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NON CI RESTA CHE RIDERE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/5/19 DAL DAVINOTTI
Cosa c'è di più semplice da concepire e realizzare di un film composto unicamente da barzellette in sequenza prive di alcun filo conduttore e perfino di un vero tema ricorrente come poteva accadere negli Ottanta tra matti, pierini e carabinieri? Il modello di riferimento è qui il più dispersivo LE BARZELLETTE made in Vanzina, programmatico fin dal titolo, ovvero semplici barzellette "coreografate" da attori che si alternano sul set interpretando più ruoli. In questo caso li guida un Paci presente nella gran parte degli sketch mentre Ceccherini, nei panni di Ceccù, interviene solo cinque o sei volte vestito da Nazareno in una Palestina ricreata (si fa per dire) tra i boschi della Maremma. La sua entrata in scena tra un'invocazione e l'altra con tastamento delle parti intime infiammate ci ricorda immediatamente la matrice toscana del film, in ogni caso già da subito evidente per l'ampio ricorso al dialetto. Paci, regista e factotum dell'operazione, ha dalla sua una simpatia e un'umiltà che ancora una volta lo salvano dal naufragio, ma come nei tanti film da lui interpretati e prodotti semiamatorialmente negli anni, non ci si può aspettare granché. Accompagnato dall'abituale stuolo di belle figliole (una costante, nei suoi film) e da un cast che in generale riesce a esibire una recitazione superiore a quella che ci si potrebbe immaginare per produzioni simili, NON CI RESTA CHE RIDERE ha il difetto maggiore di ricorrere a barzellette quasi sempre troppo a lungo circolate, nella maggior parte dei casi dal finale clamorosamente anticipabile. Si individuano alcuni temi classici (dal medico, i carabinieri, i vecchietti...) e si alternano gli sketch ad essi dedicati (nei quali i ruoli principali son ricoperti sempre dagli stessi attori) spezzandoli con barzellette di altra natura, limitando relativamente quelle riconducibili al sesso e favorendo quelle di più ruspante volgarità, da condire con una terminologia che ovviamente non poteva prescindere dal turpiloquio. Il risultato è purtroppo il più delle volte desolante sia per la selezione operata (comprando qualche libro di barzellette se ne potevan scegliere di meno vetuste) che per la messa in scena tipica dei film di Paci, a fatica associabile alla destinazione cinematografica. Scenografie povere, fotografia che può impegnarsi al massimo ad arginare i danni, tempi comici approssimativi. Più che un vero film una rimpatriata tra amici, risollevata da performance nella maggior parte dei casi valide che nel complesso mascherano l'evidente povertà suggerita già dal titolo, disperato aggancio a modelli toscani "alti" che si sapeva in anticipo non potessero essere minimamente avvicinabili. Giusto in definitiva buttarla in caciara (a teatro la cosa ha funzionato a dovere) e puntare sulla simpatia e la spontaneità del cast (spesso è più divertente la fase di preparazione alla battuta finale che la battuta finale stessa): quel che ne poteva uscire è comunque facilmente immaginabile...
il DAVINOTTI

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Markus 5/5/19 11:27 - 2795 commenti

L'ennesimo B-movie di Alessandro Paci è una mera rassegna di barzellette senza soluzione di continuità che gli attori presenti (in gran parte amatoriali e si vede) si alternano a inscenare alla meglio. Bisogna dire che l'assortimento delle storielle non è riuscitissimo, ma qua e là una becera risata ci scappa. L'aspetto ridanciano dell'opera scaturisce quindi dalla riuscita o meno della gag. Inutile cercare qui velleità artistiche o solamente della genuina parodia: conviene buttarla sul ghigno scacciapensieri.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Gabrius79 5/5/19 23:40 - 1089 commenti

Collana di barzellette più o meno risapute che vengono recitate alla buona da un cast tutto toscano capitanato da Alessandro Paci e con un cameo di Massimo Ceccherini. Fin dalle prime scene si nota una evidente povertà di mezzi (in alcune scene le riprese sono addirittura tremolanti) e di idee che giocoforza portano il film verso la mediocrità. In alcuni momenti si cerca la risata toccando il tasto della volgarità ma con esiti fiochi.
I gusti di Gabrius79 (Comico - Commedia - Drammatico)