...E giustizia per tutti

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Pur centrato chiaramente sul suo protagonista, un avvocato eticamente integerrimo ben differente dalla maggioranza di coloro che lo circondano, il film di Jewison mira - soprattutto nella sua prima parte - a descrivere la quotidianità della vita in tribunale seguendo più personaggi. Non solo i clienti di Arthur Kirkland (Pacino) ma anche i suoi colleghi e i giudici, in scena per comporre un quadro che si vorrebbe vicino alla realtà del tempo. Il registro scelto lambisce tuttavia più spesso la commedia che il dramma (comunque pronto a riaffacciarsi in più occasioni con punte davvero strazianti) e presenta tratti persino grotteschi nel disegno di figure come quella del giudice alla perenne ricerca di adrenalina (Warden) o dell'avvocato che...Leggi tutto si rasa a zero (Porter) dopo aver appreso che chi aveva contribuito a liberare ha poi ucciso due bambini. Un ritratto quindi spesso ironico, divertito, che si aggancia a una visione disincantata e caricaturale della professione; alla quale però si alternano ritorni a una realtà dura e controversa che metta in evidenza le contraddizioni di un mestiere che richiede da sempre un cinismo non comune. I clienti di Arthur sono in carcere per reati da poco, uno addirittura in prolungata attesa d'un processo dopo esser stato arrestato per un fanalino bruciato dell'auto! Colpa in questo caso di un giudice cavilloso (Fosrythe) che poi, accusato di stupro, chiederà proprio ad Arthur di difenderlo attraverso un meccanismo perverso consentito da ricatti che s'incrociano e che porteranno all'inevitabile accettazione dell'incarico. Ma c'è intanto tempo per raccontare le eccentriche abitudini del giudice che porta il protagonista in elicottero azzardando manovre rischiosissime o che pranza sul cornicione del tribunale, per le crisi del collega frustrato, per le puntate in ospizio dal nonno unico familiare in vita (Strasberg) e naturalmente anche per la superficiale relazione con la componente di una commissione giudicante (Lahti). Tutte parti di un quadro che prende progressivamente forma fino a concentrarsi nell'ultima parte sul processo al giudice sospettato di stupro. Complessivamente ben scritto, interpretato in modo eccellente da un Al Pacino per buona parte del tempo pacato e riflessivo (prima della trasformazione che caratterizzerà l'epilogo), AND JUSTICE FOR ALL pecca un po' nel coinvolgimento: ha picchi notevoli che lasciano intuire la qualità della scrittura ma anche un andamento talvolta piatto dovuto alla regia non così travolgente di Jewison. Amaro al punto giusto, come buona parte dei film che condividono questo tipo di ambiente porta a ragionare (fin dal sarcastico titolo, in questo caso) sui macroscopici difetti di un sistema giudiziario al quale pare impossibile chiedere vera imparzialità. Buon esempio di cast non troppo noto (Pacino escluso, va da sé) impiegato con intelligenza. Evidente lo spirito seventies dell'operazione, a cominciare dalle musiche di Dave Grusin che sui titoli di testa fan già capire quanto non ci si prenda troppo sul serio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/12/07 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/08/18
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Galbo 24/12/07 09:02 - 11522 commenti

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Un giovane ed idealista avvocato si batte inesorabilmente contro il mondo corrotto delle corti di giustizia di Baltimora. Diretto dal bravo Norman Jewison il film da al suo protagonista (Al Pacino) l'occasione di un'intepretazione a volte un po' sopra le righe ma valida e carismatica. Il film è un apologo morale sulla corruzione e sul degrado di un'istituzione in teoria al di sopra di ogni sospetto ma purtroppo pesantemente inquinata secondo la teoria portante dell'opera. Ottimo tutto il cast.

Skinner 1/12/09 13:40 - 592 commenti

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Notevole film a cavallo tra due decenni, ma dove il tipico sapore del cinema americano anni settanta è facilmente avvertibile. Convince sopratutto il tono, mai troppo greve o drammatico quanto piuttosto disincantato e a tratti ironico. Pacino domina la scena, ma Warden merita di essere menzionato.

Cangaceiro 22/01/11 11:38 - 982 commenti

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La morale? La giustizia per tutti è solo una grossa bugia. Inutile battersi per cambiare le cose, sarebbe come lottare coi mulini a vento, tanto vale fare harakiri. Il film ci dice tutto ciò in modo efficace e soprattutto completo, toccando svariati registri come il grottesco (Warden suicidario), il comico (il giretto in elicottero) e il malinconico (nonno Strasberg) senza risparmiare un paio di stoccate tristemente drammatiche. La variegata fauna tribunalizia è descritta con dovizia di particolari e colpisce nel segno. Ottimo come al solito Al Pacino.
MEMORABILE: Strasberg: "Tra non molto diventerai un grande avvocato"; e Pacino: "Nonno, sono avvocato già da 12 anni..."

Enzus79 27/05/11 18:04 - 1889 commenti

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Quando Al Pacino si impegna offre sempre grandi performance. In questo film è anche fortunato perché è circondato da altri bravi attori, Warden su tutti. Forse la regia non è delle migliori e la storia certe volte cade nel vuoto, ma comunque lo reputo un buon film.

Piero68 25/06/12 08:30 - 2793 commenti

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Da un regista eclettico e di grande esperienza un toccante spaccato sulla mala giustizia americana e sul suo sistema a tratti balordo. E anche se la sceneggiatura è abbastanza piatta e a tratti palesemente forzata per rendere meglio il senso di iniquità di alcune scelte giuridiche, il film può comunque contare su un grandissimo Pacino (in piena forma in quegli anni) e su un convincente Warden. Finale a sorpresa frizzantissimo ma comunque abbastanza impossibile. Oserei quasi dire fantascientifico.

Daniela 30/09/12 09:58 - 9843 commenti

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Avvocato con scrupoli morali costretto a difendere un giudice fetente accusato di violenza sessuale... Una delle più celebrate interpretazioni di Pacino, ma non certo uno dei suoi migliori film: troppo forzato, dissonante nell'alternarsi dei vari toni dal drammatico al comico, con un finale di fuochi d'artificio altamente improbabile, oltre che controproducente rispetto agli intenti del protagonista. Se Warden nella parte di un giudice con tendenze suicide è assai simpatico ma anche troppo macchiettistico, commuove Strasberg nella parte del nonno svanito. Per lui il punto esclamativo.

Almicione 19/12/13 20:48 - 765 commenti

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Film un po' scialbo che mi ha ricordato per molti versi Serpico: in entrambi Al Pacino è protagonista e colonna portante del film, nonché unico elemento veramente encomiabile; la corruzione, dilagante, è un tema fondamentale; il protagonista è affiancato da pochi personaggi minori che ne condividono il destino; la monotonia delle scene è mitigata da aspetti secondari (come i rapporti con le donne). Tuttavia qui assistiamo a una critica più mirata al sistema giudiziario che alla corruzione e al difficile ruolo degli avvocati più coscienti.
MEMORABILE: La reazione di Arthur dopo la morte di Ralph. L'arringa finale (utopistica) di Arthur. "È più lento di un film svedese quel giudice".

Tarabas 3/07/14 09:53 - 1737 commenti

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Ero partito convinto che il regista fosse Sidney Lumet. Dopo mezz'ora ho capito di essermi sbagliato. Il tono vorrebbe essere quello un po' anarchico e (a volte apparentemente) divagante del cinema degli anni 70. In realtà Jewison non sa dove andare a parare con questa storia vista mille volte, totalmente priva di ritmo e interesse e senza nemmeno gusto per la divagazione (appunto) o il ritratto di caratteri. Pacino ha sempre (fastidiosamente) un piede oltre la riga, il resto del cast non si ricorda. Irrilevante.

Anthonyvm 26/01/19 23:31 - 2299 commenti

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Buon dramma giudiziario che tuttavia soffre di un'inconsistenza strutturale di base, presentando troppe storie parallelamente. Ogni vicenda è interessante a proprio modo, non sono poche le svolte memorabili, anche certi personaggi sono deliziosamente bizzarri (il giudice con manie suicide), ma l'insieme non è all'altezza dei singoli elementi. La forza del film risiede specialmente nel cast: Pacino è uno spettacolo anche quando gigioneggia, ma non va dimenticata la prova da folle di Jeffrey Tambor. Merita almeno una visione. Brutta soundtrack.
MEMORABILE: Il giudice mangia tranquillamente sul cornicione del palazzo; Pacino terrorizzato sull'aeroplano del giudice; Tambor lancia piatti all'impazzata.

Noodles 12/02/20 16:45 - 995 commenti

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Ottima pellicola giudiziaria sulla corruzione all'interno delle magistrature. Il tema è qualcosa di già visto ma Norman Jewison lo tratta con uno stile sobrio pur ammantato di critica. Impossibile non menzionare uno straordinario Al Pacino, specie nell'arringa finale, ma va dato atto a tutto il cast di reggere bene il film, anche grazie a un'ottima sceneggiatura che non si scorda dei personaggi comprimari e li rende tutti diversi e interessanti. Da riscoprire.

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Rocchiola 20/08/20 09:54 - 889 commenti

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Classico del filone giudiziario che punta il dito contro le storture e le iniquità del sistema processuale americano. La sceneggiatura di Barry Levinson costantemente incerta tra commedia e dramma risulta poco coinvolgente e più che la storia contano gli attori, con l’aula di tribunale che diventa l’arena per uno show recitativo decisamente sopra le righe. Così alla fine il film di Jewison non è né carne né pesce e scorre senza lasciare il segno. Curiosa la figura del giudice con manie suicide, troppo plateale invece l’arringa finale che rovescia il ruolo di difensore in accusatore.
MEMORABILE: Warden che mangia la colazione sul cornicione del tribunale; Tambor che nel finale sale le gradinate rapato a zero con parrucca; Le visite al nonno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Piero68 • 25/06/12 08:34
    Contatti col mondo - 235 interventi
    Il film ha ispirato il quarto album in studio dei Metallica che si chiama appunto ...And justice for all. Anche se però nel brano omonimo (ovvero nella title-track) il riferimento al film è quasi inesistente visto che il brano, anche se parla della mala giustizia americana, fa più riferimento alla corruzione materiale di giudici e magistrati ("basta aprire i cordoni della borsa per fare giustizia") piuttosto che a quella morale che invece è la denuncia centrale del film di Jewison
  • Discussione Raremirko • 10/04/16 21:46
    Addetto riparazione hardware - 3547 interventi
    Legal dramma strano assai, con punte weird grottesche coraggiose e mica indifferenti (la scena dei piatti, il finale con lo sguardo in camera, ecc.).

    Sincero negli intenti, ma spiazza pure un pò nella succitata commistione; bravo Pacino ma dalla regia di Jewison e dal soggetto di Levinson poteva pure venir fuori di meglio.

    Mah, sarebbe stato quasi meglio maggiorare l'intento parodico ed ironico, creando così un prodotto unico, almeno per i tempi; così com'è invece non si sa bene come prenderlo.

    Nelson e Pacino si reincontreranno ne L'avvocato del diavolo.
  • Musiche Noncha17 • 26/06/16 01:01
    Magazziniere - 1072 interventi
    Il Pledge of Allegiance che recitano dei bambini all'inizio del film è stato ripreso dagli W.A.S.P. come Intro per "School Daze", inclusa nel loro primo album.
    Ultima modifica: 26/06/16 02:22 da Noncha17
  • Homevideo Rocchiola • 20/08/20 09:58
    Call center Davinotti - 1176 interventi
    Il Bluray marchiato Sony tuttora in commercio a prezzi medio-bassi, è un buon prodotto che presenta il film rimasterizzato in alta definizione. Immagini nel corretto formato panoramico 1.85 pulite con giusto una lieve patina di grana del tutto naturale e dalla definizione piuttosto gradevole. Audio italiano 5.1 DTS-HD è decisamente basso ma comunque chiaro e pulito.