Grandi bugie tra amici

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Nous finirons ensemble
Anno: 2019
Genere: commedia (colore)
Note: Sequel di "Piccole bugie tra amici" (2010), diretto dallo stesso regista e con lo stesso cast principale.
Numero commenti presenti: 6
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Clamorosa riunione del vecchio gruppo di amici che torna senza alcuna defezione (c'è persino, in un paio di "visioni", Ludo/Dujardin, l'amico scomparso nel numero uno), di nuovo al servizio dell'ottimo Guillaume Canet che si ritrova a gestire un cast ancor più affiatato che in passato, più maturo e alle prese con una sceneggiatura ulteriormente raffinata, forse con qualche picco di divertimento in meno ma maggiormente omogenea. Cluzet, che nel primo capitolo aveva il ruolo del protagonista, qui si fa ancor più indecifrabile e imprevedibile: il suo Max, da benestante proprietario d'albergo e ristorante,...Leggi tutto deve ora far fronte a debiti ingenti e per questo si vede costretto a vendere la sua storica villa a Cap Ferret. Ormai separato da Véronique (Bonneton, che comunque torna ugualmente ad arricchire il cast), è in villa ad attendere l'agente immobiliare incaricato di venderla quando irrompono lì a sorpresa i vecchi amici, che ormai non vedeva da tempo, decisi a festeggiare con lui il suo sessantesimo compleanno. La prima reazione è fredda, scorbutica, ma non ci vorrà molto per ritrovare l'alchimia dei tempi andati, la voglia di divertirsi o comunque di passare qualche giorno insieme. Negli ultimi anni Eric (Lellouche) ha fatto i soldi interpretando almeno tre film di grande successo (ha un figlio di dieci mesi e insopportabile tata “nazi” a carico), Antoine (Laffitte) è rimasto single e guadagna facendogli da assistente, Marie (Cotillard) è la solita svampita insoddisfatta (pure lei ha un figlio, di cui non si occupa abbastanza), Vincent (Magimel) ha definitivamente imboccato la strada dell'omosessualità e si presenta assieme al compagno mentre la sua ex moglie Isabelle (Arbillot) si è fatta riccia e sbarazzina ed è una regina delle chat di appuntamenti. Appianati gli iniziali dissidi e affittata una splendida villa sul mare (paga Eric, anche se finge che a farlo sia Max, col suo benestare) il film ricomincia, sempre in bilico tra dramma e commedia, riuscendo però qui a variare molto di più le situazioni ed eliminando qualche sterile lungaggine che aveva fatto zoppicare in più parti il primo capitolo. Si toglie spazio a Max e a Marie (una Cotillard sempre perfetta nel ruolo) per ampliare la coralità della proposta, che mette davvero tutti o quasi sullo stesso piano riuscendo mirabilmente a centrarne il carattere con sapidi tocchi, a restituire con credibilità i momenti felici e quelli meno facendoci definitivamente affezionare a ogni componente, rendendoci partecipi di un legame più stretto di quanto appaia. Eccellenti scelte musicali (i Them in apertura, la Donna Summer di "I Feel Love" in disco, Cyndi Lauper, Byan Ferry, "Baba O'Riley" degi Who nel volo in paracadute, un bel lento dei Crowded House, "Daddy Cool" dei Boney M e via dicendo), le spiagge e il sole, dialoghi di bella intimità (quelli tra Lellouche e la Cotillard soprattutto) e allegri quanto sinceri momenti di gioco, con i figli sullo sfondo che entrano in scena senza mai farsi invadenti. Qualche banalità di troppo ed eccessi caricaturali che stonano nella figura della tata (Gousseff), ma anche un lungo finale in mare che sa come celare le sue carte. Un sequel non travolgente ma arguto, che sfrutta la complicità già stabilita in precedenza per approfondirla, senza mancare di richiamare sul campo persino personaggi secondari (lo sportivo "new age", l'amico ristoratore).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 8/12/19 DAL BENEMERITO DANIELA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 9/03/20
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Rambo90 11/12/19 02:30 - 6427 commenti

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Canet rimette in piedi lo stesso gruppo del primo film e, soprattutto grazie a loro, la magia si ripete. La sceneggiatura è più banale ma riesce comunque a catturare con realismo quello che accadde in un gruppo di amici quando c'è di mezzo la vita, tra momenti altamente drammatici e battute fulminanti. La durata, come in precedenza importante, non pesa grazie a un ritmo ancora fresco e a dialoghi veloci, resi bene dai protagonisti sempre a loro agio nei personaggi. Non tutti hanno lo stesso spazio, ma a loro modo rimangono tutti impressi.

Daniela 8/12/19 14:34 - 9629 commenti

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A quasi dieci anni di distanza dalle "piccole", ecco le "grandi" bugie tra lo stesso gruppo di amici del capitolo precedente in occasione di un compleanno a sorpresa, in cui anche l'unico assente giustificato riesce a far sentire la sua presenza. Nuovi legami sentimentali, fallimenti e successi, equivoci e illusioni, ma il tema portante resta quello dell'affermazione della forza dell'amicizia: messaggio di cui si fa portatrice una sceneggiatura senza troppi guizzi, ma fortunatamente veicolato dallo stesso gruppo di ottimi attori, la cui variegate interazioni rendono gradevole la visione.

Kinodrop 22/01/20 19:36 - 1591 commenti

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Difficile riprendere le fila di una trama pregressa e attualizzarla senza rischiare o di ripetersi o di essere poco incisivi. Canet se la cava abbastanza bene soprattutto per la continuità del cast che anche qui conferma la sua duttilità e per una sceneggiatura che ricicla le tematiche relazionali (senza però approfondire più di tanto). Nonostante il minutaggio e l'aggiunta di episodi che sanno di diversivo (goliardie assortite, paracadutismo e un dramma sfiorato) la commedia non annoia e regge fino in fondo, anche se il finale è poco coerente.
MEMORABILE: La visita a sorpresa; La location si sdoppia; La tata "teutonica"; La scelta delle musiche.

Markus 7/03/20 11:36 - 3329 commenti

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Le bugie tra amici, da piccole, diventano nove anni dopo... grandi. Guillaume Canet riprende la coralità del gruppo (gli amori, le ansie, l'età che passa) e di fatto replica, nello stesso vacanziero teatro di Cap Ferret, la magia di un film ancora ben riuscito e a tratti anche migliore del primo. Nonostante la lunga durata e l'impasto delle dinamiche amicali/sentimentali, il film riesce a schivare il rischio di essere logorroico (in analoghe pellicole un pericolo sempre dietro l'angolo) e talvolta anche a strappare un gradito sorriso.

Galbo 4/04/20 19:35 - 11447 commenti

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Guillaume Canet torna sul luogo del delitto (in questo caso una splendida località turistica francese) per raccontare le vicende di un gruppo di amici già protagonisti di un fortunato film di qualche anno fa. Questo sequel ricalca a grandi linee il film precedente, rispetto al quale sembra avere però un ritmo maggiore, con una sceneggiatura che mette più in risalto il personaggio interpretato da François Cluzet e una vicenda tutto sommato meno banale. Buona la prova di tutti gli attori, ben doppiati in italiano.

Redeyes 13/04/20 06:57 - 2160 commenti

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Canet torna sui lidi già percorsi per una agrodolce rimpatriata fra vecchi amici. Il cast è il medesimo della prima vacanza e quell'affinità che si respirava otto anni prima si materializza fin dai primi arrivi. Ancora una volta sono le vicissitudini personali e le conseguenti bugie, qui cresciute d'importanza, a farla da padrone. La durata è al solito importante ma non si arriva affaticati al risultato finale e nonostante incomprensioni e frizioni l'amicizia a modo suo vince. Non era facile ma Canet gioca benissimo le sue carte.
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