Sinfonia erotica - Film (1980)

Sinfonia erotica

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 13/04/09 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 6/06/09 08:56 - 5737 commenti

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Per ammissione dello stesso Franco, questo è un film essenzialmente musicale, basato sulle partiture di Liszt e sui sinistri accordi d’organo composti dal regista. Il plot adatta invece un noto racconto di Sade (“Justine”), soffermandosi su pratiche etero/omosessuali ed approdando ad un velenifero excipit da feuilleton; la letterarietà è ulteriormente conferita dai movimenti di macchina e dalla cura per fotografia e décor. La Romay concede anima e corpo, la Hemingway è ancora una novizia in fuga. Visivo e auditivo.

Manowar79 25/06/10 14:57 - 309 commenti

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Conclusi i prolifici anni 70, l'ormai arrancante Jesus Franco decide di buttarla sul sadiano. Ma è proprio questa visione esplicita (diciamo pure torbida!) dell'eros che salva in extremis un thriller barocco incerto ed altrimenti inconsistente. Lina Romay non è bella, ma sembra nata per essere il feticcio di Franco e si concede senza troppe inibizioni al suo perverso obiettivo. Colpiscono nel segno, invece, l'ipnotica fotografia e una splendida colonna sonora.

Luchi78 13/01/12 12:59 - 1521 commenti

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Film tra i più "lenti" di Franco, abbinato a musiche sinfoniche e un'ambientazione prettamente sadiana. Montaggio realizzato con inquadrature spesso in controluce, scelta della quale mi sfugge il significato, dilata i momenti musicali e accompagna spesso con voce narrante i torbidi dilemmi dei protagonisti. Piacevole la coppia femminile protagonista, anche se è la Romay con la sua sensualità innata a conquistare la scena erotica appena il suo mentore gliene dà occasione. Vivacità zero, finale estenuante.

Il Gobbo 15/04/15 10:56 - 3015 commenti

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Ancora una trasposizione di Sade per Franco, che stavolta sceglie il registro estenuato/decadente, rafforzato dall'uso pervasivo delle musiche di Liszt, e cerca l'estetismo fotografico pretenziosetto, che tuttavia si risolve per lo più in cambi di focale. Purtroppo gli attori sono tutti privi di carisma e il risultato finale ne risente.

Ciavazzaro 7/07/15 23:30 - 4773 commenti

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Franco ritorna di nuovo al suo amato de Sade in questo interessante dramma erotico in costume. Una intensa Lina Romay offre una grande interpretazione nei panni della protagonista vittima di un complotto del marito, insieme ai due amanti (uomo e donna). Un film magnetico, complice la colonna sonora; altro punto di merito la bella location: il castello come vera e proprio prigione non solo fisica ma anche dei sensi. Ottimo il finale "gotico". Uno dei migliori film del periodo fine anni settanta inizio anni ottanta del regista.
MEMORABILE: La Romay col candelabro in mano; Il marchese alla governante prima di strangolarla: "Tranquilla non voglio fare l'amore con te, voglio ucciderti".

Buiomega71 7/08/18 01:08 - 2731 commenti

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Franco amalgama le musiche di Liszt nel suo febbrile feuilleton goticheggiante, in un delirio di cunniligus lesbo (la Romay bionda platino scatenata anche nel sesso solitario), fellatio omo da far impallidire Paul Verhoeven (ai limiti dell'hard), rincorse gaye nei giardini incantati che manco Ken Russell, orge dal vago sentore di uno stupro di gruppo, sesso a tre con monachelle perdute e una coppia di amanti infilzata come in Reazione a catena. I misteri del giardino di Compton House secondo l'estro genialoide e torbido dello tio Jess. Tanto fosco quanto penetrante.
MEMORABILE: La Romay in preda a deliri sessuali costretta a fare un handjob ai due amanti omosessuali; Le preghiere poco ortodosse della Romay con dito in bocca.

Herrkinski 27/11/22 14:55 - 7237 commenti

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Erotico franchiano cha affianca alla solita Romay la bella Hemingway (è una suora) in un film che dovrebbe esser tratto da De Sade ma che è raccontato talmente male da poter essere qualunque altra cosa; sconnesso, con dialoghi a tratti comici che interrompono l'onnipresente colonna sonora di musica classica (davvero snervante), il tutto nella cornice di un palazzo antico che - s'immagina - dovrebbe dare una finta patinatura autoriale. In verità è né più né meno un classico prodotto di Franco, più noioso del solito e con pochissimi momenti che possono risvegliare dal torpore.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Buiomega71 • 28/04/16 10:28
    Pianificazione e progetti - 24633 interventi
    Direttamente dalla collezione privata di Buiomega71, la vhs Kineo Video:

    Il master della vhs parrebbe integrale (anche se non lo fosse non ci và certo leggero) in un altro Franco senza insert o rimaneggiamenti (non ho raffronti per esserne sicuro però), quanto meno nelle sequenze hot (la fellatio omo insistita, l'orgia/stupro, il sesso esposto e sanguinante della monachella, la Romay che si abbandona alla masturbazione, il pene barzotto di Fiore preso in mano dalla Romay, nudi integrali sia maschili che femminili, la copula tra Fiore e la monachella, la preghiera sconcia). Curiosamente i titoli di testa sono troncati, o meglio, non appaiono né il titolo né i nomi degli attori; partono subito con il direttore della fotografia, la musica, la dicitura tratto da De Sade e la regia, con credits in italiano:



    Qualità video discreta, un po' troppo "oscurata" nelle scene buie.

    Il buon Deepred mi fa sapere che al cinema (col visto censura) uscì per la durata di appena 67 minuti (contro i 79' della vhs). Facilmente la Kineo Video ha preso un master precensura, nella sua integralità

    Oppure, come ipotizza sempre il buon Deep, che i tagli censori furono reintegrati una volta che il film ha avuto il nulla osta.

    Durata effettiva: 1h, 19m e 38s

    Ultima modifica: 7/08/18 19:47 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 7/08/18 09:49
    Pianificazione e progetti - 24633 interventi
    Sadisterotica-L'estate torbida dello tio Jess

    Franco mixa i suoi acuti suonati all'organo e la musica di Liszt per questo suo fellaution goticheggiante, tra acri sapori horror e un atmosfera fosca e decadente

    Lina Romay (quì in versione bionda, ma non meno odorosa, carnale e preda di attacchi di fremente lussuria) viene angariata, umiliata, lasciata a bollire di desiderio da suo marito che le preferisce la compagnia maschile del bel Fiore e che non perde tempo per degradarla (soprattutto sessualmente)

    Franco getta la sua eterna musa nei meandri della fustigazione sessuale e psichica, costretta a fare un handjob al marito e all'amante di lui (versione cupa e sadiana della Casini nella famosissima scena della doppia masturbazione in Novecento) per poi essere volgarmente schernita, che spia il marito in amplessi omo, si sfoga safficamente sulla monachella smarrita (Susan Hemingway) a colpi di furente cunniligus o si lascia andare al sesso solitario strofinando il suo sesso voglioso e tormentandosi i capezzoli (accompagnandosi a risate sguaiate)

    Franco rincara in cinismo e cattiveria (la bellissima sequenza a tavola, con la MDP che ruota intorno a 360°, dove la Romay viene derisa dal marito insieme ai suoi amanti-la monachella e il gayo Fiore-misto tra un Histoire d'O in acido e la parodia del Salò) tanto più è l'amore cieco e totale di una Romay dai grandi occhi spiritati e dalla bocca carnosa assetata di passione (e oscenamente aperta a cogliere il marito dentro di lei) , quanto la crudeltà del marito non fa sconti, pianificandone la morte.

    La fotografia flou (con squarci di raffinata poesia), o in controluce che ne amplifica lo smarrimento sensoriale, si muove sinuosa tra candele, lampade a olio, fuori fuoco, giochi di luce, un mare oscuro e infinito, statue corrose dal tempo, le grandi scalinate della villa, i finestroni, l'immenso giardino labirintico quasi kubrickiano, le stanze da letto

    Come non mai lo tio Jess amalgama suoni e immagini, fino a sfociare nella ghost story, con la Romay che come uno spettro margheritiano, con candelabro in mano, attua la sua vendetta.

    Febbricitanti fellatio omosessuali (ai limiti dell'hard) da far invidia a Paul Verhoeven, rincorse gaye (non mi prendi) tra i giardinetti che manco Ken Russell, sesso a tre con suorine perdute, un orgia che assume i tratti di uno stupro di gruppo, romanticherie d'accatto marchio di fabbrica dello tio, vagine sanguinanti pastrugnate, la coppia di amanti infilzata come in Reazione a catena, il marito che sceglie l'arma del delitto (una spada) nella teca delle armi da taglio stile La bestia uccide a sangue freddo, lo strangolamento della governante Wanda (Aida Gouveia) tipicamente franchiano, il surrealismo peculiare del regista madrileno (Fiore e Armando con cilindro in testa e look queer pronti per il festino orgiastico) le preghiere sconce della Romay che si tocca in preda al delirio e si infila il dito in bocca simulando una fellatio (tra le sequenze più blasfeme e morbose firmate dallo tio)

    Da antologia allusivo/sessuale il gay Fiore che "degusta" la banana a tavola.

    Una delle poche volte volte che lo tio Jess non appare in un cameo, orchestrando al meglio il suo romanzo d'appendice sadiano.

    Denso, penetrante, cupo, torbido, lascivo, feroce, sadico, sudiciamente claustrofobico e ossessivo Misteri dei giardini di Compton House secondo lo tio Jess.
    Ultima modifica: 7/08/18 15:35 da Buiomega71
  • Curiosità Buiomega71 • 7/08/18 10:17
    Pianificazione e progetti - 24633 interventi
    * Per Jess Franco Sinfonia erotica rappresenta la sua opera più musicale, dove i testi sono utilizzati come contrappunto alla musica e all'azione.

    * Franco adatta liberamente l'episodio del marchese di Bressac preso da Justine.

    Fonte: Succubus - Guida al cinema di Jess Franco, Nocturno book 2007
  • Musiche Zender • 7/08/18 11:10
    Pianificazione e progetti - 46708 interventi
    Dice Buiomega71: Le musiche di Liszt non sono nuove nell'opus franchiano (Franco cominciò a suonare, da bambino, al pianoforte il celebre Sogno d'amore n.3), dove ricorrono in Vampiresas 1930 e La noche de los sexos abiertos, e il concerto n.2 per pianoforte e orchestra è la colonna sonora di Sinfonia erotica, usato tutto tranne 67 battute.