Morti di salute

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Eccellente ricostruzione storica (siamo nel Michigan del primo Novecento), grande sfarzo scenografico, un cast notevole, le ricercate musiche di Rachel Portman ad accompagnare la ricca messa in scena: Alan Parker può contare su un ottimo budget per portare su schermo il romanzo di T. Coraghessan Boyle ma dimentica le regole base della commedia, che normalmente della leggerezza fa un suo punto di forza e che spesso quando incontra tanto pachidermico splendore si incaglia e si fa pedante, inutilmente prolissa (qui si raggiungono le due ore!) diventando maniera, sterile esercizio di stile. L'ambientazione ci riporta a Wellville, un ricco centro benessere dominato dalla figura del celebre dott. Harvey Kellogg (Hopkins), integralista del salutismo...Leggi tutto che predica l'astinenza sessuale, obbliga a sposare gli ideali dei vegetariani e sfrutta una lunga serie di macchinari rivoluzionari per ridurre il peso e riportare i clienti al massimo splendore fisico. Quando arrivano, William (Broderick) e sua moglie Eleanor Lightbody (Fonda) entrano subito in contatto con le usanze e i bizzarri metodi del posto seguendo le dimostrazioni pubbliche sovente disgustose del gigionissimo professore. Uno dei figli adottivi (Carvey) di quest'ultimo, un mezzo ritardato che vedremo anche da bambino in qualche superfluo flashback, viene intanto cooptato dal truffaldino Charles Ossining (Cusack) per lanciare una nuova marca di cornflakes che chiamerà Kellogg per sfruttare il prestigioso cognome del ragazzo. Storie diverse che solo nel caso di Cusack si allontanano dal centro benessere (ma la sua avventura si chiuderà proprio lì, nel finale). Il clima da festosa e prolungata ricreazione si avverte, tuttavia Broderick, cui spetta il ruolo principale dell'uomo “normale” che accede a un immaginifico e folle universo retto da regole assurde e trattamenti impensabili, si conferma attore discreto purtroppo poco dotato per la commedia (nonostante i trascorsi), per nulla reattivo e comicamente inadeguato. D'altra parte vale lo stesso per Alan Parker (e di riflesso per il film), che insiste sull'eccentricità di Kellogg trasformandolo in una fastidiosa macchietta, si perde in volgarità per la gran parte legate alle parti basse (scorregge comprese) e al disgusto (il vomito), pontifica senza gran fantasia sulle gioie del sesso (soprattutto in ottica femminile, con la bella Bridget Fonda sugli scudi) e quasi mai riesce ad essere divertente e sagace come vorrebbe. L'attenzione del regista – altrove eccellente - sembra rivolta quasi per intero a rivestire il film di una lussuosa patina da grandeur in costume che fa decisamente a pugni con l'immediatezza e i tempi della commedia, producendo un'opera effimera quanto superflua, che si ferma all’idea di mostrare antidiluviane macchine per il dimagrimento e al conseguente imbarazzo di chi le utilizza. Ciò che vi gira intorno (e considerate le due ore non è affatto poco) son futili dialoghi, battute spesso a vuoto e un colpevole autocompiacimento di Parker per l’indubbia ricchezza della confezione, sulla quale ci si può volendo soffermare abbagliati cercando di sorvolare sul contenuto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/01/07 DAL BENEMERITO XAMINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/08/17
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Xamini 5/01/07 01:15 - 1069 commenti

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Tra le musiche di Rachel Portman e la regia di Alan Parker non saprei a chi dare le luci della ribalta. Tutto funziona, in questa commedia dai toni ben oltre le righe. Il ritmo è ottimale, l'ironia eccellente, i costumi, le ambientazioni e la fotografia sono perfetti. E il cast, tra un Hopkins agli antipodi del Silenzio degli Innocenti, un Broderick che fa la terapia del sesso in una clinica di astinenze, Lerner e Cusack nei panni del gatto e della volpe e Garth direttamente da Fusi di testa.

Redeyes 9/04/08 12:00 - 2268 commenti

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Questa è senza ombra di dubbio una piacevolissima commedia che non capisco come mai sia spesso sottovalutata. Il clima grottesco diverte fin dalla prima inquadratura. La location anche sotto il profilo temporale è ben scelta e concorre, facendo ricorso anche a geniali strumenti (il bidet elettrico ad esempio), ad aumentare un piacevole disgusto. Parallelamente si evidenziano le assurde brutture del moderno cercar rimedio, con mirabolanti scoperte, ai nostri difetti o problemi.

Galbo 31/08/08 20:15 - 11693 commenti

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Piacevole commedia diretta da Alan Parker che mescola il semplice intrattenimento con una non molto velata critica agli eccessi del salutismo e alle manie legate al benessere fisico. Ne deriva una spietata satira in cui appare rilevante una caratterizzazione farsesca dei personaggi immersi in un contesto scenografico ed ambientale innovativo per l’epoca. Efficaci e divertite le partecipazioni del cast nel quale spiccano Matthew Broderick ed Anthony Hopkins. Buona sceneggiatura con dialoghi brillanti.

Capannelle 24/11/11 10:53 - 3926 commenti

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Soggetto interessante, portatore di una critica verso i vezzi salutistici e il bigottismo controproducente, ma declinato su un grottesco eccessivo che alterna momenti riusciti (le macchine della clinica, i flashback, la paziente itterica) ad altri più prevedibili o dove il trivio appare forzato (i compari di Cusack, l'arnese fallico, lo stesso dottor Kellog). Peccato perché su cast e ricostruzione d'epoca non si era certo lesinato.

Stefania 7/10/10 22:17 - 1600 commenti

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Un medico che si chiama Kellog (come i famigerati cereali per la prima colazione... io ho sempre preferito i cornetti!) non può che essere un paladino dell'ortoressia, un quacchero della salvaguardia dello stomaco e un fanatico della pulizia dell'intestino! Ottima commedia, dove l'esaltazione del salutismo è l'altra (divertente) faccia del puritanesimo, con un retrogusto sadico e connotazioni palesemente sessuofobiche. Antony Hopkins particolarissimo, grottesco e inquietante "mad doctor".

Daniela 3/03/17 10:27 - 10739 commenti

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Hopkins in versione conigliesca veste i panni del Dr.Kellogg, dittatore di una casa di cura salutista che depura i propri pazienti con metodi assai energici. Intanto il figliolo scemo tenta di sottrarsi al dominio paterno iniziando un commercio di fiocchi di cereali che si rivelerà assai fruttuoso... Commedia grottesca a cui si perdonerebbe volentieri l'insistenza su clisteri, peti e simili piacevolezze se solo riuscisse ad essere graffiante e satirica come aspirava ad essere. Apprezzabile più per gli intenti che per la riuscita, nonostante l'evidente cura della confezione.

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