Una festa esagerata

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2018
Genere: commedia (colore)
Note: Tratto dalla commedia omonima portata in scena l'anno prima da Salemme.
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ricavato dall'omonimo spettacolo teatrale del 2017, il film racconta i preparativi per la festa dei diciottanni della figlia di Gennaro Parascandolo (Salemme), geometra napoletano con la caratteristica di malsopportare truffe e raggiri, convinto che sia quello il male della sua città. E' sulla terrazza dell'attico in cui vive, con vista su golfo e Vesuvio, che si sta preparando l'esagerato party del titolo. Tutta la prima parte del film e oltre, che gira intorno all'evento, è di gran lunga la migliore; perché è nella coralità di un cast ben assortito, negli interscambi sostenuti da una sceneggiatura brillante, che l'indubbio talento degli attori ha modo di emergere. E per...Leggi tutto quanto quasi tutto ruoti attorno al capocomico Salemme, è innegabile che alcune macchiette di contorno risultino davvero azzeccate. A partire da uno straordinario Massimiliano Gallo, che nel ruolo del portiere “in seconda” dello stabile (lo chiamano secondino) gestisce con fenomenale nonchalance e irresistibile seriosità strafalcioni grammaticali talvolta esilaranti dimostrando quanto un espediente tanto logoro possa ancora offrire dal punto di vista della comicità. I suoi duetti con Salemme sono il sale della pellicola, il fiore all'occhiello, ai quali partecipa talvolta un altro eccellente caratterista come Giovanni Cacioppo (il prete) creando cortocircuiti lessicali gustosissimi. Più di routine la performance della sempre brava Tosca D'Aquino, comunque spalla fondamentale e di qualità che dialoga soprattutto con un altro personaggio chiave come il cameriere finto-indiano (Borrino), che dondola la testa perché così ha visto fare al cinema. Chiave perché forse il più originale, anche se il richiamo immediato è al suo quasi-omologo visto in SMS, citato palesemente quando gli si fa storpiare in "picchioni" la parola piccioni (autentico tormentone di allora). Fin quando c'è insomma da barcamenarsi tra piccole problematiche relative alla festa e ai familiari (vedi il fidanzato della figlia, tremendamente tonto ma come minimo un buon partito, visto che è figlio di un potente onorevole cui darà il volto nella seconda parte il solitamente più brillante Francesco Paolantoni) la regia marcia su tempi ottimi e infila una serie di scambi divertenti, pur rimanendo all'interno di una formula non certo nuova. Si respira insomma tutta l'allegria della farsa vivace alla Salemme. Poi il dramma: alla vicina di casa (Forte) muore d'improvviso il padre novantaduenne (Paone). Il trio Salemme-Gallo-Cacioppo, che passava a fianco dell'appartamento, viene a scoprirlo casualmente in una delle scene più spassose, ma dal momento in cui la donna sale le scale per avvertire di prepararsi a mettere il lutto nel palazzo il film s'inceppa, rallenta vistosamente e non si riprende più, salvo per sporadici break. In casa non si sa come gestire la disgrazia e a Gennaro spetta il compito di risolvere il problema, perché la festa non può essere rimandata. Si rinuncia così alla coralità per rinchiudere il protagonista nel cupo appartamento del defunto e la luce anche metaforicamente si spegne, traghettandoci verso un lungo finale con sorpresa di scarso interesse cui si appiccica una moraletta superficiale evitabile. Le due facce di Salemme insomma: la grande esperienza teatrale che genera eccellenti gag prima, la maggiore difficoltà registica nel gestire un abbozzo di storia poi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/03/18 DAL DAVINOTTI
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Markus 26/03/18 10:36 - 3307 commenti

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Una sontuosa festa per i diciott'anni della figlia di una coppia di napoletani imborghesiti sarà teatro di situazioni tra lo spassoso e il "drammatico". Film nel complesso scoppiettante derivato dall'omonima pièce di Vincenzo Salemme. Soprattutto nella prima parte la pellicola regala più di una grassa risata offerta dal nutrito cast di caratteristi e attori - perlopiù partenopei - evidentemente a proprio agio nella vicenda che prevede battibecchi, equivoci e calembour. Cala un po' nel secondo tempo, ma complessivamente soddisfa.

Gabrius79 29/03/18 15:10 - 1197 commenti

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Il passaggio dal teatro al cinema ne risente, ma questa commedia di Salemme (qui in grande spolvero) specie nella prima parte dispensa ritmo, giochi di parole e battute a raffica grazie ai duetti con Massimiliano Gallo e Tosca D'Aquino. Il resto del cast è efficace e scintillante. Peccato che nella seconda parte il ritmo cali un po', ma nel complesso ci si diverte ugualmente.

Giacomovie 3/04/18 10:27 - 1351 commenti

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A casa Parascandolo è quasi tutto pronto per la festa dei diciott'anni della figlia ma al piano di sotto muore un inquilino... Salemme, che aveva portato lo stesso lavoro a teatro con un cast differente, sa come rendere frizzante una storia mantenendo la sua consueta compostezza, ma ciò non basta a poter dichiarare riuscito il connubio tra cinema e mondo teatrale. Il raggio d'azione è limitato e l'allegria quasi folkloristica esaurisce la sua efficacia a fine visione, lasciando il senso di un prodotto popolare con l'evanescenza dell'usa-e-getta.

Rambo90 11/04/18 01:28 - 6388 commenti

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Il passaggio da teatro a cinema snatura il testo e accorciandone i tempi fa perdere la profondità del messaggio. Si riduce tutto alle macchiette iniziali, alcune riuscite e altre meno, con i soliti scambi veloci di battute e i tanti strafalcioni verbali. Nel finale Salemme vorrebbe recuperare l'amarezza ma è troppo tardi e sembra solo un'aggiunta posticcia. Discreto il lavoro attoriale, con un Gallo in forma (ma poco affiatato col protagonista) e lo spreco di talenti come Paolantoni e Paone. Bruttina la regia.

Galbo 23/01/19 05:39 - 11417 commenti

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Commedia degli equivoci scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. L’attore partenopeo limando la storia le fa probabilmente perdere il sottotesto morale dell’opera teatrale (nessuno è esente da colpe tranne l’ingenuo geometra Parascandalo), facendo prevalere la parte puramente brillante che prevale all’inizio e alla fine, laddove nella parte centrale il ritmo viene un po’ meno. Cast ben assemblato con Tosca D’Aquino, Iaia Forte e Massimiliano Gallo che affiancano efficacemente il protagonista. Discreto.

Piero68 25/02/19 16:00 - 2768 commenti

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Palese l'impostazione teatrale e storia inesistente messa a mo' di contenitore per una serie di gag estemporanee che giocano quasi esclusivamente sui fraintendimenti linguistici. Personaggi meno azzeccati del solito tra cui spiccano il "secondino" Gallo e il "prete" Caccioppo, gli unici che realmente riescono a strappare qualche risata. Il resto è quasi nullo, con alcuni personaggi (vedi Paolantoni o la D'Aquino) che fanno più tappezzeria che altro. Simpatico il cameo di Senese, totalmente inutile la parentesi con la Forte e Paone. Mediocre.

Nando 26/02/19 23:27 - 3485 commenti

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Il taglio teatrale è chiarissimo e talvolta si nota la diversità dei tempi sceneggiativi, tuttavia si sorride spesso grazie alla mimica e alle battute di Salemme, ben coadiuvato da una cerchia di interpreti affiatati tra cui, da menzionare, la Forte, una conturbante D'Aquino e un Gallo sorprendente. Nel complesso accettabile, col solito finale in cui il comico napoletano si defila.

Pinhead80 1/03/19 22:17 - 3967 commenti

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Commedia divertente diretta e interpretata da Vincenzo Salemme che intreccia parodia (le fastose feste napoletane) e superstizione (lutto a palazzo). Gli stereotipi sono tanti e possono infastidire, ma i personaggi secondari regalano momenti di sana ilarità (su tutti il finto maggiordomo indiano che fa oscillare sempre la testa). L'opera dimostra di reggere bene anche a livello televisivo.

Hearty76 24/02/20 21:26 - 227 commenti

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Bella commedia degli equivoci, nonostante certe inevitabili differenze che una trasposizione da teatro a televisione finisce coll'apportare. Si rivedono volti noti con qualche annetto in più, ma sempre gradevoli e brillanti. Ottimi davvero Salemme e la D'Aquino, ben coordinati tutti gli altri. Buon misto di gag verosimili e surreali, sul filo d'un ritmo melodrammatico concitato però non forzato. Ritrae l'Italietta sempre un po' ambigua e lasciva, legata ai manierismi di genere ma pur lesta a trasgredire per poi incipriare le menzogne. Promosso!
MEMORABILE: Il maggiordomo di Pozzuoli che si finge indiano.
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