l'albino della famiglia".

Nancy 30/11/11 01:01 - 774 commenti

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Una favola nel pieno senso della parola: la coproduzione Francia-Finlandia, al contrario dell'Italia (Terraferma di Crialese ad esempio), si gioca in questo modo la carta di uno dei drammi per eccellenza dei nostri tempi: l'immigrazione clandestina. E lo fa con una leggerezza che veramente manca al sopracitato. Kaurismaki ci porta nel suo mondo fatto di staticità ma non di lentezza; le inquadrature fisse da classicone cinematografico sono accompagnate da una fotografia sgargiante e da una simpatica colonna sonora.
MEMORABILE: Il cantante rock Little Bob che riprende a suonare.

Belgazzara 1/12/11 23:17 - 20 commenti

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Il collaudatissimo schema della strana coppia (in questo caso un ex scrittore che vive di espedienti e un giovanissimo immigrato clandestino gabonese) funziona quasi sempre, si sa. Ma quando a metterlo in scena è uno come Aki Kaurismaki, allora diventa il movente per un piccolo saggio di alta manifattura cinematografica. E ci ricorda che il cinema è e resta artificio, con le sue luci diafane (forse più finlandesi che francesi) e coi suoi dialoghi di irriverente semplicità, come fossero sipari di un film muto, ma di ineluttabile impatto emotivo.
MEMORABILE: La proprietaria del bar al commissario di polizia: "Oh, un'ananas! è per me?" - "No".

Schramm 3/12/11 14:27 - 2412 commenti

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More solito, Kaury resta insolubilmente combattuto tra due tensioni: quella di graffiare a fondo e quella di essere duro usando la massima delicatezza. I vettori, lungi dal portare a una forza risultante che incunei e svella, si congedano presto per vie diametralmente opposte e alla fine non si resta scossi, turbati, sdegnati e nemmeno inteneriti o consolati, neutro come è il sapone col quale vengono dati certi colpi di spugna. Cinema ben poco miracoloso, insomma.
MEMORABILE: "Alla sera bevo sempre un bicchiere di rosso, fa uscire fuori il meglio dell'uomo"; "Lei è il manager della mia anima"

Paulaster 11/12/11 19:47 - 2731 commenti

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Kaurismäki ricalca le orme de L’uomo senza passato dando prova di una felice ispirazione. Cambio di luogo e di protagonista, ma la struttura di fondo è la stessa. Surrealismo simbolico con inquadrature sui particolari e dialoghi scarni, ma di una pungente ironia. Questi gli ingredienti di una storia, dove dal cancro della società può emergere la speranza di una realtà migliore. Bastano comportamenti dettati dal buon senso e una mini società civile unita.
MEMORABILE: "Io sono l'albino della famiglia".

Xamini 13/12/11 23:34 - 1000 commenti

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Inquadrature statiche tagliate da queste luci oblique, personaggi quasi sempre monoespressivi, immobili, al servizio di ruoli più che abbozzati, sotto recitati. Dialoghi scarni, con qualche punta di ironia qua e là, ma fatti soprattutto di queste espressioni lunghe, intense, vuote. Eppure, dietro a tutto questo, a tutta la disperata povertà che ci accompagna dall'inizio alla fine, c'è il sorriso, lungo, incoraggiante, indomito del protagonista. Ecco la fiaba moderna o, meglio, l'ottimismo asciutto e anche un po' prevedibili di Kaurismäki, subito dopo Le luci della sera.
MEMORABILE: Little Bob! (tra l'altro gruppo locale realmente esistente)

Puppigallo 1/01/12 19:39 - 4498 commenti

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Bisogna tenere bene a mente il titolo, soprattutto la prima parola "Miracolo". Dopodichè si può affrontare la visione almeno senza commentare alla fine "Ma che, siamo nel mondo delle favole?". Il regista infatti ci avverte che di miracolo si tratta e che la vita vera, descritta nel resto della pellicola, è un'altra cosa. Dal punto di vista delle riprese siamo al cospetto di un artista, che riesce a rendere interessante anche uno sgabuzzino. Mentre alla sceneggiatura viene data zero importanza (un po' di equilibrio non guasterebbe di certo). Bravo il protagonista e azzeccate le facce.
MEMORABILE: L'indimenticabile Little Bob (omino canterino con capello argenteo e star del luogo).

Saintgifts 2/01/12 23:44 - 4098 commenti

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Un film che avvince; diciamo pure che è una favola, nel senso che, come in tutte le favole raccontate, si aspetta con attenta trepidazione quello che verrà dopo. Come in tutte le favole, anche in questa c'è la morale, c'è la vita vera e ci sono i personaggi (i buoni, i cattivi e quelli creduti cattivi ma che cattivi non sono). Un film asciutto, avaro di parole ed espressioni; bastano i visi, gli occhi, i luoghi a parlare e a far capire. Un gesto, un semplice bacio valgono più di parole non adatte, o che, pericolosamente, possono suonare false.

Myvincent 10/03/12 21:11 - 2524 commenti

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La faccia di Andrè Wilms è perfetta nella sua maschera tragica capace di lievi buffonerie. La storia non è originale, ma non è neanche così riciclata, visto che di messaggi sulla solidarietà umana, qui in forma di favola contemporanea, ce n'è sempre bisogno (specie di questi tempi da melting-pot). Finale rosa, finalmente.

Capannelle 7/05/12 08:42 - 3700 commenti

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Come stile siamo nel Kaurismaki più classico: colori vivaci, toni da favola, personaggi straniti che compiono strane azioni... Come contenuto non è granchè, specie la prima parte, che fatica ad ingranare. Come se la poetica del finlandese si fosse sostituita troppo alla corposità delle situazioni. Bravo comunque il protagonista e un plauso a una rock band veramente originale.
MEMORABILE: "Hai pianto?" "No" "Bravo, tanto non serve a niente".

Rullo 12/05/12 23:39 - 388 commenti

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Una favola contemporanea da una trama non certo originale. Ma non era certo quello l'obiettivo di Kaurismaki. Il suo forte lo si trova nella confezione del film. Gli attori, soprattutto Wilms, riscono realmente a trasmettere emozioni, ma forse non a sufficienza per essere ricordate anche dopo la visione. Miracolo a Le Havre si fa vanto di una fotografia di tutto rispetto e una regia ottima, il tutto purtroppo retto da una storia già vista e forse fin troppo "fiabesca".

Galbo 15/05/12 05:39 - 11343 commenti

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Per chi si avvicina per la prima volta al suo cinema, un tipico Aki Kaurismäki. Storia degna di De Sica e Zavattini (a cui richiama direttamente il titolo della versione italiana), non proprio originale ma resa piacevole dalle caratteristiche dei personaggi che riescono a trarre motivi di ottimismo e speranza da un contesto di povertà, degrado e pessimismo. Non disturbano i dialoghi minimali, servono anzi a sottolineare maggiormente la potenza delle azioni. Ottima la prova di tutti gli attori; eccellente la resa fotografica.

Mickes2 16/10/12 14:31 - 1668 commenti

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Storie del cuore grande così, quelle di Kaurismaki. Storie in apparenza semplici ma che da ogni angolazione le si possa guardare emanano immensa partecipazione e un affetto verso quel microcosmo borderline di rimanere come vittima di un incantesimo, di qualcosa di straordinario; un sorriso e una lacrima, la poetica tenerezza di un gesto, la volontà di sperare, di credere ancora nelle favole e nell'umanità come punto di ripartenza. Credere nella vita, in un vestito giallo incartato sul letto, ora indossato, per sempre.

Didda23 20/01/13 23:09 - 2282 commenti

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Senza rinunciare ai propri tipici stilemi formali e concettuali, il buon Aki dona allo spettatore una pellicola leggermente più fruibile nella quale lo stile narrativo della favola moderna la fa da padrone. Confermata l'attitudine nel saper raccontare con deliziosa ironia il mondo borderline. Ovviamente non poteva mancare il concerto live, e in questo caso Little Bob è un personaggio difficile da dimenticare. Nota piacevole la fotografia, che per colori e vivacità ricorda molto quella di L'uomo senza passato. Delicato ed elegante.

Luchi78 5/02/13 18:09 - 1521 commenti

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Mi aspettavo di più da un film e da un regista di cui si parla molto bene. L'ambientazione in uno dei posti meno affascinanti del nord Europa con l'utilizzo di una fotografia fredda e distaccata e la monoespressività dei personaggi ne fanno un film piuttosto lento, anche se la storia strizza l'occhio all'umana compassione e ad altri bei sentimenti. Non entusiasma ma ha un suo perché.

Nando 14/02/13 14:48 - 3458 commenti

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Narrazione buonista del regista finnico, che realizza un'opera permeata di poesia e buoni sentimenti che coincidono appunto in un "miracolo". Accattivanti le scenografie che rasentano il palcoscenico teatrale e discreto il messaggio indirizzato ad aiutare il prossimo più sfortunato. Simpatico il concerto vintage.

Fabbiu 12/04/13 03:00 - 1930 commenti

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Un film fatto di facce, espressioni, silenzi, piccoli gesti. La semplicità, come limpidezza della rappresentazione, sembra essere il punto chiave sul quale Kaurismäki punta tutto. Il miracolo lo si avverte nel finale, ma è chiaro riferirsi al concetto stesso di vita, alla serie di eventi che, pur in una piccola città fatta di gente semplice, ha modo di esprimere la sua magnificenza. Dolce e sobrio, con più momenti divertenti, offre notevoli spunti riflessivi.

Deepred89 30/10/15 22:11 - 3269 commenti

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Filmettino politicamente corretto, scontato nella sua linea narrativa principale ma reso appetibile da un piacevole tocco tra il realismo e il favolistico che ammanta luoghi e personaggi, questi ultimi spontanei e simpaticamente ruspanti, oltre che tutti ben interpretati (e infatti stona solo il bimbo, musone monoespressione che al confronto Léaud - allucinatissimo in questa sede - pare Jim Carrey). Poche sorprese a livello di script, eccetto la citazione giusta (alla "credo che questo sia l'inizio di una nuova amicizia") al momento giusto.

Kinodrop 21/12/16 21:04 - 1462 commenti

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Potrebbe sembrare una favola ma si tratta di una scelta precisa di Kaurismaki di sottolineare il lato ottimistico e positivo che può originarsi da eventi drammatici. Le Havre, che dà il titolo al film, è il teatro di queste vicende dal taglio minimale che alludono a problemi sociali e civili del nostro tempo. Straordinaria la cura estetica di ogni singolo fotogramma e la sensibilità pittorica per i colori e per le luci che suggeriscono un senso teatrale d'altri tempi, dando più significato al gesto e all'azione che non ai dialoghi. Musica ad hoc.
MEMORABILE: Il concerto di Little Bob; Il commissario; La rete di complicità nel quartiere popolare; Il finale.

Lou 10/01/17 23:47 - 941 commenti

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Una storia edificante, narrata con grazia, immagini nitide e colori decisi a voler sottolineare come il sorriso e la speranza possano trovare spazio anche nelle situazioni meno fortunate. Kaurismaki si conferma, con il suo stile surreale e malinconico, un grande narratore delle piccole cose della vita, spiazzante nel suo approccio disincantato. I dialoghi asciutti ed essenziali lasciano spazio all'espressività dei personaggi, figure che trasmettono serenità e profonda umanità.

Marcolino1 15/06/19 10:21 - 500 commenti

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Attualissimo nel denunciare la severità francese nei confronti dei migranti più deboli (ma senza polemizzare e con lo spiraglio del riscatto), il film offre una visione della bellezza "povera" dei sobborghi della Normandia sospesi nel passato e dei suoi abitanti onesti e solidali. Rimane comunque una fiaba con le sue ovvietà e simbologie un po' ingenue, ma il distacco, la semplicità e l'assenza di un pathos greve e oppressivo nel quale si arrischiano queste tipologie di vicende giovano non poco nel sottrarre l'insieme al cinema dei kleenex.
MEMORABILE: Il mestiere del lustrascarpe simbolo di umiltà contrapposto alla spocchiosa retorica clericale; L'organizzazione perfetta nel nascondere il profugo.

Rocchiola 4/10/19 11:49 - 857 commenti

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Dopo il non proprio esaltante Le luci della sera il regista finlandese torna ai livelli dell’Uomo senza passato con questa commovente fiaba realista che fotografa il presente dell’Unione Europea tra containers pieni di migranti e indigenti dal cuore d’oro. Molti citano Chaplin ma c'è una sostanziale differenza: lui faceva ridere con tristezza, Kaurismaki sorride di fronte alle tristezze quotidiane con un’essenzialità degna di Melville. L’anacronistico e smaccato lieto fine ci ricorda come i miracoli purtroppo avvengano solo al cinema.
MEMORABILE: Il concerto benefico di Little Bob; Il ciliegio in fiore; Il vicino di casa spione; "I miracoli non avvengono nel mio quartiere!"; Il cane Laika.

Enzus79 13/01/20 09:49 - 1760 commenti

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Aki Kaurismaki affronta la tematica dell'immigrazione con questa sorta di favola: un lustrascarpe aiuta un bambino sbarcato illegalmente in Francia ad arrivare in Inghilterra dai suoi parenti. Il pregio più grande di questa storia è che sa trattare con leggerezza un tema serio e che non cade mai nell'ipocrisia. Tutti i personaggi risultano simpatici, belle le musiche.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 29/11/11 12:13
    Scrivano - 2495 interventi
    L'angolo del gossip.

    Kaurismaki, premiato "in anticipo" al TFF per questo film, non si presenta a ritirare il premio dalle mani di Penelope Cruz da lui ritenuta un'attrice troppo mondana e poco attrice.
    Castellitto difende la Cruz e dice che alcune prime donne non ritirano i premi rimandendo ubriachi in albergo. Olè.

    Un pò di bla-bla per un TFF che pare non averne bisogno.
    Ultima modifica: 29/11/11 12:14 da Capannelle
  • Homevideo Rocchiola • 4/10/19 11:53
    Call center Davinotti - 1124 interventi
    Pubblicato solo in DVD dalla BIM una prima volta all'epoca dell'uscita del film nel 2012 e rieditato recentemente con diversa veste grafica ma utilizzando il medesimo master. Le immagini sono pulite, discretamente dettagliate ed equilibrate nei colori. L'audio italiano in dolby digital 5.1 è chiaro e nitido ma non molto potente.