Cold fish

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Titolo originale: Tsumetai nettaigyo
Anno: 2010
Genere: horror (colore)
Regia: Sion Sono
Numero commenti presenti: 14

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/09/10 DAL BENEMERITO SUPERCRUEL
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Supercruel 13/09/10 14:43 - 498 commenti

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Sono dirige un film splendido, in bilico tra un andamento da thriller ed esplosioni horror/gore davvero toste. La trama, ispirata alla reale vicenda di un serial killer, è svolta in maniera brillante con alcuni svolazzi da commedia e altri momenti di toccante dramma familiare. Nonostante la varietà messa in campo il film risulta compattissimo, solido e potente, laddove riesce appunto ad amalgamare stili, idee ed argomenti in un unicum coerente. Il cast è superlativo. Consigliatissimo.

Greymouser 7/09/11 01:01 - 1458 commenti

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Punto debole del film è la metamorfosi repentina del protagonista, che in un batter d'occhio passa da timida mammoletta a spietato vendicatore. Per il resto si tratta di un film interessante, registicamente notevole come ci si può aspettare dal genio (e dalla sregolatezza) di Sono. Tra grandguignol e tragedia greca, si ammira - se così si può dire - l'adrenalinico finale, in un tripudio di sangue e frattaglie, che si chiude su una nota tanto amara quanto spiacevolmente realistica. Roba da Sono.

Daniela 23/09/11 10:52 - 9376 commenti

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Il proprietario di un negozio di pesci tropicali circuisce la famiglia di un altro commerciante: plagia la figlia adolescente, seduce la moglie insoddisfatta, costringe l'uomo a diventare suo complice in delitti efferati. Incredibilmente ispirato ad una vicenda di cronaca, un film spiazzante per l'umorismo feroce delle scene di macelleria, che culmina in un epilogo da teatro elisabettiano, letteralmente immerso nel sangue. Opera notevolissima, anche se inficiata da qualche incongruenza nel disegno dei caratteri e nello svolgimento dell'azione.
MEMORABILE: L'ultimo abbraccio della moglie a quel che resta del marito

Jena 24/03/12 20:39 - 1189 commenti

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Ci sono dei momenti di stanca, di matrice tipicamente orientale, a causa dei quali verrebbe la voglia di gettare la spugna, anche per la lunghezza non indifferente del film. Eppure l'opera ha un fascino perverso per cui si va avanti, si vuol vedere come va a finire. Ottima padronanza della regia, pessimismo nerissimo, sfiducia totale nei rapporti umani. Da questa grigissimo quadro emerge grandiosamente malefica la figura di Murata/Denden fino alla catarsi finale. Non per tutti i gusti, ma Sono è sicuramente da tenere d'occhio...

Mickes2 11/02/13 09:53 - 1668 commenti

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Così come sarà per il successivo Guilty of romance e La mogliettina, Sono indebolisce per buona parte tutta la carica evocativa del personaggio facendolo tramutare in un battibaleno da ligio e succube venditore di pesci, a spietato assassino assetato di sangue e vendetta. Rimane tuttavia un percorso autodistruttivo dotato di buon senso del cinema, in grado di mettete in luce tutto il pessimismo, l’alienazione, la pazzia e il nichilismo di una società dai sentimenti dilaniati, interamente dominata dal Dio denaro, incapace di comunicare.
MEMORABILE: Il finale.

Schramm 2/07/13 12:25 - 2414 commenti

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E' un peccato che Sono sia così refrattario alla sintesi e ami prendersela comoda e raccontare alla larga storie che, maggiormente succinte e sfrondate di 50 minuti, lascerebbero stramazzante il fruitore più scafato (l'ultima paurosa mezzora sta lì a comprovarlo). Per converso, messa via l'imposta dell'inutile diluizione di un plot linearissimo (leggi: noia) sull'imponibile, non gli si può negare una capacità fuori dal comune di rendere ipnotica ogni inquadratura, interessante anche il più pleonastico minuto, straniante torbida o morbosa anche la situazione più ordinaria, armoniosi gli inferi.

Redeyes 4/08/13 18:36 - 2141 commenti

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Fuori dal coro esprimo il mio disagio per un imponente, come minutaggio quanto meno, film che finisce per uscirne stiracchiato. La mutazione è più uno schiocco di dita che un macabro divenire, il concetto di atto e potenza si fonde e perde. Un' atmosfera malata, condita dalla solita recitazione al limite del tetrale, e un buono spunto che muore. A me non è piaciuto, ha stancato, ha deluso. Affaticato dopo le due ore rifletto sulla mia inadeguatezza verso questo cinema o una scarsa capacitas del regista.

Deepred89 4/05/15 15:02 - 3282 commenti

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Noir a tinte macabre che alterna momenti esaltanti a inutili prolissità. Una prima mezz'ora abile nel creare aspettativa e un'ultima parte di sorprendente fascino malsano risollevano solo in parte un copione senza equilibrio e troppo traballante nel tratteggio dei personaggi. Si esce dalla visione appagati, ma solo perchè il meglio (che peraltro giunge senza le giuste basi) è situato negli ultimi 35 minuti. Cast azzeccato (con protagonista alla Cane di paglia) e fotografia sciatta. Arriva a **!.

Capannelle 31/12/15 12:44 - 3720 commenti

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Potente opera nel combinare, come da gusti soniani, toni grotteschi con punte di violenza e abbrutimento relazionale, senza farsi mancare derive sessuali e horror (queste ultime più ispirate). Memorabile per come imposta e porta avanti la storia, per il bilanciamento tra surreale e reale di molti dialoghi, nello sviluppo del rapporto Denden-Fukikoshi, nelle tecniche, anche ecologiche, di smaltimento corpi. Meno incisivo in alcune sottotrame e personaggi (vedi il legale o la moglie repressa), grezzo come fotografia (anche se qui ci può stare).
MEMORABILE: Il sermone di Denden per iniziare l'altro alla violenza; Shamoto, mentre violenta la moglie, fa in modo che la figlia non lo disturbi.

Cotola 28/02/16 23:36 - 7513 commenti

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La parte preparatoria al sanguinosissimo e folle epilogo poteva essere sicuramente sfrondata un pochino e tutta la pellicola ne avrebbe guadagnato. Ma probabilmente serve, almeno in parte, a giustificare la progressione drammaturgica del personaggio principale che è sì molto veloce e non pienamente credibile ma nemmeno così impensabile. Gli ultimi quaranta-cinquanta minuti sono un puro delirio in stile nipponico che riservano due zampate finali sardoniche e beffarde. Per una volta Siono, al suo miglior film, non annoia mai nonostante la lunga durata che per lui è un'abitudine.

Hackett 28/11/16 17:05 - 1725 commenti

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Thriller nipponico dalle tinte forti, che colpisce allo stomaco per la disinvoltura con la quale passa dal quasi comico al nero profondo, tratteggiando la figura di un omicida seriale che si merita un posticino nella storia del cinema. La critica sociale alla società giapponese fatta dal regista si può adattare anche a tutto l'occidente, deprecabile sia nel delirio di onnipotenza dei più audaci che nell'eccessiva arrendevolezza dei più miti.

Bubobubo 9/09/18 16:53 - 1199 commenti

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Non poteva che essere Mahler a suggellare l'epilogo di quest'epopea di sangue, frattaglie e dolore, ambientata in una città qualsiasi di una roccia vagante nello spazio dove ogni rapporto è gerarchicamente ordinato secondo la catena alimentare. Siono firma un estroso e fluviale noir (con una parte centrale fin troppo sovrabbondante, sfilacciata e narrativamente superflua) dal micidiale colpo di coda (quasi un A history of violence alla centesima potenza). Pervasiva e disturbante la presenza/assenza del sacro.
MEMORABILE: La trattativa con Yoshida; Lo stupro; Il finale.

Pinhead80 6/07/19 13:48 - 3942 commenti

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Una famiglia disfunzionale che ha un acquario come negozio, finisce nelle grinfie di un potente concorrente che li corromperà nei suoi loschi traffici. Sion Sono ci ha abituato a trasporre sul grande schermo grandi tragedie familiari che scioccano lo spettatore a partire dalle perverse dinamiche interne. Qui esagera soprattutto nella compiaciuta parte finale, dove si arriva più volte a sfiorare il ridicolo. La trasformazione dell'uomo mite in spietato killer non rappresenta certo una novità.

Minitina80 15/09/19 08:50 - 2336 commenti

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Non è possibile che un film del genere duri due ore e mezza perché sono oggettivamente troppe e il gradimento ne risente non poco. La parte centrale, in particolare, poteva essere di gran lunga ridotta, anche se è pur vero che si poteva restringere un po’ ovunque. L’ultima mezz’ora rende bene; il vaso di Pandora si apre e lo spettatore viene catapultato in un vortice di malattia e follia, pericoloso per i deboli di stomaco. Peccato per il difetto principale che compromette ulteriori visioni, a meno che non si disponga di una pazienza infinita.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 31/12/15 13:09
    Scrivano - 2505 interventi
    Cavolo, Buio, senza di te non sarei arrivato a questo film e ti dico che devi vederlo. Purtroppo non si trova altro che con sottotitoli inglesi.

    SPOILER
    Ispirato tra l'altro a fatti veri, cioè una coppia che gestiva un negozio di animali e che fece fuori 4 clienti avvelenandoli e smembrando i loro corpi:
    http://www.japantimes.co.jp/news/2001/03/22/national/couple-handed-death-sentence-for-poisoning-four/#.VoUYC_nhDIV
    FINE

    A Venezia Cold Fish non ha avuto fortuna ma forse non era il consesso adatto per un'opera così viscerale e meravigliosamente perversa. Sarebbe anche auspicabile che il regista collaborasse con qualcuno esperto di fotografia anche se in questo film questa mancanza non stona troppo.
  • Discussione Buiomega71 • 31/12/15 13:16
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Cavolo, Buio, senza di te non sarei arrivato a questo film e ti dico che devi vederlo. Purtroppo non si trova altro che con sottotitoli inglesi.

    SPOILER
    Ispirato tra l'altro a fatti veri, cioè una coppia che gestiva un negozio di animali e che fece fuori 4 clienti avvelenandoli e smembrando i loro corpi:
    http://www.japantimes.co.jp/news/2001/03/22/national/couple-handed-death-sentence-for-poisoning-four/#.VoUYC_nhDIV
    FINE

    A Venezia Cold Fish non ha avuto fortuna ma forse non era il consesso adatto per un'opera così viscerale e meravigliosamente perversa. Sarebbe anche auspicabile che il regista collaborasse con qualcuno esperto di fotografia anche se in questo film questa mancanza non stona troppo.


    Sì, Capa, me lo aveva consigliato anche Deep un pò di tempo fà (discutendo, appunto, sul mio innamoramento di Siono per Guilty Of Romance)

    Devo recuperarlo assolutamente, ma so che gira solo in inglese (non c'è nemmeno con i sub francesi e spagnoli, purtroppo) o peggio in crucco.

    E nella mia "wandet list" da un pò, e prima o poi me lo ribeccherò

    Grazie del consiglio, a pelle sento già che è il MIO FILM (eppoi, dopo Guilty of Romance, da Siono mi attendo macabre e poetiche necrofore meraviglie viscerali e visive)
    Ultima modifica: 31/12/15 13:24 da Buiomega71
  • Discussione Schramm • 1/03/16 19:45
    Risorse umane - 6710 interventi
    Cotola ebbe a commentare:
    Per una volta Siono, al suo miglior film, non annoia mai nonostante la lunga durata

    aspetta di recuperare why don't you play in hell? che ti drittai ai tempi danteschi, e dovrai rivedere le tue posizioni sul suo miglior film, ma soprattutto sull'impossibilità di trovarne noioso un solo minuto..!!
  • Discussione Daniela • 1/03/16 22:22
    Consigliere massimo - 5123 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    Cotola ebbe a commentare:
    Per una volta Siono, al suo miglior film, non annoia mai nonostante la lunga durata

    aspetta di recuperare why don't you play in hell? che ti drittai ai tempi danteschi, e dovrai rivedere le tue posizioni sul suo miglior film, ma soprattutto sull'impossibilità di trovarne noioso un solo minuto..!!


    Io invece concordo con Cotola, anche per me questo Cold Fish è nettamente il migliore fra i film del regista che ho visto, compreso Why don't ect che pure è assai bizzarro e divertente.
    Ultima modifica: 1/03/16 22:22 da Daniela
  • Discussione Schramm • 2/03/16 12:45
    Risorse umane - 6710 interventi
    alla fine i due son distanziati da mezzo punto. why per me molto più folle, galoppante e magnetico. se devo appuntare (tra quelli finora visti) il suo lavoro che meno si lascia irregimentare dalle briglie razionali e più trasforma la tua sedia in una postazione da montagna russa, non ho dubbi. mentre in fish si fa un'esperienza più speleologica, diciamo così.

    la comparazione comunque non è fattibile, sono due opere molto differenti tra loro, di quasi pari bellezza e potenza.
  • Discussione Daniela • 2/03/16 16:29
    Consigliere massimo - 5123 interventi
    questo è vero, film diversissimi e quindi difficilmente comparabili... Comunque i mio "nettamente" non si riferiva tanto alla comparazione fra questi due, dato che ho apprezzato anche Why sia pure in misura minore, quanto alle altre opere del regista che ho visto e gradito assai meno (anche in questo concordando con Cotola): Suicide Club, Strage Circus e Guiltry of Romance.
    Ultima modifica: 2/03/16 16:31 da Daniela
  • Discussione Schramm • 2/03/16 16:48
    Risorse umane - 6710 interventi
    potrei dire che forse per me il migliore deve ancora venire dato che solo di quelli ivi schedati devo ancora recuperarne 6 (5 se si esclude tokyo tribe che proprio m'ispira picche e non credo vedrò) e non è detto che tra questi non salti fuori quello che sbaraglierà why...
  • Discussione Cotola • 4/03/16 16:32
    Consigliere avanzato - 3627 interventi
    Carissimi Daniela e Schramm,
    Why dont'you play è in lista visioni da tempo. Spero
    di poterlo vedere a breve. Comunque Cold fish è il primo film di Siono che mi convince appieno o quasi ed è per questo che, allo stato attuale, lo considero la sua opera migliore.
    Per il resto lo trovo, mio personalissimo parere, un regista che esagera nella durata e negli eccessi senza dire nulla di particolarmente nuovo. E quando
    non innovi e la tiri per le lunghe, hai bisogno di super sceneggiature di ferro, prive di tempi morti e lungaggini che spesso nei film di Siono fanno capolino più volte.
    Ciò non vuol dire che lo disprezzi, visto che comunque quando posso visiono con piacere le sue pellicole. Ma ormai lo faccio senza particolari aspettative, cosa che sotto un certo punto di vista non è poi un male.
  • Discussione Daniela • 4/03/16 19:57
    Consigliere massimo - 5123 interventi
    Regista eccessivo - non solo nella durata - magari talvolta poco originale nei temi, però raramente banale nella messa in scena, anche nei film che personalmente reputo mal riusciti: il che spinge alla visione, con curiosità più che con alte aspettative, sperando che il miracolo visceralmente divertente di Cold Fish si ripeta...
  • Discussione Schramm • 4/03/16 20:30
    Risorse umane - 6710 interventi
    come annoto anche nel commento sono ha la capacità di rendere corposo e scorrevole anche il minuto più pleonastico. davanti a un simile potere, non c'è durata che mi spaventi. con o senza innovazione è comunque un'abilità non da poco, considerato quanto complessità e difficoltà si nasconda dietro 5 minuti di macchina cinema.

    why a me ha fatto proprio cappottare il cervello (ma anche il cuore), a mio avviso miracolo non solo ripetuto ma anche ecceduto. da che lo seppi annunciato, sto smaniando per tag, che ancora è rimasto in panchina, e che temo sia uno di quei film che a seconda del momento in cui ti capitano possono piacerti alla follia o farti somatizzare dermatiti...
    Ultima modifica: 4/03/16 20:31 da Schramm