La casa nella prateria - Ricordando il passato - Film (1983)

La casa nella prateria - Ricordando il passato
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/04/18 DAL BENEMERITO 124C
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124c 30/04/18 12:56 - 2929 commenti

I gusti di 124c

Albert, il figlio adottivo di Charles Ingalls, vorrebbe studiare per diventare un dottore, ma durante una visita col padre a Walnut Grove scopre d'avere un male incurabile che lo poterà presto alla morte. Primo di tre film tv prodotti da Michael Landon per chiudere l'epopea de La casa nella prateria. Per quanto lacrime e fazzoletti si tirino fuori, il film tv non si riduce all'agonia del giovane costretto a letto. Si preferisce puntare su scene dove Albert si fa coraggio e prova a vivere come sempre. Strano non vengano utilizzati flashback.

Siska80 30/01/20 20:28 - 3940 commenti

I gusti di Siska80

Alla fine di una puntata della nona stagione, Laura rivela che Albert sarebbe ritornato vent'anni dopo a Walnut Grove, come medico. French, smemorato o menefreghista, lo condanna invece a morte certa subito dopo il diploma! Tremendo film strappalacrime: inutile, fuori contesto e irrispettoso nei confronti dei molti fan di questo orfano dal carattere turbolento e pieno di conflitti interiori che però aveva conquistati da subito un po' tutti con la sua simpatia.
MEMORABILE: I malori sempre più frequenti del povero Albert.

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  • Discussione 124c • 30/04/18 22:49
    Gestione sicurezza - 5190 interventi
    Per chiudere definitivamente l'epopea de La casa nella prateria, crollata negli ascolti alla nona stagione, a causa dell'uscita dal cast di molti degli attori principali, l'attore/regista/produttore Michael Landon mette in cantiere, tre film tv, di cui questo è il primo. L'idea è quella di ritirare fuori il figlio adottivo di Charles Ingalls, Albert, e di dargli un commiato, perché il giovane, che sta per ottenere una borsa di studio in medicina, ha una malattia nel sangue che lo porterà ben presto alla morte. Per quanto lacrime e fazzoletti si tirino fuori da quando lo specialista dice a Charles della malattia del figlio, tornato a Walnut Grove per un breve periodo, il film tv non si riduce all'agonia del giovane costretto aletto e alla sua morte, anzi, gli ultimi giorni nemmeno vengono filmati. Si preferisce puntare su scene dove Albert si fa coraggio e prova a vivere come sempre, nell'adorata Walnut Grove, ripensando al passato quando era un ragazzino adottato da un agricoltore di grande cuore. Strano che in questo film dove si pensa al passato non vengano usati flashback, ma sarà una scelta del produttore e del regista. Il tema del film è quello del giovane morente che accettare la morte ma che vuole vivere lo stesso, anche se il fatto, seppur coraggioso e nobile da parte dell'attore che impersona Albert, accentua la durissima sfortuna degli Ingalls (prima il bimbo morto dopo poche settimane di vita, poi la figlia maggiore che diventa cieca e in questo film, addirittura, il figlio adottivo con una malattia che lo porterà alla morte). La cosa che mi spiace è che, come la brava Melissa Gibert, pure Matthew Labyorteaux dopo questo film sia stato praticamente dimenticato da Hollywood. E' vero che ha provato ad immergersi in I ragazzi del computer (sorta d'incrocio fra La banda dei cinque e Wargames), ma la serie è durata una sola stagione. Davvero un peccato , la carriera di Matthew Labyorteaux è come quello degli attori del serial originale di Saranno Famosi, non va oltre a La casa nella prateria e ciò dispiace.
    Ultima modifica: 30/04/18 23:30 da 124c
  • Discussione 124c • 30/04/18 23:12
    Gestione sicurezza - 5190 interventi
    Personalmente, credo che Michael Landon puntando su eventi tragici sia in questo film tv che nel terzo, L'ultimo addio dove addirittura l'intera comunità di Walnut Grove distrugge il proprio villaggio pur di non cederlo ad un perfido proprietario terriero, (il secondo è "solo" il rapimento della bambina di Laura da parte di una donna mezza matta), abbia cercato di smuovere le acque del pantano in cui si era messa la serie. Commozioni e lacrime facili, sempre accompagnato dallo stile leggero che ha fatto un cult questa serie western anni'70/80. Avrei preferito un addio più vivace, come i primi episodi del telefilm, invece la saga degli Ingalls è stata risucchiata in un vortice oscuro, probabilmente perché negli anni'80 andavano di moda altri serial, tipo Dallas e Dynasty che esaltavano i cattivi, non le persone di buon cuore. Le storie del serial sono basate sui libri di Laura Ingalls Wilder, il personaggio di Melissa Gilbert, ma non so se la morte di Albert fosse inclusa nei libri, oppure fosse una trovata tv. Di certo, i momenti leggeri non mancano, ma in ogni scena in cui compare Albert (sofferente, ma sempre con una gran voglia di vevere e di far progetti per un'avvenire che non sarà mai) ti aspetti che esali l'ultimo respiro, cosa che invece non accade.