Non toccare la donna bianca

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Touchè pas à la femme blanche
Anno: 1974
Genere: commedia (colore)
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Verso la fine dei Sessanta il quartiere parigino di Les Halles venne raso al suolo per essere ricostruito da zero. L’enorme buca prodotta dagli scavi deve aver ricordato al regista Marco Ferreri i grandi canyon americani, perché decide di ambientarvi un western surreale, che confonde i tempi e immagina che, nell'America di Nixon, Custer e il suo Settimo Cavalleggeri combattano contro gli indiani di Toro Seduto per cacciarli dalle case e farli tornare nelle riserve. In una tale confusione cronologica si muovono quindi due schieramenti. Quello indiano passa in secondo piano mentre quello americano comandato da George Armstrong Custer (Mastroianni) viene illustrato in ogni sua componente: ci sono il fratello di Custer (Franco Fabrizi), l’indiano...Leggi tutto doppiogiochista (Ugo Tognazzi), l’irascibile Buffalo Bill (Michel Piccoli) e persino un antropologo designato dagli alti vertici statunitensi (rappresentati da un baffuto Philippe Noiret) a fare non si sa bene cosa. Quest'ultima figura, impersonata da un giovanissimo Paolo Villaggio ancora molto sadico e lontano dai biascicamenti fantozziani, è l'unica a provocare qualche rara risata (anche perché si vede molto poco); per il resto il film di Ferreri, che nella battaglia finale nella buca sfoggia inattesi accenti splatter, preferisce puntare sulle assurdità della trama. Certo, gli intenti umoristici non mancano e la scelta di un attore come Tognazzi per uno dei ruoli chiave sta lì a dimostrarlo, eppure Mastroianni sembra anche troppo convinto della sua parte di eroe anacronistico finendo per non divertire. La sceneggiatura insomma non è delle migliori, per cui a noi resta nella memoria la notevole originalità dell'idea di base e poco altro. Mescolare il western classico con la commedia e le scenografie da film di guerra era un'idea, ma...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cif 24/10/08 19:03 - 272 commenti

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Ho sempre apprezzato il talento di Ferreri, ma quel suo essere grottesco, eccessivo, talvolta lo ha portato a girare film verso i quali nemmeno lo spettatore più ben disposto potrebbe provare trasporto. D'accordo, ci sono un sacco di grandi attori, ma non basta. Tognazzi e Mastroianni sono fuori registro e non ci si capisce nulla (ciò è probabilmente voluto dal regista). Inoltre la stessa trovata di svolgere un film pseudostorico all'interno dei lavori di abbattimento di un quartiere di Parigi è trovata "cerebrale", che non scalda nemmeno un po'.

Pigro 5/01/09 08:46 - 7738 commenti

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La battaglia di Little Big Horn calata negli scavi parigini di Les Halles. La contestualizzazione surreale è geniale e consente al regista di costruire con la parodia del western un bizzarro apologo sulle trasformazioni economiche e sociali dei nostri tempi. Gli indiani che presidiano il cratere dove sorgeva l'antico mercato prima di cedere alle leggi del consumismo sono l'ultima forma di resistenza concepibile: e lo stile beffardo e grottesco di Ferreri ne è l'unico stile possibile. Film bislacco, cerebrale, rugginoso ma a suo modo intrigante.

Daniela 6/09/09 19:17 - 9238 commenti

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Nato da un'occasione particolare, ossia la possibilità di sfruttare come set cinematografico il grande scavo per la demolizione dei vecchi mercati parigini, è un'apologo poco convincente che esaurisce nella curiosità della location il suo principale motivo di interesse, tanto è scontata e banale la satira del consumismo attraverso questa parodia western mal servita da dialoghi poco brillanti. Spreco di grandi attori, spaesati oltre il dovuto, ed una impressione generale di sciatteria, come se il pretesto (bello) bastasse a fare un film (bello).

Homesick 27/04/10 17:27 - 5737 commenti

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Western allegorico che, giocando con il parallelismo tra la speculazione edilizia dell’era capitalista e il colonialismo americano a danno dei pellerossa, si protende all’attacco della borghesia oppressiva e intollerante e nel sostegno delle battaglie sociali combattute da tutti i diversi e gli emarginati; ma pur affilate e schizzanti humour nero e splatter, le armi sarcastiche di Ferreri e del fido Azcona sono respinte dalla soverchianza grottesca di un racconto farraginoso e dal gigioneggiare divertito del cast, che riunisce l’inclito quartetto risorto dopo La grande abbuffata.

Saintgifts 22/09/10 21:54 - 4098 commenti

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Alla fine della visione di questo film il pensiero è: avrei potuto sfruttare meglio il mio tempo. Ma tant'è, se un film che ti incuriosisce non lo vedi, nessuno ti potrà raccontare di cosa si tratta e se inizi la visione devi poi portarla a termine. Questo per dire, usando i termini del pallinaggio davinottiano, che "inaccettabile vaccata" è abbastanza appropriato, come mio giudizio personale, con tutto il rispetto per Ferreri e il notevole cast impiegato. Preferibilmente il buco, nel cuore di Parigi, andava riempito con tutt'altro materiale.

Cotola 13/09/11 00:13 - 7461 commenti

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Rivisitazione in chiave moderna-grottesca (in pieno stile ferreriano) della strage di Little Big Horn. Come molti film di Ferreri è un po’ ostico, non per tutti, spiazzante, di difficile valutazione e catalogazione. L’idea è sicuramente intrigante, ma la sua realizzazione non sempre è all’altezza delle intenzioni. In ogni caso le zampate graffianti non mancano e in alcuni casi vanno a segno. Incredibilmente ricco il cast.
MEMORABILE: Mastroianni Caster durante il massacro finale: “Chi per la patria muor vissuto è assai. Io invece per la patria vivrò, mica sono uno stronzo”.

Daidae 7/12/11 19:15 - 2733 commenti

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Solito film alla Ferreri. Barocco, elaborato, ricco di riferimenti nascosti. Detto questo: non ho mai gradito il cinema complesso e d'autore come quello di questo regista, troppo soporifero e noioso. Qui abbiamo un grande cast, ma alla fine il film lascia insoddisfatte le aspettative: poche risate e tanti sbadigli.

Moro 3/03/12 12:09 - 36 commenti

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Geniale l'idea del Maestro Ferreri di denunciare l'ennesimo esempio di cinismo postmoderno (l'abbattimento di un intero quartiere parigino, Les Halles, con conseguente dispersione dei clochards) facendo rivivere negli anni '70 la lotta del Governo statunitense contro gli Indiani d'America. La vittoria dei secondi sui primi nella battaglia in cui il neo-Custer (impeccabile Mastroianni) torna a perire non spazza via quel fastidioso senso di ineluttabilità che si lega alla perversa logica del "progresso", destinato sempre a vincere la guerra.

Caesars 13/07/20 11:48 - 2674 commenti

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L'idea di partenza era buona: ambientare in una zona in ricostruzione di Parigi la rilettura della strage di Little Big Horn, con evidenti riferimenti alla politica USA (e non solo). Il film, però, è appesantito da dialoghi e situazioni francamente inutili, che ne rendono alla lunga faticosa e poco appagante la visione. Il cast attoriale prevede l'impiego dei protagonisti della precedente abbuffata contornati da altri grandi interpreti, ma tali talenti non vengono sfruttati appieno.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 13/07/20 12:25
    Scrivano - 10501 interventi
    Aggiungerei nel cast anche Henri Piccoli (vero padre di Michel), che nel film interpreta il papà di Toro Seduto.
  • Discussione Caesars • 13/07/20 12:31
    Scrivano - 10501 interventi
    Piccola comparsata di Marco Ferreri, come fotografo al servizio dei "potenti"
  • Homevideo Caesars • 13/07/20 12:41
    Scrivano - 10501 interventi
    Secondo Imdb il film dovrebbe durare 108'. Il sito italiataglia riporta una lunghezza della pellicola pari a 2780 m, che dovrebbero corrispondere a poco più di 101'. La versione passata su RaiMovie dura esattamente 87'28", quindi pare pesantemente tagliata!!! Eppure la pellicola uscì nei cinema senza alcun divieto...