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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

L'esilio di Napoleone all'Elba visto dagli elbani. Siamo nel 1814 e con grande scorno del repubblicano Martino Papucci (Germano), insegnante e aspirante scrittore, la sua isola viene scelta come destinazione per l'esilio del grande condottiero francese. Martino avrebbe tutte le possibilità di prendere la nave e partirsene per l'Europa come previsto da suo fratello (Mastandrea), ma decide di rimanere con l'obiettivo - dopo esser stato scelto proprio da Napoleone (Auteuil) come scrivano personale - di assassinare il tiranno per fargli pagare le migliaia di morti in battaglia. Ma il carisma dell'uomo è grande, la sua saggezza affascina e le idee cambiano... Rivista in chiave di commedia popolata di volti noti del nostro cinema, la storia diventa...Leggi tutto secondaria, puro pretesto per fornire vaghi spunti a un copione non certo esaltante. La bravura di Auteuil è fuori discussione, ma il suo Napoleone non va al di là di quanto si può immaginare, con frasi che sono spesso sentenze e un atteggiamento populista che lo porta a farsi amare dagli elbani tutti. Il suo rapporto col vero protagonista - ovvero il Martino di Germano - non dà modo di mettere in luce sfumature particolari e a funzionare un po' meglio è la parte più verace, con la Impacciatore strabordante nel ruolo di sorella di Martino, seguita e bramata da un Ceccherini il quale più di tutti incarna l'anima comicarola che il film ambirebbe a tratti di liberare. Gli altri s'impegnano per apparire meno superficiali, ma i risultati non fanno gridare al miracolo. Nonostante la buona ricostruzione, ben fotografata, a lasciare perplessi è la sceneggiatura, che rimesta a vuoto nei pochi spunti offerti da un soggetto che induce alla noia. La Bellucci è discreta ma si dibatte tra parentesi melodrammatiche evitabili (così come la Inaudi nel ruolo della servetta innamorata di Martino), Mastandrea si vede giusto all'inizio e alla fine, Germano non può dare al suo scrivano lo spessore di cui il film necessitava e si ripete allo sfinimento nel suo tormento mentale che gli impedisce di prendere una posizione decisa con se stesso. Per quanto valido, insomma, il cast recita senza lasciare il segno e le ambizioni di Virzì si infrangono in un ritratto calligrafico privo di grinta (nonostante la verve di Germano) e la noia affiora a più riprese. L'immancabile Carlo Monni partecipa con entusiasmo alla battuta di caccia sull'isola.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/05/07 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/11/15
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Galbo 1/05/07 20:58 - 11577 commenti

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Il regista toscano Paolo Virzì prende i temi del suo cinema e li trasporta pari pari all'epoca nepoleonica, raccontando la storia di un giovane maestro dell'isola d'Elba che sogna di uccidere l'imperatore in esilio e per avvicinarlo si fa assumere come scrivano. La caratterizzazione dei personaggi è piacevole e gli attori piuttosto bravi, compresa la vituperata Bellucci che trova qui un ruolo nelle sue corde.

Kolly 10/08/08 18:08 - 34 commenti

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Un film sicuramente piacevole da vedere. Personaggi che intrattengono lo spettatore con le loro scenette divertenti. Ottima l'interpretazione di Elio Germano e Valerio Mastandrea. Un Ceccherini che fa uscire fuori le sue qualità da attore. L' esilio di Napoleone raccontato in chiave diversa dal solito, raccontato dalla parte del "cattivo", molto accattivante. Trama non scontata e che ci regala un sorriso fino all'ultimo frame. Un buon film.

Mascherato 4/09/08 16:46 - 583 commenti

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L'indubbia professionalità del regista Paolo Virzì e dei collaboratori cozza contro la difficilmente cancellabile sensazione di trovarsi di fronte ad un remake, in costume e con le star, di Ovosodo. Qui Martino (lì Piero) che, tra ambizioni letterarie e difficili rapporti familiari, incontri determinanti (maestro Fontanelli/la professoressa Giovanna: entrambi destinati alla stessa fine), infatuazioni (la baronessa Speziali/Lisa), falsi mentori (Napoleone/Tommaso), alla fine sceglie il lavoro (bottega/fabbrica) ed il matrimonio tranquillo (Mirella/SUsi). Ci si sarebbe aspettati di più.

Caesars 4/03/09 08:40 - 2916 commenti

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Non male questa commedia all'italiana ambientata all'epoca napoleonica, che ci regala almeno due sorprese: Massimo Ceccherini, che risulta una spanna al di sopra degli altri comprimari e, soprattutto, Monica Bellucci, che oltre ad essere sempre splendida questa volta riesce anche a recitare (e risulta pure ascoltabile). Bravi comunque tutti gli interpreti a cominciare da Elio Germano, che vorrebbe uccidere Napoleone (interpretato dal sempre ottimo Daniel Auteuil). Non eccezionale, ma un prodotto che merita la visione.

Daniela 11/10/10 07:57 - 10150 commenti

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Il breve esilio di Napoleone all'Elba, raccontato con gli occhi di un maestrino idealista che vorrebbe uccidere il tiranno ma resta anch'egli soggiogato dalla sua forte personalità. Commedia in costume, ben interpretata (oltre all'eccellente Auteuil, si fa notare Ceccherini, corteggiatore impacciato divertente e meno macchiettistico del solito), che però sconta il difetto di una sceneggiatura poco incisiva, i cui i momenti drammatici e quelli farseschi si giustappongono senza riuscire ad amalgamarsi. Comunque originale, da vedere.

Andykap 19/10/10 11:27 - 37 commenti

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Napoleone è all’Elba: gli isolani si inorgogliscono, le autorità sbrodolano, qualcuno invece vorrebbe fargli la pelle, in primis il giacobino Martino tanto infuocato quanto imbranato. Intanto Napoleone fa un po’ il Peter Sellers di Oltre il giardino, un po’ si pente e un po’ riscopre (al cannocchiale) l’anima corsa (e anti-francese). Ma finge (non si è un sanguinario imperatore per niente). Film curioso e con un suo perché: bravi Auteil e Germano, come Impacciatore. Ceccherini, incredibilmente, non dice una parolaccia e la Bellucci è bravina!
MEMORABILE: Si ride, ma c'è il momento di pathos: la fucilazione del maestro per mano dei suoi ex-allievi

Nando 18/10/10 23:01 - 3536 commenti

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Efficace commedia ambientata durante l'esilio napoleonico all'Elba. Sentimenti antinapoleonici e voglia di libertà. Cast molto affiatato in cui spicca per intensità Germano anche se Mastandrea, l'Impacciatore e la Bellucci non sono da meno. Interessanti i siparietti familiari che inducono sovente al sorriso.

Luchi78 3/11/11 10:38 - 1521 commenti

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Piacevole commedia in costume in tipico stile virziano, con la variante più che azzeccata di ambientare il tutto in un'isola d'Elba accuratamente ricostruita, come all'epoca dell'esilio napoleonico. Molto bravo Elio Germano, non da meno Mastandrea e la sua compagine familiare, Bellucci inclusa. Auteuil è un Napoleone riflessivo, al quale però non mancano i guizzi dell'imperatore despota, come si può ben notare in alcune spassose scene che arricchiscono una commedia dalle mille sfaccettature.

Giùan 4/11/11 13:52 - 3246 commenti

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Son tra quelli a cui N non è piaciuto ed essendo sincero ammiratore del cinema di Virzì, un po' me ne è doluto. È come se il regista livornese facendo indossar il costume ai suoi attori mettesse anche la maschera al suo acre umorismo. Il tentativo di leggere con distacco critico la tirannide e il terrorismo (come gesto singolo e romantico) sulla carta risultava sfizioso ma a quel punto bisognava andar più in fondo all'idea e creder di più a ciò che si metteva in immagine. Così invece la lontananza svela solo sterilità. Spaesato Germano, a fuoco Ceccherini.

B. Legnani 1/01/12 17:19 - 4897 commenti

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Riuscita contaminazione fra commedia e storia (alla Magni? un po' più lievemente, direi), grazie a un regista che trae il meglio dai suoi attori giovani, Bellucci compresa. Ottimi i primi 15'. Meglio la prima metà che la seconda, che ha un paio di momenti meno riusciti (le confidenze fra donne e la scena madre del pre-finale, stridente con la vicenda, al punto che pare messa lì solo per dar logica all'ultima scena). Carismatici Auteuil e Antonutti, il cui cane, ça va sans dire, si chiama Argo. Gradevoli (perché non smodati) Ceccherini e Monni.
MEMORABILE: La frase sulle conchiglie e sulla vanità. L'incontro con l'anziana nutrice.

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Stelio 22/05/14 18:58 - 384 commenti

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Virzì è un autentico artista e questo film ne è l'ennesima dimostrazione. La scelta del romanzo di Ferrero si rivela ideale per lo snodo della trama e dell'ottima sceneggiatura. Riuscitissimo il tandem Auteuil/Germano, grandi tempi comici e perfino la Bellucci riesce a svolgere il suo ruolo in modo adeguato. Finale semplicemente geniale.

Saintgifts 29/09/14 02:27 - 4098 commenti

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Virzì riesce nel duplice miracolo di rendere "veri" attori la Bellucci e Ceccherini, in ruoli da comprimari ma con una certa loro importanza. Per fare questo trasporta i suoi toscani all'inizio del 1800 nell'isola d'Elba, assieme a un Napoleone che non sembra poi così preoccupato della sua sorte. Commedia quindi, con sprazzi drammatici, che danno però l'idea di essere usciti dal Vernacoliere. Tema insolito che riesce più divertente nelle parti di contorno che non in quelle centrali, con cinghiali dispettosi e irrispettosi.

Il ferrini 27/05/16 23:56 - 1797 commenti

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Da residente assicuro che dell'Elba c'è poco in questa pellicola, che infatti è girata integralmente a Piombino. Ciò non toglie che il film sia molto divertente e anche abbastanza filologico nei costumi, nelle scenografie e negli eventi raccontanti. Davvero quasi tutti gli elbani si sentiron lusingati da cotanta presenza. Forse un po' più di omogeneità nel vernacolo non avrebbe guastato (se converti al livornese Germano e Mastandrea, lo spiccato fiorentino di Ceccherini e Monni è fuoriluogo) ma in fondo parliamo di una commedia. Riuscita.

Ryo 13/03/17 23:55 - 2169 commenti

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Storia molto valida, ricostruzione ottima del periodo ottocentesco e cast ben assortito. Nonostante gli attori siano quasi tutti da commedia, salta fuori un bel lavoro, dai risvolti inattesi, beffardi, inseriti in un realistico contesto storico/sociale. Ceccherini ogni tanto rompe il ritmo della serietà con buffe uscite, caratterizzando il suo personaggio come uno di quelli che rimangono più impressi. Un po' deludente, per i suoi standard, l'attore francese Auteuil.

Paulaster 26/10/20 09:40 - 3076 commenti

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Insegnante è assoldato come scrivano da Napoleone in esilio. Trama con pochi spunti (dopotutto si aspetta solo di capire se l'ammazza o no) in cui è la parte di corredo che convince. Germano ovviamente fa il suo, anche se ha poco la parlata toscana, ma le scene più divertenti risultano quelle con la Impacciatore e quelle di sostanza con Antonutti. Auteil dice solo qualche frase importante fine a se stessa. Virzì evita i toni da commedia esasperati e gira un film più storico che semplicemente in costume.
MEMORABILE: La Impacciatore che si promette a Ceccherini; Napoleone in fuga con la baronessa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Mauro • 7/01/14 14:54
    Disoccupato - 9915 interventi
    Il titolo esatto è N (Io e Napoleone)
  • Discussione Raremirko • 30/10/16 22:29
    Addetto riparazione hardware - 3638 interventi
    Virzì ha fatto di sicuro di meglio e anche il fiasco al botteghino conferma questo.

    Mezzi e soldi sprecati, buona ricostruzione storica, attori in parte, ma il film risulta confuso e raccontato male.

    Soliti temi (aristocrazia contro proletariato, amori, particolarismi, ecc.), qualche banalità, molta ambizione.

    Discreta la Bellucci che, a quanto so, si è preparata molto anche riguardo al dialetto da interpretare; è un'opera troppo personale, dal regista per il regista, sincera quanto si vuole, ma anche non troppo a fuoco.

    Più che sufficiente ma nulla di che.