Due soldi di speranza

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Anno: 1952
Genere: commedia (bianco e nero)
Note: Grand Prix Festival di Cannes 1952.
Numero commenti presenti: 6

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/04/10 DAL BENEMERITO SAINTGIFTS
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Saintgifts 19/04/10 14:21 - 4098 commenti

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Antonio (ben interpretato da Vincenzo Musolino) torna dal servizio di leva e deve fare i conti con la povertà e la difficoltà di trovare un lavoro nel suo paese alle pendici del Vesuvio, Carmela (una bellissima e bravissima Maria Fiore, la Lollobrigida imparerà da lei) è innamorata di lui. Stupendo film dove la capacità di Castellani di far muovere gli attori come nella realtà, senza nessun tipo di eccesso o di manierismo, si esprime al suo massimo. Forti caratterizzazioni, tutte azzeccate.
MEMORABILE: Come Carmela dichiara il suo amore ad Antonio.

Daniela 26/03/14 13:15 - 9621 commenti

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In un paesino del napoletano, due giovani innamorati non possono sposarsi: lui, che deve mantenere la madre vedova e le sorelle, si arrabatta da un lavoro all'altro senza fortuna, mentre il padre di lei si oppone alle nozze della figlia con un morto di fame e non le vuole dare nulla in dote... Trama e ambientazione sono da film neorealista, ma qui il tono è leggero e scanzonato, il messaggio quello che l'amore (benedetto dal matrimonio) può far superare ogni ostacolo. Molto graziosa, la "selvatica" Maria Fiore anticipa di poco la Bersagliera della Lollo.

B. Legnani 22/08/14 00:58 - 4777 commenti

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Notevole debutto per Musolino, la cui naturalezza è sorprendente, e per Maria Fiore, la cui spregiudicata freschezza è indimenticabile. Castellani conduce con piglio sicuro e solido ritmo, cercando (e trovando) un adeguato equilibrio fra Neorealismo, commedia di costume meridionale, concessioni all’umorismo (anche se la scena più divertente – quella della pletora dei controllori – è in realtà il momento più inverosimile dell’intera vicenda). Finale collettivo assai carino. Da notare che Tornatore non è stato il primo a presentare ciclisti che scorazzano qua e là per portare le pizze e proiettare lo stesso film in più cinematografi…

Neapolis 5/11/14 21:22 - 175 commenti

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Per la serie i capolavori nascosti del cinema. Film di rara bellezza, senza fronzoli recitativi e basato sull'interpretazione essenziale e istintiva degli attori. La mano del regista è sapiente e decisa nel non cercare mai forzature nei personaggi facendo emergere un bel quadro d'autore della provincia meridionale post-bellica. Acerba e deliziosamente selvaggia Maria Fiore, come il panorama che la circonda, mentre Vincenzo Musolino sembra un Nazzari senza enfasi e retorica. Direi film neorealista a suo tempo inspiegabilmente ignorato.
MEMORABILE: La scena del trasporto delle "pizze" tra un cinema e l'altro, cui effettivamente Tornatore si rifà con Nuovo Cinema Paradiso.

Thedude94 8/08/19 12:47 - 609 commenti

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Ritratto di un tipico paesino napoletano degli anni '50, questo piccolo film ben diretto da Castellani risulta essere una piacevole commedia romantica che affronta i temi della disoccupazione giovanile e del matrimonio per interessi economici, ancora in voga in quegli anni al sud. Certo alcune volte si cade un po' nello stereotipo del personaggio in cerca di fortuna e che non trova la sua stabilità, ma ciò non è ripetitivo nella trama. La regia è buona, così come le musiche che accompagnano i begli scorci di una piccola realtà meridionale d'epoca.

Zampanò 1/10/20 14:11 - 187 commenti

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Castellani amalgama due esigenze, commerciale e autoriale. Sulla scia del melò di filone napoletano, campione al botteghino, acconcia il romanzo di Carmela e Antonio da Boscotrecase, risparmiato dai motivetti da musicarello. Insieme a Margadonna e Titina De Filippo (in sceneggiatura) dà anima al presepe sociale vesuviano sfaccettando i due amanti e le famiglie, il villaggio e l'autentica ma nobilissima miseria del Sud. L'eccezionalità di Maria Fiore (doppiata da Claudia Bindi) valse al film la Palma d'oro. Bei tempi.
MEMORABILE: Carmela fa saltare il capannone del padre (come Ornella Muti 18 anni dopo in La moglie più bella).
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Neapolis • 13/11/14 13:07
    Fotocopista - 2077 interventi
    Il film si avvale della collaborazione alla sceneggiatura di Titina De Filippo in quanto il regista Castellani, preoccupato della scarsa comprensibilità dei dialoghi in dialetto napoletano, affidò a Titina la revisione degli stessi; ne scaturì un dialetto Napoletano Universale a uso cinematografico, maggiormente comprensibile ai più ma sicuramente non parlato in nessuna zona della Campania. Molti anni dopo, sempre allo stesso scopo, Massimo Troisi inframmezzò nei dialoghi parole in dialetto con parole in italiano riscuotendo il successo che sappiamo.
    Ultima modifica: 13/11/14 20:04 da Neapolis
  • Discussione Zender • 13/11/14 14:12
    Consigliere - 43734 interventi
    Ah sì? Credevo che Troisi parlasse un napoletano ortodosso, quasi non contaminato. Tanto è vero che in tanti faticano a capirlo.
  • Discussione Neapolis • 13/11/14 20:01
    Fotocopista - 2077 interventi
    Eh no Zender.. facci caso che inframmezza cioè alterna la parlata in dialetto a quella in italiano. Su questo film forse ci vogliono i sottotitoli in alcune scene.
    Ultima modifica: 13/11/14 20:03 da Neapolis
  • Discussione Zender • 14/11/14 08:34
    Consigliere - 43734 interventi
    Eh purtroppo non sono in grado di capirlo, non conosco sufficientemente bene il napoletano. E' un fatto comunque che Troisi lo capisco, quando recita, mentre probabilmente se parlasse napoletano stretto non lo capirei.