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TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/05/20 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 2/05/20 16:22 - 10341 commenti

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Al funerale di un celebre scrittore, la moglie racconta ad un giornalista la storia di un rapporto lungo 45 e punteggiato da momenti esaltanti ma anche litigi, rimpianti, tradimenti, abbandoni... Brillante esordio alla regia per Bedos, in cui, come nel film successivo, a risaltare è soprattutto la sceneggiatura, scritta insieme alla compagna Tillier, calibratissima nell'alternanza dei toni dall'ironico al sentimentale. Valida la prova degli interpreti, bello l'epilogo con un risvolto a sorpresa che anticipa quello di un film statunitense (non si può dire quale senza spoilerare).
MEMORABILE: Lo scrittore narciso va a far visita al suo psiconalista moribondo in ospedale; Ad occhi bendati sul ciglio della scogliera di Etretat

Paulaster 8/06/20 10:36 - 3156 commenti

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Il giorno del funerale di uno scrittore la moglie racconta la vita del defunto a un giornalista. Sceneggiatura cronologica in capitoli che descrive anche i cambiamenti sociopolitici francesi. Prima parte brillante, specie nei dialoghi, diviene solo descrittiva nel prosieguo. Il ruolo del protagonista scrittore ha qualche ombra dato che viene accomunato a Philip Roth (!): dapprima sembra vacuo, poi volge al complessato. Anche qualche momento matrimoniale è un po' forzato. Discreta chiusura. Regia che si affida prevalentemente al montaggio.
MEMORABILE: La cena di Natale; La madre che spara al cane; Il gigolo a letto; Gli insulti della figlia.

Kinodrop 21/01/21 19:18 - 1868 commenti

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Gli alti e bassi della vita sentimentale e professionale, raccontati a un giornalista, dalla recente vedova di un famoso scrittore, che ricostruisce un itinerio alternativo a quello che ci si aspetterebbe. Può contare su una sceneggiatura discreta che oscilla tra seriosità e sprazzi di ironia, ma il limite è dato dalla verbosità e dalla schematicità della ripartizione narrativa che palesa una buona dose di artificio nella miscela vita/arte, ambizioni, sentimenti e famiglia. Una notevole prova attoriale, ma rischia di non reggere all'eccessiva durata degli stop & go della coppia.
MEMORABILE: La seduta dallo psicanalista morente all'ospedale.

Giùan 15/05/21 10:21 - 3298 commenti

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Come nel successivo film, Bedos gioca "all in" sullo script a orologeria e sul milieu radical chic tanto caro ai cugini d'oltralpe (e per certi versi affine al nostro cinema). Se tuttavia molte delle situazioni iniziali sono indovinate (il rapporto politically uncorrect col figlio demente) e le singole sequenze son ben conchiuse, il ritmo del racconto si va progressivamente sfocando mostrando la corda di un indulgenza eccessiva, tanto che lo stesso finale risulta piuttosto (pre)supponente che sorprendente. Resta godibile la bravura degli interpreti, con la fulgida Tillier in testa.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 2/05/20 16:29
    Gran Burattinaio - 5510 interventi
    E' il film d'esordio registico per Nicholas Besos, già attivo come drammaturgo.
    Consigliato soprattutto a chi ha apprezzato il bellissimo La belle epoque, diretto un paio di anni dopo.
  • Discussione Didda23 • 2/05/20 17:30
    Comunicazione esterna - 5754 interventi
    Grazie mille!
  • Discussione Digital • 2/05/20 18:05
    Portaborse - 3206 interventi
    Me lo segno, grazie!