Il colpo del leone - Film (2020)

Il colpo del leone
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Agente segreto o semplice psicopatico? Se siamo in un ospedale psichiatrico e l'interessato si comporta esattamente da paranoico complottista di solito non c'è alcun dubbio, ma questa volta il dottor Romain Martin (Katerine), che ha in cura Léo Milan (Boon), non pare troppo sicuro. L'uomo gli ha appena detto che vogliono trasferirlo per ucciderlo e, a colloquio con il direttore, Romain scopre che un trasferimento del paziente è davvero nei programmi, per quanto nessuno l'avesse avvertito. E quando la moglie (Serra) del dottore viene rapita dopo che Léo lo aveva messo in guardia alla vista di un furgone da fiorista (notoriamente una copertura, nel mondo dello spionaggio) che la seguiva, questi decide...Leggi tutto che per ritrovarla non ha scelta: liberare Léo, che sostiene di essere specializzato proprio in campo persone scomparse e dimostra abilità fisiche non indifferenti. Per chi guarda non è facile capire se quest'ultimo, che si fa chiamare "il Leone" (è il suo nome in codice, dice), sia un pazzo scatenato o un ex agente in disarmo; anche perché - secondo quello che è un tipico espediente comico - ciò che fa, per quanto possa sembrare folle, lo porta in qualche modo a ottenere davvero risultati tangibili. Deciso a cambiarsi d'abito da Prada ("sembro uno uscito da QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO"), Léo mostra grandi abilità al volante (megaspot per la Fiat 500, rossa fiammante e lanciata a gran velocità sulle strade con generosi primi piani) e riesce quasi subito a scoprire che la moglie di Romain non era la semplice commessa d'un negozio di dischi ma una ricercatissima hacker. Girato a rotta di collo, il film di Ludovic Colbeau-Justin fatica un po' a ingranare: tutta la prima parte con Boon esagitato paziente che grida al complotto è tirata per le lunghe senza divertire granché. Poi però, quando comincia la fuga a due con conseguente caccia ai rapitori, le cose migliorano: si fa leva su gag che - grazie anche alla buona vena di Boon - si rivelano qua e là spassose e anche Philippe Katerine, inizialmente appiattito sulla tradizionale figura dello psichiatra placido strappato improvvisamente al suo mondo privo di veri pericoli, mostra di poter reggere degnamente il ruolo di spalla. L'idea è in fondo quella abusata di mettere in burletta il cinema action con tutti i suoi cliché, lasciando che il protagonista si divida tra gesti inconsulti che sembrano da folle solo in apparenza, lotte ravvicinate e violenti corpo a corpo da action tradizionale (il colpo del Leone è una sciocchezza, in realtà: si distrae il nemico muovendo i pollici davanti ai suoi occhi per poi colpirlo a sorpresa con un calcio tra le gambe). In questi casi la differenza la fa - oltre a una regia molto abile a tenere alti i ritmi - la qualità delle trovate, che nello specifico, pur rimestando senza vergogna nel materiale riciclabile, qualcosa di simpatico di quando in quando lo trova (davanti al codice da sedici cifre da digitare per passare una porta blindata: "Non vorrai mica metterti a provare? Ci sono miliardi di combinazioni!"... "Se hai una soluzione migliore ti ascolto"). Senza pretendere di voler dire nulla di nuovo o di inserirsi tra i classici del buddy movie, LE LION propone comunque un Boon a livelli accettabili dopo più di un passo falso. Costantemente al centro della scena (quasi sempre in coppia con Katerine), Boon convince in un ruolo lontano da quelli più passivi coi quali di norma si cimenta e agendo di fatto da mattatore. Il finale con flashback è curioso e fornisce una simpatica rilettura al tutto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/09/22 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 29/09/22
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Rambo90 27/09/22 15:19 - 7229 commenti

I gusti di Rambo90

Uno psichiatra è costretto a far scappare un suo paziente che si crede una spia per ritrovare la fidanzata rapita. Un semplice assunto di partenza per la classica buddy francese, fatta di inseguimenti e comicità fracassona. I due protagonisti sono affiatati e regalano qualche momento simpatico, anche se la sceneggiatura non brilla per originalità. Interessante però la svolta insolitamente malinconica nel finale, che eleva un po' il tutto.

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