Discussioni su Il sacrificio del cervo sacro - Film (2017)

DISCUSSIONE GENERALE

  • Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
  • Schramm • 29/11/18 14:15
    Scrivano - 7364 interventi
    forse è una domanda oziosa se non vana e stupida della quale dovrei provare un po' di vergogna, ma nessuno si è posto il problema di come cazzarola

    SPOILERISSIMO CHE FA MALISSIMO
    sia riuscito ad avvelenarli, e successivamente a guarirli?
    VIA LO SPOILER VIA IL DOLORE

    sarò scemo forte, ma è una domanda che m'ha tarlato fino alla fine e pendendo più dalla parte del realismo catastrofico (che potesse esserci un'accezione metafisica non solo non me l'aspettavo, ma dato il rigore geometrico e drammaturgico nemmeno me lo sono posto dopo) non ho trovato una personale risposta ogni ipotesi è bene accetta.
  • Daniela • 29/11/18 14:34
    Gran Burattinaio - 5847 interventi
    Mia risposta (irrazionale) alla domanda (razionale) che poni: potere divino, la dea greca Nemesi in questo caso ha preso le sembianze di un giovane acerbo e squilibrato.
  • Giùan • 29/11/18 15:27
    Comunicazione esterna - 233 interventi
    Compagno Schramm confesso di esser ozioso, vano, sciocco, indolente e soprattutto di vergognarmi un pochettino assai nel risponderti che no! effettivamente non mi son fatto assalire dal tarlo e non riesco a pensare ad una risposta né razionale né metafisica alla tua domanda. Evidentemente però mi viene da supporre che la suggestione lanthimosiana non abbia agito su di te sì tanto potente da dissolvere il tuo super io cinematografico nella cupio dissolvi della sospensione della credulità
  • Schramm • 29/11/18 16:08
    Scrivano - 7364 interventi
    per paradossale converso, compagno juanito, è stato proprio per eccesso sospensivo che ho saltato a piè pari ogni possibile cotè trascendental-metafisico, dalla tragedia greca a pasolini, ritrovandomi a porvi hic et nunc tanto di sciocco busillis.

    diciamo che ci ho frontalmente intravisto e letto altre coordinate, così nette e materiche, così maledettamente immanenti e terrene (come assolutamente netto e rigoroso è l'impianto narrativo come grammaticale) che l'elisione del tramite vendicativo ha finito col fare la figura della falla logica rispetto a quella che è la dinamica interna dell'opera. che tutto sembra fuorché metafisica - il ricorsivo osservare dall'alto o da lontano mi è sembrato più diciamo così un accento agnostico o legato a una teologia negativa (dio entomologo per eccellenza che se ne sta zitto a osservarci magari anche sadicamente e blablabla)...
  • Herrkinski • 29/11/18 17:07
    Consigliere - 2524 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    forse è una domanda oziosa se non vana e stupida della quale dovrei provare un po' di vergogna, ma nessuno si è posto il problema di come cazzarola

    SPOILERISSIMO CHE FA MALISSIMO
    sia riuscito ad avvelenarli, e successivamente a guarirli?
    VIA LO SPOILER VIA IL DOLORE

    sarò scemo forte, ma è una domanda che m'ha tarlato fino alla fine e pendendo più dalla parte del realismo catastrofico (che potesse esserci un'accezione metafisica non solo non me l'aspettavo, ma dato il rigore geometrico e drammaturgico nemmeno me lo sono posto dopo) non ho trovato una personale risposta ogni ipotesi è bene accetta.

    Io la domanda non me la sono posta nel senso che mi è parso chiaro che il film non fosse studiato per essere razionale o "terreno"; non credo che il ragazzo abbia fatto nulla di "pratico" ma che semplicemente abbia poteri soprannaturali o sia l'incarnazione di qualcosa di malefico, o semplicemente non ci fosse motivo di spiegarlo. In generale l'atmosfera del film mi pare chiaramente sopra le righe, volta a rappresentare l'irrazionale che irrompe nel razionale in una famiglia borghese qualunque, un giorno qualunque.
  • Bubobubo • 29/11/18 17:10
    Archivista in seconda - 266 interventi
    L'ho semplicemente interpretato come la manifestazione del male.
  • Poppo • 29/11/18 22:47
    Galoppino - 444 interventi
    Schramm ebbe a dire:


    SPOILERISSIMO CHE FA MALISSIMO
    sia riuscito ad avvelenarli, e successivamente a guarirli?
    VIA LO SPOILER VIA IL DOLORE




    scrivi più piccolo la prossima volta! :-)

    il ragazzuolo non fa niente, vive di fantasie paranoiche depressivo-maniacali, e il regista sadicamente le mette in scena per noi; chiamali sensi di colpa collettivi proiettati sullo spettatore...

    la questione è un'altra:

    trovo sia un bel film, migliore del precedente, ma un pelo reazionario...

    in molti si aspettano che il "sacrificio" serva a far comprendere che quando sbagli pagherà qualcun altro; il rischio è che gli esseri umani, deficienti e ipocriti come sono, pensino che c'è sempre qualcuno che pagherà per noi; dopotutto possiamo farne "un altro", di film?
  • Poppo • 29/11/18 22:57
    Galoppino - 444 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    L'ho semplicemente interpretato come la manifestazione del male.


    Ci sta, anche perché la locandina mostra l'inversione simbolica del soggetto...

    il ragazzo ad un certo punto parla come fosse una specie di profeta biblico partorito tardivamente dall'ideologia del noto dio vendicatore; quando dice del sangue è semplicemente "mostruoso"...
  • Schramm • 30/11/18 12:47
    Scrivano - 7364 interventi
    però mettendola su un piano biblico (...caspita, anche qui, non ci fosse bastato darren!) diventa improprio parlare di incarnazione del male perché viene un po' più alla mente il sacrificio di isacco (d'altronde in parte richiamato dallo stesso titolo). e allora quella che sembra una vendetta diventa più la richiesta di un atto di fede. però no: sovrastrutture segniche a parte è narrativamente condotta come una vendetta. e non trascurerei ciò che il ragazzo biasima al medico: è venuto del tutto meno alla propria regola basica, al primum nihil nocere, e deve pagare un prezzo equipollente. è perciò che a me il film sembra tutt'altro che metafisico anche laddove il ragazzo-regista rimarca "vedi l'esempio che ti faccio? è simbolico! è una metafora!". sul fronte eminentemente romanzesco è la storia di una vendetta. e per quanto lo stile prediliga il principio sottrattivo, occultare il modus avvelenandi del ragazzo ed erigere il ragazzo a iconografico todesengel mi rende freddissimo non il film in sé, ma - peggio pure - la comunione con esso.
  • Rambo90 • 30/11/18 21:18
    Capo scrivano - 375 interventi
    Non mi son posto il problema, perchè ho pensato che l'intenzione del film fosse quella di mantenere tutto su un piano un po' irrazionale e metafisico. Non credo nemmeno che il ragazzo abbia poteri particolari come è stato scritto, ma semplicemente che non sia importante. Accade e basta, in modo inspiegabile, proprio come in parte non riesce a spiegarselo il personaggio di Colin Farrell. Chiaramente è colpa del ragazzo, ma non importa credo come faccia.
  • Deepred89 • 1/12/18 02:10
    Gestione sicurezza - 1530 interventi
    Rambo90 ebbe a dire:
    Non mi son posto il problema, perchè ho pensato che l'intenzione del film fosse quella di mantenere tutto su un piano un po' irrazionale e metafisico. Non credo nemmeno che il ragazzo abbia poteri particolari come è stato scritto, ma semplicemente che non sia importante. Accade e basta, in modo inspiegabile, proprio come in parte non riesce a spiegarselo il personaggio di Colin Farrell. Chiaramente è colpa del ragazzo, ma non
    importa credo come faccia.


    Esattamente come mi sono approcciato anch'io.
  • Poppo • 1/12/18 17:54
    Galoppino - 444 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    però mettendola su un piano biblico (...caspita, anche qui, non ci fosse bastato darren!) diventa improprio parlare di incarnazione del male perché viene un po' più alla mente il sacrificio di isacco (d'altronde in parte richiamato dallo stesso titolo).


    Sì e no. Cioè il sacrificio di Isacco non è la stessa cosa. Qui c'è una sete di vendetta tipica del dio vendicatore e della tradizione biblica; quanto all'incarnazione del male, per me un "dio vendicatore" è incarnazione del male; ma entriamo in territori blasfemi per alcuni, come d'altronde capita per il film di Darren...

    Il ragazzo è inquietante. Tutto il film è inquietante e provoca disagio alla visione; le stesse scene erotiche con la Kidman risultano "spaventose", malate, oscene per certi versi, disturbanti...

    E chiaramente non parlo di esposizione di corpi o azioni sessuali esplicite... Ma non ho voglia di spoilerare...
    Ultima modifica: 1/12/18 17:58 da Poppo
  • Schramm • 1/12/18 18:16
    Scrivano - 7364 interventi
    difatti concludo anch'io che è più no che si e che potrebbe, non che è. e d'altronde, ch'io ricordi, la bibbia non contempla l'idea di un dio vindice. per cui la lettura biblica è - per quanto del tutto legittima non meno di qualsiasi altra, un'area a rischio, perché svia dalla vendetta. la vendetta è la chiave, la via, la verità, la vita del film (uso parole da invito alla prima comunione, da notare :D) e del ragazzo.

    devo comunque concludere di essere il solo a essersi posto il cavilloso problema, e di aver (mal?)inteso la natura del film, dissociandola da metafore, allegorie, simbolismi, iconografie qualsivoglia. insomma il ragazzo mi è parso assolutamente umano, terrestre, e non l'icona di qualcosa di sovrannaturale o di mitologico. è per questo che è andato da sé domandarmi come sia riuscito nel piano.
    Ultima modifica: 1/12/18 18:18 da Schramm
  • Poppo • 1/12/18 21:50
    Galoppino - 444 interventi
    No, dai... Quando il ragazzo (che è sì umano per lo spettatore ma simbolo di qualcosa di malefico, ideologicamente malefico) dice in poche parole quel che accadrà conclude rapidamente il suo discorso (pre)veggendo lacrime di sangue dagli occhi delle sue vittime; e, cavolo, qui se non siamo nel simbolico io sono un cervo, anzi una capra! capra! capra!

    cmq devo dire che il regista mi stucca assai...

    ps
    per me è un film horror/thriller :-)
    Ultima modifica: 2/12/18 11:02 da Poppo
  • Schramm • 2/12/18 15:18
    Scrivano - 7364 interventi
    Poppo ebbe a dire:
    cmq devo dire che il regista mi stucca assai...

    dogtooth mi aveva lasciato con le mani in tasca, ma questo m'è parso un ampio passo avanti. il resto non l'ho visto, ma più che stucchevole devo metterci dentro che non sopporto più le hanekate di riporto che stanno diventando un sottogenere a sé.
    Ultima modifica: 2/12/18 15:19 da Schramm
  • Jandileida • 8/12/18 09:41
    Addetto riparazione hardware - 418 interventi
    Ciao,

    io ho pensato soprattutto alle colpe dei padri che ricadono sui figli, in linea con la tragedia greca. Poi mi sono addormentato :)
  • Buiomega71 • 2/02/19 10:00
    Pianificazione e progetti - 24416 interventi
    Cinema di pancia, cinema distruttivo, cinema che colpisce come un maglio là, dove fa più male

    Già dalla primissima immagine che invade lo schermo (un'operazione a cuore aperto) si viene invasi (e proiettati) in una dimensione disturbante, che , mano a mano, avvinghia e non molla più la presa, fino a quel finale agghiacciante e lancinante del grottesco e orrorifico (home invasion all'interno, home invasion che si gioca tutto in famiglia) "girotondo ambararabàciccicoccò".

    Con una regia chirurgica raggelante e che sfiora la perfezione kubrickiana, il regista greco parte dall'assunto del fantastico che irrompe tragicamente nel quotidiano (mi sono venuti in mente alcuni racconti di Bradbury e Matheson e parecchie cosuccie del sior Bunuel, soprattutto Il fantasma della libertà e Il fascino discreto della borghesia e anche qualcosa di Birth - Io sono Sean e Stoker), scardinando le sicurezze dall'interno, invadendo la famiglia felice e perfetta (forse anche troppo) con la punizione divina, dettata da un ragazzino con la faccia strana che è la quintessenza dell'angelo vendicatore (ributtante quando mangia gli spaghetti davanti alla Kidman).

    Lanthimos prende il "malattia movie", lo mischia al thriller delle "famiglie minacciate" e al "revenge movie", sfociando nell'horror surreale che non deve dare nessuna spiegazione, perchè il male fa il suo gioco, in una dimensione allucinata e terribilmente in linea parallela con la nostra (come, appunto, in Bunuel) dove la legge del contrapasso e della vendetta trasversale non da scampo e non fa sconti, se non con un sacrificio terrificante, che mette a dura prova le emozioni.

    Ragazzini che strisciano (anche a sangue sulle ginocchia, in mezzo al vialetto) come se fossero i grotteschi freak browninghiani (vedere stè ragazzino e questa ragazza strisciare sul pavimento è stato, per me, sconcertante), lacrime di sangue fulciane (o come nel Messia del diavolo) che paventano l'arrivo della morte, segregati , picchiati e legati nello scantinato come modello al Sordi dei borghesi piccoli piccoli vendicativi monicelliani, addentando a sangue il braccio, la Kidman che bacia i piedi di Martin legato alla sedia, come se fosse una specie di divinità, il racconto di Farrell che masturbò suo padre dormiente, le passioni necrofile di Farrell (sua moglie deve fingere di essere sotto anestesia per i suoi "vizietti" sessuali, una Kidman, poi, che non teme di mostrare le sue nudità), la vogliosa madre di Martin che adora le mani perfette del chirurgo che non riuscì a salvare suo marito, prendendole in bocca il pollice simulando una fellatio. Tutti tasselli di un mosaico perverso e crudele, di questa tragedia greca a tratti insostenibile (il piccolo Bob dai medici non poteva non farmi venire alla mente Regan tra Tac e risonanze, la stanza dei ragazzi trasformata in una saletta ospedaliera, le liti tra la Kidman e Farrell, la laida sequenza del lavoro di mano della Kidman sull'amico anestesista del marito Cosa mi dai in cambio?), nello squallore di un parcheggio, la figlia che implora i genitori di ucciderla, con una devozione che sfiora la follia, Farrell che chiede al preside della scuola quale dei suoi due figli preferisce)

    Alle "uccisioni" in sala operatoria non ci si vendica più con le sette piaghe d'Egitto o rapendo chirurghi per farle assaporare "il miele del diavolo", ma si imbastisce la "giustizia divina" di dei crudeli e silenti, dell'immolazione di chi più amiamo, che tutto fagocita e divora.

    Cinema estremo (ma nel senso più autentico della parola), dolorosissimo, glaciale e ferocissimo, che non da scampo.

    Una diversa rappresentazione della vendetta, subdola, spietata, non poco inquietante, sgradevole che afferra con lentezza, per poi esplodere in tutta la sua furia delirante quasi apocalittica (il finale in coda, tra ralenti e giochi di sguardi, suggella il potere del male in maniera quasi incubotica)

    Il teorema lanthimosiano è tanto freddo e millimetrico, quando sconvolgente e devastante

    E Raffey Cassidy che gorgheggia Burn, appoggiata ad un albero quasi antropomorfo che sembra una sua innaturale estensione, non si scorda più.

    Grande esempio di cinema.

    Martin, apri la porta o la butto giù, e mi scopo te e tua madre proprio come volevi tu!
    Ultima modifica: 2/02/19 15:20 da Buiomega71
  • Poppo • 2/02/19 23:14
    Galoppino - 444 interventi
    Concordo su molte cose. Non concordo sul fatto che lo si possa elevare a "Grande esempio di cinema."

    In due parole. Se il cinema è arte dovrebbe sempre - e dico SEMPRE - preoccuparsi di tracciare una via oltre che - come appunto accade con i film che provocano disagio (mi viene in mente We Need to Talk About Kevin) - rivoltarci sottosopra durante la visione e, nei casi più riusciti, anche dopo.

    Per me è fondamentale che venga lanciata una problematica e che su questa lo spettatore abbia materiale su cui ragionare. Se, al contrario, il piacere filmico si riduce nel "provare disagio", alla fine della visione io penso che non si tratti di "un grande esempio di cinema" ma dell'ennesima prova referenziale d'autore.
  • Lollorpool • 30/07/20 06:58
    Disoccupato - 1 interventi
    SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER

    Tutto il messaggio è pieno di SPOILER perciò non leggete nulla se non avete visto il film

    Sono le 6 di mattina, ho appena finito di vedere questo film secondo me bellissimo, e vi propongo una mia teoria che forse è tirata per i capelli ma che non mi sento di smentire: Kim (la figlia) si innamora di Martin, farebbe qualsiasi cosa per lui. Martin (che è completamente fuori di testa ma anche un genio) escogita il suo piano di vendetta.
    Insieme a Kim fanno qualcosa a Bob Che lo fa smettere di camminare
    La notte prima che Bob si Ammali kim è tornata con Martin e lui aspetta fuori dalla casa senza una ragione apparente.
    Nella notte gli fanno qualcosa che lo porta a non camminare (non so cosa)

    Kim, convinta da Martin finge di avere la stessa malattia di Bob, si butta a terra e smette di mangiare.
    Questo basterebbe a spiegare una marea di incongruenze senza tirare in ballo gli dei:

    PRO della teoria:
    1) Martin frequenta il padre già da sei mesi ma gli predice quello che succederà solo dopo che la figlia si è innamorata di lui e Bob è in ospedale.

    2) La madre non risente della malattia per niente.

    3) Nell'ultimissima scena in cui si incontrano per caso a Kim scappa quasi un sorriso di complicità rivolto a Martin. Nei film non è mai un caso.

    4) Quando Kim riesce miracolosamente ad andare alla finestra è perchè semplicemente Martin le ha detto di farlo, faceva parte del piano per convincere la Madre. Infatti guarda caso succede con la madre presente, non quando i due bambini sono da soli, inoltre, quando la madre le dice "vuoi che vada a prendere un succo?" lei le risponde "no:RESTA QUI) perchè possa assistere alla scena.


    CONTRO della teoria:
    1) La roulette russa finale del padre. Possibile spiegazione: kim era sicura che il sacrificato sarebbe stato il fratellino, come spiega logicamente proprio a Bob. Durante la Roulette russa, con il pericolo effettivo di morire non può confessare perché si ritrova legata ed imbavagliata.

    2) Gli occhi che sanguinano. Possibile Spiegazione: Magari esiste una medicina suggerita proprio da Kim (che vuole fare l'oftalmologa, non dimentichiamocelo) che aggiunta alla soluzione fisiologica usata per mantenere in vita il piccolo potrebbe fargli lacrimare sangue. Kim decide semplicemente, in accordo con Martin, il momento giusto per aggiungerla di nascosto. Ed in fatti sola con lui quando succede e la prima ad accorgersene e ad avvertire il Papà
    Ho fatto una ricerca veloce e credo che ci siano alcuni farmaci che procurano sanguinamento dagli occhi.

    3) La scena di Kim che dice a Martin che l'avrebbe seguito ovunche se lui l'avesse fatta nuovamente camminare ma Martin non sembra potere né volere aiutarla.  Possibile spiegazione: Non è una scena vista da nessuno, da come è presentata sembra anzi il racconto che Kim fa ai genitori, condito con l'eroico proposito di sacrificarsi per la famiglia proprio per ottenere l'effetto contrario. Inoltre, che bisogno c'era di trascinarsi per la strada e fare quella faticosa scenata? Solo per farsi ritrovare e poter togliere ogni dubbio di complicità con Martin attraverso la storiella raccontata.

    4) Bob smette di Mangiare (pare) dopo che Martin lo ha predetto. Ma la mattina prima della cessazione dell'appetito la famiglia trova Martin da solo con Bob e Martin dice di aver portato la limonata di sua mamma (forse ne ha fatto bere un bicchiere al piccolo dopo averci disciolto qualcosa?)

    OK, ho fatto un altro po' di ricerca e la risposta ce la da Colin Farrel: Nelle note di stampa, Farrell afferma: "Al centro della storia c'è questa malattia molto nera e insidiosa, una specie di sostanza cancerogena o veleno che scorre nel film.

    Martin ha semplicemente trovato un veleno che paralizza le gambe e toglie l'appetito e con la complicità di kim l'ha dato a Bob.

    Che ne pensate?????



    Ultima modifica: 30/07/20 08:30 da Lollorpool