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TITOLO INSERITO IL GIORNO 25/11/17 DAL BENEMERITO BEFFARDO57
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Beffardo57 25/11/17 22:00 - 262 commenti

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All'inizio intriga, però il tema è piuttosto logoro (citando alla rinfusa: Le due sorelle di De Palma e Inseparabili di Cronenberg), anche se qui è declinato nella variante del parassitismo gemellare. Poi, dalla metà in avanti, il film perde la strada, fa comparire l'ancora fascinosa Jacqueline Bisset in un improbabile ruolo materno, deraglia sullo splatter (la manina che emerge dalla ferita sul ventre) e cerca di evitare un banalissimo happy end con una chiusura a effetto. Occasione mancata.

Myvincent 23/04/18 17:55 - 2948 commenti

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Il tema del doppio (qui raddoppiato) è un classico oramai masticato e ruminato da quel dì. Mischiando più autori del calibro di Hitchcock, Cronenberg e forse Buñuel dando inchiostro a una sceneggiatura tanto artificiosa quanto stereotipata, Ozon riesce a sfornare un pasticciaccio come pochi che verso la fine fa pure ridere di cuore. Jacqueline Bisset fa una comparsa del tutto programmata (anche quella).

Cotola 15/06/18 15:29 - 8040 commenti

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Fa venire in mente diversi autori (De palma, Cronenberg e in generale anche un po' Hitchock) e le loro pellicole, ma non ne possiede la statura, il fascino ed il magnetismo. Peccato perché all'inizio il film sa intrigare e coinvolgere per poi pian piano sgonfiarsi e farsi troppo pasticciato e alla ricerca del colpo (di scena) a sensazione: si veda il finale. E invece proprio l'epilogo sembra non funzionare a dovere e potrebbe far storcere il naso a molti. Buona la forma; professionale al regia ma nulla di eccezionale.

Giacomovie 5/11/18 13:32 - 1368 commenti

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Come nel film di Egoyan, anche in questo c'è una Chloe che deve districarsi tra seduzione e inganno (a causa di uno psicologo che entra nella sua vita con ambiguità). Il soggetto è doppiamente complesso (psicologia e doppia identità) e il regista riesce a gestire tale complessità solo parzialmente, per poi perdersi in una parte finale pretenziosa.

Daniela 7/01/19 10:27 - 10739 commenti

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In media res, anzi, in media vagina: inizia così l'eclettico Ozon, mettendo fuori pista: non che manchino le scene erotiche fra la filiforme Bacth e Renier nella duplice versione tenero/focoso ma la tematica è il doppio nella sua forma più fisicamente letterale ossia i gemelli: veri, presunti, inglobati. Soggetto intrigante più volte affrontato sugli schermi, talvolta con esiti eccelsi, che qui però risulta banalizzato da una sceneggiatura incerta e da un coup de theatre poco convincente. Film di buona confezione ma confuso, a tratti irritante e certo non esente dal ridicolo involontario.

Nicola81 27/11/18 10:49 - 2201 commenti

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Il tema del doppio è sempre stato molto sfruttato dal cinema e in tal senso questo di Ozon non si configura tra i prodotti migliori. Tuttavia la storia intriga abbastanza, la regia è sufficientemente ispirata, una certa tensione da thriller psicologico c'è e risultano sorprendenti alcune sfrontate concessioni all'erotismo; il finale, però, probabilmente paga dazio all'ansia di voler stupire a tutti i costi. Una Marine Vacht bellissima e bravissima sfoggia una presenza scenica invidiabile, mentre a Renier è stato probabilmente chiesto troppo.

Giùan 10/01/19 09:59 - 3451 commenti

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Ozon gioca saccentemente col fuoco sacro della cinefilia (interpolato peraltro con un suo partner altrettanto venerato: la psicanalisi) tanto che finisce per scottarsi, suscitando nello spettator più avveduto qualche (in)sana risatina da "ben ti sta" e numerosi sbadigli. Il ribaltamento reiterato delle prospettive (l'uno e l'altra, i gemelli, reale/immaginario) oltrepassa il macchiettistico e poco ce ne cala che il Nostro lo faccia (co)scientemente. Patinato più ancor nel cervello dell'autore che nelle immagini. Alla Vacht si augura di invecchiare da Bisset.
MEMORABILE: L'incipit con la vagina occhio che nel bene (soprattutto) e nel male esplicita i meccanismi del film.

Bubobubo 10/01/19 00:24 - 1537 commenti

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Si passa in rassegna tutto il catalogo dei luoghi comuni di genere sul tema del doppio e del gemello evanescente, soffermandosi un attimo più del dovuto sull'Inseparabili cronenberghiano (del tutto imparagonabile a questo) e calcando volutamente la mano sull'erotismo facile. Di per sé il film non è brutto e l'interpretazione della giovane e voluttuosa Vacth è convincente; ogni soluzione è però telefonata, ogni twist strillato in anticipo (persino imbarazzante la cesura dei tre quarti) e il finale, in mancanza d'altro, affogato nel sangue.

Lucius 18/12/19 01:25 - 2940 commenti

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Nel suo periodo di maturità artistica Ozon ci regala una perla di cinema autoriale. Un cinema che, pur ispirandosi ai topoi del genere, è grande in tutto, come e più di Ultimo tango a Parigi: se fosse stato realizzato negli anni Settanta avrebbe probabilmente avuto un destino simile. Tecnicamente e visivamente ineccepibile, con sprazzi visivi e dissolvenze alla De Palma e contaminazioni hitchcochiane. Desideri sessuali doppi come i protagonisti da un lato, la psiche dall'altro, al centro di un labirinto di sensi irrefrenabili. Bugie o verità?

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Lucius • 18/12/19 01:29
    Scrivano - 8723 interventi
    Vorrei ringraziare coloro che han stroncato il film. Quasi tutti. Ma in particolare chi gli ha dato un solo pallino. Aspettative bassissime, del tutto disattese.
    Non per niente è stato in competizione per la Palma d'oro...
    Ultima modifica: 25/12/19 19:31 da Lucius