Il mio nome è Thomas

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2018
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "My name is Thomas".
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Che gli vuoi dire a Terence Hill? Dedica il film a Bud Spencer, si rimette in gioco al cinema dopo un quarto di secolo, ritorna in Almeria sui luoghi degli spaghetti western che tanta fortuna gli hanno procurato in gioventù, chiama Pino Donaggio che gli regala una colonna sonora ideale per valorizzare l'ampio respiro che le grandiose scenografie naturali gli garantiscono... Non gli si poteva chiedere anche una regia "vera". Né una sceneggiatura che potesse supportare al meglio le ambizioni di un soggetto minimale. L'unico incontro che conta è quello tra due caratteri diversissimi come quelli di Thomas (Hill) e della giovane Lucia (Bitto), che con lui dividerà l'avventura. Un'avventura che porta il protagonista a partire in Harley Davidson...Leggi tutto dalla campagna romana in cui vive verso l'Almeria, in Spagna, per leggere lì il libro "Lettere dal deserto" di Carlo Carretto (opera realmente esistente e importante, intrisa di quella spiritualità che lo stesso Hill cerca di infondere al film), di cui aveva parlato con un amico frate (il redivivo Andy Luotto in un brevissimo cameo). Una missione da consumarsi tra filosofia e metacinema, perché i continui rimpalli tra la memoria e il desiderio di far riaffiorare i ricordi anche nello spettatore diventa il fulcro attorno al quale Hill organizza IL MIO NOME E' THOMAS (il cui titolo già richiama quello di un suo celebre western), opera fragile in bilico pericoloso tra ambizioni alte e una goffaggine che rischia ad ogni scena di vanificarle, costretta a scontare la recitazione approssimativa della bella Veronica Bitto e quella più sicura di un Terence Hill che però, doppiandosi da sé, non stupisce in negativo solo chi è abituato a seguirlo in DON MATTEO. Ci sono momenti al confine con l'imbarazzante (si veda la Bitto che d'improvviso balla pazzamente sulle note di Ligabue prima di tuffarsi in acqua, ad esempio), tanto che quando entra in scena Guia Jelo (nel ruolo della zia spagnola che si credeva fosse un'invenzione della ragazza), il film acquista un'autenticità fin lì sconosciuta. La lagnosità di Lucia, afflitta da non specificati problemi al cuore e alle prese con una crisi esistenziale che non si capisce come combattere (Thomas nemmeno ci prova ad aiutarla in questo senso, non pare in grado), fa emergere tutti i limiti di un film che si aggrappa ai silenzi del protagonista per recuperare l'intimità e la profondità che l'operazione richiederebbe. Raggiunta l'Almeria e ritrovati lì un paio di prefabbricati risalenti ai tempi dei vecchi western, Thomas e Lucia vi si accampano cercando (almeno lui) di respirare quanto più possibile l'aria densa di ricordi di un luogo magico, comunicata a noi attraverso belle riprese di un deserto che sembra appartenere a continenti lontani. E' un'operazione piuttosto singolare, quella di Hill, molto diversa anche da quel RENEGADE che con lo stesso approccio da road-movie recuperava lo spirito di certi western del nostro e metteva due generazioni a confronto. Un paio di scazzottate rendono ancora bene l'idea di quanto Hill non dimostri affatto i quasi ottant'anni che porta: decisamente in forma, prende a padellate in faccia i due a cui Lucia ruba i soldi all'inizio e avvia una gustosa rissa in un bar spagnolo dove altri due tizi si permettono di definire “puta” la giovane. In sella alla sua Harley attraversa il deserto grandiosamente solenne dell'Almeria, si strugge di fronte agli sparuti resti di un villaggio western del tempo, osserva le stelle, cattura uno scorpione, legge il libro di notte alla luce di una piccola lampadina sforzandosi con ogni mezzo di comunicare una spiritualità che ahinoi le incertezze registiche e gli altri impacci offuscano. Peccato, perché la sincerità del tutto traspare in più occasioni e ritrovare Hill al cinema in scenari simili scalda comunque il cuore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/04/18 DAL DAVINOTTI
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Rambo90 27/04/18 19:27 - 6432 commenti

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Un film che da Terence non ci si aspetta: ci sono sì scazzottate (anche ben girate), qualche battuta, ma è prima di tutto un viaggio introspettivo e toccante. Molti momenti sono poetici nella loro semplicità, con una sceneggiatura elementare a voler enfatizzare un'operazione tesa a raccogliere l'anima del suo autore e fare una summa del suo percorso cinematografico. Belle location, fotografia a volte televisiva ma che sa colorare i paesaggi, musiche ad hoc di Donaggio e Micalizzi. Inscindibile da Terence, ingiudicabile come film a sé. Buono.

Marimba69 3/05/18 00:12 - 18 commenti

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Gradito ritorno al cinema di un Terence Hill più riflessivo e poetico, ma per nulla patetico. Il buon vecchio Terence ci offre una buona "miscela" di elementi che caratterizzavano i personaggi dei suoi lavori passati: un po' di Renegade, una spruzzata di Trinità (rivelandosi ancora in gran forma, con qualche scazzottata nemmeno troppo scontata) e un pizzico del Pietro del televisivo Un passo dal cielo. Girotti realizza un lavoro onesto in cui crede molto e che di sicuro non deluderà il pubblico.
MEMORABILE: "Questa non è marmellata per scorpioni!".

Gabrius79 29/07/18 14:27 - 1206 commenti

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Il ritorno dopo tanti anni al cinema di Terence Hill lascia un retrogusto dolceamaro perché, pur essendo una pellicola introspettiva e ricca di bei paesaggi e una godibile colonna sonora, lasciano perplessi sia la storia (talvolta zoppicante) sia l’accoppiata con la Bitto, spesso stridente. Il buon Hill però ce la mette tutta e si vede (compresa la gradevole scazzottata in ricordo dei vecchi tempi con Bud Spencer), ma il ritmo a volte latita.

Geppo 26/08/18 09:26 - 288 commenti

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Terence Hill realizza un film piuttosto nostalgico, che richiama il vecchio spaghetti western (non a caso è girato in Almeria) e fa sentire la mancanza dell'inseparabile compagno Bud (il film è dedicato a lui). Troviamo anche una bella sequenza dedicata alle storiche scazzottate (ovviamente un omaggio ai fedeli fans). La Bitto recita discretamente. Sarebbe un buon film, se in alcune sequenze non si notasse la mancanza di una vera e propria struttura. Meravigliosa la colonna sonora. Una bella storia! Bravo Terence!
MEMORABILE: Lo scorpione; La padella di Terence; Le location!

Deepred89 15/04/19 22:51 - 3310 commenti

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Terence Hill è un puro: fuori dal tempo e dalle mode (quando cerca di avvicinarvisi il film sfocia in momenti terribili, come il balletto sulle note di Ligabue), ingenuo, sentimentale, nostalgico, naturalista, piuttosto negato nell'ironia (le scazzottate mettono tristezza) ma capace di far percepire i suoi stati d'animo con una forza insperata. Protagonista espressiva, tecnica piena di pecche ma in grado di conferire un'insolita forza atmosferica alle ambientazioni, finale meno consolatorio del previsto. Imprescindibile, per i fan dell'attore.

Taxius 25/06/19 20:02 - 1651 commenti

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Dopo tanti anni di assenza il grande Terence Hill torna al cinema con un viaggio on the road nel deserto spagnolo. Un film nostalgico e intimista, che guarda con occhi lucidi a un passato bellissimo ma ormai lontano. Tantissime sono le auto-citazioni: dalle scazzottate alle scorpacciate di fagioli, fino alla stessa ambientazione desertica tanto cara al buon Terence. Tecnicamente il film è molto semplice e la stessa regia non è eccellente, ma nonostante questo chi ha amato la coppa Bud & Terence non può rimanerne deluso.
MEMORABILE: La dedica finale al grande Bud.

Markus 11/11/19 10:33 - 3331 commenti

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Opera di Terence Hill scaturita forse da un sogno che aveva nel cassetto; resta il fatto che questo ambizioso film vorrebbe fondere parole di fede, estrapolate dal romanzo "Lettere dal deserto" di Carlo Carretto, a un malinconico e introspettivo road movie con un moscissimo settantenne e una complessata teenager (Veronica Bitto) in una stereotipata Almeria con gonnelloni ottocenteschi, "bandolero" e nacchere. Tutto sbagliato, persino involontariamente ridanciano (gli animali con la computer-grafica, il biascicare di Hill). Una rara perla trash.

Il ferrini 12/05/20 08:29 - 1732 commenti

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Malinconica macchina del tempo che a partire dal titolo dispensa citazioni (in Germania è uscito come "Main name ist somebody"). Le più evidenti sono quelle a Trinità (lo scorpione, i fagioli, la padella) ma c'è perfino Charleston, in un improvvisato balletto della Bitto. La storia è fragile, la confezione anche, eppure l'effetto nostalgia colpisce al cuore e il finale è tutt'altro che scontato. Chi è cresciuto col protagonista (e col suo storico amico) non può non emozionarsi.

Rigoletto 17/09/20 11:49 - 1621 commenti

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Chi pensa a Terence Hill come quel "tigrotto furbo e sveglio" degno compare del grande drago (Spencer, a cui è dedicata la pellicola) qui rischia di andarva in difficoltà. Hill firma un'opera spirituale più che cinematografica, che fa però gridare anche alle pietre come egli non sia più del tutto spendibile come protagonista assoluto di un film, o perlomeno se non supportato da una valida sceneggiatura. Tuttavia l'omaggio a Bud non poteva che avvenire così, con un sapore di amarcord, con echi lontani di scazzottate e cavalcate ora on the road. Due pallini per l'affetto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Kaciaro • 26/11/18 11:41
    Galoppino - 486 interventi
    una parola sola.....perche'???
  • Homevideo Mco • 10/12/18 12:42
    Scrivano - 9687 interventi
    Disponibile in DVD e BR dal 4 dicembre 2018 per CG Entertainment.