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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/12/19 DAL BENEMERITO MAGI94
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Magi94 23/12/19 11:38 - 701 commenti

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La somiglianza con l'opera di Hugo è solo nel titolo, visto che il film si concentra su una classe di miserabili ben diversa da quella del libro e soprattutto si discosta totalmente dalla visione "misericordiosa" cristiana, per portarci di fronte a tutte le contraddizioni delle estreme periferie parigine senza offrire una soluzione: tra zingari, africani e imam dal dubbio passato si dipana una vita di incertezze e violenza alimentata anche da poliziotti che danno per scontato l'abuso di potere. Fortissimo e dalla tensione vibrante.
MEMORABILE: Il finale di inevitabile violenza e tensione insopportabile.

Bubobubo 19/05/20 21:48 - 1231 commenti

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A un secolo e mezzo dal suo capolavoro letterario, la Montfermeil di Hugo, come osserva distrattamente il brigadiere Ruiz (Bonnard), non è sostanzialmente mutata: Cristo è stato sostituito dal calcio, o da Allah, ma le periferie sono il solito ricettacolo di ultimi e penultimi, ghettizzati dagli strati alti, sadicamente vessati dagli abusi di potere della polizia, in perenne guerra tra di loro (gitani contro francesi di seconda e terza generazione, legalisti contro radicalisti islamici). Film duro, scomodo, dai 20' conclusivi tesissimi.
MEMORABILE: I 20' conclusivi, specialmente l'ultima scena e l'epigrafe firmata da Hugo.

Cotola 21/05/20 18:05 - 7607 commenti

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Notevole esordio di Ly che non fa sconti a nessuno nel mettere in scena l'estrema periferia francese dilaniata da fazioni, scontri, abusi ed ingiustizie di ogni tipo. Il "teorema" è semplice e le sue conseguenze sono ovvie e logiche: peccato che tutti le ignorino e se ne freghino. La sceneggiatura è ottima nella sua veridicità, sia nella fase preparatoria che nei suoi sviluppi e nei dialoghi. Gli ultimi 20 minuti sono un pezzo di grandissimo cinema, teso come una corda di violino e con un'ultima immagine che si stampa in testa. Durissimo, onesto, vero. Chapeau.
MEMORABILE: Salah al brigadiere Ruiz: "Non potrete evitare la rabbia".

Galbo 21/05/20 19:24 - 11447 commenti

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Film sulle tensioni sociali e gli scontri con la polizia metropolitana in un quartiere periferico e degradato di Parigi. La rappresentazione realistica e la tensione crescente lo rendono opera drammaturgicamente e visivamente potente, in cui la violenza è funzionale alla trama e non appare mai gratuita. Diretto con personalità, è interpretato da un cast multietnico che fornisce un'ottima prova corale. Da vedere.

Thedude94 29/05/20 00:31 - 611 commenti

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Tra i meandri di una periferia francese splendidamente e fedelmente rappresentata, due poliziotti mostrano al nuovo arrivato com'è che lì si vive. Il cast multietnico è semplicemente perfetto in ogni sua forma differente, gli attori riescono a far trasparire la sofferenza e il malessere di chi vive in certe condizioni estreme di povertà. E il romanzo di Hugo non è citato per niente a caso, in un film che trasmette emozione e sentimento e che non lascia da parte nessun aspetto dell'essere umano, senza mai un giudizio di condanna. Esemplare.

Decimamusa 6/06/20 09:35 - 85 commenti

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Gli ingredienti del genere ci sono (quasi) tutti e sono mescolati con efficacia, nonché nutriti dalle giuste dosi di tensione. Poliziotti stressati ma con differenti vissuti e coscienze, periferie ghettizzate, inseguimenti e scontri fino alle sconvolgenti scene conclusive. Appare contratta, però, la sensibilità sociologica, manca il guizzo riflessivo che, con uno sguardo più penetrante sul clima e sull’anima della banlieue, avrebbe potuto far diventare pregevole un prodotto che rimane comunque buono. Parigi finisce con l’assomigliare a Chicago: almeno in parte, un’occasione perduta.

Kinodrop 16/06/20 19:19 - 1591 commenti

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Nella banlieue parigina, un adolescente nero riprende col drone un poliziotto che ferisce un ragazzo colpevole di aver rubato un leoncino da un circo di zingari. L’antefatto sembra un po’ troppo leggero per poter essere l’innesco di una seria riflessione sui problemi delle periferie multietniche delle grandi città; difatti la narrazione stenta nel riuscire a fare del caso un emblema rappresentativo dell’annoso contrasto tra legge e ordine da una parte e tensioni sociali dall’altra. Un finale serrato, ma il picco drammatico è confinato alle ultime sequenze, anche se ben orchestrate.
MEMORABILE: Il solito tris: il cattivo, il buono e il neutro; Il leoncino Johnny e la schiera di rom all’attacco; Le parole di Salah.

Fromell 25/06/20 10:02 - 75 commenti

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Dopo una serie di documentari, il francese Ladj Ly esordisce col suo primo lungometraggio basato su un suo precedete corto, e lo fa col botto la cui eco risuonerà a lungo nella testa e nel cuore di chi ha avuto il piacere d’immergersi in quest’opera sugli scontri tra polizia e minoranze etniche nei banlieu francesi. Senza annoiare mai, il film mescola ACAB di Sollima a Training day con uno stile registico adrenalinico e totalmente immersivo.  
MEMORABILE: Nella gabbia a tu per tu col leone .

Zampanò 20/08/20 11:52 - 189 commenti

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L'upgrade de L'odio ma con un doppiaggio italiano pessimo. Un quarto di secolo dopo le banlieu sono persino peggiori ma non è lì il punto di caduta. Può sembrare un film esclamativo, partigiano di un certo tipo di denuncia francese sugli eccessi di polizia. Il teorema sarebbe: solo un agente su tre agisce nella legalità. Procede a lungo su questa china, annoiando, ma Ly scarta quando livella con sensibilità guardie e ladri. Dimostra con acume e riprese muscolari che se l'erba è ormai tutta cattiva il guasto è nel coltivatore (Victor Hugo nella precisa citazione finale).

Pinhead80 3/10/20 12:13 - 4002 commenti

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La prima giornata di lavoro di un nuovo brigadiere nelle banlieue parigine ha il sapore amaro delle tensioni razziali e dell'estremo degrado sociale rafforzato dall'incomunicabilità tra le persone. Siamo dalle parti del cinema di genere che dà voce agli ultimi, a quelli messi in disparte dalla società perché figli di una colonizzazione selvaggia che porta il suo conto da pagare. Il film si distingue per l'intensa drammaticità e per delle scene d'azione realistiche ed avvincenti. L'escalation di incomprensioni porta a un finale molto interessante che lascia con il fiato sospeso.
MEMORABILE: Issa che viene messo di fronte al leone all'interno della gabbia.

Nando 6/10/20 14:52 - 3495 commenti

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Indubbiamente una pellicola forte che descrive gli ambienti degradati delle periferie parigine in balia di gang africane che controllano il territorio. Nello stesso tempo si descrive l'operato di una pattuglia della polizia intenta a frenare gli impeti delle gang talvolta con metodi giustamente poco urbani. Diciamo che il limite è vedere l'impunita delle gang davanti alla polizia e ciò soprattutto nella parte finale, comunque potente da vedere, in cui qualcosa appare inverosimile o sbilanciata a favore dei delinquenti. Nel complesso da vedere ma lascia amarezza.

Jandileida 10/10/20 21:37 - 1274 commenti

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Niente di troppo nuovo sotto il sole che picchia sul cemento della banlieu: dal fuggente sogno di partecipazione sociale dei mondiali di calcio alla rivolta dei bambini il passo sembra esser assai breve. E non sono da meno, quanto a profilo paradigmatico, neppure i tre poliziotti protagonisti del film. Eppure a Ly non fa difetto il coraggio e nemmeno la capacità di dare dinamicità alla regia. Nonostante un "casus belli" un po' così, la vita in periferia ci viene comunque mostrata per quello che è, senza fronzoli, senza assoluzioni e senza eccessive spettacolarizzazioni. Sincero.

Piero68 12/10/20 10:50 - 2780 commenti

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A metà tra Training day  e Gomorra. Anche per l'utilizzo di attori non professionisti presi tra ragazzi della banlieu. Prodotto di ottima fattura che riproduce fedelmente le tensioni sociali e le dinamiche all'interno di una periferia degradata. Che sia francese o italiana il risultato non cambia. E la forza di certe immagini, come già detto, non possono non ricordare Gomorra. Anche se alla fine la violenza fisica è ridotta al minimo, se ne può comunque percepire la sua costante presenza in quasi ogni parte del film. Il degrado e l'emarginazione fanno il resto. Da vedere.

Giùan 2/11/20 10:22 - 3045 commenti

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Film dalla precisa idea di cinema e con una chiara visione sulla società contemporanea. Il dinamismo della mdp di Ladj Ly e la sua adesione alla complessità delle situazioni rappresentate ha il vigore e la radicalità del primo Spike ma anche l'umiltà di richiamarsi ad un classico agée come il capolavoro di Hugo e alla sua trascinante facondia affabulativa. Inappuntabili messa in scena, scelta e direzione del cast (grande il "Pomata" di Bonnard). Si prende i suoi rischi con un finale "trasfigurato", unico elemento che pecca di certa callidità rispetto alla lucida sincerità del tutto.
MEMORABILE: Il piccolo Issa nella gabbia del Leone; I tre agenti ritornano a casa: Gwada scoppia in lacrime davanti alla madre.
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  • Discussione Cotola • 21/05/20 17:54
    Consigliere avanzato - 3642 interventi
    Visibile sulla piattaforma Mio cinema al giusto prezzo di 7,00 euro.