Cerca per genere
Attori/registi più presenti

IL PRIMO NATALE

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 6
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/12/19 DAL DAVINOTTI
L'esperimento natalizio in chiave NON CI RESTA CHE PIANGERE di Ficarra e Picone non sortisce gli effetti sperati. Eppure l'idea di far tornare i nostri nella Betlemme dell'Anno Zero si prestava - soprattutto in considerazione della naturale predisposizione iconoclasta di Ficarra - a una divertita rilettura della Natività e allo sfruttamento di un'ambientazione insolita, per il nostro cinema. Esaurito senza troppa gloria un prologo in cui Ficarra fa il ladro di oggetti sacri e Picone un parroco alle prese con l'allestimento di un presepe vivente (il tutto andava opportunamente sintetizzato, considerata la pochezza delle idee a disposizione), i due finiscono casualmente in un cespuglio al cui centro brilla una strana luce per uscirne inaspettatamente in pieno deserto. Picone prosegue inizialmente l'inseguimento a Ficarra che gli ha appena sottratto una preziosa scultura finché s'accorge che il mondo intorno è cambiato radicalmente: sono in Galilea e non gli ci vuol molto per capire (chissà da cosa poi) che mancano pochi giorni alla nascita di Gesù. Torna utile, pensano: se Cristo non può fare il miracolo di farli tornare nel 2019 potrebbe riuscirci la Madonna... I due si mettono quindi in caccia di Giuseppe (“Quello col bastone tondo”) e Maria (“Una donna incinta”) incontrando sulla loro strada diversi personaggi e unendosi a un gruppo di zeloti. Un'avventura in costume per famiglie in cui sceneggiatura e dialoghi sembrano del tutto secondari allo svilupparsi ordinario di un soggetto che li ponga di fronte a situazioni in cui chi conosce un minimo di storia cristiana possa orientarsi. Avvolti nella notevole fotografia di Daniele Ciprì, i paesaggi e le scenografie ricostruite in Marocco comunicano un fascino che tuttavia mal si sposa a un'impostazione da commedia che non ingrana mai davvero. Non sembra esserci alcuna ricercatezza nelle gag, come se messi a confronto con le diverse situazioni i due debbano far valere tutta l'esperienza di un affiatamento affinato in anni e anni di lavoro di coppia per riuscire a cavar fuori qualche risata; ci riescono di rado, più spesso quando possono giocare sulla conoscenza del "catechismo" sfoderando paradossi e stupendosi di fronte a chi sembra non capirci nulla delle loro considerazioni frutto di una sommaria conoscenza evangelica. E' come sempre Ficarra a menare le danze, con Picone a fargli da spalla: se il primo stravolge ogni nozione storica creando continui cortocircuiti anacronistici, il secondo ricuce sfruttando la maggior conoscenza in materia datagli dal personaggio facendo in tal modo risaltare ancor di più le confuse assurdità sparate in sequenza dal partner. Quello che proprio non funziona è la regia (ancora una volta firmata dai due), che sembra infischiarsene della necessità di mantenere un ritmo accettabile perdendosi in pause interminabili che nella seconda parte si fanno insopportabili. Debole la figura di Erode (che pure è ben interpretato da Popolizio), narcotizzanti le scene di gruppo con zeloti e relativa figliolanza a cui i nostri si accompagnano. Ci volevano più sketch, come per l'appunto insegnavano Benigni e Troisi, perché le troppe scene di raccordo, che peraltro congiungono di rado sequenze efficaci, conducono il film nei territori della fiacca avventura in costume, con un ritorno al presente che riconferma la debolezza dell'insieme lanciando una facile considerazione ammonitirice sulla condizione dei più sfortunati. Ficarra e Picone si confermano coppia efficace e simpatica, perfettamente amalgamata, ma il film pare un ritorno alle farse dalla scrittura minimale che il nostro cinema sfornava decenni fa a ritmo infernale sfruttando il nome dei comici in cartellone e ad essi affidando il compito di risolverle col carisma e il talento di chi sa improvvisare per mestiere.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Markus 14/12/19 10:38 - 3017 commenti

Francamente terribile. L'unico cinepanettone dell'anno 2019, genere che pare non entusiasmi più nessuno, è affidato a Ficarra e Picone. Il duo prende spunto da Non ci resta che piangere, con l'involontario trasbordo d'epoca che porta lo spettatore nell'Anno Zero. Lo sviluppo della vicenda, pur non avendo nulla di originale, poteva dar adito a vari sketch e situazioni di leggerezza, invece la pellicola vira in momenti stantii nei quali la risata... viene tragicamente a mancare. Anche l'espediente natalizio non riesce a scaldare i cuori. Peccato.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 17/12/19 23:33 - 6008 commenti

Un delicato film natalizio, in cui l'intenzione dei due comici è palesemente quella di riscaldare i cuori e rivolgersi a un pubblico di famiglie, piuttosto che far ridere a tutti i costi. Gag e risate di certo non mancano (come la tombola da Erode) ma si nota la voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita commedia, affidandosi anche a ottime scenografie e a costumi azzeccati. Il duo è in forma, affiatati come sempre e circondati da qualche bella faccia tra cui si fa largo un fantastico Popolizio. Buono, ma forse superfluo fuori dalle feste.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Samuel1979   2/1/20 19:48 - 455 commenti

Benché si basi su una idea oramai trita e ritrita (quella del viaggio nel tempo), il film può essere considerato il migliore e soprattutto il più maturo della coppia palermitana. Una sceneggiatura vivace e una buona dose di comicità conferiscono alla commedia un certo spessore e il tutto viene ben supportato da un buon cast in cui Popolizio recita egregiamente nelle vesti di Erode. Ottima la fotografia.
I gusti di Samuel1979 (Avventura - Comico - Commedia)

Maxx g 22/12/19 19:30 - 447 commenti

Film natalizio con Ficarra e Picone, ricorda (fin troppo) Non ci resta che piangere: in questo caso i due finiscono non nel Medioevo ma in Galilea poco prima che Gesù nasca. Se la fotografia è ottima e la scenografia non è da meno, il resto risulta abbastanza deludente, nonostante un efficace Massimo Popolizio. Non è facile realizzare qualcosa di diverso a Natale, ma ugualmente si ride assai poco e il film tende troppo a sfilacciarsi. Un prodotto spurio che porta a poco o nulla: peccato.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: L'approdo nella capanna sbagliata.
I gusti di Maxx g (Comico - Horror - Western)

Aal 22/12/19 21:08 - 301 commenti

Con un'idea presa in prestito da Non ci resta che piangere, i due comici siciliani confezionano un ibrido di commedia e film in costume gradevole e divertente, leggero e ben realizzato, a cui si perdonano volentieri certi ammiccamenti e qualche banalità. Ficarra un po' troppo enfatico e macchiettistico, molto meglio Picone a cui il personaggio del pretino pedante si attaglia alla perfezione. Si ride, ci si commuove e alla fine ci sembra di essere felici. E, per una volta, ci può stare. Non è forse questo il segreto dello spirito natalizio?
I gusti di Aal (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Marimba69 28/12/19 0:09 - 10 commenti

Il "trasporto nel passato", espediente già ampiamente sfruttato (dalla coppia Benigni-Troisi ma pure dal più recente Non ci resta che il crimine), rischiava di portare sullo schermo uno scontato déjà vu. Eppure, nonostante l'idea non brilli certo per originalità, ci troviamo di fronte a un film scorrevole e a tratti spassoso grazie soprattutto al duo comico siciliano che, se nella "Striscia" televisiva risultano talvolta persino fastidiosi, su grande schermo fanno sempre centro. Una spanna sopra le solite commedie fatte con quattro soldi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: "Dio benedica questo cibo che ci dà!" (assaggia e sputa) "Che è, non ha fatto in tempo a benedirlo?".
I gusti di Marimba69 (Animazione - Commedia - Western)