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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Dopo aver raccontato la mafia a modo suo, Pif riporta al centro della scena la sua Sicilia tornando al tempo dello sbarco Alleato e aggregando il suo Arturo Giammaresi, cameriere in un ristorante italiano a New York, alla spedizione americana. L'obiettivo di Arturo è rintracciare nella terra degli avi il padre della sua amata Flora (Leone) per chiedergli ufficialmente la mano della figlia, altrimenti destinata a sposare il rampollo d'un boss. Giunto sull'isola passerà ogni sorta d'avventure, prima di scovare l'uomo che cerca. Sullo sfondo quindi dell'arrivo in Italia degli americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ricostruito piuttosto bene in location di grande suggestione (molto ben sfruttata...Leggi tutto Erice), il film si anima soprattutto grazie alle grintose interpretazioni di attori e caratteristi, che danno a tutti i personaggi locali di secondo piano una vitalità e una simpatia contagiose. Anche al di là di una sceneggiatura che al contrario non sempre pare valorizzarli al meglio, difetto avvertibile specialmente nelle più deboli figure in primo piano, cui spetta invece di drammatizzare maggiormente il quadro restituendo quanto più possibile il clima dell'epoca, gioioso sì ma pur sempre di guerra. Andrea Di Stefano (il “liutenant”) e Vincent Riotta (il suo superiore) reggono comunque discretamente la parte mostrando quanto Pif sia un protagonista meno accentratore del previsto, che lascia spazio a tutti ritagliando per sé la figura dell'italoamericano timido e schivo, imbranato ma di buon cuore: arriva in città paracadutato assieme a un asino (più una trovata estemporanea buona giusto per la locandina e per piazzare nella memoria un'immagine singolare) e finisce subito in manette, ma al momento della liberazione avrà modo di avviare la sua ricerca, pur subordinata rispetto ai doveri di soldato semplice. Va dato atto a Pif di aver elaborato con Michele Astori e Marco Martani un copione molto articolato, ricco di notazioni interessanti, che legano il finale alla rinascita della mafia in Sicilia con l'introduzione di figure come Ciancimino e Sindona (dopo che in America il contatto principe era stato Lucky Luciano, in prigione ma interpellato ripetutamente sulla strategia da adottare per lo sbarco). Sposando quindi la commedia a una (blanda) osservazione storica dei fatti che coinvolsero la regione al tempo, il film offre una lettura doppia che tuttavia la regia zoppicante non riesce a mettere a fuoco a dovere, limitandosi ad alternare i diversi registri e trovando solo in rari passaggi l'efficacia necessaria. Il film di conseguenza funziona a sprazzi, a singhiozzo (molto peggio nei break a New York con la Leone), mettendo comunque in luce la volontà di sganciarsi dal qualunquismo per individuare una via propria alla commedia. Filtrata e contrastata, la fotografia restituisce un quadro eccentrico esageratamente artificioso e “moderno”, che non aiuta una corretta immersione nella Sicila del tempo.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/10/16 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/04/18
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Gabrius79 30/10/16 01:19 - 1427 commenti

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Pif, dopo il sorprendente successo del primo film, tenta di alzare il tiro parlando con toni un po' compiaciuti della Seconda Guerra Mondiale. Il risultato è un po' zoppicante, perché la sceneggiatura a volte sembra ingarbugliarsi. Toni seriosi si alternano con qualche gradevole battuta. Va comunque dato atto a Pif (simpatico come attore) di aver ricostruito molto bene e con una certa cura l'ambientazione. Miriam Leone è graziosa e brava ma appare sinceramente poco per essere giudicata, mentre Andrea Di Stefano se la cava bene.

Ryo 27/11/16 15:37 - 2169 commenti

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Giunto alla sua seconda fatica cinematografica, Pif comincia a discostarsi maggiormente dal suo stile televisivo (molto evidente, invece, in La mafia uccide solo d'estate). Oltre a un'accurata ricostruzione dei costumi e delle scenografie, Pif colpisce per la sua ironia pungente nei confronti della società odierna ma inserita in un contesto anni 40. Piacevole, anche se altamente improbabile, la trama, ma riesce alla fine nell'intento di sensibilizzare il pubblico sul tema della mafia, spiazzando all'improvviso con un finale dai toni cupi.
MEMORABILE: Il primo selfie della storia; "Fate passare il Duce! Fate passare la Madonna!"; "Do you want some uoder... uoda... uade... uodar?

Ugopiazza 2/12/16 14:52 - 118 commenti

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Piuttorsto noioso e insipido. Il problema è solo uno: a prescindere dai temi affrontati, il film dovrebbe essere una commedia e le prime cose a non funzionare sono la costruzione delle gag e la recitazione di Pif stesso, che proprio non ce la fa a proporsi come attore comico. Viene quasi difficile parlare male di film così perché l'impegno c'è e si vede, ma trovo che le doti e le conoscenze storiche di Pif funzionerebbero meglio in forma di documentari, senza scomodare la commedia che a mio parere non è il suo forte.

Capannelle 22/02/17 00:30 - 4412 commenti

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Un film più debole rispetto all'esordio, anche perché ogni volta che si mescolano americani, mafia e Sicilia bisogna pagar dazio a certi cliché narrativi. Ad ogni modo la parte iniziale e finale sono ben fatte, il cast fa il suo dovere soprattutto con i vari Di Stefano, Riotta e Pupella e va apprezzata la fotografia dai toni pastellosi-vintage che caratterizza l'opera.

Lou 11/03/17 17:41 - 1121 commenti

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Pif alla seconda prova da regista conferma il suo stile personale che lo porta a denunciare le vicende mafiose ricorrendo a una narrazione leggera, ironica e disincantata. Stavolta però il racconto dello sbarco americano in Sicilia del 43, favorito dalla mafia che ne trarrà benefici in termini di radicamento e infiltrazione nel potere politico, eccede nella cifra farsesca, riducendo l'efficacia complessiva del messaggio. Solo nel finale il film si riscatta.

Bruce 13/03/17 10:18 - 1007 commenti

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Coraggiosa, forse azzardata, seconda prova di Pif. Aver rappresentato con toni da commedia farsesca lo sbarco degli alleati in Sicilia, preventivamente trattato e concordato nelle carceri degli States con Lucky Luciano e aiutato dai boss mafiosi sull'isola, crea un effetto ambiguo che il forte finale trasforma in profondo disagio per quel che è la triste realtà del nostro Paese, ove passano uomini, governi e forze politiche ma a comandare sono, da sempre, gli stessi clan malavitosi. Ottimi alcuni caratteristi, molto belle le ambientazioni.

Minitina80 14/04/17 09:59 - 2984 commenti

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Bisogna dare atto al regista di aver costruito con discreti risultati una commedia divertente senza dimenticare di darle profondità. Tra le righe, infatti, inserisce una prospettiva differente riguardo l’eredità lasciata in Sicilia dagli americani al termine della Seconda Guerra Mondiale. Nei minuti conclusivi, in particolare, il cerchio si chiude e seppure non abbandoni mai il tono scherzoso, l’analisi storica è spietata. Nelle vesti di attore Pif non è eccelso, ma non si può negare che il film nel complesso funzioni più che degnamente.

Didda23 10/05/17 11:02 - 2426 commenti

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Una commedia che evidenzia bene lo stile di Pif, sempre in bilico fra commedia sarcastica e denuncia sociale. Le imprese amorose e sentimentali sono il fulcro narrativo del film (la scelta di arruolarsi nell'esercito per andare in Sicilia a chiedere al padre della fidanzata la di lei mano), anche se il nocciolo vero della vicenda riguarda la "rinascita" della mafia grazie all'appoggio degli americani. Tecnicamente discreto e con una buona fotografia. Qualche elemento curioso (la coppia cieco-zoppo) rende il film più interessante. Non male.
MEMORABILE: La pronuncia di water; Il "selfie"; La dichiarazione d'amore inaspettata; In attesa di giudizio per un paio di scarponi.

Samuel1979 1/06/17 08:20 - 547 commenti

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Giunto al suo secondo lavoro il regista palermitano conferma le sue buone doti di regista e narratore realizzando un film incentrato su avvenimenti storici abbastanza noti; anche qui, come per l'esordio, commedia e denuncia diventano ingredienti essenziali dello stile di Diliberto. Valido il cast, ma la mia preferenza va al bravissimo Sergio Vespertino qui nei panni di un cieco.

Magi94 23/07/17 10:07 - 954 commenti

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Partito prevenuto nei confronti dell'autore, ho avuto invece una piacevolissima sorpresa. Pif con coraggio sceglie di rinnovare l'attuale scialba commedia italiana (e infatti ahimè è punito dal botteghino) e racconta in salsa comica temi impegnati che avrebbero potuto interessare un Rosi. Certo rispetto a quest'ultimo mostra molta ingenuità, semplicismo e talvolta anche un po' di superficialità, ma usa anche toni freschi e divertenti fruibili probabilmente a un pubblico più vasto. Ottimo il pendolo tra denuncia sociale e risate sincere.
MEMORABILE: "Prima il duce! Prima la madonna!".

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Gugly 31/08/17 09:52 - 1188 commenti

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Il personaggio che è alter ego di Pif dopo il racconto degli anni 70 torna indietro per raccontare i primordi della mafia che verrà; naturalmente la narrazione è fatta in modo peculiare, con un occhio a La vita è bella e un altro a Forrest Gump; rimane lo sgomento per gli accordi scoperti tra Lucky Luciano e gli USA nonostante gli accenti comici; in tal senso degna di nota la coppia cieco-zoppo, chiaro omaggio a Franchi e Ingrassia (ricordano il Gatto e la Volpe del Pinocchio comenciniano). La Leone non incide. Finale amaro.

Decimamusa 21/11/17 17:17 - 102 commenti

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Sorta di prequel rispetto a La mafia uccide solo d’estate, attraverso gli ambigui rapporti fra l’esercito liberatore e la mafia. Film visivamente azzeccato, non privo di scene godibili anche se un po’ macchiettistiche. Non guastano l’understatement e la faccia simpatica di Pif. Ma l’impressione, alla fine, è quella di tessere non bene incastrate, di non perfetta fusione fra comico e drammatico, che dovrebbe essere un segno caratterizzante del nostro regista-attore.

Galbo 11/03/23 19:21 - 12399 commenti

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L'opera seconda di Pif è ambientata in Sicilia all'epoca dello sbarco alleato sull'isola. Il tono è umoristico ma non mancano gli accenni di denuncia sociale, con personaggi i cui "echi" arrivano fino ai giorni nostri. Purtroppo le due componenti non sono ben equilibrate e il film procede discontinuo con momenti godibili, spesso affidati a bravi caratteristi (ma gli interpreti offrono tutti una buona prova), e altri decisamente trascurabili e "riempitivi". Da segnalare le suggestive ambientazioni sicule e la bella fotografia.

Rambo90 23/05/23 01:32 - 7701 commenti

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Pif punta abbastanza in alto, con una storia ironica che però vuole raccontare un importante passo falso storico degli americani in Sicilia. La sceneggiatura è altalenante e quindi gli intenti emergono solo in parte (la seconda), anche perché ci sono alcune sottotrame che sembrano buttate lì, tipo quella della donna con figlioletto che attende il ritorno del marito. L'apporto degli ottimi caratteristi aiuta molto, e Pif è bravo a non incentrare tutto su di lui dando il giusto spazio a bravi attori. Si ridacchia spesso, la parte centrale si inceppa leggermente ma non è male.

Alex75 13/06/23 19:04 - 880 commenti

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Al secondo lungometraggio, Pif traccia una sua via personale, sia pure non del tutto definita, tra commedia, ricostruzione storica e denuncia, dimostrando di saper volare alto (con notazioni non banali e imprevedibili svolte amare e caustiche), rifuggendo da facili ruffianerie. La cifra stilistica più evidente del lavoro, oltre alla limpidezza, è una certa coralità, con molti bravi caratteristi (in particolare Marchetti, Vespertino e Puglisi) che si ritagliano uno spazio di tutto rispetto. Fotografia molto curata e a tratti suggestiva.
MEMORABILE: La pronuncia di “water”; "Prima il duce! Prima la madonna!"; Arturo “promosso” tenente; Dal padre di Flora; Il comizio di Don Calò.

Enzus79 11/12/23 22:01 - 2901 commenti

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Secondo lungometraggio diretto da Pif. Commedia cosiddetta seria. Attraverso una storia (sentimentale) si racconta come sono nati o confermati i mali d'Italia (il potere della mafia o la corruzione). Intrattiene e fa riflettere allo stesso tempo. Forse si perde un po' troppo in lungaggini inutili nella seconda parte. Mediocre la colonna sonora. Discreto il cast.
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  • Discussione Samuel1979 • 14/12/16 23:10
    Addetto riparazione hardware - 4194 interventi
    In una sequenza molto divertente è protagonista l' attore palermitano Salvatore La Mantia
  • Discussione Raremirko • 21/10/18 21:00
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Un pò meno ispirato e nitido rispetto a La mafia uccide solo d'estate, ma comunque sempre impegnato e fortemente critico rispetto alla nascita della mafia (seppur il tema venga praticamente trattato solo nel finale).

    Qualche gag riuscita, atmosfere magiche alla Benigni, molta ambizione, in un film intelligente di Pif, autore cinetelevisivo tra i più interessanti degli ultimi anni.

    Il cast, come nel film precedente, poteva magari contare su qualche faccia in più e più famosa (anche solo per richiamo), oltre a quelli già presenti, tutti comunque ok.