Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Di nuovo Rossano Brazzi al centro di un intricato mistero dopo MELISSA, sceneggiato che condivide con questo più di un punto in comune, a partire dall'atteggiamento del protagonista e dal suo rapporto con la polizia. Non siamo qui però nella Londra di Durbridge ma ad Amburgo, e a scrivere il complicatissimo soggetto è Biagio Proietti, che di gialli Rai ne ha adattati e scritti in gran numero e che in sceneggiatura si fa aiutare dal regista Daniele D'Anza e da Belisario Randone. Coralba non è una donna, questa volta, ma un farmaco che ha fruttato fama e denaro a chi l'ha commercializzato e che con lo stesso nome...Leggi tutto ha chiamato l'azienda. L'azionista di maggioranza è Marco Danon (Brazzi), ricattato da una donna che gli ricorda di come il proprio figlio sia stato ucciso dalle sperimentazioni antecedenti alla messa a punto di Coralba. Non andò esattamente così, ma Danon si sente comunque responsabile di quella morte e accetta di pagare. Fino a quando la misteriosa bionda non lo chiama per incontrarsi in una casa dove Danon non la trova. Qualcuno lo chiude in una stanza, lui con la rivoltella spara alla porta e quando la apre vede in terra il corpo della ricattatrice. Fugge, ma quando la polizia lo convoca nella stessa casa perché vi è stato ritrovato un cadavere (al piano di sotto però), Danon scopre che la morta è... sua moglie Helga, vestita con l'identico cappotto a quadri che portava la bionda. Un enigma che si infittisce da subito, con la consueta parata di sospetti pronti ad entrare in gioco: Tauberg (Berger), pubblicitario dell'azienda con velleità da giornalista, Bauer (Venantini), socio amico e fidato, Zimmermann (Stumpf), l'avvocato di famiglia, Vanessa (Redon), la fotografa. A svolgere le indagini sono chiamati due commissari diversissimi e che forse proprio per questo bene si assortiscono: il duro e sicuro di sé Ansen (Glawion) e il più garbato, disposto a valutare con attenzione ogni strada Lang (Mauri). Come da copione il sospettato principe è Danon, disarmante nella sua apparente onestà, ingenuo ma proprio per questo inevitabilmente difficile da immaginare come colpevole. Almeno nella testa di Lang, che ben presto stabilisce con lui il medesimo rapporto di complicità che in MELISSA Brazzi aveva con Turi Ferro. E' da qui che scaturiscono i dialoghi più intensi, le considerazioni psicologicamente più interessanti grazie alle quali l'opera può sfoggiare le qualità che distinguevano molti sceneggiati di quegli anni. L'ambientazione amburghese dona una certa originalità e le location sono scelte con buona cura, andando ad arricchire un quadro complessivo già comunque reso valido dalle rimarchevoli interpretazioni del cast: se un rodato quanto monumentale Brazzi è la star indiscussa, Mauri gli tiene testa bene e gli altri spalleggiano a dovere. Ma è prima di ogni cosa la storia ad avvincere e stupire: per la capacità di svariare, di stravolgere le nostre supposizioni attraverso un ingranaggio quasi impeccabile, di trasportarci da Chamonix a Venezia (Giudecca, per la precisione) per trovare nuove piste e arrivare ai primi veri colpi di scena. Seguire il tutto non è immediato: i particolari importanti sono tanti, anche se per fortuna i nomi da mandare a mente non sono invece troppi. I frequenti momenti in cui i protagonisti si bloccano di fronte a interrogativi inesplicabili sono gli altrettanti stop richiesti a chi guarda, che si trova nella stessa situazione in attesa di capire come diavolo si riuscirà a sbrogliare la matassa. Qualche leggero tocco ironico che non guasta, divagazioni sempre in tema, menzogne smascherate talvolta con esiti imbarazzanti (quelle di Tauberg in primis) e un finale livido che lascia di sasso.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/07/11 DAL BENEMERITO FAUNO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 11/01/21
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Fauno 29/07/11 11:53 - 2219 commenti

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Per quanto mi abbia sconvolto di più Dimenticare Lisa, questo mi è letteralmente entrato non sotto la pelle, ma nel sangue. A parte che per afferrare proprio tutto non basta vederlo una volta, posso dire che più lo si vede e più piace. Mauri ha una recitazione teatrale, Brazzi è meraviglioso come uomo finito ma che continua ad essere bersagliato dappertutto, ma se dovessi ideare un poster a questo capolavoro ci metterei l'artefice di tutta questa ecatombe, perché al solo pensiero di come proprio aveva calcolato tutto ancora oggi resto estasiato...
MEMORABILE: Lo sguardo di Mauri nell'ultimissima inquadratura.

Nicola81 6/09/11 11:24 - 2884 commenti

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La coproduzione con i tedeschi garantisce un budget più elevato, come dimostrano l'uso del colore, la ricchezza delle scenografie e i numerosi esterni. Ma i veri punti di forza sono una sceneggiatura (di Biagio Proietti, Belisario Randone e del regista) quasi perfetta sia nell'intreccio che nei dialoghi e l'ottima regia. Qualche analogia con Melissa, specialmente nel personaggio di Brazzi, ma finale molto più amaro e spiazzante. Grande Glauco Mauri nei panni del commissario perspicace e garantista. Frank Sinatra canta la sigla di apertura.
MEMORABILE: Oltre alla spiegazione finale, quasi tutte le scene in cui compare Glauco Mauri.

Stefania 4/06/12 00:56 - 1599 commenti

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La prima puntata fa pensare ad uno stile narrativo nuovo e ad una regia inventiva, pur nei limiti del formato televisivo: stringati i dialoghi, montaggio ellittico, inquadrature originali. Poi, riaffiorano le pecche di tanti sceneggiati: verbosità, una certa piattezza, una certa lentezza. Gli interpreti sono bravi e l'intreccio è ben costruito, ma l'impressione è quella di una storia che si prende troppo sul serio, troppo impostata sulle corde del pessimismo, ci mancano quei personaggi stravaganti, quella furbizia nel ribaltare le situazioni, quel sottile humour dei romanzi di Durbridge!
MEMORABILE: Il primo colpo di scena, con la trappola tesa a Brazzi nella casa della ricattatrice; la bella, struggente sequenza sui titoli di coda.

Homesick 1/03/13 10:39 - 5737 commenti

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Con un finale del genere, così eterodosso e sconvolgente per un prodotto televisivo Rai degli anni Settanta, “Coralba” non passa inosservato, così come la sua ambientazione nella grigia Amburgo. Per il resto segue la falsariga professionale di tanti sceneggiati coevi, con il protagonista coinvolto in un fitto mistero di persone scomparse, ricatti, omicidi e complotti. La scena se la giocano Brazzi e Mauri, ma fanno sentire la loro invisibile presenza anche Sanipoli e Graziani, dando voce rispettivamente agli attori tedeschi Wolfgang Stumpf e Paul Glawion. Polselli è direttore di produzione.
MEMORABILE: L’onestà morale della donnaccia della taverna, che rifiuta il denaro offertole per un’informazione che non è in grado di dare.

Lucius 22/06/14 00:51 - 3015 commenti

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Investigativo più che un poliziesco: una brutta matassa da dipanare prima di giungere alla soluzione delle soluzioni. Claustrofobico quanto a scene esterne e con dialoghi che risultano troppo serrati: perdersene uno o semplicemente distrarsi può essere fatale. La regia prova a diversificarsi dal genere ma non ci riesce se non per l'ottima musica e l'uso della stessa. Tutto parte da un ricatto; lo spazio dato alle indagini è pari a The neverending story. Coralba non è una donna ma un prodotto farmaceutico. Il rischio d'intossicazione c'è.

Dusso 27/06/14 00:12 - 1566 commenti

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Anche se siamo lontani dai continui colpi di scena dei migliori Durbridge bisogna ammettere che lo sceneggiatore Proietti ha scritto un'opera interessante che nelle ultime due puntate (le migliori) dimostra un buon intreccio, anche se il finale è secondo me almeno a metà piuttosto intuibile. Ottima la coppia di investigatori e Brazzi funziona sempre. D'anza prova qualche via nuova ma in fin dei conti non troppo. Ampi esterni in una Amburgo meno grigia del solito (finalmente non siamo in Inghilterra). Nella troupe Polselli e Bruno Vani...

Myvincent 26/04/20 07:07 - 3780 commenti

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Della serie sceneggiati "antichi" in b/n, cinque puntate "gialle" che iniziano subitaneamente con un ricatto telefonico e due misteriosi omicidi. L'originalità sta nella trama, vero rebus da sciogliere che invita tutti a ricostruirne l'accaduto, il movente, gli attori. L'assassino non è difficile da additare, per l'atteggiamento che i più scafati giallisti non sottovaluteranno di certo. Buon prodotto degli albori anni '70, con un Rossano Brazzi convincente nella parte di uomo confuso e tradito dalla vita.
MEMORABILE: Glauco Mauri e la sua inconfondibile voce.

Trivex 19/01/21 10:29 - 1752 commenti

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E’ un lungo giallo alla vecchia maniera, con una trama piuttosto intricata, anche se i personaggi realmente significativi per lo sviluppo del mistero non sono poi molti. Molto bravi i partecipanti, con particolare menzione per il Brazzi protagonista, uomo sempre in sofferenza e sotto pressione. Notevoli i colpi di scena e ben organizzati i particolari fondamentali per la soluzione del mistero, senza incertezze o cadute nella logica degli eventi. L’ emozione alla fine è alquanto palpabile per chi ama epoca e tipo di cinema: un altro pezzo di storia TV rivista e ormai (tra)passata.

Il Dandi 6/09/20 00:15 - 1917 commenti

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Giallo di solida sceneggiatura, ma che al tipico piglio teatrale del genere ne sostituisce uno da fotoromanzo. Stupisce vedere alcuni dei registi più folli dell'epoca (Oscar Brazzi, Polselli, Vani) riuniti per un prodotto tanto istituzionale come uno sceneggiato Rai, sebbene di coproduzione tedesca. Insolitamente (ma inutilmente) girato a colori (cioè tenendo presente che la messa in onda sarebbe stata comunque in b/n), Coralba deve essere apparso modernissimo agli spettatori del tempo, mentre oggi appare quasi un paradigma del "si poteva fare di più ma va bene lo stesso".
MEMORABILE: La sigla che sulle note di Frank Sinatra presenta i personaggi con i ciak in campo.

Daniele D'Anza HA DIRETTO ANCHE...

Spazio vuotoLocandina Pugni, pupe e marinaiSpazio vuotoLocandina 4. Tuttototò: Don GiovanninoSpazio vuotoLocandina 5. Tuttototò: La scommessaSpazio vuotoLocandina 6. Tuttototò: Totò ciak
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  • Musiche Lucius • 15/02/12 21:08
    Scrivano - 9041 interventi
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 16/02/12 08:11 da Zender
  • Musiche Fauno • 16/02/12 11:41
    Contratto a progetto - 2746 interventi
    Sì Lucius, è un brano eccellente, ma quello dei titoli di coda, altrettanto bello di Petula Clark dal titolo AMARE TE è letteralmente introvabile. L'ho cercato a tutte le convention invano...FAUNO.
  • Musiche Lucius • 16/02/12 15:21
    Scrivano - 9041 interventi
    Buono a sapersi...
  • Musiche Lucius • 5/04/12 02:05
    Scrivano - 9041 interventi
    E che mi dici di SPLENDIDO di Petulia Clark, dato per sigla di Coralba? Quanti brani ha questo sceneggiato?
  • Musiche Fauno • 5/04/12 11:26
    Contratto a progetto - 2746 interventi
    Non mi risulta proprio, anche perchè il brano AMARE TE è chiaramente indicato nei titoli di coda. A meno che non sia uscito con un altro titolo per un'altra casa editrice. In effetti inizia con "L'amore è qui splendido, l'amore è qui, magico, accanto a noi e tu lo sai...L'amore è qui, guardalo, negli occhi miei cercalo, l'eternità se tu vorrai, si aprirà...Stringimi forte ed io verrò, dove vuoi, in capo al mondo insieme giorno per giorno nel bene e nel male con te..."
    Se suona così è quello, quindi se l'hai trovato postalo pure e complimenti perchè è introvabile.FAUNO.
  • Discussione Stefania • 4/06/12 01:14
    Addetto riparazione hardware - 603 interventi
    Mi aveva tratto in inganno il titolo Durbridg...iano: soggetto e sceneggiatura sono italianissimi, firmati da Biagio Proietti, Belisario Randone e dalla stesso Daniele D'Anza. In effetti, il modo di caratterizzare i personaggi e di... dosare indizi e colpi di scena non sono esattamente quelli dello scrittore inglese. Non male, comunque!
  • Musiche Lucius • 18/12/12 19:29
    Scrivano - 9041 interventi
    Trovato!!
    Direttamente dalla prestigiosa collezione Lucius, il 45 giri originale:

    Ultima modifica: 18/12/12 19:40 da Zender
  • Musiche Lucius • 18/12/12 19:31
    Scrivano - 9041 interventi
    Fauno eccolo, l'etichetta è la dischi vogue (disquesvogue).
  • Musiche Fauno • 19/12/12 10:38
    Contratto a progetto - 2746 interventi
    Complimenti, e spero ti piaccia, ma confermo che nei titoli di coda viene presentato col titolo "Amare te". Ma a tutte le convention non l'avevo mai trovato. A giorni dovrei avere l'altro film di cui hai la colonna sonora...FAUNO.