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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Rumorose avventure transilvane per il solito gruppo di studenti americani sciamannati. Convinti dal loro amico Rusty (Skoog) ad accompagnarlo per un semestre in Romania nel college locale di Razvan, costruito all'interno di un vecchio castello, i giovani non sanno che l'obettivo di quello è in realtà solo incontrare la splendida Draguta (Violette), conosciuta su internet. Una volta in loco (quindi praticamente da subito, dopo una breve presentazione atta a sottolineare la ricercata imbecillità di tutti i componenti del gruppo), Rusty e gli altri scoprono che il meraviglioso castello (realmente in Transilvania, a Hunedoara) non è affatto allegro e solare come appariva in cartolina. Perdipiù Rusty è...Leggi tutto il sosia di Radu, un vampiro tornato in vita per trovare un misterioso carillon che contiene lo spirito della sua amata, la quale rivivrà nel corpo di Lynne (Lyons), una delle tante bionde del gruppo che non appena il carillon si apre cambia personalità diventando feroce e spietata... Il sunto è che una volta in Romania si dà il via all'ennesima sarabanda semiparodistica pronta a saccheggiare i mille stereotipi del vampirismo. Naturalmente non mancano la spietata cacciatrice di vampiri del luogo (la sexyssima Vander, inguainata in completini aderenti da urlo), le tre assistenti di Radu complete di canini aguzzi sovente nude o in déshabillé e tutto l'armamentario che chi bazzica il genere conosce ormai a menadito. Il gioco sta tutto nel giostrare i diversi personaggi mettendoli costantemente a confronto in un caos corale dominato da urla, corse, battute grevi, sorrisi maliziosi, qualche spruzzo di sangue e persino un aggancio a Frankenstein: il padre di Draguta infatti (il nano David Steinberg al suo ultimo film, morirà l'anno dopo) sogna di correggere la gobba che affligge la figlia cucendo corpi altrui come da tradizione. Cosa c'è di nuovo rispetto alle troppe altre parodie in tema? Diciamo pure nulla, se non alcune tracce rade del politicamente scorretto frutto della matrice Nation Lampoon (doveva uscire come terzo capitolo televisivo della saga di DORM DAZE, prima che si optasse per una distribuzione in sala con titolo autonomo). Sostenuto da musiche rock e metal che aumentano la sensazione di roboante mascheramento d'un film di rara inconsistenza, TRANSYLMANIA offre esattamente ciò che ci si può attendere dalla lettura semplice della trama, con la consueta parata di belle figliole e maschi allupati a sgranare battute che si vorrebbero divertenti ma che funzionano in un caso su dieci... Se non altro la regia dei fratelli Hillenbrand si dimostra tecnicamente qualificata e il Castello dei Corvino di Hunedoara è davvero scenografico, ripreso dai due con belle angolazioni e luci suggestive.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 30/09/20 DAL DAVINOTTI

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