L'uomo fedele - Film (2018)

L'uomo fedele
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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

La sensazione fin da subito è quella di chi vuole prima di tutto stupire infischiandosene di apparire, nel farlo, al di fuori di ogni perimetro di credibilità. Così si parte subito con la marcia innestata: Marianne (Casta) fissa negli occhi il ragazzo con cui vive, Abel (Garrel) e... "Sono in cinta!", gli dice. Lui accenna un sorriso, vorrebbe stringerla, ma subito lei aggiunge che il padre è un altro: è Paul, un caro amico di lui, col quale ha una relazione da oltre un anno. Abel non reagisce, subisce ed esce distrutto di casa. Qualche anno dopo Paul muore nel sonno e Abel si fa vedere al funerale, dove rivede Marianne e incontra Joseph (Engel), il figlio...Leggi tutto di lei. La passione tra i due ex fidanzati si riaccende, ma a complicare l'intreccio subentra Eve (Depp), la sorella minore di Paul da sempre innamorata di Abel, il quale al contrario non l'aveva mai considerata (anche per la differenza d'età). Ora però Eve è cresciuta, si è fatta desiderabile e torna all'attacco, mentre il piccolo Joseph avvicina Abel e gli dice che Paul non è morto ma è stato ucciso, avvelenato da Marianne che nel frattempo se la faceva col medico. Sarà vero? In una trama almeno inizialmente assai stutturata s'inserisce lo scarno stile del Garrell regista, che guarda all'essenziale rifacendosi palesemente alla Nouvelle Vague. Poi però alcune nuove confessioni di Marianne sulla propria maternità sconfinano nell'incredibile, tornando a farci riflettere sulle forzature che sembrano inserite solo per lasciarci a bocca aperta come se ci trovassimo in un genere diverso, uno di quelli che sull'improbabile giustamente campano per catturare l'attenzione. Eppure, forse anche per questo, e per certi accenni pretestuosi al thriller, la storia coinvolge; si lascia apprezzare non solo per la naturalezza con cui fluiscono i dialoghi, per la qualità delle interpretazioni ma anche per il saper intrigare con il non detto, per il saper lasciare nell'ombra sospetti che potrebbero mutare la direzione del film da un momento al'altro. Per questo la seconda parte, in cui tutto rientra nei binari della commedia sentimentale canonica, diventa meno interessante rischiando di far scemare l'attenzione. E se anche la durata è in fondo contenutissima, non arrivando nemmeno all'ora e venti, il finale tende a trascinarsi non poco, a procedere col pilota automatico mantenendo comunque una leggerezza e una sobrietà fin lì mai venute meno. Un po' fredda la confezione, tra una fotografia poco profonda e musiche di livello ma lasciate spesso fuori scena, con i secchi dialoghi quasi mai accompagnati dalla colonna sonora. Le tre voci narranti (Marianne, Abel e Eve) non sembrano necessarie né sposarsi granché al contesto. Alla chiusura si ha l'impressione di aver assistito a un film semplice, fondato su una buona analisi dei sentimenti ma che non ha una grande idea di dove andare a parare per concludere con un'ultima parte all'altezza... Irrisolto quindi, ma piacevole da seguire per il fascino ambiguo della Casta e il passivo disincanto (stranamente mai irritante) di Garrel.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/04/19 DAL BENEMERITO COTOLA POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/11/21
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Cotola 23/04/19 23:58 - 9052 commenti

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Al secondo lungometraggio, Garrel mostra già un buon piglio ed una buona maturità registica, narrativa e drammaturgica. Tra dramma, commedia ed un pizzico di thriller (Marianne è un'assassina? Chi sceglierà Abel?) mette in scena una storia dai ritmi veloci e piena di avvenimenti e svolte narrative. Il minutaggio è bassissimo (appena 75 minuti) ma ne succedono tante. Non mancano gli spunti interessanti anche se forse manca qualcosa per farlo spiccare rispetto alla massa. E forse manca un pizzico di profondità che stimoli maggiori riflessioni. In ogni caso, un buon film.

Daniela 28/08/19 19:40 - 12670 commenti

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Abel riceve tre notizie dalla ragazza con cui convive da tempo: è incinta, lui non è il padre, il padre è il migliore amico di Abel con cui lei convolerà a nozze entro dieci giorni... E' il prologo sorprendente di questo apologo dalla grazia settecentesca in forma di thriller sentimentale, sceneggiato in punta di penna e diretto dallo stesso protagonista, passiva pallina da ping pong fra una donna e l'altra in una contesa che, inaspettatamente, finisce con soli vincitori (provvisori?). Bravi gli attori, compreso il delizioso ragazzino sospettoso e spione.

Ira72 31/08/19 13:20 - 1313 commenti

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Garrel ha sempre dimostrato talento come attore, ma qui sorprende anche come regista. Un film tanto intimo e delicato quanto cinico e spietato, sorprendentemente naturale come, del resto, lo sono gli innamoramenti. Peraltro la breve durata concentra un insieme di emozioni altalenanti, commuovendo, ma anche facendo sorridere. Una pellicola sensibile e matura, coadiuvata da interpreti in parte e da dialoghi raffinati. Conturbante e malinconica la Casta, temibile lolita la bella Depp, fascinoso e sgarrupato quel tanto che basta Garrel.

Galbo 25/09/19 08:28 - 12399 commenti

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Sofisticata indagine sui sentimenti con un pizzico di mistero in un film raffinato diretto e interpretato da Louis Garrel. Un racconto a tre voci realizzato con grande senso del ritmo e privo (anche per la breve durata) di tempi morti. È evidente il grande lavoro sulla scrittura dei personaggi per conferire il tono apparentemente frivolo ma molto studiato. Ambientazione minimale ed efficaci interpretazioni dei tre protagonisti. Un buon film.

Kinodrop 23/10/19 20:27 - 2957 commenti

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Una trama volutamente sofisticata con un vago sentore di thriller e una psicologia credibile solo se si accetta il presupposto "letterario" e si mette la sordina alla veridicità dei sentimenti. La solita storia tradizionale di astuzie femminili e dabbenaggine da parte del maschio di turno, in più un simpatico ma insulso piccolo detective che fa da portavoce (teatrale) alle "contorsioni" del trio. Un'impressione di démodé a cavallo tra artificio settecentesco e nouvelle vague; salvano il tutto il fascino delle due rivali e il minutaggio.

Nando 7/05/20 15:19 - 3816 commenti

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Una commedia sentimentale con lievi venature gialle di breve durata che si avvale di tre interpreti appropriati. Lo sviluppo narrativo appare talvolta sorprendente, con situazioni che si accavallano tra loro ma alla fine della storia rimane il lato sentimentale, nonostante il finale possa suscitare un piccolo dubbio. Bene Garrel nei panni di attore e regista, affascinante la Casta e piacevole scoperta la figlia di Johnny Depp.

Giùan 27/05/20 14:25 - 4562 commenti

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Un funerale e alcuni amorazzi: certo quelli di Abel per Marianne e Eve per Abel ma pure quello (allo spettatore "nascosto") di Marianne per l'"amico" invisibile Paul e del piccolo Joseph... per chi? Garrel, aiutato dalla penna di Carrière, riesce nell'ardimento di donare levità e vitalità a ménage sentimentali che nel cinema francese son stati "consumati" da esemplari maestri. Così il film, grazie a un dinamismo e a una grazia inesplicabili (l'incipit fa piuttosto disperare), omaggia Truffaut e Rohmer, Chabrol e il primo Godard, guidato da un umile disincanto.
MEMORABILE: La matura sensualità della Casta; Paul precipita per le scale; Il disamoramento di Eve per Abel; Il medico presunto gay.

Pinhead80 14/07/20 20:21 - 4765 commenti

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Nell'oceano infinito del cinema che indaga sulle incomprensioni di coppia, quest'opera esplode come un petardo in mano sin dalle primissime battute, lasciando il protagonista in balia delle bizze sentimentali della compagna. Partendo dalle reazioni inverosimili di Louis Garrel (qui attore e regista) rispetto agli accadimenti, il film risulta eccessivamente pregno di una certa autorialità che influisce negativamente sulla credibilità della storia. Detto questo, gli attori riescono nonostante tutto ad esprimersi al meglio, anche se il migliore alla fine risulta essere il giovane Engel.
MEMORABILE: Le "intuizioni" del ragazzino rispetto alla vita sessuale della madre. 

Lou 11/08/20 17:29 - 1121 commenti

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Seguendo le orme della Nouvelle Vague, Garrel propone un filmetto di intrecci amorosi à la française, leggero e frizzante, che parte con una rivelazione scioccante per poi perdere progressivamente di intensità a causa di un intreccio assai puerile. Garrel gigioneggia col suo fascino scarmigliato, la bellezza della Casta resta sempre apprezzabile, convincente il ragazzino.

Zardoz35 23/02/21 02:38 - 290 commenti

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Forse un titolo più appropriato sarebbe potuto essere "L'uomo babbeo". Vediamo infatti un Garrel che si cimenta nel doppio ruolo di regista e protagonista, in questo caso trasandato al limite del clochard, che viene maltrattato da una casta spocchiosa come non mai. Un giorno mi sveglio e ti dico che sono incinta di un altro? Vabbè, me ne vado. Dieci anni dopo torniamo insieme e ti dico che in realtà quel giorno avevo tirato a sorte? Va bene uguale... mah! Particolarmente antipatico il bimbo detective e spione, mentre l'Oscar va al dentista finto gay accompagnato da una sventolona.

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