Daisy Diamond

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/04/10 DAL BENEMERITO BRAINIAC
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Brainiac 7/04/10 23:34 - 1083 commenti

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L'auto-flagellazione consiste nel colpirsi a go-go con una o più sferze . Daisy Diamond, invece, è il mezzo più efficace per infliggersi tormento col cinema danese. Bell'infamone Staho non c'è che dire: ci porta a spasso con Daisy per meandri ansiogeni e ci ammorba con riferimenti precisi, il marpione. Usando la classica a mo di randello come Pasolini. Suggerendo il porno come catarsi. Confondendo realtà e cicli onirici come fanno in zona Mulholland. Facendo piangere bimbi peggio che a casa Matheson. Graffiando la canicola da Skagen a Gedser. Dipanando la matassa filiale con più foga di Lars.

Jandileida 14/04/10 15:34 - 1274 commenti

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Pretenzioso film danese che, volendo raccontare le storia della caduta morale di una giovane madre (instabile di suo e con una figlia emula di Montserrat Caballé), finisce per diventare un palloso trattato di psicanalisi con la protagonista che si auto-analizza durante provini vari senza mai ruiscire ad avere un rapporto umano. L'idea non sarebbe male (ricorda vagamente Io la conoscevo bene) solo che il regista si lascia prendere la mano da un pessimismo costruito ed autocompiaciuto che non fa sentire empatia con la protagonista ma solo noia.

Schramm 24/05/10 21:47 - 2446 commenti

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Cupio Dissolvi. Un quarto Joan d'Arc, un quarto San Sebastiano, un quarto Medea e un quarto Femme publique, Anna dai neuroni scossi va, vola e va come una monade tra piani del reale e del fictionale che si scambiano di posto e di segno, di pasto e di sogno. Maledice se stessa, la schiavitù della nascita, il fardello-propaggine che tutto le impedisce e che si chiama Margherita: l'ama o non l'ama? Questione Annosa: nel dubbio la sopprime, e l'Ade e la catarsi, l'autocannibalismo e la grazia iniziano a darsele di Santa Ragione. Duro come il diamante, strizza l'anima come fosse Mocio Vileda.

Lattepiù 23/06/10 14:47 - 208 commenti

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Anna, giovane madre e aspirante attrice senza un soldo e con seri problemi mentali, in un momento di nera disperazione affoga la figlia. Devastata dai sensi di colpa inizierà un percorso di automortificazione dalle conseguenze estreme. Dramma che più cupo e pessimista non si può, caratterizzato da una scrittura fine e stratificata, è però appesantito da un approccio metacinematografico troppo insistito. Inoltre la regia eccessivamente distaccata rende il film più freddo e cerebrale del dovuto. Comunque straordinaria Noomi Rapace.

Greymouser 27/05/11 09:43 - 1458 commenti

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Una giovane donna-madre sopprime la figlioletta di pochi mesi (piange troppo e le impedisce di fare l'attrice), e dopo sarà tutto un calvario di sensi di colpa e degradazione auto-flagellatoria, per un finale scontatissimo che comunque non rivelo. Quest'apoteosi della disgrazia è affidata alla marmorea Noomi Rapace, che ha due espressioni per tutto il film (e sono pure simili). Francamente non ho capito dove vuol andare a parare Staho: il film mi sembra troppo chiuso in se stesso, sgradevole, ma senza saper bene dove colpire. Insomma...

Deepred89 10/06/13 16:42 - 3306 commenti

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La trama, sulla carta, sembra un devastante incrocio tra il Von Trier più misogino e il Renato Cestié più leucemico, ma il film, al di là dell'abusata confezione fredda & marcia (ma, grazie al cielo, senza traballamenti di mpd) che trasmette più tedio che disagio, non spinge il pedale sul melodrammatico o sul tragico risultando meno ricattatorio e più complesso del previsto. La noia non manca e il metacinema dopo venti minuti viene già a noia, ma l'ottima Noomi Rapace regge con classe tutto il film sulle proprie spalle. Passabile, con riserva.

Daniela 21/11/15 00:05 - 9626 commenti

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Una giovane attrice dalla ricerca di un lavoro, sola ed incapace di gestire una maternità non voluta, finisce per sopprimere la figlia neonata, per poi iniziare una parabola autodistruttiva dall'esito scontato... oppure no. Infatti, questa storia potrebbe essere solo l'ennesimo provino, uno dei tanti con cui il regista trae in inganno lo spettatore, facendogli credere a confessioni che sono invece finzioni sceniche. Questo dubbio rende il film intrigante ma nello stesso tempo ne disinnesca l'impatto potenzialmente devastante: troppo programmatico per sconvolgere nel profondo.

Bubobubo 4/07/19 16:36 - 1231 commenti

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Volitiva ragazza-madre dalle smisurate ambizioni attoriali affronta, senza successo, una sfilza di provini che sembrano mettere in scena episodi del proprio difficile privato (o è piuttosto il contrario?): quando poi, in un attimo di collera, affoga la figlioletta urlante nella vasca da bagno, il confine fra realtà e set si annulla... Autoriale nel senso tetro e opprimente del termine, fra Dreyer (gli infiniti primi piani dell'aggraziato volto della Rapace) e von Trier, ma con una non indifferente cifra supplementare di tedio. Modesto.
MEMORABILE: Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Brainiac • 9/04/10 15:23
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Non sei più er ghepardo de na vorta!
  • Discussione Jandileida • 15/04/10 08:16
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Penso che il film sia danese e non belga
  • Discussione Zender • 15/04/10 08:28
    Consigliere - 43741 interventi
    Vero Jandileida, l'ho corretto nel commento di Brainiac.
  • Discussione Brainiac • 15/04/10 08:30
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Grazie Z., scusate per l'errore.
    Ultima modifica: 15/04/10 08:36 da Brainiac
  • Curiosità Brainiac • 15/04/10 08:35
    Addetto riparazione hardware - 1469 interventi
    Noomi Rapace, la protagonista aspirante attrice di Daisy Diamond ha vinto il Top film awards, il premio danese per la migliore interpretazione dell'anno.

    fonte: Wikipedia
  • Discussione Schramm • 24/05/10 21:38
    Risorse umane - 6724 interventi
    un film che ti strizza l'animo come fosse il mocio vileda. c'è soprattutto da domandarsi come abbiano fatto a evitare di traumatizzare il neonato...
  • Discussione Daniela • 21/11/15 00:15
    Consigliere massimo - 5286 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    un film che ti strizza l'animo come fosse il mocio vileda. c'è soprattutto da domandarsi come abbiano fatto a evitare di traumatizzare il neonato...

    Questo me lo sono chiesta anch'io durante la visione... anche se il film non mi ha toccato più di tanto, a parte la primissima parte, per i motivi che provo a sintetizzare nel commento. Ti ringrazio comunque ancora per la dritta, perché è comunque una pellicola interessante e meritevole di visione.
    Ultima modifica: 21/11/15 00:17 da Daniela
  • Discussione Schramm • 21/11/15 01:11
    Risorse umane - 6724 interventi
    ammappate. un ordinario the hallow riesce a giocare a basket palleggiando il tuo cuor di leonessa (al che mi domando: ma con serbian film quale sarà stato mai l'effetto?) e questo non ti muove un dente?? :O
  • Discussione Daniela • 21/11/15 08:51
    Consigliere massimo - 5286 interventi
    A serbian film è stato un pugno nello stomaco bello tosto, tanto è vero che me lo ricordo come se l'avessi visto ieri: paura zero ma impatto tanto, molto più di molti altri torture porn. Per trovare altri film del genere che mi hanno fatto star ugualmente male per tutta la loro durata, devo andare a citare The girl next door oppure The seasoning house.

    The hallow, certo senza essere un capolavoro, è riuscito a stuzzicare uno dei miei "centri"della paura (ognuno avrà pure i propri): non quello delle creature che abitano boschi incantati irlandesi, anche se qui i poveretti erano assai bruttaroli, piuttosto quella dei parassiti, veicolati dalla gelatina nera appiccicosa e tentacolare, che entravano nei corpi contaminandoli dall'interno, come fantasiosi tumori maligni.

    SPOILER

    Ed ora veniamo a Daisy Diamond: all'inizio, quando si vede questa mamma fuori di testa per l'impossibilità di concedersi qualche ora ininterrotta di sonno, l'empatia era scattata eccome (rafforzata dall'esperienza personale di innumerevoli notti passate a vegliare piccoli esseri insonni), e con l'empatia anche l'angoscia per la sorte di questa piccina. Ma al terzo o quarto "inganno", quando le presunte false confessioni si rivelano essere semplici provini, ho cominciato ad avvertire una certa artificiosità della messa in scena. Non so se riesco a spiegarlo a parole: è stato come passare dallo stare "dentro" il film a vederlo dall'esterno, come se fossi seduta su una poltrona a vedere un'attrice sul palco o sullo schermo. Come se le scene in cui vedevo Anna con la bambina fossero anch'esse provini per ottenere una parte: impressione confermata dalla sequenza finale, in cui Anna "recita" il proprio suicidio mentre viene ripresa da una piccola troupe.

    FINE SPOILER

    Questo ha creato una specie di diaframma fra me e il film, il che non mi affatto impedito di trovarlo interessante e apprezzabile durante la visione, ma ha bloccato l'impatto emotivo.
    Il cuore di mamma che mi ritrovo nel petto si è piuttosto preoccupato di faccende collaterali, come quella che hai rammentato anche tu: ma quella piccolina, che certo non recitava nei suoi pianti, non avrà patito durante le riprese, tenuta in braccio da una donna sconosciuta che le urlava in malo modo?
    Ultima modifica: 21/11/15 10:41 da Daniela
  • Discussione Schramm • 21/11/15 14:10
    Risorse umane - 6724 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    A serbian film è stato un pugno nello stomaco bello tosto, tanto è vero che me lo ricordo come se l'avessi visto ieri

    la meme. tanto più che mai ho avvertito il bisogno di rivederlo. non ricordo nessun altro film così capace di restarti chiodato dentro così in profondità e così precisamente una volta per sempre. mi sono sempre domandato che esperienza possa aver rappresentato per un neo-genitore, immagino che sia una valenza che sposta di un bel po' l'asse cognitivo dell'opera.

    Daniela ebbe a dire:
    The hallow è riuscito a stuzzicare uno dei miei "centri"della paura (...) quella dei parassiti, veicolati dalla gelatina nera appiccicosa e tentacolare, che entravano nei corpi contaminandoli dall'interno, come fantasiosi tumori maligni.

    mi ha ricordato lo slime limaccioso e mortale di un ep di jeeg che da piccolo m'impressionò molto

    Daniela ebbe a dire:
    Non so se riesco a spiegarlo a parole: è stato come passare dallo stare "dentro" il film a vederlo dall'esterno eloquente, eloquente...
    però proprio questo dentrofuori continuo di cui dici a una certa diventa porta girevole e ti fa roteare senza uscita su uno stesso asse. da qui il malessere.

    Daniela ebbe a dire:
    Il cuore di mamma che mi ritrovo nel petto si è piuttosto preoccupato di faccende collaterali, come quella che hai rammentato anche tu: ma quella piccolina, che certo non recitava nei suoi pianti, non avrà patito durante le riprese, tenuta in braccio da una donna sconosciuta che le urlava in malo modo?

    bisognerebbe chiederne al regista, ma immagino che situazioni simili siano ponderatissime e passino per la cruna di una strategia pediatrica-psicologica bella spessa, cioé finissima, con tanto di sovraintendenza genitoriale. oppure, anzi certamente (la garanzia mi viene dall'essenrmi trovato a teatro in situazioni-limite non dissimili) c'è un semplicissimo trucco dietro che vatti a capire qual è. il vero mago del resto non ti fa mai guardare verso di esso.
    Ultima modifica: 21/11/15 14:17 da Schramm