Vai alla scheda Sei nel forum Discussioni di

Discussioni su Cane di paglia - Film (1971) | Pagina 4

DISCUSSIONE GENERALE

168 post
  • Tarabas • 30/11/11 17:35
    Segretario - 2069 interventi
    Io me lo ricordo come un film strepitosamente rozzo, ideologicamente confuso per non dire di peggio, con personaggi senza spessore.
    Tra i Peckinpah con ambizioni, il peggiore.
    Quindi mi iscrivo al partito marcelliano.
  • Buiomega71 • 30/11/11 17:52
    Consigliere - 27494 interventi
    Attenzione Didda, qui si tocca un mio culto assoluto, che ancor oggi orina in bocca a tronfi cavolate spacciate chissà per quali capolavori(non faccio titoli).

    Insieme a Arancia meccanica(che gli e coevo) e uno dei miei monumenti.

    Consiglio, visto la tua new generation(ma credo che gia ti sei preparato), vedilo con gli occhi di quell'epoca, che fù una bella bastonata nei cosidetti.

    Puro, selvaggio, zozzo e impietoso universo peckinphaniano. Prendere o lasciare...

    Se parliamo di ideologie dovremmo gettare tutto il genere "rape and revenge" nella turca.

    Io ci getterei volentieri altre cose...

    Questo e puro cinema di pancia, viscerale e assoluto. Insomma, lo zio Sam , un inospitale terra d'albione e tanta sana ultraviolenza(non eccesiva, ma disturbante).

    Questo è C I N E M A
    Ultima modifica: 30/11/11 17:56 da Buiomega71
  • Tarabas • 30/11/11 18:07
    Segretario - 2069 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Se parliamo di ideologie dovremmo gettare tutto il genere "rape and revenge" nella turca.

    Dove si firma? ;)
  • Buiomega71 • 30/11/11 18:09
    Consigliere - 27494 interventi
    Poprio vicino alle vacc*** di Leone(una in particolar modo), Allen e Chaplin ;)
    Ultima modifica: 30/11/11 18:13 da Buiomega71
  • Deepred89 • 30/11/11 19:16
    Comunicazione esterna - 1616 interventi
    Io concordo pienamente con Buio: cult personale e, sempre a mio parere, il miglior Peckinpah in assoluto.
    Nonostante ciò che li legge in giro, io l'ho trovato un grandissimo tributo alla razionalità, contro quel mondo "zozzo, selvaggio e impietoso" di cui parla Buio nel suo messaggio.
    Aggiungo che non l'ho trovato nè misogino (il personaggio della George non è certamente l'unico contro cui si scaglia il film, e la sua colpa risiede appunto nella sua istintualità, la bestialità, il vero male nell'universo di Cane di paglia), nè gratuitamente violento, in quanto la strage compiuta dal personaggio di Hoffman risulta sempre funzionale alla sua sopravvivenza (e, a mio parere, non contiene nulla di eccessivo).
    Non disprezzo i rape&revenge per definizione (non mi ha mai condizionato l'aspetto morale di un film), ma penso che il discorso portato avanti da Peckinpah in Cane di paglia sia decisamente un altro.
    Riguardo al paragone con Arancia meccanica, io l'ho trovato filosoficamente all'opposto. Da una parte un tributo allo spirito dionisiaco, dall'altro una condanna all'istintualità. A me comunque piacciono entrambi :)
  • Buiomega71 • 30/11/11 19:25
    Consigliere - 27494 interventi
    Ti quoto in toto, grande Deep!

    Sicuramente Peckinpah ha svolto un lavoro superiore, sia psicologicamente che ambientalmente, alla pletora dei "rape and revenge"(genere che adoro, oltretutto).

    Anche se non è la George che imbraccerà il fucile per vendicarsi dei torti subiti-come capita in gran parte nel (de)genere-.

    Molti hanno accussato di misoginia lo zio Sam solo perchè la George attizza i "tori da monta" con la sua femminilità sfrontata e sfacciata, e nello stupro conseguente sembra che ne goda...anzi, senza sembra.

    Qui stà il segreto a doppio taglio di questo immenso capolavoro.

    Ho citato l'altro capolavoro kubrickiano perchè sono le due facce della violenza marchiate 1971(guarda caso mio anno di nascita), vero che sono dissimili come intelaiatura, ma simili come rappresentazione disturbante, realistica e antispettacolare della violenza al cinema.
    Ultima modifica: 30/11/11 19:27 da Buiomega71
  • Gestarsh99 • 30/11/11 20:11
    Scrivano - 21542 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Io me lo ricordo come un film strepitosamente rozzo, ideologicamente confuso per non dire di peggio...

    Secondo me bisognerebbe dimostrarsi un po' più ampi nelle vedute quando si parla di Cinema, senza giudicare i film in base a parametri ideologici da bassa politichetta giornaliera.
    Il Cinema è una forma d'Arte altissima, forse la più completa di tutte quelle esistenti, valutarne il contenuto e la forma coi metri assolutamente non artistici del destra/sinistra, del rosso/nero, del verde/arancione mi sembra uno sberleffo degradante bello e buono. Voler valutare l'Arte (il Cinema) con la scala metrica di una non-arte (la politica)...

    Per dirti, misureresti mai la tua temperatura corporea con una bilancia ortofrutticola? ;)

    Sempre se non ho frainteso il significato del tuo intervento.
  • Buiomega71 • 30/11/11 20:15
    Consigliere - 27494 interventi
    Grande Gest!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • Tarabas • 30/11/11 20:38
    Segretario - 2069 interventi
    Non è questa la sede, e non è questo il mezzo, per una dissertazione di estetica, per la quale probabilmente non sono nemmeno attrezzato.

    Per "ideologia" si intende un sistema, più o meno organizzato, di principi e idee su cui un individuo (non necessariamente un partito) basa la sua visione del mondo.
    Non capisco pertanto il rilievo.

    Un'opera esprime quasi sempre una visione della realtà.
    Che un giudizio debba formarsi prescindendo da essa (e dal contesto) per fermarsi al lato puramente estetico, rappresenta per me un sistema di giudizio estremamente ristretto. In altri termini: non mi interessa.

    Sull'ampiezza delle mie vedute, transeat. [edit per evitare polemiche futili]

    Peace&Love
    Ultima modifica: 30/11/11 20:53 da Tarabas
  • Deepred89 • 30/11/11 23:02
    Comunicazione esterna - 1616 interventi
    Per quanto mi riguarda ho sempre suddiviso le opere cinematografiche in due serie di elementi: quelli riguardanti la confezione, e quelli riguardanti la narrazione.
    Riguardo a questi ultimi però mi capita solo in alcuni casi di dare rilievo agli aspetti morali. Generalmente valuto l'originalità,la ricchezza e l'impostazione dei contenuti, il ritmo narrativo, il coinvolgimento che ne scaturisce ecc ecc.
    Posso considerare gli aspetti morali di una pellicola quando mi rendo conto che ne rappresentano il fulcro, e in tal caso provo a valutare il livello di coerenza delle argomentazioni rispetto alla tesi (a prescindere dalla mia visione del mondo, che lascio volutamente all'esterno). Nel caso specifico del film di Peckinpah, una forte connotazione morale effettivamente è presente, ma trovo il discorso perfettamente efficiente e coerente (anche considerando l'utilizzo allegorico di regia e montaggio).
    Nel caso dei rape&revenge invece nemmeno mi pongo la questione, in quanto ritengo si tratti nel 99% dei casi di filmetti di scarse pretese, senza nessun intento morale da parte del regista (a parte Craven e Lado forse) che si limita a seguire sempre la solita formula.

    Come si dedurrà dal mio discorso, concordo pienamente con Gestarsh sul fatto di lasciare la politica (e specialmente la propria visione della politica) fuori dalle discussioni di cinema.
  • Didda23 • 30/11/11 23:31
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Ora non ho tempo.Vi anticipo solo che il film mi ha profondamente deluso.
  • Fauno • 30/11/11 23:40
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Mi permetto di chiedere una cosa molto semplice: ma per voi questo è davvero un rape and revenge? A me non pare proprio che Dustin faccia tutto quel macello per vendicare la violenza carnale subita da Susan, quanto piuttosto per mettere un fine a ogni tipo di sopruso, come volesse dire semplicemente A CASA MIA CI ENTRA CHI DICO IO, e dal momento che l'hai visto anche tu, Buio, vorrei ricordarti L'ASSEDIO o ASSEDIO ALLA CITTA',che già discutemmo quest'estate, come opera da mettere in parallelo.
    L'altra questione è come dal mio punto di vista sia indifferente l'espressione celata o cristallina delle proprie opinioni politiche: se ci stanno,hanno a che fare col film, ma soprattutto non offendono i sentimenti altrui, non vedo che male ci sia utilizzarla come mezzo di comprensione o interpretazione positiva o negativa di un'opera cinematografica. Non possiamo intendere per politica solo il teatrino degli ultimi anni, altrimenti sarei d'accordo in toto col tuo punto di vista, Gestarsch, ma tieni presente che un credo politico può notevolmente influenzare lo stile di qualsiasi commentatore, sempre che non sia una vera e propria propaganda e che rispetti e che si confronti positivamente con le differenti opinioni. Ma il credo politico è un valore aggiunto, basta solo sfruttarlo correttamente, anche perchè per molti di noi può avere radici lunghe una vita o, ancora meglio, può essersi modificato più volte negli anni, non trovi? FAUNO
  • Buiomega71 • 1/12/11 00:23
    Consigliere - 27494 interventi
    In teoria Hoffman difende la sua abitazione dagli "intrusi", la rabbia sfocia in toto, e non so neppure io se per difendere lo scemo del villaggio di David Warner(tutto sembra che sfoci per causa sua), per difendere la sua privacy, oppure, in cuor suo, per rivendicare il suo status di uomo ferito, a cui hanno "stuprato" la gentil consorte.

    Secondo il mio punto di vista ci sono palesi barlumi del "rape and revenge"(magari in maniera trasversale, ma ci sono eccome).

    Ma può anche essere catalogato come film d'assedio(non per nulla mi ha ricordato molto Distretto 13-che vidi prima- e credo anche che Carpenter l'abbia tenuto bene in mente mentre girava il suo film-Hawks a parte-), un assedio che sfocia nel sangue e nella ferinità più cruda, che tira fuori gli istinti più bestiali.

    Non per nulla, Fauno, fai riferimento a L'assedio di Donovan(di cui ho la vhs e vidi la notte dei tempi, con pallidissimi ricordi).

    Direi un mix tra i due "sottogeneri", esplosivi come la dinamite, perchè Straw dogs, che piaccia o meno, è pura dinamite!

    Per me capolavoro irrinunciabile che conservo tra i film del cuore.
  • Fauno • 1/12/11 00:30
    Formatore stagisti - 2772 interventi
    Per me è che a un certo punto ne ha subite troppe e non ne vuol più sapere...le persone sono quasi secondarie e non lo fa neanche per vendetta, quanto perchè la sua intelligenza gli dice BASTA SUBIRE. Infatti non ha mai espressioni stressate o sconvolte, semmai impaurite, ma sempre lucide, di chi sa ciò che è giusto, ed è proprio questo a dare molto valore al film. FAUNO.
  • Buiomega71 • 1/12/11 00:32
    Consigliere - 27494 interventi
    Può reggere benissimo Fauno.

    Secondo me l'esplosione di violenza di Hoffman ha molteplici chiavi di lettura, che ho citato sopra.

    Anche per questo adoro questo capolavoro assoluto.
  • Gestarsh99 • 1/12/11 01:54
    Scrivano - 21542 interventi
    Comunque ragà, sappiate che continuando ad apprezzare robaccia reazionaria come questa, noi peccatori finiremo tutti all'inferno.

    Io ho già prenotato 10 posti in prima fila, portatevi il telone e la crema abbronzante perchè scotta da morire... :D
  • Galbo • 1/12/11 05:41
    Consigliere massimo - 4025 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:


    Consiglio, visto la tua new generation(ma credo che gia ti sei preparato), vedilo con gli occhi di quell'epoca, che fù una bella bastonata nei cosidetti.



    concordo, credo che sia la chiave principale per vedere il film; chiaramente visto con l'ottica odierna il film ha inevitabilmente perso parte della sua carica propulsiva; nel 1971 si può immaginare ebbe ben altro impatto.
  • Didda23 • 1/12/11 09:55
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Io, per una volta, concordo pienamente con il discorso fatto da Fauno.
    Nel mio modo di vedere nulla a che vedere con un rape e revenge, anche perchè il povero Hoffman non scopre nemmeno lo stupro della consorte.. Ciò che mi ha fatto disprezzare tanto il film è la lungaggine immotivata della prima parte.Deep citava l'allegoria del montaggio: per me più che risultare funzionale è solo fastidiosa.
    L'opera risulta oltremodo datata,poco coerente a livello di scrittura,registicamente sopravvalutata.
    La misogenia e l'ideologia politicamente spiccia di fondo, mi danno fastidio.
    L'escalation di violenza non è preceduta da un climax ascendente di tensione,l'impressione è che tutto avvenga all'improvviso, senza una razionale visione delle cose.Gli abitanti del villaggio dipinti come rozzi bifolchi sono eccessivamente stereotipati. In conclusione il personaggio di Hoffman non è credibile come carnefice.
    Per me i capolavori sono ben altri!
    Avrei preferito di gran lunga un film con la stessa violenza, ma privo di qualsiasi pretesa morale di fondo (veramente insostenibile).

    Per Tarabas
    quindi metteresti la ugualfreccia?
    perchè non commenti?
    Ultima modifica: 1/12/11 09:58 da Didda23
  • Pigro • 1/12/11 10:29
    Consigliere - 1716 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Non è questa la sede, e non è questo il mezzo, per una dissertazione di estetica, per la quale probabilmente non sono nemmeno attrezzato.

    Per "ideologia" si intende un sistema, più o meno organizzato, di principi e idee su cui un individuo (non necessariamente un partito) basa la sua visione del mondo.
    Non capisco pertanto il rilievo.

    Un'opera esprime quasi sempre una visione della realtà.
    Che un giudizio debba formarsi prescindendo da essa (e dal contesto) per fermarsi al lato puramente estetico, rappresenta per me un sistema di giudizio estremamente ristretto. In altri termini: non mi interessa.

    Sull'ampiezza delle mie vedute, transeat. [edit per evitare polemiche futili]

    Peace&Love


    Concordo in pieno con Tarabas, come mi è già capitato di dire, peraltro, in altre occasioni (vedi la Nascita di una nazione di Griffith). Il punto non è ideologico o politico (sai che noia l'ideologia!): il punto è che un film ti "racconta" qualcosa, e questo qualcosa esprime una visione della realtà che non è fatta solo di esibizione tecnica ma anche di contenuto e di ciò che quel contenuto significa rispetto al mondo, e rispetto al tuo mondo. Questo in linea generale, e a prescindere dai singoli film.
    Nel caso di Cane di paglia (a cui ho comunque riservato 3 pallini, ma che avevo visto davvero tanti anni fa, e forse dovrei rivedere), riconosco una innegabile forza espressiva. E però, come forse si capisce dai miei commenti, non vado al cinema per vedere quant'è bravo un regista a dirigere una scena o a sbalordirmi con trovate originali: vado a sentire quello che ha da dirmi: questo mi interessa se vado al cinema, così come se vado a teatro, ascolto una canzone o leggo un libro: cosa mi vuoi dire e come me lo stai dicendo? Altrimenti, sai che gusto perder tempo per vedere/leggere/ascoltare qualcosa solo per fare i complimenti alla bravura tecnica dell'artista di turno...
    E in questo caso, quel che mi dice Cane di paglia vola davvero un po' bassino...
  • Buiomega71 • 1/12/11 11:22
    Consigliere - 27494 interventi
    Totalmente in disaccordo(pur rispettandolo)con il discorso di Pigro(per me, il cinema, non è cosi), e naturalmente col pensiero(legittimo)di Didda.

    Potrei guardare Straw dogs a vita, senza stancarmi mai.

    Non c'è climax di tensione? Vabbè, punti di vista.

    Misoginia? Forse, Peckinpah non è mai stato-almeno credo-dalla parte delle donne(che piaccia o meno), ma poi, chissaperchè, il personaggio della George rimane stampato a vita.

    Poco credibile Hoffman? Sarà, forse, per me uno dei ruoli fondamentali della sua carriera.

    Villici stereotipati? A me non sono sembrati proprio stereotipati, anzi, sgradevoli e infino realistici.

    Per amor del signore, ognuno ha i suoi gusti, i capolavori saranno sicuramente altri, ma chissaperchè e come mai e uno dei film più amati dai Davinottici(dati alla mano).

    E questo tanto mi basta...