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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Siamo concettualmente agli antipodi della commedia vanziniana: laddove questa si apriva costantemente verso l'esterno spingendosi verso l'esotico o comunque una dimensione itinerante, il primo film da regista di Enrico si rinchiude verso l'interno, facendo della forzata unicità di luogo la sua prima ragion d'essere. Lo fa seguendo però i dettami da sempre alla base del cinema dei fratelli romani, che prende spunto dall'attualità per ricamarvi ironicamente, innestando su situazioni profondamente legate al presente un modello di commedia che si riferisce (al di là dei facili ammiccamenti ai grandi del passato mostrati qui in tv) all'universo proprio, col tempo diventato capace di autosostenersi....Leggi tutto Ambientato quasi tutto in interni, passando dall'appartamento lussuosamente arredato della coppia Greggio/Minaccioni a quello spartano di Memphis/Stella, il film punta al solito intreccio di corna scoprendo tuttavia l'inedita maturità di chi le accetta senza farne un dramma. Giovanni (Greggio), avvocato, e Tamara (Stella), commessa al supermarket, sono amanti, ma se da una parte Mariella (Minaccioni) sembra cinicamente più interessata ai risvolti economici della nuova situazione, Tamara in qualche modo tende a riavvicinarsi a Walter (Memphis) pur mantenendo apertamente i rapporti con Giovanni in un ménage che sembra in fondo non sconvolgere nessuno. Nessuna reazione isterica o ferocemente rabbiosa insomma, forse perché per una volta i protagonisti capiscono che i veri drammi stanno al di fuori e coinvolgono un paese intero. Conscio anzi della accuse di sciacallaggio che gli sarebbero state inevitabilmente rivolte, Vanzina si ritaglia un paio di momenti in cui variare d'improvviso registro (con l'accompagnamento di musiche in tema) soffermandosi sulla drammaticità del momento storico. Innesti maldestri purtroppo, soprattutto quello che vede Greggio difendersi dall'accusa di "cazzaro" mascherando nel personaggio concetti con cui lo stesso Vanzina tenta di parare i colpi della critica. Ma il terreno naturale del suo cinema è la commedia, che qui in salsa kammerspiel avrebbe avuto bisogno, per reggere, di una sceneggiatura infallibile. Che ahinoi non c'è, perché solo molto di rado le battute colpiscono nel segno e se lo fanno è in gran parte merito della verve che esibisce una Paola Minaccioni nettamente al di sopra dei colleghi: offre una varietà e una vivacità che manca del tutto a un Greggio ahinoi spento (proprio lui che da attore aveva fatto di simili doti ciò che gli permetteva di imporsi al di là di una recitazione spesso zoppicante). L'ex yuppie oggi come allora in giacca e cravatta agisce quasi da spalla, avvocato di una certa cultura che inorridisce quando la moglie scambia García Márquez col pilota di motogp Marc Marquez, deludentissimo nelle scenette (terribili) con la vicina di casa sexy (Jacobelli)... Memphis è invece il motore comico della seconda coppia, colui cui spetta di trovare i tempi giusti per portare avanti l'episodio dal momento che la Stella, pur pimpante nel suo corretto dialetto toscano, è chiamata a restare al suo servizio. E non a caso l'unica parte forse davvero divertente (per quanto esageratamente tirata per le lunghe) è lo scambio in chat tra Memphis e la Minaccioni, con la seconda particolarmente scatenata mentre legge a volte alta (!) tutti i messaggi equivoci che scrive e riceve senza sapere chi sia il suo vero interlocutore. Manca però del tutto la dinamicità che contraddistingueva la regia di Carlo, con la mdp sovente fissa che si limita giusto a qualche controcampo e - quando si accorge di tanta staticità - si lancia in rotazioni (intorno ai protagonisti seduti a tavola, per esempio) o movimenti improvvisi piuttosto fuori luogo. Che la regia fosse rivedibile era preventivabile, ma si sperava che invece il copione riuscisse a sfruttare in modo più spiritoso le mille contraddizioni legate alle norme sul Covid. Quanto alla situazione sentimentale, in assenza di sotterfugi possibili per i due traditori, costretti in casa coi rispettivi coniugi, tutto si compie alla luce del sole o quasi perdendo il gusto della comica menzogna tipica di tutte le pochade. Qualche buon momento c'è, ma l'inattesa malinconia sul volto di Greggio si riflette sul film, che non esce da una dimensione apparentemente povera e di ricalco pesante poco consona alla brillantezza vanziniana. Eppure molte sfumature in alcuni personaggi (segnatamente nella Mariella della Minaccioni) sono insolite e si sposano bene al clima straniante dato dal diffondersi della pandemia. Si perdoni quindi a Enrico la scarsa dimestichezza in regia e si attendano (in tutti sensi) tempi migliori. Simpatico il veloce cameo via videocam di Mattioli, che in riferimento al non più impeccabile funzionamento del proprio apparato genitale risponde a Memphis che ne ipotizzava le doti: "Lascia stare, non si scherza con i morti".
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/10/20 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 17/10/20
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Rambo90 16/10/20 00:58 - 6394 commenti

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Tremendo. Il Vanzina rimasto fatica a imbastire una storia che racconti qualcosa, appigliandosi al lockdown senza sfruttarne appieno le potenzialità ma semplicemente ricalcando i luoghi comuni del suo cinema. Non si ride praticamente mai, perché battute e dialoghi sono così poveri di spirito e d'idee da lasciare quasi sempre basiti. Regia pedestre, con molta sovraesposizione di volti e nessuna idea di montaggio, il tutto non salvato nemmeno dagli attori. La Minaccioni è qui insopportabile, la Stella par messa lì solo a fare mostra di sé, Greggio e Memphis spenti.

Markus 17/10/20 10:09 - 3310 commenti

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Se c'è una cosa difficile da realizzare è proprio un film tutto d'interni, teatrale. L'esordio alla regia per lo sceneggiatore Enrico Vanzina è davvero un azzardo che purtroppo evidenzia molti limiti tecnici impossibili da non notare, persino dai meno attenti. Resta la vicenda: è ben poca cosa, basata essenzialmente su sketch e monologhi - spesso tirati per le lunghe - che talvolta strappano una grassa risata. In questo senso, la Minaccioni più di altri è davvero la spina dorsale sulla quale il film si "regge". Una certa scorrevolezza aiuta non poco.

Gabrius79 23/10/20 15:26 - 1199 commenti

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Una sorta di instant movie sul periodo che stiamo vivendo che però non offre granché a causa di una sceneggiatura poco graffiante. Per fortuna l’ottima Paola Minaccioni salva il salvabile con battute che spesso fanno centro e divertono. La segue a ruota (ma in tono minore) Ricky Memphis. La Stella e peggio ancora Greggio non riescono a far sorridere minimamente. Piacevole il cameo di Mattioli in videochat. L’esordio di Enrico Vanzina alla regia non fa centro.

Paulaster 22/10/20 09:50 - 2827 commenti

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Doppia coppia in crisi matrimoniale convive nel lockdown causato dalla pandemia. Il tema, delicato, si basa sui tradimenti amorosi e sulle avvenenti vicine di casa (la parte peggiore). La coppia Greggio/Minaccioni funziona grazie alla verve di lei per i “problemi” da benestante (pulizie, capelli, dieta); il duo Memphis/Stella vive più sulla tensione e perde di mordente quando parte la serie di chattate. Doverosa qualche riflessione più seria anche come testimonianza di ciò che è successo realmente. Qualche omaggio cinematografico sparso (con autocitazione dello stesso Vanzina).
MEMORABILE: Le corna e la ricrescita; Il cane di peluche; Le mascherine FFP2 per una soirée; L’intervento di Mattioli.
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