Rififi

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Titolo originale: Du rififi chez les hommes
Anno: 1955
Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Note: Il soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di Auguste Le Breton, adattato per il cinema dal regista con la collaborazione di René Wheeler e dello stesso romanziere, autore anche dei dialoghi.
Numero commenti presenti: 12
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/05/09 DAL BENEMERITO SAINTGIFTS
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Saintgifts 14/05/09 11:09 - 4098 commenti

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Colpo con tecnica del buco in una gioielleria. Dassin confeziona questo intenso noir, che lascerà il segno, sullo sfondo di una Parigi piovigginosa. Tony (Jean Servais), appena uscito di prigione, si lascia coinvolgere in un nuovo colpo da due vecchi amici; se ne aggiungerà un quarto (interpretato dal regista) che sarà determinante. Ci sarà poi lo scontro con un'altra banda (da cui il termine Rififi) per il possesso del cospicuo bottino. La maschera di Servais è perfetta per questo splendido bianco e nero. Ottime la regia e la sceneggiatura.
MEMORABILE: La sequenza del colpo, descritto nei minimi particolari: mezz'ora senza che venga detta una parola e senza musica; Le sequenze finali del film.

Cotola 14/08/09 22:39 - 7871 commenti

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Basterebbe la scena della rapina per capire il valore di questa pellicola: sublime. Dopo una prima parte preparatoria in cui ci vengono presentati i personaggi, ne segue una seconda piena di emozioni e dal ritmo travolgente. Come nelle abitudini del regista un filino di moralismo (si veda come va a finire il tutto ma non solo) ma trattasi di imperfezione perdonabile. Rispetto delle regole di genere, grande tecnica, classe, divertimento. Cosa chiedere di più? Correte a vederlo.
MEMORABILE: La scena della rapina: mezz'ora circa (muta) di cinema a cinque stelle.

Liv 20/07/13 00:16 - 237 commenti

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Un grande noir. Un film moralistico, duro, angosciante. Scene notturne e pioggia come nel Grande sonno, ma manca la finezza delle movenza da commedia, l'ironia; tutto è portato avanti fanaticamente. In Italia che si faceva? All'estremo opposto, parodie: I soliti ignoti, capolavoro, e Noi duri, con Fred Buscaglione. Il contrasto fra la sciagurata preparazione del "colpo" e la gioia famigliare di un protagonista che ha un bimbo aggiunge un senso di desolazione. Azzeccata la colonna sonora.
MEMORABILE: La tosse di Tony all'inizio del film, che anticipa la sua brutta fine (nel libro, con le budella in mano).

Nadir 27/02/14 17:43 - 56 commenti

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Senz'altro una delle pietre miliari del genere. Dialoghi stringatissimi e crudo realismo per una storia di rapine e di morti violente sullo sfondo di una Parigi resa ancora più malinconica da un classicissimo bianco e nero. Tutti bravi, ma Servais è il migliore.
MEMORABILE: La "punizione" che infligge Tony alla sua "donna"; Tutta la sequenza della rapina.

Tarabas 17/09/14 14:39 - 1773 commenti

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Se si conviene che il noir è, innanzitutto, un cinema di volti e di atmosfere, Rififi è un noir eccellente. Dassin ci porta con Tony e i suoi per i bassifondi, le strade umide di pioggia, i bar di terz'ordine. Ci fa stare in silenzio per 30 minuti (straordinari, scellerati, temerari 30 minuti di cinema muto) per non far scattare l'allarme. Poi la divisione del bottino, il tradimento, la vendetta. Non una faccia, non una battuta sbagliata, sequenze girate in evidente stato di grazia cui si ispireranno in tanti. Da rivedere al più presto. Dritto nel mio Pantheon.
MEMORABILE: L'orchestra del nightclub si prepara per le prove, uno per uno i musicisti entrano in scena. Allo stesso modo, la banda si prepara al colpo.

Nicola81 17/11/16 15:23 - 2126 commenti

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Insieme al di poco precedente Grisbì, rappresenta l'apripista del noir francese nonché un imprescindibile modello per tutti i film incentrati sulle rapine che verranno. Dassin, che si ritaglia anche un ruolo importante nel cast, attenua la crudezza del romanzo di Auguste Le Breton e non lesina un pizzico di moralismo. La lunghissima e silenziosa sequenza del colpo è stilisticamente pregevole, ma dilata ulteriormente un ritmo già non frenetico, che si impenna soltanto in occasione della disperata resa dei conti conclusiva.
MEMORABILE: Il finale.

Daniela 13/04/16 23:14 - 10325 commenti

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Uscito di galera, mette a segno con alcuni complici una rapina in una gioielleria, ma i veri guai iniziano dopo il colpo... Trasferitosi in Francia a causa del maccartismo, l'americano Dassin vi gira uno dei noir transalpini più belli e pessimistici di sempre, riservandosi anche un ruolo di rilievo nel cast. Incastonata fra il prologo in cui facciano conoscenza con i personaggi, tutti ben caratterizzati, ed un epilogo disperato, spicca la lunghissima sequenza all'interno del negozio, accompagnata dai soli suoni ambientali. Capolavoro di grande rigore, destinato ad influenzare tutto il genere.

Giùan 14/02/17 10:12 - 3296 commenti

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Paradossalmente appesantito dalla "zavorra" della sua classicità e dal mood da "programmatico" realismo francese, si colloca nel mio gradimento personale un gradino sotto ai capolavori hollywoodiani di Dassin, col loro fatalismo teso e disperato. Certamente siamo comunque di fronte a un notevolissimo noir, dove nulla è lasciato al caso: dalla caratterizzazione dei personaggi al controllo tecnico-stilistico, alla creazione di una implacabile progressione drammatica. Memorabile, più che la "meccanica" sequenza della rapina, la ricerca finale del bambino.
MEMORABILE: La scolpita faccia da loser di Servais (Tony il laureato); La "consapevole" morte di Cesare il traditore (Dassin stesso).

Xabaras 15/07/17 11:34 - 190 commenti

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Truffaut lo mise al primo posto in un'ipotetica classifica di polar e non è infatti arduo notare la somiglianza tra il finale di Dassin (la tragica corsa in auto tra le vie parigine) e l'epilogo dei 400 colpi (la liberatoria corsa di Doinel verso il mare). Al di là della perfezione stilistica della regia (i 30 minuti muti della rapina) si può già notare quello stesso carattere malinconico e languido che andrà a contraddistinguere i futuri capolavori melvilliani. Ferree sono le leggi della mala e il film evita abilmente ogni parvenza di moralismo.
MEMORABILE: Le cinghiate alla donna fedifraga.

Beffardo57 7/01/18 08:43 - 262 commenti

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Il gangster appena uscito di galera e invecchiato, il colpo definitivo e risolutivo, descritto con la precisione di un intervento chirurgico, le complicazioni impreviste e inevitabili, il finale tragico. E intorno, complici, amici fedeli, nemici, traditori, donne di dubbia reputazione, locali notturni, il codice d'onore della mala di un tempo, la luce livida e fredda di Parigi. Insomma, il noir. Bellissimo.

Jules Dassin HA DIRETTO ANCHE...

Jandileida 29/11/20 14:45 - 1309 commenti

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La mezz'ora nella gioielleria vale da sola tutta la visione: un meccanismo perfetto e silenzioso che tiene sulla corda come poco altro nella storia del cinema noir. Dassin solca l'oceano e innesta sul già vivo germoglio del polar la vena più dura del noir a stelle e strisce, in cui le speranza sono poche e i guai sempre dietro l'angolo, non dimenticandosi però di onorare l'anima popolare ed europea del genere. Come si addice al genere sono anche le facce degli attori a fare il film: quella sofferta di Servais, quella allegra di Manuel, quella contrita di Möhner. Immancabile.

Giufox 9/05/21 09:57 - 143 commenti

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Ideale mélange di noir americano e poliziesco francese, trova i suoi punti di forza nella modellizzazione del paesaggio urbano - che fa spesso eco alle notturne metropoli d'oltreoceano  nella prima parte, per ritrovare la vera grigia morfologia diurna parigina nella seconda - e nella rappresentazione della rapina davvero ben congegnata e diretta (merita la visione). Il resto è contorno, e certi elementi, come il passo falso del marsigliese, appaiono poco associabili alla caratura dei personaggi, ma solo funzionali alla classica condanna al crimine finale tipica del genere.
MEMORABILE: Tutta la sequenza della preparazione e della messa in opera della rapina.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Patrick78 • 19/05/09 08:49
    Magazziniere - 546 interventi
    Nel libro di Wensley Clarkson TARANTINO - THE MAN, THE MYTHS AND HIS MOVIES edito nel 2007 viene citato come uno dei film e delle fonti di ispirazione che più di ogni altro hanno influenzato la carriera registica di Quentin Tarantino.
  • Discussione Tarabas • 17/09/14 09:23
    Formatore stagisti - 2070 interventi
    La bella e puntuale recensione di Roger Ebert, che mette il film nella sua personale galleria dei Great Movies.

    http://www.rogerebert.com/reviews/great-movie-rififi-1954
  • Discussione Tarabas • 17/09/14 11:20
    Formatore stagisti - 2070 interventi
    Per il cast, la parte di Cesar il marsigliese (in originale, "le milanaise") è interpretata dallo stesso Dassin, accreditato come "Perlo Vita".
    Ultima modifica: 17/09/14 11:20 da Tarabas
  • Discussione Daniela • 13/04/16 23:22
    Gran Burattinaio - 5506 interventi
    Come fece notare Tarabas a suo tempo, nel cast figura anche il regista. Il suo è un ruolo importante, dato che Cesare, detto "il milanese", è uno dei quattro componenti della banda che mette a segno il colpo nella gioielleria, ed ha anche un peso decisivo nell'evoluzione tragica della vicenda.
    Ultima modifica: 14/04/16 08:15 da Zender
  • Curiosità Daniela • 13/04/16 23:27
    Gran Burattinaio - 5506 interventi
    Il soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di Auguste Le Breton, adattato per il cinema dal regista con la collaborazione di René Wheeler e dello stesso romanziere, autore anche dei dialoghi.

    Rififi, pubblicato con grande successo nel 1953, viene considerato il capostipite del il filone più violento e realistico del noir francese, descritto dalla parte dei malavitosi.
  • Discussione Orsobalzo • 12/12/16 10:28
    Magazziniere - 1086 interventi
    Di questo memorabile film del 1955 tutte le location sono state identificate e verificate, anche quelle di passaggio: tutte meno due.
    Di italiano in questo lavoro ci sono solo due personaggi, Mario Ferrati (Manuel) e Cesare il Milanese (Dassin/Perlo Vita), che nella versione italiana si riducono ad uno, dato che Cesare da milanese diventa marsigliese (particolari segnalati più sù da Tarabas e Daniela).
    Tuttavia, considerando l’importanza del film, penso si possa procedere con queste due location non ancora identificate.
    Una di esse penso non sia più rintracciabile, ma la metterei comunque in quelle “da cercare”, non si sa mai.
    L’altra, molto importante, una delle principali direi, penso di averla trovata, e naturalmente, se Zender mi autorizzerà, andrà in “segnalazioni".
    Ultima modifica: 12/12/16 10:29 da Orsobalzo
  • Discussione Zender • 12/12/16 13:53
    Consigliere - 44536 interventi
    Come detto, se ogni tanto c'è una location estera che vuoi inserire inseriscila pure.
  • Homevideo Buiomega71 • 19/02/17 19:20
    Pianificazione e progetti - 22737 interventi
    In dvd per A&R Productions, disponibile dal 09/03/2017

    https://www.amazon.it/Rififi-Jean-Servais/dp/B06VX1HZBG/ref=sr_1_404?s=dvd&ie=UTF8&qid=1487528288&sr=1-404
  • Discussione Xabaras • 9/06/21 15:30
    Galoppino - 50 interventi
    Credo di affermare con assoluta precisione che questo sia il secondo film della storia che parla di droga pesante.Il primo era l'uomo dal braccio d'oro con Frank Sinatra.