La persona peggiore del mondo - Film (2021)

La persona peggiore del mondo
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Titolo originale: Verdens verste menneske
Anno: 2021
Genere: commedia (colore)
Note: La voce narrante è di Mia McGovern Zaini nella versione originale (Valeria Perilli in italiano). Renate Reinsve premiata come miglior attrice a Cannes 2021.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 20/11/21 DAL BENEMERITO NICK FRANC
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Kinodrop 25/03/22 18:59 - 2360 commenti

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Julie, costantemente sull'orlo di una crisi esistenziale, nel tentativo di trovare una realizzazione di un'interiorità che invece non possiede, saltella da un proposito all'altro e da un uomo all'altro, non per un vero slancio emotivo ma per potere attribuire a loro la sua insulsaggine. Una commedia un po' troppo lunga, per forza di cose ripetitiva nel tentativo di seguire le giravolte della protagonista in un contesto intellettualoide che scambia l'egoismo individuale con la (giusta) realizzazione di sé. Inutile e fastidiosa la voce off che commenta pari pari ciò che si vede.

Nick franc 20/11/21 21:39 - 371 commenti

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Ottima pellicola nella quale Trier racconta le vicissitudini sentimentali e lavorative di una donna eternamente indecisa e alla ricerca di sé stessa ma sempre pronta a rimettersi in gioco.  Emergono una notevole capacità narrativa e una buona padronanza nell'alternare brillante, sentimentale, drammatico e inserti onirici. Molto brava la solare Reinsve nel dare fresca vitalità al suo personaggio ma anche la performance di Danielsen Lie non è assolutamente da meno. Ben scritti i dialoghi, che rendono il film ritmato e scorrevole; speriamo abbia la visibilità che merita.
MEMORABILE: Il dialogo su cos'è tradimento; La corsa di Julie nella città paralizzata; Julie e Aksel al tavolo nel parco nel finale.

Xamini 30/11/21 10:17 - 1145 commenti

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Migliore attrice con merito a Cannes 2021, la Reinsve è il punto centrale di questa piccola perla nordica. Diretta da Joachim Trier, è bravissima a far arrivare al pubblico le emozioni altalenanti di questa commedia a episodi ricca di sentimento e dramma. Il regista è altrettanto bravo ad alternare narrazioni di vario genere: voice over e ritmo serrato dove non occorre tediare con dettagli, narrazione lineare, meravigliose inquadrature statiche, camera a mano, addirittura a fermare il tempo, quando serve. Il risultato è un'opera che coinvolge e restituisce un intenso sapore di vita.
MEMORABILE: Il suo sguardo melanconico su Oslo; L'esegesi del tradimento; L'epifania sul click di un interruttore e la successiva corsa per la città.

Myvincent 6/02/22 09:47 - 3303 commenti

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Riassumendo potremmo ribattezzare il titolo come: "Diario di una str...". Infatti, una giovane trentenne passa di esperienza in esperienza entrando in crisi esistenziale almeno ogni sei mesi. Voleva fare il medico, la scrittrice, o piuttosto la fotografa? Nel frattempo la stessa non esita a distruggere vite altrui con il piglio di una tredicenne. Al solito ruffianissima critica ai poveri maschietti che esaltano le prodezze libertarie della protagonista, Renate Reinsve.

Daniela 15/03/22 19:35 - 11775 commenti

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Arrivata ai trent'anni, dopo aver intrapreso varie strade, Julie non ha ancora deciso cosa fare nella sua vita. Un incontro casuale la spinge a lasciare il fumettista con cui convive per intraprendere una nuova relazione... Film norvegese diretto con abilità e ben interpretato ma che suscita qualche perplessità, anche se fortunatamente una vena ironica sottotraccia smussa i toni troppo benevoli del ritratto di questa giovane donna egoista e volubile che si comporta come una schiacciasassi nei confronti di chi la circonda, azzerando l'empatia nei suoi confronti.
MEMORABILE: La corsa per la città per raggiungere l'uomo conosciuto alla festa; La definizione corretta del termine "puttana".

Leandrino 31/03/22 11:24 - 430 commenti

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Julie arriva ai trent'anni ma non sa ancora cosa fare da grande: famiglia, carriera e stabilità le sembrano cose ancora lontane. Il film di Trier fa centro nel dipingere l'inconsistenza e l'indecisione del giovane di oggi, in rapporto anche a un contesto che toglie sempre più spazio ai "vecchi" e alle loro abitudini. Un bel lavoro di scrittura e di regia, elegantemente diviso in piccoli capitoli - programmaticamente - senza fulcro e un po' asciutto di emozioni e sensazioni; viene un po' il dubbio che l'hype da Oscar e il battage pubblicitario ne abbiano esagerato le potenzialità.
MEMORABILE: Annusarsi e guardarsi fare pipì alla festa di matrimonio; La corsa nella città immobile; L'allucinazione post-fungo; La colonna sonora.

Manrico 6/04/22 18:29 - 90 commenti

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Interessante film che segue la vita indecisa e ondivaga di una trentenne norvegese, tra relazioni incomplete, nodi familiari irrisolti, un’asciutta ironia e qualche momento visionario. La struttura a episodi aiuta a focalizzare non solo su aspetti differenti dei turbamenti della svogliata Julie, ma anche sugli altri personaggi, in particolare i due fidanzati, uno fumettista controcorrente ma di successo, l'altro semplice barista più "in sintonia", ma con dei limiti. Molto brava la Reinsve, un po' lunga la seconda parte.
MEMORABILE: Julie e Eivind che flirtano alla festa; La corsa attraverso Oslo immobilizzata; Il trip di funghi allucinogeni.

Giùan 14/04/22 17:53 - 3855 commenti

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Tentativo di recupero della commedia filosofica che adatta spunti e tematiche etico-estetiche rohmeriane allo sfuggente presente, coi suoi personaggi in perenne bilico sull'abisso dell'anomia identitaria e dello spaesamento sentimentale. Se dal punto di vista dello stile e della fruizione Trier mostra notevole abilità di coinvolgimento, il film però, a cose (e visione) fatte denota un respiro piuttosto corto e un velleitarismo che non approfondisce né disegna, limitandosi a contornare. Bene in parte il carismatico trio Reinsve, Danielsen, Nordrum, ma la migliore è... Oslo.

Paulaster 21/04/22 10:11 - 3763 commenti

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Trentenne affronta la vita cercando di fare esperienze ma non trova una direzione. Il ritratto di una generazione dando risalto ai contenuti: i ragionamenti sul sesso e il dichiarato intento di non volere figli alzano il livello, anche se a volte qualche lentezza affiora. La divisione in capitoli non sembra necessaria in alcune parti della vicenda e la voce fuori campo è inutile (tanto che a un certo punto scompare). Brava la Reinsve nelle sue trasformazioni emotive e onesto il suo ruolo senza scadere in provocazione libertaria.
MEMORABILE: Il fumo passato di bocca; Immobili per strada; Gli effetti del fungo allucinogeno.

Kanon 1/05/22 15:45 - 604 commenti

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Grossissime (per restare tra i superlativi) perplessità su quest'opera. Trier prende la parte (Oslo) per il tutto (mondo) ma tirate le somme resta difficile da individuare chi sia veramente il peggiore e trovare seccante la protagonista (se questo era l'intento). Le pseudo tematiche sociali concorrono solamente a incastonare il periodo ma oltre ciò resta un film superficiale che si pensa autoriale, senza una presa di posizione ma aggrovigliato lungamente su se sé stesso. La forma (alcune soluzioni stilistiche nell'esposizione) salva a tratti l'esposizione.
MEMORABILE: L'asterisco eliminato.

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Bubobubo 2/05/22 10:07 - 1750 commenti

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L'eterna indecisione della neotrentenne Julie (Reinsve), terrorizzata dalla miriade di futuri possibili e dunque incapace di assumersi una responsabilità lavorativa o sentimentale a lungo termine, sembra infrangersi dopo l'incontro col fumettista Aksel (Danielsen Lie)... Sebbene a tratti patinato e posticciamente autoriale, la reductio ad unum operata da Trier ricorda molto da vicino le tante, troppe Julie che ognuno di noi ha incontrato nel corso della propria vita, cataloghi ambulanti di piccinerie personalistiche che nemmeno i discorsi sui massimi sistemi riescono ad elevare.
MEMORABILE: Incontro con Eivind (Nordrum) ad un party sconosciuto; Julie svela la propria gravidanza al capezzale del moribondo Aksel.

Magi94 26/07/22 16:51 - 852 commenti

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Film non facile, quasi criptico nella chiave di lettura che ci vuol dare il regista. Ritratto tragicomico di una giovane trentenne con ancora tanti istinti infantili come i bambini che non vogliono andare a letto? Oppure pellicola di formazione con svolta data dalla gravidanza personale e dalla malattia di una persona cara? L'impressione è che lo spirito del film più riuscito sia il primo, mentre la seconda parte è meno interessante e troppo calcata sullo strappalacrime. Piuttosto notevole invece il ritratto femminile dell'incantevole (e sentimentalmente pericolosa) protagonista.
MEMORABILE: Il gioco sul "fino a dove non è tradimento".

Jdelarge 11/08/22 18:40 - 1000 commenti

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Joachim Trier dirige un buon film che ha nella sceneggiatura e nelle prove del cast i suoi due punti di forza maggiore. Registicamente parlando ci sono parecchie trovate interessanti anche se, a tratti, l'eccesso finisce col risultare didascalico e fine a se stesso, come nel caso della sequenza sulle allucinazioni della protagonista Julie. Convincente la scelta di strutturare il film in capitoli.
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