Autumn in New York - Film (2000)

Autumn in New York

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/05/08 DAL BENEMERITO GALBO
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Galbo 17/05/08 05:49 - 12369 commenti

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Love story tra un playboy ultraquarantenne e una giovane amante della poesia gravemente malata sullo sfondo di New York nella stagione autunnale. Diretto dall'attrice cinese Joan Chen, è un film particolarmente ruffiano che mette insieme tutti gli elementi utili a conquistare il pubblico (attori belli e famosi, storia d'amore con risvolti tragici, fotografia metropolitana suggestiva) ma eccede sul piano sentimentale. Ne deriva una pellicola zuccherosa ad alto tasso di prevedibilià.

Homesick 7/09/08 09:34 - 5737 commenti

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«Lui le ha insegnato a vivere! Lei gli ha insegnato ad amare!»: così strillava il trailer di questo film votato allo pseudo-romanticismo più convenzionale e commerciale. La Chen sceglie come interpreti il canutissimo e incartapecorito Gere - ridicolo nel ruolo del playboy cinquantenne - e la graziosa Ryder che nonostante l'indubbia bravura non riesce a riscaldare neanche per un attimo una sceneggiatura fredda e pretenziosa.

Ciavazzaro 22/02/09 12:58 - 4768 commenti

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Insomma. La storia della ragazza con una malattia incurabile è già stata portata parecchie volte sullo schermo. Il film si presenta come un drammone sentimentale di davvero poca consistenza, con interpretazioni che lasciano abbastanza interdetti. Lasciate perdere.

Cangaceiro 8/03/13 22:34 - 982 commenti

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Un film cucito addosso ai due divi da copertina, autori entrambi di uno striminzito compitino anche alla luce di un affiatamento di coppia che sembra veramente mancare. Tuttavia senza quei due l'operazione non avrebbe avuto la minima ragion d'essere. La storiella da fotoromanzo fa il solletico anche alla più sprovveduta delle massaie, essendo del tutto priva di originalità e vitalità. Impalpabile anche la componente drammatica, nonostante la malattia e il finale non consolatorio. La parte con Gere e sua figlia è una protesi insensata e male innestata.

Nancy 27/08/13 21:16 - 774 commenti

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Insopportabile pellicola votata alla lacrima facile dalla quale non fuoriesce neanche un barlume minuscolo di ispirazione: la storia d'amore di una ragazza di 22 anni (malata terminale, ovviamente!) e di un cinquantenne tombeur de femmes non emoziona e non scuote, annoia e basta. Richard Gere nel classico ruolo del belloccio borghese, Winona Ryder è graziosa ma non basta a risollevare le sorti di un film così ruffiano. Unica cosa che si salva la buona fotografia (mezza palla in più), che rende giustizia nei suoi colori al titolo.

Claudius 2/09/14 19:51 - 540 commenti

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Men che mediocre film romantico. Eppure i numeri per realizzare un buon film c'erano (se non altro per portare le fanciulle al cinema), ma Joan Chen, pur avendo a disposizione un buon cast (Gere e la Ryder, attori solitamente più che discreti), non riesce a sollevarsi dalla melassa in cui naufraga tutto, anche se si salva in parte la scena della telefonata. Un anno dopo uscirà Sweet november che, rispetto a questo, è di un altro pianeta.

Buiomega71 4/10/14 00:36 - 2894 commenti

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Al di là dell'asfittico tema portante tipico del lacrima movie, il film sorprende per la regia raffinata, ispirata e orientaleggiante della Chen (lampade cinesi, perline, farfalle, colori autunnali e parchi alberati valorizzati dalla magnifica fotografia di Changwei Gu) e da momenti non banali e visivamente ricercati (l'ultimo malore della Ryder, la disperata corsa in ospedale, il cardiochirurgo in elicottero sopra i cieli notturni di New York). La diafana Ryder presta il look e i vestiti kitshissimi a somiglianza della sua regista. Delicato come la porcellana.
MEMORABILE: Il ritrovato rapporto di Gere con la figlia (più interessante e intenso della storia d'amore con la Ryder); Il primo malore della Ryder nel bagno; La festa di Halloween.

Pinhead80 7/04/15 17:36 - 4707 commenti

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Cosa può esserci di più commovente di una storia d'amore tra un bel cinquantenne e una bella ragazza malata terminale di cancro, nella stagione più triste dell'anno? Ma ovviamente niente. Lo sa bene il regista, che sfrutta la sempre suggestiva New York per propinarci questo lacrima movie in cui è impossibile sottrarsi alla sofferenza e ai luoghi comuni del genere. Fatto su misura per Gere e la Ryder, non mi ha convinto nemmeno un po'.

Paulaster 11/10/17 10:27 - 4353 commenti

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Playboy di mezza età si invaghisce di ragazza con problemi cardiaci. Trama che si sviluppa in modo prevedibile con l’aggravante che la differenza d’età pregiudichi ogni empatia: carico oltremodo il personaggio di Gere con immaturità assortite, mentre alla Ryder bastano gli occhioni da cerbiatto ferito. Unica nota positiva una certa delicatezza registica (luci, perline, fogliame, origami) e le prime battute sincere della Stritch. Finale compensativo che sa solo di incollato.
MEMORABILE: La prima telefonata alla Ryder.

Siska80 9/08/20 12:16 - 3676 commenti

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In questa sorta di Love story con annessa differenza generazionale (tra l'altro la coppia protagonista è male assortita ed ha la complicità che potrebbero avere due amici, non degli amanti) si salvano solamente la fotografia, la colonna sonora (il brano "Elegy for Charlotte" è struggente) e l'interpretazione intensa della brava Ryder. Il resto del cast è modesto (soprattutto l'inespressivo Gere), l'intreccio pieno di luoghi comuni (con le disgrazie che puntualmente arrivano durante le festività, giusto per rendere il tutto più drammatico).
MEMORABILE: Charlotte controlla il battito di Will per capire se le ha mentito.

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  • Discussione Buiomega71 • 4/10/14 10:05
    Consigliere - 25856 interventi
    Massacrato in ogni latitudine recensoria (ma con mia somma sorpresa, e anche con un leggero appagamento, Il Morandini la pensa come me) e mandato al macero un pò da tutti

    Andrò pure controcorrente, ma io l'ho trovato delizioso, raffinato, poetico, intrigante, emozionante, con momenti visivi che rasentano il capolavoro

    Al di là dell'asfittico impianto del classico "lacrima movie" (sapevo quello che andavo a vedere), quello che mi ha incantato è stata la regia di Joan Chen

    Sembrerebbe un film di attori (c'è il Gere e la Ryder), ma in realtà non lo e (e anche qui Il Morandini pare scrivere quello che penso, quasi riportando le mie sensazioni durante la visione)

    Puro film di regia (per la serie ennesimo caso che rinforza la mia teoria: e come si racconta, non quello che si racconta e la sceneggiatura-come in questo caso-conta fino a mezzogiorno)

    La Chen inzuppa la sua love story di echi orientaleggianti tra: lampade cinesi, perline, farfalle (bellissimo per incanto e pura poetica la scena in cui la Ryder racconta la fiaba alle tre bimbe sul lettino, durante la festa di halloween), riflessi in specchi, finestrini delle auto e vetrate, parchi abbagliati dai colori autunnali della natura (magnifica e quasi magica la fotografia di Changwei Gu), interni dai colori dell'animo dei suoi protagonisti (l'elegante, ma un pò freddo, appartamento di Gere, la stanza, che vira al celeste, della Ryder), le scene d'amore tra i due con la Ryder che accarezza il volto di Gere con una foglia, tra perline cinesi e tendine

    Il gusto estetico e la narrazione delicata dell'attrice/regista cinese mette in ombra pure le due star, tanto per far capire la personalità fortissima di Joan Chen (ogni momento, ogni attimo, trasuda un gusto tipicamente orientale, impronta indellebile della sua regista)

    Non banali soluzioni visive e narrative (l'ultimo fatale malore della Ryder mentre Gere prepara l'albero di natale, la corsa disperata in ospedale, il cardiochirurgo sull'elicottero che sorvola i cieli notturni di New York, la dolorosa notizia finale, narrata visivamente senza una parola di grande impatto emotivo, il primo malore della Ryder mentre scherza con Gere nel bagno, alla pista di pattinaggio, le battute iniziali al ristorante, alcuni incantevoli scorci notturni di New York, i kitshissimi vestiti della Ryder, i cappellini che crea, il suo modo di essere diafana e sfuggente, che la fà assomigliare fisicamente-e sempre più- alla sua regista

    Di contro, forse, la poca alchimia che si crea tra i due attori (pare non ci sia molto feeling a dire il vero) e la sottotrama della figlia ritrovata (una bellissima e intensa Vera Farmiga) è molto più interessante e profonda che nemmeno la storia d'amore ( e morte) tra il fascinoso ex american gigolò e la Ryder (che comunque regala una delle sue migliori interpretazioni) e le poco coinvolgenti musiche di Gabriel Yared (da lui mi aspettavo un altro tipo di sonorità, invece mi è parsa un partitura un pò banale)

    Ti aspetti l'ennesima stoccata alla Love Story, e ti ritrovi un opera delicata come la porcellana.

    Curioso come nel film (la Ryder è figlia di una vecchia fiamma di Gere) la nonna della Ryder (Elaine Stritch), dica alla ragazza che "sua madre non ha mai fatto l'amore con lui, pur essendone pazzamente innamorata", così da spazzare via il tarlo di ogni possibile dubbio su un probabile incesto.
    Ultima modifica: 4/10/14 13:34 da Buiomega71
  • Curiosità Buiomega71 • 4/10/14 10:13
    Consigliere - 25856 interventi
    * Seconda regia per l'attrice Joan Chen, dopo l'acclamato Xiu Xiu, vincitore di numerosi premi in tutto il mondo

    * Tra Richard Gere e Winona Ryder, sul set, non correva buon sangue. La giovane attrice incolpava Gere di essere troppo "primadonna" (costingeva l'intera troupe ad aspettare il termine delle sue funzioni buddiste). Mentre Gere considerava la Ryder nevrotica e eccessivamente sensibile.

    Fonte: Film Tv
  • Homevideo Buiomega71 • 4/10/14 11:55
    Consigliere - 25856 interventi
    Più che buono il dvd Warner, che risalta i magnifici colori autunnali della fotografia di Changwei Gu.

    L'audio, al contrario, risulta bassissimo

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano, inglese. Sub solo italiani (anche per non udenti)

    Extra: Backstage (sottotitolato in italiano), interviste a Richard Gere, Winona Ryder e Joan Chen, filmografie e note biografiche, trailer originale

    Durata effettiva: 1h, 41m e 25s
    Ultima modifica: 4/10/14 11:55 da Buiomega71
  • Discussione Deepred89 • 4/10/14 15:10
    Comunicazione esterna - 1601 interventi
    L'ho visto troppo tempo addietro per poterlo commentare, ma pure a me sembrò niente male. Sulle 2 palle e mezzo per intenderci.
    Riguardo a Morandini, a volte sorprende. Tra l'altro è tra le poche persone al mondo (insieme a me, Dengus e Rambo90) a non stroncare Finalmente la felicità!
    Ultima modifica: 4/10/14 17:29 da Zender
  • Discussione Buiomega71 • 4/10/14 16:46
    Consigliere - 25856 interventi
    Deepred89 ebbe a dire:
    Tra l'altro è tra le poche persone al mondo (insieme a me, Dengus e Rambo90) a non stroncare Finalmente la felicità!

    Questa sarebbe da incorniciare! Anche se quì, la felicità, sà parecchio di fiele

    Praticamente (da quello che ho letto in giro) è piaciuto solo a me e al Morandini, che le affibbia tre stellette, dove sottolinea anche lui l'elegante aspetto visivo del film e la regia non banale e raffinata della Chen, e non si sofferma superficialmente solo sulla storia e ai sue due interpreti.
    Ultima modifica: 4/10/14 17:30 da Buiomega71
  • Discussione Buiomega71 • 4/10/14 17:32
    Consigliere - 25856 interventi
    Ah, intendevi il film con Pieraccioni (ho visto che e stato linkato). Credevo fosse un modo originale per indicare questo tipo di film :)
  • Discussione Deepred89 • 4/10/14 17:38
    Comunicazione esterna - 1601 interventi
    Ahah in effetti alcune volte ho uscite del genere.
    Riguardo a Autumn, grossomodo concordo con quanto scrivi, pur non ricordando parecchi dettagli. Una notevole cura e livello visivo e una mano delicata anche quando si poteva affondare nel lacrima-movie più compiaciuto.