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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/05/09 DAL BENEMERITO LUCIUS
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Lucius 9/05/09 21:58 - 2940 commenti

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Affascinante, subdolo, grottesco, originale. Un film da ritrovare, da rimirare, da avere in cineteca. Un’epoca indefinita, una storia ai limiti dell'immaginazione umana, una sceneggiatura unica e personalistica. Grande prova della Girardot. Da riscoprire. 113 minuti per un viaggio affascinante.

Stefania 13/03/10 14:30 - 1600 commenti

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Una bellezza! Ferreri satura di colori l'apocalisse, la soffonde di una luce bianchissima! Cino e Dora prescelti come custodi di feticci e nuovi Adamo ed Eva. Cino (natura madre:ciao, maschio!), Dora (natura matrigna) si rifiuta di procreare, preferisce uccidere. Ma continuare la specie è un obbligo dottrinariamente e burocraticamente imposto dai neri cavalieri, messi di Stato e Chiesa! Inutile: la natura è morta, uccisa dalla Storia, e l'esplosione finale non è un nuovo big bang, è l'annichilimento totale! Incantevole da guardare.
MEMORABILE: Il museo di Cino: il Parmigiano Reggiano, l'orologio Piaget, la colonia Atkinson, il frigo Ignis, la Dama con l'Unicorno di Raffaello.

Pigro 18/07/10 09:04 - 8520 commenti

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Sull'orlo dell'apocalisse universale per una misteriosa peste, lui e lei si rifugiano in riva al mare: lui raccoglie reperti dell'umanità per i figli, che però lei non vuole fare. Strano apologo sospeso tra riflessione sulla società attuale (consumistica e autolesionista) e disamina dell'eterno conflitto tra i sessi. Alcune intuizioni simboliche sono stuzzicanti (la Pepsi volante, la balena spiaggiata...) e Annie Girardot fa sempre la sua figura, però la cura tecnica e la recitazione latitano, consegnandoci un film volonteroso ma senza nerbo.

Fabbiu 29/09/10 12:53 - 2021 commenti

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Tra titoli di testa, sequenze vuote e musiche assurde Ferreri vuole a tutti i costi mostrarsi regista sperimentale pur non proponendo nulla di nuovo nel genere ma sembrando piu volte molto ispirat; propone riprese interessanti e tutto sommato le buone idee ci sono (perlopiù estatiche). Talvolta è un po' il Kubrick della situazione (musica classica e scene di guerra), altre volte trova espedienti tecnici graziosi ma imbarazzanti; si affida ad un cast di persone che recitano troppo da copione e i dialoghi stessi talvolta fan ridere.
MEMORABILE: Parmiggiano Reggiano, da sette secoli un gran formaggio; Hanno il sapore del sole, i pomodori Cirio.

Buiomega71 10/01/11 22:56 - 2482 commenti

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Per il sottoscritto il film più feroce di Ferreri, ancora più lucido e agghiacciante di Dillinger è morto. Apologo post atomico tipicamente Ferreriano: il museo che comprende pure immagini del 2001 Kubrickiano, i sopravvissuti a cavallo, la bottigliona di Pepsi Cola che volteggia in cielo, la balena arenata, poi l'apparizione della Girardot con consueto banchetto cannibalico caro a Ferreri... Ho visto molte somiglianze con La carne e non solo per l'aspetto antropofagico. Margine con la barbetta alla Ferreri non si può vedere. Bizzarro e seminale.
MEMORABILE: La canzoncina che Cino e Dora ascoltano in auto prima di entrare in galleria; L'arrivo della Girardot e la gelosia di Dora.

Giùan 8/06/12 15:54 - 3459 commenti

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La fantascienza apocalittica d'autore è stata per un breve ma intenso periodo un genere tanto praticato da rischiar l'inflazione. Questo di Ferreri ne resta un esempio al contempo paradigmatico ed eccezionalmente longevo grazie alla sincerità viscerale, sempre corretta da un fondo di compassione mai pietosa, del burbero Marco. Geniale quanto cinematograficamente coerente "sfruttamento" del pauperismo produttivo. Ennesima occasione per verificare la problematicità della presunta misoginia del nostro. Soffre di programmatica staticità ma ha valore!
MEMORABILE: La Wiazemsky che mangia la forma di parmigiano che l'uomo vorrebbe catalogar nel suo museo; Il cimitero dei pupazzi; Il cupolone in frantumi.

Homesick 4/08/12 10:42 - 5737 commenti

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Suggestivo, ma un po’ squilibrato. Si avverte lo scarto tra la prima parte, quando Ferreri affila le armi dello humour nero e del nichilismo post-apocalittico addentrandosi visionario fra paesaggi rarefatti e raccogliendo le vestigia della civiltà dei consumi, e la seconda, che si dilunga troppo a descrivere gioie e tensioni del ménage tra i sessi; il finale cupo e beffardo rimette le cose a posto e conferma la personalissima vena sarcastica e grottesca dell’Autore. Tra gli interpreti predomina il dilettantismo (pessimo Margine), a cui si sottraggono gli sguardi acuti e leziosi della Girardot.
MEMORABILE: L’apocalissi commentata dai cori solenni del “Nabucco”; il papa moribondo che recita l’Atto di dolore; la Pepsi gigante.

Cotola 6/08/16 01:04 - 8056 commenti

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L'inizio è insolito per il cinema "autoriale" italiano: da fantascienza apocalittica a causa di una pestilenza misteriosa. Poi si prosegue con una seconda parte squisitamente ferreriana che indaga i rapporti uomo-donna, il consumismo, la fine della civiltà. Si nota un evidente squilibiro tra la prima e la seconda parte: più interessante e breve la prima, più lunga, con qualcosa di troppo, ed usuale la seconda che pure contiene alcuni elementi di estremo interesse e forza. Attori non sempre all'altezza. Notevole l'uso del sonoro. Da vedere, pur con tutte le sue luci ed ombre.

Vitgar 2/05/17 15:18 - 586 commenti

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Decisamente un film non facile, vuoi per la trama, vuoi per la grande quantità di simbolismi criptati. L'atmosfera è ben strutturata in ambientazioni desolate e deserte in mezzo alla natura indifferente. Si vive una regressione spazio-temporale in cui gli oggetti "moderni" perdono la loro utilità ma non il loro carisma. Non di rado il ritmo narrativo rallenta pericolosamente diventando narcisismo rappresentativo. Ferreri ha fatto ben di meglio.
MEMORABILE: L'inaspettato finale

Bubobubo 13/11/18 22:43 - 1537 commenti

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E così questa vita serve solo per mangiare all'autogrill, fare figli, ammirare una Pepsi gigante che veleggia sull'oceano e conservare forme di grana museali da trasmettere ai posteri? Ma nemmeno per sogno: venga piuttosto l'apocalisse! Ferreri come al solito ci vede lungo e confeziona un Dissipatio H. G. ante litteram, il funerale surrealistico di un'umanità inutile e troppo a lungo sopportata da un pianeta che non ne ha alcun bisogno. Scegliete voi la chiave di lettura: sarà in ogni caso appropriata. E ora, mio cavallo, verso il west!

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Daniela 30/08/19 16:46 - 10781 commenti

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Dopo una apocalisse virale, un uomo e una donna vivono in una villa isolata in riva al mare. Lui vorrebbe avere un figlio, lei no e l'arrivo di un'altra donna complica le cose... Apologo pessimista sul rapporto fra i sessi che, pur contenendo spunti interessanti, lascia perplessi per la messa in scena goffa e la pessima prova di quasi tutti gli interpreti, il cui dilettantismo avrebbe dovuto forse acuire il senso di straniamento ma suscita invece fastidio. Una sciatteria comprensibile nel film di un esordiente ma non di un regista come Ferreri che aveva già alle spalle opere importanti.
MEMORABILE: La dizione di Marco Margine mi ha provocato lo stesso effetto del gessetto che stride sulla lavagna: pelle d'oca.

B. Legnani 18/09/21 20:08 - 4998 commenti

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Micidiale, pretenzioso apologo nichilista di Ferreri, specialmente a causa di recitazioni/doppiaggi spesso scadenti e leziosi (ancor peggio è, peraltro, la barbetta di Margine, a metà strada fra Ferreri e il capitano Achab) e dialoghi spesso privi di una minima logica, come all’incontro con la Girardot (costei è di un altro pianeta, ma resta in scena solo un quarto d’ora). Molte domande, poche risposte. A cosa serve il ruolo, peraltro muto, della Rassimov? E il bovino bianco e cornuto cosa ci sta a fare? Si obietterà che non va spiegata ogni cosa: vero, ma c’è un limite a tutto…
MEMORABILE: Il pranzo cannibalesco.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Markus • 17/03/10 21:25
    Scrivano - 4812 interventi
    Ecco il fotogramma in cui viene mostrato il flacone (è un 240 ml.) di eau de cologne Executive di Atkinsons di cui parla Stefania e relativa pubblicità (dello stesso anno del film), che testimonia la forma particolare:




    NB La pubblicità proviene dalla prestigiosa collezione cartacea Markus.
    Qui trovate il dibattito e relativa richiesta di Stefania:
    https://www.davinotti.com/forum/discussione-generale/il-seme-dell-uomo/10015523
  • Discussione Stefania • 17/03/10 23:01
    Archivista in seconda - 604 interventi
    Grandissima la pubblicità dell'Executive! Vagamente minatoria, ma questa doveva proprio essere una caratteristica di tutte le pubblicità dei profumi maschili dell'epoca! Cioè: che significa "quando un uomo decide è per sempre"? Cosa decide? Di restare fedele al profumo? E' l'interpretazione più rassicurante, però, sarò forse paranoica, ma ti dico, mi sembra più una minaccia, un'allusione a qualcosa di ben più preoccupante! Comunque, vorrei sapere perché Ferreri scelse proprio l'Executive, che non credo fosse l'unico profumo di successo in quegli anni! Sorge un dubbio: mica avrà colpito anche lui, lo slogan della pubblicità?
  • Discussione Markus • 17/03/10 23:41
    Scrivano - 4812 interventi
    Si Stefania, lo slogan penso alludesse al fatto che quando l'uomo decide il suo profumo, lo fa per sempre. Peccato che anni dopo scomparve l'Executive, ma questo è un'altro discorso. Sembra molto politico come slogan comunque! Ferreri lo scelse probabilmente perché lo usava, o forse perché in effetti, il flacone era molto caratteristico ed aveva una medaglietta di alluminio applicata con il logo Executive. La versione che ho io, è quella che lo sostituì a partire dal 1972.

    PS se in futuro verrò a Roma, oltre a fare una rimpatriata con i vari davinottiani romani che vorrei conoscere, prenotati per portarmi a far mambassa alla profumeria che tu ben conosci ;)
  • Discussione Stefania • 18/03/10 02:42
    Archivista in seconda - 604 interventi
    Sì, per la profumeria puoi contarci, ma che Ferreri usasse l'Executive è una tua illazione, o sei andato a intervistare la sua vedova? :))) Col dovuto rispetto alla signora e allo scomparso grande regista, ovviamente...
  • Discussione Markus • 18/03/10 07:51
    Scrivano - 4812 interventi
    Una mia supposizione più che altro e, in fin dei conti, non ci sarebbe stato nulla di male. Comunque bello spottone in un film! Teniamo conto che era un profumo comunemente in commercio...
  • Discussione Stefania • 18/03/10 17:29
    Archivista in seconda - 604 interventi
    Markus ebbe a dire:
    Una mia supposizione più che altro e, in fin dei conti, non ci sarebbe stato nulla di male. Comunque bello spottone in un film! Teniamo conto che era un profumo comunemente in commercio...

    Sì, hai ragione e ti dirò che comunque sono contenta che, anche attraverso questo piccolo particolare, siamo (forse) riusciti ad attirare un pochino d'attenzione su questo film che è probabile molti non conoscessero. Un film che è uno dei tanti bellissimi e inquieti sogni che il Maestro ci ha raccontato!
  • Discussione Markus • 18/03/10 23:15
    Scrivano - 4812 interventi
    Stefania ebbe a dire:
    Markus ebbe a dire:
    Una mia supposizione più che altro e, in fin dei conti, non ci sarebbe stato nulla di male. Comunque bello spottone in un film! Teniamo conto che era un profumo comunemente in commercio...

    Sì, hai ragione e ti dirò che comunque sono contenta che, anche attraverso questo piccolo particolare, siamo (forse) riusciti ad attirare un pochino d'attenzione su questo film che è probabile molti non conoscessero. Un film che è uno dei tanti bellissimi e inquieti sogni che il Maestro ci ha raccontato!


    Assolutamente! In questo caso grazie soprattutto al tuo occhio ;-)
  • Discussione Lucius • 2/10/10 18:16
    Scrivano - 8739 interventi
    Sono d'accordissimo e certi dialoghi sono ampiamente giustificati, trattandosi di un film grottesco.
    Ultima modifica: 2/10/10 18:16 da Lucius
  • Discussione Bouvard • 15/03/21 23:36
    Galoppino - 16 interventi
    Una domanda difficilotta anzichenò. Anzi un paio.
    Il "prete" è una donna doppiata da un uomo. Nome dell'attrice?

    Ma soprattutto: il maggiore De Votis (o Devotis)? (Da non confondere con il maggiore elicotterista, parlo del personaggio a cavallo in compagnia del prete). Giovane uomo androgino, o donna dai tratti spigolosi?

    Mi è sembrato di riconoscere la stessa persona ne L'invenzione di Morel (1974) di Emidio Greco, si vede a circa 40 minuti dall'inizio (foto). Ho googolato uno per uno tutti gli attori dei titoli di testa, e cercato corrispondenze tra le rispettive liste del cast nell'IMDB, ma niente. 
  • Discussione B. Legnani • 18/09/21 19:50
    Consigliere - 14336 interventi
    Bouvard ebbe a dire:
    Una domanda difficilotta anzichenò. Anzi un paio.
    Il "prete" è una donna doppiata da un uomo. Nome dell'attrice?

    Ma soprattutto: il maggiore De Votis (o Devotis)? (Da non confondere con il maggiore elicotterista, parlo del personaggio a cavallo in compagnia del prete). Giovane uomo androgino, o donna dai tratti spigolosi?

    Mi è sembrato di riconoscere la stessa persona ne L'invenzione di Morel (1974) di Emidio Greco, si vede a circa 40 minuti dall'inizio (foto). Ho googolato uno per uno tutti gli attori dei titoli di testa, e cercato corrispondenze tra le rispettive liste del cast nell'IMDB, ma niente. 

    1) Maria Teresa Piaggio.
    2) Non lo so. Però mi pare davvero la medesima persona.
    Ultima modifica: 19/09/21 11:18 da B. Legnani