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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Riderà qualcuno, tutti è molto difficile... Quattro episodi di rara inconsistenza senza un vero tema conduttore. In L’AMORE E’ CIECO Jack La Cayenne, seduttore dal forte accento veneto, ammalia in treno la moglie (una sensualissima María Baxa) del suo capufficio fingendosi cieco. Episodio curioso più che altro per l’insolito modo di fare di La Cayenne. In UN PANE SICURO si registra la prima apparizione cinematografica di Gianfranco Funari, qui topo d'appartamento in casa di Luciano Salce, beccato con l'amante e quindi ricattabile. La verve di Funari è già piuttosto dirompente, e benché l’episodio sia assai scadente resta nella memoria per la parte non secondaria...Leggi tutto del futuro conduttore tv. UN BISOGNO URGENTE è il segmento migliore: niente trama, solo Cochi Ponzoni che a causa di uno yogurt acido si trova la pancia in subbuglio e per l'intera durata dovrà cercare disperatamente una toilette accessibile. Calcando la mano poteva diventare ancora più esplosivo, ma già così, tra scorreggette e smorfie di ogni genere, ci si può accontentare. Peccato per la solita, brutta sceneggiatura, ma Cochi era l'uomo giusto. In L’EREDE Walter Chiari prete rischia a sorpresa di accaparrarsi l'intera eredità del defunto e ricco marito d’una baronessa (Olga Karlatos) se questa non riuscirà a partorire una figlia entro nove mesi. Chiari incredibilmente spaesato e sopra le righe sembra quasi improvvisare, da tanto fatica a entrare nella parte.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/10/08 DAL BENEMERITO DAIDAE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 27/10/08
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Daidae 31/10/10 19:36 - 2947 commenti

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Divertente opera a episodi del buon Paolella, regista meridionale che si barcamenò tra vari generi regalandoci sia buone opere (ad esempio La polizia è sconfitta) sia brutti tonfi. Questo film, pur non essendo eccezionale, ha i suoi punti di forza: divertente il primo episodio, deludentissimo quello con l'ottimo Salce, spassosissimo quello del bisogno. Non male, dopotutto.

B. Legnani 16/07/12 01:57 - 5228 commenti

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Deludentissimo film a episodi. Siamo proprio alla fine degli Anni Settanta e si vede. Non ride nessuno dei protagonisti e nessuno del pubblico. Si inventano (o si riciclano) storielle, tirando in lunghe le pochissime idee. Si ricordano solo le bellezze: la Baxa, la sorella di Stella Carnacina, la Gori (in chiusura di carriera), la splendida Poggi, la Karlatos. C'è Riccardo Billi. *½, con manica larga.

Galbo 21/06/13 19:56 - 11903 commenti

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Quattro episodi per una commedia realizzata alla fine degli anni 70. Si tratta in realtà di un cinema "barzellettistico", la cui fattura è quella dell'avanspettacolo di serie B, allungato e annacquato. Sceneggiatura di bassa qualità, con rare e poco divertenti gag. Si salva parzialmente l'ultimo episodio interpretato da un ottimo Walter Chiari.

Homesick 2/03/14 17:06 - 5737 commenti

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Episodi all’insegna del pecoreccio puro in una commedia che decolla solo nell’ultimo, su cui spira un leggero vento di irriverenza anticlericale intorno al pretastro Walter Chiari e alla baronessa Karlatos. Gli altri si dissolvono in uno sketch tra le smorfie di LaCayanne e la voluttuosità della Baxa, nello sbirciare di Salce sotto le gonne e nel calvario intestinale di Ponzoni, degno di un barzelletta scatologica pierinesca. Intermezzi di musica dei Fratelli Balestra.
MEMORABILE: Le smorfie di LaCayenne mentre si spoglia.

Piero68 29/02/16 09:51 - 2881 commenti

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Dopo aver praticamente sperimentato tutti i generi in voga in quegli anni (dai peplum ai musicarelli, dagli spaghetti-western ai polizieschi) Paolella chiude la carriera con questa classica commedia pecoreccia a espisodi in perfetto stile "fine anni 70". Quattro episodi con quattro attori che non erano proprio il top per quel periodo e una sceneggiatura davvero deprimente e vuota. Solo il comparto femminile è di serie A (la Poggi, la Karlatos e la Baxa). Da menzionare l'episodio di Ponzoni, che sarà ripreso molti anni dopo e con l'interpretazione di Boldi.

Markus 6/05/17 01:29 - 3521 commenti

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Commedia scacciapensieri in quattro episodi. "L'amore è cieco" (*!): fiacca farsa con qualche venatura pruriginosa; "Un pane sicuro" (*!): scarso episodio con Salce, ma incuriosisce per la presenza di Funari; "Bisogno urgente" (**!): il più divertente del lotto, con una vicenda puerile (un bisogno fisiologico negato dalle situazioni) resa spassosa da Ponzoni; "L'erede" (**): faccenda di grossa eredità che dà manforte a una storia tra il cinico e il divertito. Molto sexy la Karlatos. Buone le musiche.

Gabrius79 4/09/17 23:05 - 1331 commenti

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Un film diviso in quattri episodi e sostanzialmente poco riuscito. Il primo episodio si salva giusto per la simpatia di Jack La Cayenne, il secondo con Salce e Funari è noioso con rarissimi momenti passabili, il terzo (il migliore) con Cochi Ponzoni che con i suoi problemi intestinali ci regala un grazioso sketch barzelletta, il quarto spreca totalmente la bravura di Walter Chiari e mette in mostra la bella Karlatos per sopperire a una bislacca sceneggiatura.

Pessoa 15/07/21 06:10 - 2263 commenti

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Si comincia con una barzelletta allungata (*!) in cui si apprezza soprattutto la simpatia dei protagonisti per continuare con una storia improbabile (*!) dove, a parte la professionalità di Salce, c'è poco da segnalare. Scatologia pura per l'inguardabile terzo segmento (*) mentre Chiari e la Karlatos danno un senso all'ultimo episodio (**!), il più corposo di tutti. In sostanza si tratta della solita commedia (poco) scollacciata che conobbe all'epoca anche una diffusione televisiva con i vari episodi proposti singolarmente. Guardabile, se vi piace il genere; ma anche no.

Herrkinski 5/07/22 15:57 - 6810 commenti

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A dispetto del titolo, c'è ben poco da ridere; dall'insulso primo episodio, passando per quello con Salce e Funari (appena discreto), per arrivare al segmento "clou" con Cochi - di stampo "commedia scorreggiona" - e a quello finale con la coppia Chiari/Karlatos, tutto basato sulla verve naturale dell'attore, il livello è costantemente basso e si ride poco o nulla. Anche a livello di confezione si nota una povertà sconfortante e alla fine la cosa che resta più impressa sono i siparietti musicali, con la ost a cavallo tra funky e disco-music, certamente kitsch ma molto 70s.

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