Bang Bank - Film (2024)

Bang Bank
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MMJ Davinotti jr
Anno: 2024
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Bang Bank - L' occasione fa l'uomo morto". Francesco De Fraia, Raffaele Ferrante, Domenico Manfredi sono noti in tv e su web come "I ditelo voi".
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Terzo lungometraggio per il gruppo napoletano dei Ditelo Voi che, per quanto confermino il buon affiatamento e quella capacità di tenere la scena comune a tanti comici della loro area, non riescono ancora a confezionare un film soddisfacente che unisca a qualche buona battuta uno svolgimento complessivo in grado di rendere piacevole l'insieme. La colpa è da ricercare soprattutto nella regia “autarchica”: non basta piazzare la cinepresa e scambiare frasi dal vago contenuto ironico per poter reggere un'ora e mezza. Le idee sono poche, ma non è questo il problema: in molti hanno saputo adeguarsi a copioni anche meno fantasiosi riuscendo a risultare divertenti...
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Si parte da una rapina in banca già in corso, durante la quale "O Micione" (Manfredi), un criminale che nemmeno conosce il proprio vero nome, tiene in ostaggio una ventina di persone. In particolare, tra le tante, a fare le spese delle minacce dell'uomo è Fredo (Ferrante), il direttore della filiale, accusato di essere un petulante juventino; è sposato con una bella veggente (Stella) che contatterà via telefono mentre all'esterno la polizia passa il testimone prima ai carabinieri e o poi alla guardia di finanza senza che in verità nulla cambi. Le richieste di Micione sono semplici: un'auto che lo porti a Capodichino e da lì un aereo per chissà dove.

Mentre lentamente gli ostaggi vengono liberati, all'interno della banca rimarranno in tre: insieme al rapinatore e al direttore, infatti, c'è anche tale Gianmaria (De Fraia), un cliente imbestialito perché il direttore gli ha rifiutato un prestito di cinquecentomila euro per aprire un chiosco in spiaggia. Tra i tre si stabilirà una curiosa intesa, che proseguirà anche quando un colpo di scena surreale li porterà a stazionare lungamente all'interno di una stanza dove converrà poco dopo anche la moglie di Fredo. Le gag sono quasi sempre di grana grossissima e piuttosto ingenue, ma pronunciate da tre comici che mostrano di saper gestire discretamente i tempi. Non a livello registico tuttavia, come s'è detto, perché l'assenza di un ritmo accettabile è ciò che primariamente affossa il film, in definitiva troppo fiacco e povero per convincere; né si poteva pensare bastasse buttare lì un paio di pensieri dedicati all'integrazione razziale o all'omosessualità (in questa si dimostra almeno di volerci ragionare sopra meno superficialmente) per dare spessore al tutto.

Martina Stella prova a variare un po' ma finisce preda di un gioco che la coinvolge senza permetterle grandi "scene madri" (se non in senso letterale!), i tre Ditelo Voi continuano a interpretare i ruoli di sempre con Domenico Manfredi chiamato a inventare battute legate all'ignoranza abissale del suo personaggio e Raffaele Ferrante a tenere un po' le redini della situazione (sarebbero i Cogliandro e Setaro dei Trettrè, a voler azzardare un paragone partenopeo). Con le forze dell'ordine a far le belle statuine all'esterno, l'attenzione è spostata esclusivamente al rapporto burrascoso tra i tre, che si attaccano e bisticciano per poi calmarsi. Succede ben poco nella prima parte e ancor meno nella seconda, le risate scarseggiano e il finale è davvero tirato via...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/01/24 DAL BENEMERITO SISKA80 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/02/24
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Siska80 4/01/24 10:11 - 3785 commenti

I gusti di Siska80

Mix dall'esito solo in parte riuscito tra la commedia italiana (un ladro cui va male un colpo si allea con le persone che ha sequestrato) e il surrealismo americano (si vedano alcune sequenze in particolare) che comunque si lascia seguire per il ritmo elevato, la quantità di gag andate a segno e l'affiatamento dell'intero cast. Poco importa se l'azione è concentrata in un numero esiguo di location, perché le situazioni che si presentano di volta in volta riescono a tenere desta l'attenzione sino al finale (purtroppo non originale né molto incisivo). Niente male, consigliato.

Daniela 16/01/24 14:02 - 12654 commenti

I gusti di Daniela

Quando la banca che stava tentando di rapinare viene circondata, un poveraccio maldestro sequestra impiegati e clienti, rilasciando poi tutti gli ostaggi tranne due, con i quali instaura un rapporto di complicità dagli esiti imprevisti... Il risultato è piacevole soprattutto nella prima parte, che si muove sul terreno consolidato del colpo con inghippi ma perde colpi nella seconda a carattere sovrannaturale. I tre protagonisti mostrano un buon affiatamento come era naturale aspettarsi, mentre risulta sfasata la prova di Martina Stella.

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