Viva san Isidro!

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

C'è lo zampino di Gabriele Salvatores, in questo primo film di Alessandro Cappelletti: il regista di PUERTO ESCONDIDO ama il Messico, i paesaggi aridi e assolati, il calcio e Abatantuono (che ormai si porta inevitabilmente dietro il fido Ugo Conti), tutti elementi che compaiono anche in questo VIVA SAN ISIDRO, tratto dal romanzo “San Isidro Futbol” di Pino Cacucci. In realtà il calcio è poco presente nel film, giusto per descrivere la vita di Quintino (Marco Leonardi), giovane ingenuo che si confonde tra gli altri bizzarri abitanti di San Isidro, minuscolo paesino autogovernato (nessuna delle città vicine se lo vuole ammettere). A raccontare la storia, in veste di narratore...Leggi tutto inquadrato tra una vicenda e l’altra ma solo a sprazzi (sempre con primissimi piani in penombra) è il prete italiano Don Pedro (Diego Abatantuono, una spanna sopra a tutti), che vedremo comparire nella storia giusto negli ultimi 15 minuti, quando “il gioco si fa duro”. Per il resto il film scivola via incolore (è solo un modo di dire, giacché la cosa migliore è probabilmente la fotografia), tra un’adunanza cittadina alternata a un focoso amplesso e una sfida a calcio, tra il ritrovamento di un carico di cocaina nascosto in un aereo precipitato (e scambiato per un fertilizzante) e una sfida tra federali e gangster. Succede di tutto ma sembra che non succeda niente, tanto sonnacchioso è il ritmo. L'atmosfera è gioiosa, scanzonata, resa allegra dalla bella colonna sonora, ma i personaggi sono di carta velina e sembra che il regista tenda involontariamente alla favola. Un film che si potrebbe definire “sciocco”, rivitalizzato appena nel finale dalla comparsa - finalmente! - di un Abatantuono che col suo carisma dona appena un po' di spessore in più. Stroncato dalla critica, è un film che non fa male a nessuno. Mah...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 11/12/11 19:06 - 11449 commenti

I gusti di Galbo

Il film di esordio di Alessandro Cappelletti è tratto da un racconto di Pino Cacucci e vorrebbe ritrovare nelle intenzioni le atmosfere di Puerto Escondido. Tra Cappelletti e Salvatores tuttavia la distanza appare siderale e il film arranca con ritmi a dir poco cadenzati e con personaggi che sono (specie quelli messicani) l'apoteosi del luogo comune. Gustosa l'apparizione del buon Abatantuomo ma è troppo poco per salvare il film dal naufragio artistico.

Reeves 19/08/20 10:59 - 218 commenti

I gusti di Reeves

Gabriele Salvatores cerca di trasformarsi da regista di film di successo nei quali il viaggio è fondamentale a griffe con cui lanciare il film prodotto dal suo (allora) socio Maurizio Totti e da Salvatores stesso. Vengono mobilitati anche due attori del gruppo (Abatantuono e Conti), ma il risultato è mediocre e oltretutto il film non funziona nemmeno al botteghino. Il regista è di provenienza pubblicitaria e questo si nota soprattutto nelle sequenze che ci propongono la partita di calcio, con Marco Leonardi che sembra fare le prove generali per il suo futuro come Maradona...
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